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lavoro pubblicato mercoledì 27 dicembre 2017
ultima lettura lunedì 18 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un violento scontro con la realtà

di MisterF. Letto 261 volte. Dallo scaffale Generico

Mamma mia che freddo che fa oggi! Siamo in Sicilia, c'è il mare a pochi passi, ma a volte anche qui gli inverni sono rigidi. La maestra, a scuo...

Mamma mia che freddo che fa oggi! Siamo in Sicilia, c'è il mare a pochi passi, ma a volte anche qui gli inverni sono rigidi. La maestra, a scuola materna, ci ha detto che tra poco, alla fine di gennaio ci saranno i giorni della merla: i più freddi dell'anno. Sono a casa e guardo i cartoni alla tv, mentre papà dice che più tardi andremo a cena a casa di amici suoi. "Uffaaa papiii, ma c'è freddo, non mi va di uscire e poi quei tuoi amici non mi piacciono per niente, sono noiosi!" -mi permetto io, fiero dei miei 5 anni. "E invece ci andiamo e basta, non posso dirgli di no e comunque non ti permettere di parlare così di loro!" Così, dopo questa imposizione, lui si allontana ed io continuo a guardare i cartoni sbuffando. Mia mamma e mia sorella hanno assistito alla scena in silenzio, ma se fossero intervenute, avrebbero di sicuro dato ragione a papà. Mia mamma, infatti, rimasta da sola con me, si avvicina e rimanendo alzata mi chiede il motivo della mia risposta un pò sgarbata a papà. E' sempre stata una donna decisa lei, dal carattere forte, ma, comunque, molto dolce e affettuosa con noi. Una sola cosa di lei mi ha sempre fatto paura: le mani! Ha delle mani molto maschili, con le dita tozze e grosse e sugli enormi palmi la pelle si ripiega su sè stessa, fin quasi a ricoprire le tante linee e nervature. Insomma, mani molto grosse e braccia muscolose su un corpo, in fin dei conti, abbastanza snello. Per fortuna le sue mani le usa solo per farmi delle carezze. Incalzato dalla sua domanda, dunque, le rispondo in un misto tra rabbia e timidezza: "Da quelli non ci voglio andare, perchè mi annoio!". E abbassando la testa, con un filo di voce, aggiungo: "Papà è stupido...!" Passano 3 secondi appena, istanti che tra un pò capirò a cosa sono serviti, prima di ricevere un colpo, con un qualcosa di caldo, che mi fa muovere, repentinamente, la testa da sinistra a destra e viceversa. Sento la guancia sinistra come stretta in una morsa violenta, come se fosse stata pressata da una grossa molletta da bucato e, d'istinto, mi porto entrambe le mani al viso, con una smorfia di dolore. Sulla stessa guancia avverto, dopo un pò, che la morsa si sta lentamente allentando, ma al tempo stesso un intenso e insopportabile bruciore sta per avanzare. Alzo la testa, sconvolto e stordito dal fragore del colpo e vedo la mamma che ha ancora la mano destra, aperta, all'altezza della sua spalla sinistra. In quei tre secondi aveva, praticamente, caricato il braccio per mollarmi un ceffone che ha di fatto stampato la sua mano su tutta la mia povera guancia sinistra. In un insieme di emozioni, tra paura, sgomento e dolore e con le mani strette sulla guancia, come a voler lenire il rossore e il bruciore, guardo la mamma che mi manda un'occhiata di rabbia e mi grida: "Così impari!". Mio padre, nel frattempo accorso per aver sentito il rumore del ceffone, che evidentemente ha riecheggiato per tutta la casa, chiede a mia mamma: "Ma che è successo?" -"Gli ho tirato uno schiaffone e gli ho stampato le cinque dita in faccia!" grida lei mostrando il palmo della mano. E papà con curiosità: "Vediamoooo!" E vabbè, non solo la violenza del ceffone, devo pure mostrare la fedele riproduzione, in rosso fuoco, della mano di mamma sulla mia guancia. Ma non ho neppure la forza di correre in bagno a rinfrescarmi, nè il coraggio di guardarmi allo specchio. Rimango sul divano, sfiorandomi di tanto in tanto la guancia, impaziente che passi il bruciore e guardando la faccia sbalordita di mio padre che fissa "l'opera d'arte" sul mio viso. Non verso neppure una lacrima: sarà per orgoglio e per il tanto stordimento che provo?



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