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lavoro pubblicato martedì 26 dicembre 2017
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A WAR FOR LIFE. Capitolo 1.

di GABRIELEIACONO. Letto 419 volte. Dallo scaffale Fantasia

Ramìs è un ragazzo apparentemente normale, che ben presto dovrà fare i conti con un destino terribile e spietato, che non gli lascerà scampo. Da quella fredda notte in poi, dovrà combattere una presenza oscura, indomabile e inafferrabile.....

CAPITOLO 1: La morte sulla soglia di casa.
Quella notte mi svegliai di soprassalto. Ero sudato, e questo voleva dire che avevo appena fatto un incubo. Mi drizzai a sedere sul letto, inforcai gli occhiali e accesi la luce.
La mia stanza era la cosa più bella che avevo, era come un rifugio: lì mi sentivo veramente al sicuro.
Ma fate finta che non vi abbia detto nulla comunque, perché da lì ad un minuto, la mia casa sarebbe esplosa.
Già, il rifugio non era poi così sicuro; ma d'altronde chi se lo sarebbe mai aspettato?
BOOOOM!
Sentii un' esplosione al piano di sotto, poi vidi una grande nube cinerea raggiungermi e le fiamme accerchiarmi.
Venni spinto contro il muro nello stesso istante in cui esso crollava e atterrai sul cortiletto.
Ero integro o quasi. Non ero molto sicuro sul fatto che le mie ossa fossero intatte, ma non ebbi il tempo per accertarmene.
Una sagoma incappucciata planò sul cortiletto, a poca distanza da me.
Mi alzai lentamente, non avevo intenzione di fuggire perché non ne sarebbe valsa la pena.
Il mostro si avvicinò lentamente, i due occhi lampeggianti fissi su di me.
Aspettai che fosse lui a dire la prima parola; seguì un silenzio intenso e pesante e poi parlò:
- Non sai da quanto tempo aspettavo questo momento, Ramìs. Forse la tua famiglia non ha avuto il tempo di parlarti di me...
- La mia famiglia? Mi avvicinai lentamente, lo sguardo fisso su quel cappuccio che non lasciava intravedere nulla.
Sorrise.
- I miei genitori sono morti!
- Bhé, non proprio. Diciamo che sono immersi in un sonno lungo e profondo.
- Continuo a non capire.
- Per arrivare ad un qualsiasi obiettivo, bisogna abbattere tutto ciò che lo circonda e nel tuo caso, tutto ciò che lo protegge.
- Cosa vuoi da me? Gridai.
- Mi aspettavo che fossi più intelligente, ragazzo. Cosa posso mai volere da uno come te?
Voglio ucciderti non ti pare?
Indietreggiai.
- Uccidermi? TU VORRESTI UCCIDERMI? Perché ?
Il demone ridacchiò. - lo saprai presto.
Schioccò le dita e una falce lunga due metri, dalla punta aguzza e ricurva, gli apparve tra le mani. La fece ondeggiare allegramente da una mano all'altra, poi la sollevò in alto, così in alto che sembrava voler sgualcire il cielo: tentò il primo colpo.
Mi gettai a terra e schivai il colpo. Si guardò attorno, disorientato dal fatto di non avermi preso.
Gli saltai addosso e lo gettai a terra: la falce rotolò via. Mi diede un calcio, assorbii il colpo e passai al contrattacco, gli mollai quanto più pugni possibili, ma sembrava indistruttibile.
Ad un certo punto il tempo sembrò arrestarsi, rimasi sospeso in aria, e venni scaraventato via.
Sbattei sul muro e mi accasciai a terra. Mi girava la testa, vedevo sfocato, stavo sanguinando.
Il demone si avvicinò lentamente, guardandomi con uno sguardo di pietà e divertimento allo stesso tempo.
Mosse la testa, per esprimere il suo dissenso:- mi aspettavo di più dall'ultimo guerriero; guardati, sei a un passo dalla morte!

- Ti sbagli. Qualcuno dietro di noi parlò.

Il Demone cadde a terra: un ragazzo sui quindici anni stava lottando per disarmarlo.
Mi alzai e corsi verso di loro, all'improvviso il ragazzo parlo: - Scappa!
Quella distrazione gli fu fatale: improvvisamente il tempo sembrò fermarsi e il ragazzo venne catapultato via.
Il mostro mi attaccò, schivai l'attacco e gli mollai un pugno, lo gettai a terra e cercai di immobilizzarlo come meglio potevo.
Il ragazzo si alzò:- spostati!
Mi gettai di lato proprio nello stesso istante in cui una sfera di fuoco fluttuava verso il demone e lo colpiva.
Perse l'equilibrio e cadde a terra; sembrava non essersi fatto nulla.
Si rialzò lentamente, un ghigno inumano comparve sul suo viso.
Una specie di lampo saettò in direzione del giovane avventuriero.
Un rumore sordo; no, non era stato colpito: era avvolto da una specie di scudo a forma di parabola che stava assorbendo a poco a poco quel lampo di luce, fino farlo scomparire del tutto.
E nuovamente altre sfere di fuoco fluttuarono in direzione della sagoma incappucciata, che li parò con un gesto della mano.
Il ragazzo dai capelli castani mi lanciò una spada: la afferrai al volo e presi la rincorsa.
Il demone si girò verso di me per parare il colpo, ma un istante prima che potesse farlo, un raggio di luce lo colpì e venne scaraventato via.
O così mi era sembrato.
Mi voltai : era riapparso proprio dietro di me.
Mi spinse con un calcio a terra, parò gli incantesimi del ragazzo, e mi sollevò in aria.
La falce comparve nuovamente nelle sue mani.
Con un colpo netto la scagliò sul mio petto: chiusi gli occhi per qualche secondo, poi, dato che non succedeva nulla, li riaprii.
La punta della falce si trovava ad un millimetro dal mio cuore, ma sembrava non poter più avanzare: girai lo sguardo: le mani del mago erano rivolte verso di noi.
Sfruttai l'occasione, sfilai la spada che mi aveva dato e colpii il demone.
-AAHHH!
Il mostro cadde a terra in ginocchio, si reggeva il braccio, da qui sgorgava sangue.
Un esplosione fece tremare tutto.
Il giovane mago irradiava una luce potentissima, tanto che dovetti abbassare lo sguardo, nell'arco di qualche secondo migliaia di saette planarono sul ferito.
- Vieni qui!
Corsi verso il ragazzo e insieme ci teletrasportammo.



Commenti

pubblicato il mercoledì 27 dicembre 2017
GABRIELEIACONO, ha scritto: Lasciate un commento ed esprimete il vostro parere.

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