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lavoro pubblicato mercoledì 27 dicembre 2017
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

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Le donne sono come il Pesce Persico 3

di AshleyColes. Letto 653 volte. Dallo scaffale Umoristici

L’uomo fuco (non fico) Cosa sarebbe l’uomo “fuco”. Si fa riferimento proprio al maschio delle api. Secondo quanto mi hanno se...

L’uomo fuco (non fico)

Cosa sarebbe l’uomo “fuco”. Si fa riferimento proprio al maschio delle api. Secondo quanto mi hanno sempre spiegato (e adesso non so se sia subentrata qualche novità, non si sa mai) l’ape regina, quando si deve accoppiare, incomincia a volare sempre più in alto, facendosi inseguire da una miriadi di maschi, i fuchi appunto, che, impazzendo dal desiderio, la rincorrono all’infinito, in una tremenda lotta per il sesso, che seleziona senza pietà i combattenti, fino a che non ne rimarrà uno solo: quello che riuscirà ad accoppiarsi con la regina, ma che subito dopo morirà stremato dalla fatica. Sovente ho avuto l’impressione di essere stato proprio un fuco (non un “fico”, cioè uno di quelli davvero ganzi che mietono donne come il contadino spighe di grano dorate, nerboruto maschio dalla camicia bianca aperta sul petto e baciato in fronte dal sol leone di giugno!).

E’ strano. Prima faresti carte false per essere quell’ultimo fuco, l’unico ad avere l’onore di accoppiarsi con la regina. Poi, però, ti rendi conto che sei stato davvero selezionato, sei stato il frutto di un esperimento da laboratorio. Lei ti ha osservato, studiato, non le sei sembrato male, e allora ha deciso che potevi garbarle. Ha innescato il procedimento chimico per cui tu ti sei infervorato, esaltato; hai pensato di averla conquistata e quando la reazione è arrivata al punto massimo, lei ti ha estratto dalla provetta e ha lasciato che tu ti sfogassi.

Stupido! Quando non le piacerà più quel composto chimico, cambierà provetta! E’ lei lo scienziato! Tu sei solo un risultato, un suo esperimento.

Mi sento molto fuco, quando provo desiderio per la donna e devo incominciare il lungo inseguimento seduttivo; devo capire se è minimamente disposta ad accoppiarsi; cercare i luoghi e le parole giuste per l’avvicinamento; non adottare atteggiamenti corporali o verbali che la possano disturbare; calcolare tempi, colori e musiche; tenere sempre il giusto livello di tensione; propormi, ma non essere troppo sfacciato; essere interessante, originale, ma non sembrare comunque troppo distaccato; non chiedere troppo; ma neppure troppo poco; farle percepire che sei tu il cacciatore e lei la preda, perché così si sente più donna, femmina, caduta nelle mani del terribile maschio, ancestrale e primitivo amatore; non essere monotono, ma neppure chiedere cose troppo strane.

E poi, finalmente, è arrivato il momento: sei rimasto l’unico! Sei lì prostrato ai suoi piedi e lei, lei, allora dice che va bene! Evviva! Mi accoppio!

Povero fuco.

Ma i veri fichi, invece, non devono comportarsi così? Me lo sono sempre chiesto. Perché ecco che allora affiora un po’ della donna-persico. Quando vuole, lei, diventa una micidiale cacciatrice, proprio come il pesce in questione. Quando decidono che quel maschio debba essere loro, le donne non si fanno scrupoli. Molto lucidamente tendono la trappola alla loro vittima; freddamente l’attendono al varco e vahm! Scattano le ganasce! Il pesciolino o il pesciolone figone è spacciato. Poi tornano a casa. Si mettono sul divano, e tornano a essere le donne–carpa; lente, sinuose, boccheggianti; che fatica vivere … tra queste alghe dove non succede mai nulla di eccitante; uhf! Sempre i soliti pesci. Che noia. Ci sarà un luccio–fuco, un po’ fico, nei paraggi? Mah! Vedremo.



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