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lavoro pubblicato venerdì 5 gennaio 2018
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Fiamme E Magia [Parte 3]

di Sher. Letto 324 volte. Dallo scaffale Fantasia

La morte non aveva mai sfiorato il suo volto,e lui non aveva mai provato la sensazione che si ha quando il velo della "signora oscura" gli si posa sopra, oscurando la sua vista, tappando le sue orecchie, portando via la sua anima ancora giovane.............

[Juren]

Un letto d'erba ancora sporca del sangue della sera precedente ospitava il corpo incoscente di Juren, la morte non aveva mai sfiorato il suo volto, e lui non aveva mai provato la sensazione che si ha quando il velo della "signora oscura" gli si posa sopra, oscurando la sua vista, tappando le sue orecchie, portando via la sua anima ancora giovane... Tutte sensazioni che Juren provò nei pochi secondi in cui il suo corpo si accasciava sul terreno ricoperto d'erba, tempo per lui infinito, sentiva la morte scivolare nelle viscere del suo corpo che tentava di strappar via la vita dal suo involucro natio... agonia e disperazione, non avrebbero mai potuto colmare e alleggerire le sensazioni di quel momento...

E' una volta che chiuse gli occhi, Juren pensò a qualcosa che un bambino non dovrebbe mai pensare, "finalmente sono morto..."...

Tuttavia, Juren riaprì gli occhi, si risvegliò come da un brutto sogno, ritrovandosi davanti al cielo azzurro decorato dalle numerose bianche nuvole, che si dilettavano ad assumere le forme più bizzarre, e dal sole alto nei cieli, che con la sua candida luce illuminava la foresta in cui stanziava Juren, accompagnando il colore vivace delle foglie d'abete in primavera...

Il piccolo si drizzò a sedere sul terreno per poi guardarsi intorno ancora intontito, senza dire una parola, si alzò per poi inoltrarsi per i sentieri della foresta ignorando completamente le macchie di sangue seccato sul terreno, l'espressione negli occhi di Juren era stranamente vuota come se in quel momento non provasse niente, tutto quello che stava facendo era seguire il suo istinto, ed esso gli suggeriva di bere attraverso la seccatura della gola e le labbra screpolate, il piccolo barcollava a ogni passo quasi come un ubriaco inciampando talvolta su alcune pietre del tragitto, i vestiti prima lindi erano stati strappati e sporcati di sangue emanando un odore nauseante, un aspetto a dir poco pietoso, superavano di gran lunga, gli stracci indossati dai vagabondi dei poveri e piccoli sottoborghi nei grandi regni.

Dopo qualche ora di cammino ininterrotto il forte rumore di una cascata attirò l'attenzione del piccolo che subito seguì ciò che udiva, man mano che avanzava, il frastuono diventava sempre più forte fino a diventare quasi assordante, con la mano Juren scostò dei rami ricoperti di foglie che occupava la sua visuale per poi ritrovarsi davanti a una piccola chierica pianeggiante decorato da un enorme lago al suo centro rifornito d'acqua da una cascata li vicina, l'acqua del luogo era limpida e poco profonda, non appena Juren la vide, vi corse contro per poi gettarvici a capo fitto bagnandosi completamente i vestiti, con le mani cominciò a portare al volto l'acqua del lago per lavarsi il viso e poi abbeverarsi, il piccolo sentì una piacevole sensazione rinvigorente, poi non appena l'acqua calmò la sua danza, Juren incrociò lo sguardo con il riflesso del suo volto, i capelli prima corvini erano improvvisamente diventati grigiastri, sul volto erano apparse lievi rughe che accompagnavano delle borse al di sotto degli occhi celesti, in breve tempo il piccolo si sentì mancare e appoggiò la sua fredda mano sul volto accarezzandolo lentamente, non capiva il perché, eppure si prese di collera, quando vide il suo volto in preda a un invecchiamento prematuro....

