ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 


Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 19 dicembre 2017
ultima lettura mercoledì 15 luglio 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Come da Te richiesto

di Pippy. Letto 1321 volte. Dallo scaffale Eros

Ed eccomi qui a scrivere un racconto che parla di noi, proprio come da Te richiesto, anzi, come da Te ordinato. Non sarà semplice e spero che Tu lo capisca, ma ultimamente ti ho deluso fin  troppe volte, per negarmi a questa Tua richiesta. ...

Ed eccomi qui a scrivere un racconto che parla di noi, proprio come da Te richiesto, anzi, come da Te ordinato. Non sarà semplice e spero che Tu lo capisca, ma ultimamente ti ho deluso fin troppe volte, per negarmi a questa Tua richiesta.

Spesso mi sono chiesta perché tra tanti proprio Tu e, onestamente, non ho saputo darmi risposta; è accaduto e basta.

Un mio racconto, un Tuo commento, il primo contatto via mail e tutto ha avuto inizio. Il Tuo entrare piano nella mia vita, i Tuoi schiaffi e le Tue carezze, i Tuoi sussurri, il Tuo calore, senza nemmeno sapere chi eri e com’ eri. La consapevolezza di appartenerti, di essere Tua, un pezzo di creta tra le Tue mani, pronta ad essere plasmata, a prendere forma. Poi le prime foto hanno iniziato a darti sostanza, concretezza e la mia mente ha iniziato a viaggiare, a perdersi e a vagare in territori proibiti e perversi. La notte, nascosta nel tepore del mio piumone, percepivo chiaramente le Tue mani su di me, a stento trattenevo i gemiti, il contorcermi tra le lenzuola, il mordermi le labbra fino quasi a ferirmi. Mi bastava sfiorarmi appena il sesso ormai fradicio, per esplodere in un incontenibile orgasmo, ma mi trattenevo, lo facevo per Te, mio Signore, perché mi era proibito fino a che non avessi avuto la Tua concessione.

Poi, un giorno, ho sentito la Tua voce, calda, ferma, sicura. Mi sono sentita così fragile, in balia delle Tue parole, del Tuo volere, del Tuo desiderio di me nonostante la mia disubbidienza, il Tuo gridare il mio nome per fermare i miei orgasmi quando mi trovavo sul punto del non ritorno…e lo facevo. Tu mi aiutavi a riprendere il controllo del mio corpo, a respirare, a calmarmi quando le mani e le gambe mi tremavano.

Poi un giorno ti ho deluso e, mentre mi portavi al culmine del piacere, non ce l’ ho fatta, nonostante il tuo gridare di fermarmi, non ce l’ ho fatta. Più tu alzavi il tono della voce e più la mia eccitazione aumentava; le mie dita si muovevano sempre più velocemente, dentro e fuori, tra le mie carni bollenti. Le mie cosce umide dei miei umori, i muscoli contratti, tutto il mio corpo si preparava a ricevere ciò a cui aveva dovuto rinunciare per giorni. Sono esplosa in un orgasmo che non ho nemmeno voluto nasconderti. La delusione Tua, le mie lacrime per averti deluso…hai riagganciato.

Ma Tu Signore sei buono, tollerante, hai compreso che sto imparando, mi stai accompagnando per mano, dolcemente, in questo mondo sconosciuto. E io Ti stringo forte la mano e Ti seguo senza paura, perché so che mai mi faresti del male.

La Tua voce accompagna ogni momento, ogni minuto, ogni istante della mia giornata e questo lo sai, Te l’ ho detto molte volte, dal Buongiorno al mattino, al Tuo chiedermi cosa indosserò durante la giornata, alle Tue richieste di svestirmi della biancheria intima, ai saluti nel pomeriggio, alla Buonanotte la sera.

Proprio stamattina mi hai chiesto di gettare gli slip che avevo indosso perché non Ti piacevano…e io l’ ho fatto. Ero in ufficio, ho letto il Tuo messaggio di nascosto, ho sorriso e mi sono alzata per andare in bagno. Mi sono assicurata che la porta fosse ben chiusa, dopodiché ho levato i pantaloni e mi sono sfilata le mutandine. Una volta ricomposta le ho ben appallottolate in mano e ho ripreso il mio posto. E’ stato divertente fingere di stringere un fazzoletto tra le mani, avvicinare invece gli slip al naso, alla bocca e odorare il profumo di sesso che emanavano. Era così forte che temevo si sentisse in tutta la stanza. Poi ho infilato tutto in borsa e, alla prima occasione, sono uscita e ho gettato tutto in un cestino pubblico.

Anche ora che sto scrivendo e ricordo questi momenti mi sento tremendamente calda, eccitata, avverto un formicolio in mezzo alle cosce, le stringo per trovare pace, mi muovo come una biscia sulla sedia, ma fino a che non concludo sarà un tormento.

Questo racconto vuole essere una prova della mia dedizione e rispetto nei Tuoi confronti. So perfettamente che il cammino è ancora lungo e impervio, ma io stringo forte la Tua mano per non cadere e so che Tu mi sorreggerai.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: