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lavoro pubblicato mercoledì 3 gennaio 2018
ultima lettura venerdì 11 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Stand by me - ricordo di un estate

di Dean94. Letto 431 volte. Dallo scaffale Amicizia

Guardando la serie tv "Stranger Things" non ho potuto fare a meno di pensare a quanto mi sarebbe piaciuto in età preadolescenziale far parte di un gruppo di amici unito come quello protagonista della serie tv, io però credo di n...

Guardando la serie tv "Stranger Things" non ho potuto fare a meno di pensare a quanto mi sarebbe piaciuto in età preadolescenziale far parte di un gruppo di amici unito come quello protagonista della serie tv, io però credo di non aver mai avuto un vero amico sincero, figuriamoci quattro o cinque. Ciò non toglie il fatto che a quell'età avevo una compagnia con la quale andare in giro per il paese in bicicletta a fare casino, magari non eravamo uniti, non c'era certo quel senso di fratellanza e di amicizia che potrebbe portare al più classico e cinematografico dei patti di sangue ma nel bene e nel male abbiamo passato molto tempo insieme. Era l'estate del 2006, la finale dei mondiali era vicina, la crisi ancora era una cosa relativamente lontana e i miei amici parlavano più di motorini che di ragazze, ogni volta che ne vedevano uno iniziavano un discorso infinito su che tipo fosse, di che anno fosse e se fosse originale o elaborato, discorsi che mi mettevano a disagio per il semplice fatto che io non ci capivo niente, sapevo già che non avrei voluto fare il patentino quindi aspettavo che qualcos'altro gli distraesse e la piantassero. Erano anni belli nonostante tutto; certo, l'avventura era limitata, non camminavamo sulle rotaie alla ricerca di un cadavere come il film che da il titolo a questo racconto, non parlavamo di cose serie tra di noi, nessuno chiedeva all'altro se stesse bene, perchè quel giorno fosse triste e nessuno prendeva mai le difese di un altro, se litigavi con qualcuno o ti ficcavi nei casini erano cazzi tuoi, ma nonostante questo eravamo molto liberi, esploravamo le zone vicine, viaggiavamo molto con la fantasia e la tecnologia non era invasiva, avevamo già i cellulari ma facevano a mal la pena le foto di conseguenza l'utilizzo più comune che non fosse chiamare o mandare sms si limitava all'invio via bluetooth od infrarossi di foto e video.

Quel giorno di luglio del 2006 io e questi amici che conoscevo da sempre ci stavamo dirigendo verso un altro bosco dove c'erano una serie di casette abbandonate e più o meno distrutte, alcune erano inaccessibili a causa delle erbacce, riuscimmo però a trovarne una perfetta che decidemmo di ripulire e rimettere in sesto per quanto possibile. Diventò il nostro punto d'incontro, cominciammo a portare poster, sedie e oggetti di vario tipo. A volte raggiungevamo un capanno vicino per rubare più cose possibili, pensavamo fosse abbandonato o forse ci stavamo solo convincendo che non stessimo facendo qualcosa di sbagliato; in ogni caso smettemmo quando il proprietario ci inseguì con un bastone. Un nostro amico era appostato poco più dietro e avrebbe dovuto avvisarci via walkie talkie ma pensò bene di darsela a gambe, dopotutto come ho detto, ognuno alla fine pensava solo a se stesso. Fu comunque un bel periodo che finì presto, un po' per il fatto che un temporale fece crollare un altro pezzo della casa e un po' perchè una volta che finimmo di sistemarla non avevamo più uno scopo ed entro breve la abbandonammo. A volte mi capita di passare per quella stradina, l'entrata ormai è completamente coperta dalle erbacce. Sono passati poco più di dieci anni, eppure sembra un'altra vita.



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