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lavoro pubblicato martedì 19 dicembre 2017
ultima lettura martedì 10 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il mondo dei sogni e desideri CAP 1 2.0

di koichi. Letto 321 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il nostro protagonista dopo essersi trovato difronte un portale vi entra dentro e si ritrova in un'altro mondo. Però lui da sempre ha avuto dei sogni che rappresentavano delle vite passate, che queste vite si riconducano direttamente in questo mondo?..

Un mondo dove sono me stesso

Un'altra giornata di stage in albergo è finita, stavo tornando dalla stazione in bicicletta quando, ad un tratto al lato opposto della strada vidi apparire uno strano portale, lo so che sembra strano, in un mondo noioso come il mio un portale è un'assurdità, l'oggetto più "magico" che esiste è il visore della realtà aumentata, ma nonostante ciò è lì, so che probabilmente è colpa del sonno, della vista o chissà che, però non mi costa nulla andare a controllare.
Decisi di avvicinarmi pensando ad un'infinità di cose e quando finalmente mi trovai davanti realizzai che o è un sogno oppure è tutto vero e dato che mi ricordavo ogni particolare di quella giornata, non c'erano dubbi, è la realtà. Però non posso entrare a capo fitto come se nulla fosse, ci sono persone che devo informare di questo fatto, a cui devo dire che sto bene e che non devono preoccuparsi.
Quindi, dopo aver acceso il cellulare, mandai un audio vocale a Iacopo un mio grandissimo amico
-Iacopo, probabilmente scomparirò per un po' di tempo, non so per quanto, però se tutto andrà come immagino potrebbero passare anni. Non voglio allarmarti però davanti a me c'è uno strano portale, tu sai quanti sogni i abbia fatto sulle mie vite passate in questi ultimi anni, quindi puoi immaginare che un'occasione come questa non me la lascerò scappare, potrebbe succedere di tutto potrei anche morire, ma se entrando in quel portale ci fosse veramente qualcosa che mi aspetta... beh, ne sarà valsa la pena. So che sembra una follia però devi credermi, proverò a fare una foto, sperando che non accada il solito cliché in cui la fotocamera non riesce a catturare l'oggetto interessato, però ci spero e probabilmente sarà un addio, quindi ti affido l'arduo compito di spargere le mie ultime volontà a tutti coloro che mi conoscono e che mi vogliono bene... forse sono stato un po' troppo melodrammatico, ma a questo punto non importa più. Addio, ci rivedremo in futuro, forse-
"E con questo ho anche detto i miei addii, spero che facendo la foto si veda..."
[Click]
"Wow, incredibile! Si vede anche sul cellulare! Meno male, almeno così non sembrerò del tutto pazzo!"
"Perfetto, ho inviato la foto mi sono preparato psicologicamente, spero solo non sia un buco nero, in quel caso sarei fregato"
Iniziai infilandoci un piede, così nel caso non avrei perso qualcosa di importante... la sensazione che provai era strana, il piede c'era ancora, però il passaggio è stato strano, ovvio ho attraversato una specie di portale che non sapevo nemmeno dove conduceva e non potevo nemmeno guardare attraverso per colpa del colore nero pece che possedeva.
A quel punto mi feci coraggio ed entrai nel portale con il resto del corpo portandomi dietro la mia bicicletta e i due zaini dove avevo, in uno lo smoking e nell'altro un carica batterie, un battery pack e il portafogli.
Dall'altra parte i miei occhi si riempirono di luce, mi trovavo al centro di una struttura enorme simile al Colosseo, con l'unica differenza che sopra la testa vi era una specie di cupola formata di luce che non mi permetteva di guardare al di fuori e, davanti alle platee, un'altra cupola anch'essa di luce, ma meno densa, copriva, o meglio, proteggeva le persone al suo esterno. Naturalmente dal luogo in cui mi trovavo non mi era possibile vedere le persone che c'erano dietro, però erano a dir poco strane, o almeno è quello che pensai lì per lì, anche perché c'era una persona che al contrario di quelli sulle platee riuscivo a vedere, una ragazza, la quale, nel momento in cui abbiamo incrociato gli sguardi, ha iniziato ad avvicinarsi, ma quel che mi chiesi è cosa ci facesse una così bella ragazza, vestita di tutto punto, con un'aura magnificamente angelica, sotto i riflettori in un simil Colosseo insieme a me.