D'un tratto, l'acqua seguì un brusco movimento di fronte a Juren che subito alzò il capo, si ritrovò d'innanzi a una bambina con le gambe immerse nell'acqua, aveva dei lunghi boccoli bianchi come la neve decorati da un nastro azzurro legato a fiocco, la sua pelle era estremamente pallida e lasciava risaltare il colore rubino dei suoi occhi grandi abbastanza da lasciar traboccare l'ingenuità e la vivacità di una bambina, la piccola aveva un vestitino anch'esso bianco abbastanza lungo da potergli coprire anche metà delle gambe, il gonnellino era raggomitolato in una delle sue fini mani per evitare che l'indumento si bagnasse...

"perché piangi?" chiese con voce affettuosa la piccola poggiando la mano libera sulla spalla di Juren ignaro di quelle lacrime che traboccavano dai suoi occhi percorrendo le guance precipitando nell'acqua del lago creando leggere increspature sul riflesso immobile del liquido, non appena se ne accorse, il ragazzo cominciò ad asciugarsi il volto con gli avambracci e i palmi delle mani tentando di braccare quella commozione, che per lui non significava niente....

L'attimo dopo, fra gli alberi della foresta, irrompendo perfino il suono della cascata, le urla aggressive di un uomo, invocavano il nome di qualcuno:

"HILIKA!!", Juren sobbalzò al sentire quella voce tanto vigorosa e tonica, la piccola si guardava intorno sorridendo, non era troppo difficile capire che quella che cercavano era lei, così il ragazzo senza dire una parola cominciò ad avanzare verso la riva poco distante, la piccola non gli disse niente tuttavia lo guardava con l'espressione di chi ha appena visto un bambino in lacrime... non appena Juren mise il primo piede fuori dall'acqua, un uomo bardato in armatura uscì al di fuori delle frasche interne della foresta cominciando a ispezionare l'area circostante, non appena il suo sguardo incrociò la piccola, urlò, "HILIKA!", la piccola alzò distrattamente la mano destra lasciando che l'acqua inzuppasse il suo gonnello bianco in quel momento in preda a una danza sulla fine superficie dell'acqua, non appena il ragazzo si voltò, si stupì della velocità con cui l'uomo correva nonostante la pesante armatura argentea, ogni passo emetteva un fine ma fastidioso suono metallico, in pochi secondi, Juren si ritrovò braccato dall'uomo che solo adesso poteva notare quanto fosse alto, i lunghi capelli castani dell'individuo accompagnavano il volto sfreggiato da numerose cicatrici decorato dalla folta barba in qualche tratto bianca, e dai suoi occhi severi e piatti che scrutavano attentamente dall'alto al basso il piccolo Juren, poi, con la sua solita voce vigorosa, parlò:

"chi sei..?Che ci fa un ragazzino solo nel mezzo della foresta" chiese l'uomo,

"N-non ricordo..." disse con tono velato il ragazzo abbassando lo sguardo sul terreno,

"Capitano!" gridò qualcuno con voce affannosa... subito dopo dai sentieri della foresta uscirono diversi uomini, bardati con una corazza in maglia e spallacci di cuoio, armatura tipica di chi ha bisogno di muoversi velocemente come un ladro o un arciere tuttavia nessuno di loro sembrava essere di quella categoria, gli uomini che accerchiarono Juren erano tutti armati di spada lunga, priva di fodero, era facile perderle nelle battaglie, tuttavia il ragazzo a primo achito ebbe l'impressione che le armi fossero state rubate, nonostante non avesse alcuna prova che confermasse la sua teoria.

"E questo chi è?!" domandò uno fra loro con tono aggressivo... l'uomo di fronte a Juren, ossia il capitano, non disse nulla in risposta e continuò ad osservare il volto del ragazzo, in particolare i suoi capelli grigiastri... li guardava come se ne fosse ipnotizzato, a interrompere la quiete fu un giovane dai capelli dorati e gli occhi cielo, avanzò con passo gagliardo, schiena dritta e petto in fuori, scrutava Juren con occhi aspri, pieni di veleno, "Wers.." con la mano chiamò l'uomo di fronte Juren, poi tentando di assumere una tonalità vigorosa parlò, "questo ragazzo ha visto Hilika, sai bene cosa significa..." il giovane tentava di parlare come un uomo di corte, agli occhi di Juren, l'atteggiamento con cui si rivolgeva all'individuo di nome Wers, era infantile se non arrogante, i suoi occhi avevano l'espressione di chi, fallendo, tentava di imporre degli ordini, la voce tonica che tentava di assumere invece, appariva suspiciosa...

