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lavoro pubblicato sabato 23 dicembre 2017
ultima lettura venerdì 2 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La paura di.

di valedea. Letto 228 volte. Dallo scaffale Pensieri

Mi trovavo ancora una volta davanti ad uno specchio. Una sola immagine appariva vivida, il resto era sfumato, annebbiato, senza forma alcuna. Il riflesso che avevo davanti era quello di un corpo che, inerme, si lasciava attraversare da occhi indagatori...

Mi trovavo ancora una volta davanti ad uno specchio. Una sola immagine appariva vivida, il resto era sfumato, annebbiato, senza forma alcuna. Il riflesso che avevo davanti era quello di un corpo che, inerme, si lasciava attraversare da occhi indagatori; giudici senza pietà fissavano tragici difetti. Cercavo di ritrovarmi, in quelle forme, familiare. Quel che volevo vedere non era ciò che volevo. Non riconoscevo nessun particolare che mi appartenesse. Mi sentivo sporca, e vigliacca sfuggivo il mio sguardo per paura di provare ribrezzo. Ecco, in quel momento con sforzo inumano nasceva da dentro, dal profondo dell’anima, ormai deturpata, un desiderio che si faceva spazio tra rimorsi, rimpianti, timori, paure, silenzi, parole soffocate, vomiti trattenuti, accettazioni mal digerite. Lacrime scendevano implacabili, rigavano le mie guance scavate. Da lì a poco un cambiamento. Qualcosa di nuovo si celava dietro i miei occhi ormai carichi di una voglia perduta e ritrovata, la voglia di vivere.

Proprio come all’ora, quello specchio cerca di mangiarmi viva. Quel riflesso vuole trascinarmi giù. La tristezza talvolta trafigge il mio petto, il mio cuore, il mio tutto. Sento il dolore come una lama trapassare il mio corpo, lo sento piegarmi in due. Ancora una volta mi sfida. Senza pietà cerca di spezzarmi. Forse non sa, quanto mi ha cambiato. Ora ti accolgo per poterti accettare, so domarti. Non posso trattenermi. La mia fragilità ti lascia passare sperando che, come una roccia ormai, il mio cuore possa reggere il colpo.



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