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lavoro pubblicato lunedì 25 dicembre 2017
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

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DIAVOLI ?

di ReedsJack. Letto 287 volte. Dallo scaffale Fantasia

Esodo dal pianeta DIA-VL Tra poco coronerò il sogno della mia vita, e quello di tutti gli abitanti del mio pianeta, Mar-et, e mi viene in mente tutta la storia passata che ci ha condotto a questo punto. Il nostro è un pianeta bellissim...

Esodo dal pianeta DIA-VL

Tra poco coronerò il sogno della mia vita, e quello di tutti gli abitanti del mio pianeta, Mar-et, e mi viene in mente tutta la storia passata che ci ha condotto a questo punto. Il nostro è un pianeta bellissimo, chissà, forse il più bello della galassia. Abbiamo avuto una storia molto travagliata, circa duecento anni fa eravamo quasi sull’ orlo dell’ estinzione … guerre civili, guerre continentali … tutte le risorse utilizzate per gli armamenti … povertà e distruzione. Poi i popoli di alcune delle nazioni più industrializzate diedero vita, spontaneamente, a dei movimenti politici che si prefiggevano di cambiare tutto ciò. Ovviamente l’ élite del potere era assolutamente contraria, ci furono ancora spargimenti di sangue, violente rivoluzioni, ma alla fine si instaurò un sistema economico e sociale, che dura ancora oggi, basato sui principi di un antico filosofo, Mar-xe. Quasi tutte le nazioni del nostro pianeta li adottarono, perché sono semplici e funzionano bene. Il più importante è: “ … la società deve far sì che ciascun individuo possa dare secondo le proprie capacità e ricevere secondo i propri bisogni …” e anche: “ … la gestione dei mezzi di produzione deve essere esercitata dalla società nel suo complesso, possibilmente senza intermediazioni …”. Un grande cantante, Jon-Lnn, sintetizzò tutto ciò in una bellissima canzone, “Imagine”.

E così da oltre centocinquanta anni viviamo in un mondo che oserei definire perfetto. La produttività è molto alta e poiché tutti lavorano, l’ orario di lavoro è ridotto a quattro ore al giorno per quattro giorni la settimana, il resto del tempo è dedicato all’ arte, allo sport, alla lettura … siamo tutti un po’ operai, un po’ pittori, un po’ agricoltori, e la gente è felice, così felice che poi cominciarono i guai. Quando una famiglia prospera è bello avere molti figli. Ma il nostro bel pianeta non è molto grande e quindici miliardi di abitanti sono un po’ troppi, anche perché, benché la nostra scienza abbia fatto passi da gigante, non siamo ancora in grado di gestire le condizioni climatiche. La nostra capricciosa stella spesso ci investe di insopportabili ondate di calore alternate a spaventosi uragani, siccità e inondazioni mettono a dura prova la nostra organizzazione sociale. Assemblee affollatissime si tennero in tutto Mar-et per decidere il da farsi e alla fine tutti furono d’ accordo nel devolvere ingenti risorse intellettuali e produttive per consentire a milioni di persone di emigrare su altri pianeti.

Le basi teoriche erano già state poste secoli fa da un grandissimo scienziato, Ein-stn, che aveva scoperto come i grandi agglomerati di materia, le galassie, le stelle e i pianeti concorrono a curvare lo spazio-tempo, e in questo sta l’ equilibrio dell’ universo. Come cercò di spiegare un famoso giornalista:<<la materia “dice” allo spazio-tempo come curvarsi e lo spazio-tempo “dice” alla materia come muoversi>>. Concetti poco intuitivi e per molti secoli senza applicazioni pratiche. Poi, circa trenta anni fa, un altro grande scienziato, Haw-kng, fece una scoperta di importanza determinante: le onde gravitazionali che si sviluppano in presenza di grandi masse in accelerazione sono il sintomo di curvature dello spazio tempo che, interagendo tra loro (come le onde di un lago che si formano quando gettiamo dei sassi in punti vicini), possono dar luogo a fenomeni di risonanza gravitazionale, e qualunque massa si trovi in questo “super campo” (o super anomalia) viene accelerata a velocità molto superiore a quella della luce. Sembrava tutto risolto, ma il vero problema restava ovviamente quello di individuare, nella nostra galassia, queste “corsie ad alta velocità” che spingessero le nostre astronavi verso altri pianeti e , soprattutto, accertarsi che queste anomalie avessero una ragionevole stabilità, perché galassie, stelle e pianeti si muovono. I primi esperimenti portarono alla costruzione di dispositivi imponenti che, benché facessero corrette elaborazioni, non erano assolutamente trasportabili dentro le astronavi, dove avrebbero dovuto assicurare la stabilità della rotta in presenza di alterazioni delle interazioni tra le masse spaziali. Ci venne in aiuto l’ evoluzione, anche se non proprio per selezione naturale, come ci aveva insegnato il geniale Dar-wn. Un grande centro di ricerche mediche aveva scoperto un prodotto di sintesi, a base di calcio, che riusciva perfettamente a curare l’ osteoporosi. Questa medicina fu adottata con successo anche su donne malate e in stato di gravidanza. Fu con grande stupore, però, che i bambini nati da queste donne, dopo pochi mesi dalla nascita, sviluppassero, ai lati della fronte, due protuberanze, vere e proprie “corna”, che, sotto al rivestimento osseo, avevano una estensione della materia cerebrale. La cosa ancora più stupefacente era che queste corna avevano esattamente la funzione di “antenne”, in grado di captare onde elettromagnetiche e, nel caso mio e di altri due bambini, anche le onde gravitazionali, forse perché le abbiamo molto sviluppate. Va da sé che tutti questi bambini erano telepatici per natura. La nostra non è una società bigotta e questi bambini non patirono assolutamente forme di scherno o repulsione. Non sappiamo ancora se queste caratteristiche potranno essere tramandate geneticamente, visto che questi fenomeni sono iniziati meno di una generazione fa, ma se fosse così sarebbe molto bello. Tutti questi bambini vennero soprannominati Dia-vl, un altro modo per dire “i fortunati”.

Tralascio la narrazione del pesante addestramento cui noi tre fummo sottoposti sin dall’ adolescenza, ma ne valse la pena. Ora sediamo al pannello dei comandi di questa nostra prima astronave, diretta verso un pianeta a qualche centinaio di anni luce dal nostro, che abbiamo battezzato Ter-ar. Non siamo in grado ancora di decifrare l’ esistenza di vita intelligente su Ter-ar, ma se ci fosse penso che gli abitanti ci accoglierebbero con ammirazione. Il capitano ci ha già assicurato che noi tre saremo i primi a scendere e già immagino l’ effetto di noi tre, ritti sulla scaletta della scialuppa, avvolti dai nostri mantelli neri d’ ordinanza, con le nostre corna che spiccano sulla nostra bellissima pelle rossa …



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