"sai cosa succede se avverte i cacciatori di sangue!" continuò sempre tremolante il giovane,

"è una cosa che riguarda il comandante, e guarda caso sono io..." Wers non degnò di uno sguardo il giovane, non ebbe neanché bisogno di assumere una tonalità stentorea, il piccolo uomo sembrava già abbastanza spaventato per aver soltanto iniziato una conversazione con il suo capitano, probabilmente accentuare una voce aggressiva l'avrebbe fatto scappare a gambe levate, un giovane piuttosto codardo, abbastanza da aver avuto la grazia di star in silenzio alle parole di Wers che grattandosi la folta barba, tentava di capire quale scelta fosse migliore...

Dopo svariati secondi di tempo apparentemente infinito, Wers prese la sua decisione,

"legatelo e portatelo all'accampamento, sarà nostro prigioniero fino a Voron, in questo modo saremo sicuri che non dirà niente ai cacciatori... e io non avrò un altra anima nei pensieri..."

"però potresti avere le anime di Hilika di Cleira e di tutti i tuoi uomini!" ribattè feroce il leone codardo, in quel momento Wers si avvicinò pericolosamente al giovane con sguardo minaccioso "è debole! Perfino Hilika potrebbe stenderlo nelle sue condizioni!", nel mentre Juren venne legato mani e piedi con una corda robusta, le mani dietro la schiena legate insieme, stessa cosa per i piedi, dopo di chè un uomo dalle fattezze robuste, caricò il ragazzo in spalla come un sacco di patate, Hilika accanto a lui gli sorrideva, Juren dedusse da quel sorriso che era fortunato ad'esser stato graziato dall'uomo di nome Wers.

[Telin]

Se ne stava seduto osservando continuamente le rilassanti danze delle fiamme del falò al centro della caverna ormai loro rifugio da numerosi giorni, il luogo era umido e silenzioso se non fosse per il continuo scoppiettio della legna che arde e del continuo tossire della gente intorno a lui, non c'era parecchio movimento nell'accampamento, dunque si notava facilmente ogni singola movenza al suo interno, era da un po che Telin osservava sospettoso un gruppo di tre ragazzini, il più robusto di loro, si chiamava Holly, il grasso accumulato nel corso degli anni lo facevano sembrare tutt'altro che un rifugiato di guerra, per non parlare dei suoi indumenti tenuti lindi e ordinati, indossava una semplice maglietta in lino color verde acqua, le maniche giungevano fino ai polsi nei quali si vedevano strani segni in cerchio come se di recente fosse stato legato stretto con una corda, il più magro era Benjen, al contrario del suo compagno Benjen era un ragazzo pelle e ossa, le incavature sulle guance e la fronte lo rendevano molto simile a uno scheletro, i suoi capelli ramati lunghi sembravano studiati per coprire i difetti dovuti al poco cibo assimilato, indossava una camicia bianca strappata sul petto lasciando intravedere uno dei suoi capezzoli, attraverso lo strappo si poteva anche notare lo sporco che la pelle aveva assunto, la pelle bianca veniva contrastata dalle polveri neri simile alla cenere presente su tutto il corpo, la ragazza che era con loro invece era Tisha, ragazza di campagna, dai calli sulle mani non si poteva dedurre altro se non che in passato svolgesse un lavoro duro, probabilmente la contadina, il suo volto leggermente scavato presentava lentiggini poco più al di sotto degli occhi all'altezza del naso, le sue labbra carnose dipinte di rosa erano screpolate e i suoi occhi celesti adornati dalle occhiaie, i suoi capelli corvini erano decorati da treccce lunghe abbastanza da sfiorargli il fondoschiena, indossava un vestitino azzurro lungo fino al bacino che finiva in gonnella, al di sopra una canotta bianca le premeva il seno piuttosto prosperoso per una bambina di tredici anni circa, abbastanza insolito da attirare l'attenzione di vecchi perversi privi di contatto umano da chissà quanto, le sue gambe erano coperte da una lunga calza bianca e indossava delle scarpette nere sporche di fango ed escrementi, probabilmente per via delle numerose fughe che la fanciulla dovette affrontare quando la fattoria in cui viveva venne attaccata dalle streghe...

