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lavoro pubblicato domenica 7 gennaio 2018
ultima lettura mercoledì 18 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Jumanji

di Poetto. Letto 525 volte. Dallo scaffale Cinema

Confesso che Robin Williams è uno dei miei attori preferiti, ebbene si. Sono del parere che la presenza di Robin in alcuni film abbia dato quel di più, quella carica che senza di lui il film non avrebbe avuto. Un film certamente salvato .............

Confesso che Robin Williams è uno dei miei attori preferiti, ebbene si.

Sono del parere che la presenza di Robin in alcuni film abbia dato quel di più, quella carica che senza di lui il film non avrebbe avuto.

Un film certamente salvato da Robin, anche se al giorno d'oggi non molti se lo ricordano, fu Popeye.

Insomma, Robin, ai miei occhi, è un grande.

Uno di film più interessanti e curiosi interpretati da Robin è stato, a mio avviso, Jumanji.

Il film è centrato su un gioco, Jumanji appunto, che viene ritrovato casualmente da un giovanissimo Robin, ossia Alan Parrish il nome del personaggio, che credendolo innocuo inizia a giocarci assieme ad una sua amica.

Il gioco si rivela essere una terribile “trappola” che spedirà nella giungla Alan e dallo strizzacervelli Sarah, la sua amica.

Dopo 26 anni il gioco verrà ritrovato ed i due ragazzini, fratello e sorella, riprenderanno da dove si era fermato, facendo apparire Alan dalla giungla ma anche tante “sventure” che il gioco stesso mandava ad ogni tiro.

Il gioco, per far sparire tutto il “disastro” che metteva in campo doveva essere terminato, non si poteva barare.

Una cosa interessante di questo film è che fu tra i primi ad usare la computer grafica per generare alcuni degli animali che si vedono.

La bambina che interpretava Judy era una giovanissima Kristen Dunst.

Ho pensato a questo film come ad una metafora della vita.

Il lancio dei dadi rappresentano le scelte che tutti noi compiamo, al momento del loro compimento non sappiamo realmente come queste andranno ad influire su di noi e su chi ci sta vicino.

Certo, il film esagera in modo negativo tutte le scelte fatte dai protagonisti ma il senso è chiaro, ad ogni scelta corrisponde tutta una serie di reazioni che questa scelta mette in moto, scelta che non solo interessa noi, ma coinvolge tutte le persone che ci stanno vicine.

Nel film appaiono, ad esempio, delle scimmie che andranno a sconvolgere la tranquilla vita della cittadina dove è ambientato il film.

Anche le scelte degli altri possono coinvolgere, e pesantemente, la nostra esistenza.

Nel gioco ci sono quattro giocatori le cui scelte, ossia il lancio dei dadi, si influenzano a vicenda in una trama molto complessa di azioni e reazioni tra i vari personaggi.

Il continuare a tirare i dadi, ossia il continuo scegliere, il decidere se fare un qualcosa o meno, che a volte equivale veramente al tirare dei dadi, vista la casualità della scelta, provoca una somma di eventi tra loro correlati.

I ragazzi che andranno ad abitare nella casa di Alan, faranno ritornare, dopo 26 anni, questo in quella che fu la sua casa.

Le nostre scelte possono “smuovere” situazioni che parevano bloccate nel tempo, far ritornare d'attualità situazioni e persone che, per noi, per vari motivi, parevano relegate nel mondo dei ricordi.

Il film termina con il gioco che viene completato e Alan con Sarah si ritrovano ragazzini e al punto in cui questo viene ritrovato, loro buttano via la scatola del gioco che, il film fa intuire, verrà trovata da altri che a loro volta inizieranno a giocarci.

Questo simboleggia il fatto che una volta completato il nostro “ciclo vitale” ci sarà sempre qualcun altro che farà delle scelte che metteranno in moto tutta una serie di azioni e reazioni in un "campo" che una volta era il nostro.

In sostanza, anche se il film, per forza di cose, essendo indirizzato ad un pubblico giovane, ha dovuto fare delle scelte precise, il gioco rappresenta il “gioco” della vita, dove le scelte di uno influenzano la vita di tutta una serie di persone.

Le scelte, poi, non sempre sono ponderate, ma diventano spesso, un lancio di dadi dove hai chiara la visione della scelta, in questo caso simboleggiato dal numero che appare nei dadi, ma non quello che la scelta fatta riserverà nel tempo, simboleggiata nel film con la comparsa, ad esempio, del leone o delle scimmie.

Comunque un film che, a mio avviso, merita di essere visto anche al di là delle rappresentazioni metaforiche che, sempre secondo me, vi sono.



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