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lavoro pubblicato sabato 23 dicembre 2017
ultima lettura venerdì 18 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

BIANCO NATALE

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 266 volte. Dallo scaffale Fiabe

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BIANCO NATALE

DI DINO FERRARO

Tra palazzi di marzapane che cadano a pezzi, sul limite di un concetto che corre per strade in festa, macchiate di sangue , di sperma che cola dalla gola spalancata nell' infinito moto di una idea che tromba, esausta nell’immoto vivere. Tra laghetti ghiacciati dove l’oca canterina fa quà , quà poi se ne va svolazzando sopra i monti sculettando, trallallero, trallallà , starnazzando quasi pazza, inseguendo il senso di un altro anno che sta per finire. Termina ogni dubbio , ogni felicità , ogni perplessità si perde tra vicoli bigi , goffi, pieni di gente che cammina di traverso, che cammina affianco al morto, che ti saluta senza togliersi il cappello e qualcuno me sembra un angelo, un altro un diavolo senza corna.

Ho comprato al mercato natalizio , un piccolo pastore assai carino , giunto a casa lo messo sul mio presepio , me son grattato la testa ed ho espresso un desiderio. Vorrei campare altri cent’anni signore mio adesso ne ho seicento e guardò il mondo da un angolo, sbavo mi lecco i baffi che goduria guardare quante belle donne ,quanti trucchi, impiccati vari che ballano sul palco di questo teatro ambulante .

Ma che fai ti strugge di passioni te la ride grattandoti la pancia , senza di te non siamo nessuno.

Ma ,tutti siamo utili , nessuno è indispensabile me lo diceva mio nonno, barbaccia.

Ma non ti buttare giù .

Dai , che andiamo su Giove a comprare qualche regalino per tutti i folletti , una nuova calda giacca per le renne.

Che te pare babbo natale?

Son vecchio, tanto vecchio che non s’alza neppure più il bastone magico.

Facemo senza, che c’è importa, che c’è frega se l’oste ha messo l’acqua dentro al vino.

E già tra tanti imbroglioni ,troppa gente in giro pronta ad ucciderti per pochi spiccioli.

Dagli ,ma ti vedo nero .

Ma se sono rosso .

Ti vedo verde ?

Mi sento puro e bianco .

Ti va di bere ?

Mi , sono astemio.

Non mi gridare nell’orecchio .

Mi son muto.

Io son morto.

Ma che t’importa .

Mi porterai su Giove ?

Ci andiamo subito.

Sulla slitta?

Si parte , andiamo .

Che bello nevica.

Che tempaccio .

Mi metto la tuta spaziale invernale.

Mi metto le mutande di lana .

Addio mio pargolo.

Si vola, allacciate le cinture di sicurezza.

Che bei panorami .

Guarda i monti.

Il monte bianco.

Il monte rosa .

Il monte nero .

Semo arrivati .

Menomale .

Ahimè si và verso terre incantate, tra colline coperte di muschio e monti di cartapesta tra la perduta gente , verso un luogo immaginario ove il pensiero tramuta il nostro essere in qualcosa di meraviglioso ,dove nascono le stelle di Natale , dove tanti migranti alieni , ignudi cantano Jingle Bells, dove si può ritornare bambini ripercorrendo il nostro vissuto, scalando l' estroverse eccelse vette, fatte di paradigmi ,logiche a buon mercato che c’impediscono di credere, che siamo ancora noi su questo pianeta di Natale , solitario e sconosciuto , santi ,pastori, poeti e navigatori in fine in questo universo profondo.




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