Pensando che ogni persona del luogo dormisse, sgattaiolarono in punta di piedi al di fuori della caverna non notando che diverse persone erano ancora sveglie a guardare la loro fallita prova di furtività, erano tre notti che continuavano in quel modo, e Hevrion non si era ancora accorto di nulla, incuriosito da quel comportamento losco Telin seguì il gruppetto, non era difficile capire da che parte andavano, bastava seguire il continuo ridacchiare dei tre, le creature notturne non erano abbastanza rumorose per coprire quel continuo vociferare, il sentiero che percorrevano era ricoperto di ghiaia, alla sua destra vi era una parete rocciosa liscia al tatto ma comunque piena di deformazioni, dall'altro lato invece vi era una sorta di muraglia d'alberi alti tre metri all'incirca, che introducevano un fitto bosco la quale neanché la luce della luna, quella notte così luminosa nella sua interezza, riusciva a irradiare.

Avanzavano con passi pesanti pensando che il continuo bubolare dei gufi servisse a coprire il rumore, Telin li seguiva a qualche metro di distanza, il giusto per non farsi vedere da quei ragazzi a primo achito così stupidi e ingenui, "eccolo! eccolo!" disse con voce acuta la ragazzina, per un momento Telin pensò l'avessero visto, tutt'altra faccenda, i tre si erano fermati vicini ad un incavatura nella roccia coperta internamente dalla penombra, Telin arrivò alle loro spalle, uno di loro, il più robusto, tendeva la mano in avanti ridacchiando, il piccolo notò qualcosa d'innanzi a loro, ma era coperto dai corpi dei tre, così incuriosito, si avvicinò ancora di più decidendo di parlargli,

"Cosa state facendo?" disse Telin tranquillamente con un sorriso dipinto sul volto, nascondendo le mani dietro la schiena, i tre colti di sorpresa sobbalzarono, anche la sagoma di fronte a loro si spaventò, nella penombra si poteva notare un movimento impaurito di qualcosa che arretrava nelle ombre, "Niente!" rispose pronto il più magro, i tre tirarono un sospiro di sollievo nel sapere che ad averli beccati era Telin e non Hevrion.

"Telin, cosa ci fai qui?" chiese con voce velata Tisha, mentre tutti e tre tentavano di nascondere con i corpi qualsiasi cosa stessero osservando prima, in quel momento un silenzio colmo di nervosismo e tensione colmò l'aria.

"posso guardare anche io?" chiese Telin tentando di compromettere il loro voto di silenzio, i tre si guardarono in faccia poi, girandosi dalla parte opposta, cominciarono a confrontarsi a vicenda sul da farsi, il più magro si girò, "v-va b-bene..." disse balbettando,

"però devi prometterci che non lo dirai a nessuno!" riprese Tisha seguita da Holly," già nessuno!"

Telin annuì incrociando le dita nascoste dietro la schiena, non era sicuro di cosa stessero ammaestrando i tre, se era qualcosa di pericoloso, non poteva stare in silenzio, i tre si scostarono, dopo di chè Tisha si chinò verso l'incavatura,

"Qui, Yirin non avere paura", dall'ombra, con passo cauto avanzava qualcosa, ancora irriconoscibile a causa del buio, Telin aguzzò la vista nella penombra, "c-che roba è?!"

dall'oscurità una creatura dagli occhi azzurri come il ghiaccio, avanzava a quattro zampe, aveva una forma umanoide dalla corporatura scheletrica, la sua pelle era grigia macchiata del medesimo colore più scuro, le sue orecchie erano a punta lunghe abbastanza da superare la lunghezza della sua bocca aperta in un sorriso macabro macchiato di sangue, le labbra erano bagnate di rosso così come il suo corpo, in quel momento un brivido salì la schiena di Telin, "Holly... fammi vedere le tue mani.." Holly le nascondeva dietro la schiena, tuttavia non poteva occultare il sangue che cadeva dietro di lui macchiando il terreno roccioso, Tisha guardava Telin con occhi vuoti e un sorriso inquietante dipinto in volto, "non vuoi dargli da mangiare?" Telin abbassò lo sguardo sulle mani dei ragazzi, le loro unghia erano state strappate via, non capiva come non riuscì a non accorgersene prima, Holly si avvicinò minaccioso al piccolo che velocemente afferrò un sasso li vicino per poi colpire il ragazzo di fronte a lui il quale volto cominciò a sanguinare, Telin iniziò a correre velocemente verso la caverna per avvertire quanto meno Hevrion del pericolo,

"Ricorda! Hai promesso di non dire nulla! Sai bene che se infrangi le promesse non vai in paradiso!" da lontano la voce acuta di Tisha raggiunse velocemente le orecchie del bambino che impaurito correva come poteva verso l'accampamento, nel mentre, Telin udì uno strano suono alla sua destra, come se qualcosa sbattesse velocemente contro la parete, voltandosi vide la creatura umanoide arrampicata sulla parete rocciosa, essa tentava di raggiungere il piccolo che tentò di aumentare il passo, "TeLiN... SaI chE dEvI MaNtenEre La PrOmEsSa..!" il mostro sembrava parlare con la voce dei tre ragazzi in coro, Telin tentava di non prestare attenzione alle parole dell'essere, quel percorso prima così corto pareva molto più distante adesso, sembrava quasi che le scale per la caverna non giungessero mai...

Il mostro continuava a cambiare voce ripetendo il nome di Telin, subito dopo la creatura balzò al di sopra del bambino che cadde a terra, con la bocca tentava di mordere il volto del piccolo che con le mani protese in avanti lo teneva a distanza, per un momento gli sembrò di vedere i corpi in piedi sporchi di sangue e sorridenti dei bambini che la creatura aveva ingannato, "A-AIUTO!!" Telin urlò più frote che poteva, senza alcun risultato, la notte era silenziosa, eppure nessuno sentì la sua richiesta, "TeLIN!! MaNTiEnI La PrOmEsSa! ViEnI, DaAMMi Da MaNgIarE!!" la creatura aprì la bocca e tentò di azzannare Telin che con uno sforzo l'allontanò nuovamente, la belva fece cadere la lingua abbastanza lunga da raggiungere il bambino, ruvida e viscida scivolò sul volto di Telin passando per il mento e l'occhio destro, ricoprendo di saliva il suo volto...

"ChE BuOn SaPorE!" disse con voce di tutti i bambini in coro, "Ti AzzAnnErò, GuStErò Le TuE caRni, TELIN NoN vuOi DaR da MangiaRe AL CuccIolO?!", con tutta la forza che aveva in corpo, il bimbo cominciò a tenere, con un solo avambraccio, dal collo la creatura che con forza disumana avvicinava sempre di più il volto, poi con l'altra mano, il piccolo tamponava il terreno intorno al braccio in disperata ricerca di un qualcosa per colpire il mostro, non appena le fauci dell'essere si spalancarono lasciando cadere la bava al di sopra il volto della sua preda, Telin trovò una pietra e con essa la conficcò nel suo occhio accecandola, la creatura si erse in piedi tamponando con le mani l'occhio accecato e imprecando contro il bambino giurando di farlo agonizzare per ore, Telin una volta libero riprese la corsa disperata verso l'accampamento, sta volta vicino, di fronte a lui Tisha tendeva le mani con un sorriso dipinto sul volto

"Rispetta la Promessa Telin!" non appena d'innanzi a lui Telin con forza spinse la ragazza per terra sorpassandola, salì velocemente le scale ed entrò nell'accampamento,

"TUTTI AL RIPARO PRESTO!" la gente del luogo sobbalzò per lo spavento, "AVVISATE HEVRION!UNA CREATU-" Telin non finì neanché la frase che dietro di lui si manifestò la creatura con la pietra ancora conficcata nell'occhio, scoppiò il panico, la gente tentava di scappare, o per lo meno di reagire, Tisha Holly e Benjen da animali attaccarono la gente mordendo la loro carotide e bagnando di sangue quel luogo prima sicuro, le macabre agonizzanti urla dei rifugiati risuonavano su tutte le pareti rocciose della caverna, Hevrion uscì dalla sua tenda confuso dal trambusto con la spada in mano, non appena vide la creatura, uscì velocemente dal petto il medaglione baciandone la faccia con l'albero inciso, subito dopo ignorando Telin corse addosso alla creatura caricando il colpo in corsa, con abile movenza l'essere schivò il fendente del cacciatore che con lo sguardo continuava a seguire la belva, le sue fauci si aprirono pronte ad azzannare l'uomo che posizionando orizzontalmente la lama parò il colpo incassandola fra le mandibole della creatura, in quella situazione il cacciatore cominciò a scavare le mandibole della belva e mentre con forza spingeva in avanti la lama squarciandone le carni, l'essere in agonia cominciò a urlare a squarcia gola, quell'urlo stridulo rimbalzò sulle pareti della caverna, la voce con cui urlava era quella dei bambini, un suono a dir poco raccapricciante...

Non appena la creatura cadde a terra esangue i tre ragazzi si voltarono verso Hevrion con sguardi iracondi persi nel niente per poi attaccarlo, il cacciatore con abile mossa colpì con un fendente il corpo di chi una volta si chiamava Holly lanciandolo a terra sul terreno in una danza d'agonia sul proprio sangue, il più magro con un balzo gli si attaccò al braccio tentando di mordere l'armatura, Hevrion con un colpo stordì l'avversario, atterrando poi con una spallata Tisha, immobile con sguardo perso nel vuoto, una volta gettata a terra l'avversario, Hevrion caricò il colpo per finirla quando...

"Hevrion Aspetta!!, sono io... Tisha, aiutami ti prego!"Tisha tendeva le mani colme di sangue in avanti parandosi il volto, ella parlava con voce esile e stampellata, a quelle parole le mani di Hevrion cominciarono a tremare, e alla sua insicurezza...Tisha sorrise, non appena se ne accorse il cacciatore tentò di affondare la lama sul suo petto, fallendo, Benjen ancora in vita con un altro balzo si attaccò al collo di Hevrion che urlò di dolore non appena le zanne del ragazzo affondarono nelle carni, con forza l'uomo afferrò dai capelli il bambino buttandolo per terra di nuovo inconscio, Tisha provò ad attaccare, tuttavia con un fendente Hevrion squarciò il ventre della ragazza che, con sguardo agonizzante, cadde per terra... mentre le sue interiora si rovesciavano sul rosso pavimento roccioso della caverna. Dopo di ché il cacciatore avanzò affondando la spada nel petto di Benjen per poi riestrarla...d'un tratto nessuno capì il perché, il bambino cominciò a ridere di gusto, a squarcia gola con gli occhi spalancati fissi sul soffitto mentre gli traboccava del sangue dalla bocca, così, con un altro colpo Hevrion colpì il ragazzo, che non smise di ridere, il cacciatore impugnò la spada con due mani e disperatamente continuò a colpire con la punta della lama il bambino, ancora, ancora e ancora, fin quando le sue risate non si dissolsero nell'aria....

La spada del cacciatore cadde per terra e lui s'inginocchiò di fronte ai numerosi cadaveri dei rifugiati, lacrime cominciarono a traboccare dal suo volto, l'uomo cominciò a singhiozzare, "perdonatemi.." lo diceva mentre le lacrime sciaquavano il sangue dal volto, l'espressione iraconda di prima si era trasformata in un espressione disperata e bisognosa d'aiuto...

In quel momento Telin pensò che in realtà Hevrion fosse un uomo debole,

"gli uomini non piangono..." pensò di fronte a quella scena per lui tanto pietosa...



Commenti

pubblicato il domenica 7 gennaio 2018
CanoviAlfredo, ha scritto: "Un letto d'erba ancora sporca del sangue della sera antecedente ospitavano il corpo incosciente di Juren..." forse "ospitava" suona meglio...e "precedente" è più preciso... Appunto fatto, anche i migliori possono sbagliare; e ora eccomi a te. Ho letto solo il paragrafo su Juren, e mi è piaciuto molto. Ti rinnovo i miei complimenti...che estenderò quando sarò riuscito (per impegni miei, non certo per il tuo stile) a leggere anche quello si Telin
pubblicato il lunedì 8 gennaio 2018
Sher, ha scritto: Grazie mille Al!, correggerò subito il mio errore!

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