Nel mentre si stava avvicinando a me, iniziò a blaterare qualcosa in una strana lingua, solitamente, anche senza capire il significato, riesco a capire quale lingua sia, però in quel caso non sono riuscito a ricollegare nessuna parola pronunciata a nessuna lingua esistente.
Cercai di farle capire a gesti che non riuscivo a capire una singola parola e quando si è trovata a un metro di distanza da me smise finalmente di parlare, però in quel momento chiuse gli occhi e mise le mani a mo' di preghiera
-Eroe, piacere di conoscerti, io sono la terza principessa del "Regno di Luxis", mi chiamo Igneae Luxis-
-Perché sento una voce nella mia testa? Ecco, lo sapevo, sto diventando pazzo-
-Non aver paura mio Eroe, sto usando un incantesimo per poter parlare attraverso le nostre anime, senza dover sottostare alle restrizioni delle nostre lingue natie-
-Certo! Ora ha tutto più senso... ma che?! Quindi in questo mondo esiste la magia?! Quindi vuol dire che sono stato evocato in un altro mondo?!-
-Non ti preoccupare Eroe, non appena il rituale dell'evocazione si sarà concluso ti spiegherò tutto, per ora rilassati, non ti verrà arrecato nessun danno-
"Oh, ha riaperto gli occhi, adesso sembra stia dicendo qualcosa di strano, una preghiera o forse qualche altro incantesimo? Dalle sue mani sembra stia uscendo qualcosa, sembra una chiave di luce e sembra che la stia puntando verso di me..."
La chiave mi perforò il petto, senza sangue, senza dolore, ma solo con un grande senso di vuoto...
"Che cosa sono questi? Ricordi? Sogni? Nella mia testa stanno scorrendo immagini dei miei ricordi di una vita passata, di quando ho sacrificato persino la mia umanità per salvare il mondo, quando ero conosciuto come "Koichi il Dio della Distruzione""
Stavo piangendo sangue, le immagini che vedevo erano troppo cruente per un normale ragazzo di diciotto anni. Persone che ho incontrato e vite che ho distrutto...
In seguito ho cominciato a sentire il senso di vomito, anch'esso insanguinato. In fine il nulla, sono svenuto, nonostante in corpo sentissi scorrere una forza enorme, il mio cervello cedette, lasciandomi inerme, l'ultima cosa che ricordo è il viso di quella ragazza sorpresa.
Al mio risveglio mi ritrovai a letto, mi misi le mani sul viso ripensando a quel sogno, la cosa che mi preoccupava di più non era il sogno in sé per sé, ma i ricordi delle mie vite passate, che questa volta si sono presentati più veri che mai.
Mentre ero assorto nei miei pensieri sentì le voci di due ragazze, il che mi fece realizzare dove mi trovavo, non era il mio letto, guardando sopra di me vidi un soffitto sconosciuto e mettendomi a sedere vidi la ragazza del sogno parlare ad una cameriera
-Felisia, come sta l'Eroe, si è ripreso?-
-No Principessa, se fosse stato le avrei fatto sapere immediatamente-
-Capisco, grazie mille, proverò a tornare ancora... oh, a quanto pare sono arrivata giusto in tempo-
"Cosa succede? Non era un sogno? Vuol dire veramente che..."
Il sorriso che stava per fiorire sul mio viso, per via del viaggio in un altro mondo, fu oscurato dai ricordi impregnati di sangue apparsi prima dello svenimento.
-Felisia, puoi andare, ci penso io a spiegare la situazione al nostro Eroe-
-Non posso permetterlo Principessa, se succedesse qualcosa...-
-Non ti preoccupare, lo ha detto anche mio padre il Re, non basterebbero nemmeno tutte le guardie del palazzo per fermare una persona dal potere spiritico così forte, se dovesse succedere qualcosa sono disposta ad usare me stessa per fermarlo-
-...-
Dopo quella frase colei che sembrava una cameriera uscì, però ci fu una cosa che attirò la mia attenzione
"Cosa?! Orecchie e coda da gatto?! Perfetto! Confermata la presenza di animali umanoidi. Quanto vorrei accarezzarla! Però è stata mandata via da questa qui che sembra essere una principessa... che motivo ha una principessa per rimanere in una camera da sola con un eroe appena evocato da un altro mondo, in più quel che ha detto prima sul fatto di usare il suo corpo... forse vuole offrire il suo corpo per poter ottenere le mie grazie?! Non sarebbe una cattiva idea, se non fosse che il mio libido è al minimo... perché devo ricordare certe cose in un momento come questo..."
-Sono felice di vedere che ti sei ripreso, hai dormito per ben due giorni-
Il suo viso non emanava nessun'aura malvagia, aveva un viso rilassato e responsabile. Non aveva paura di me, tantomeno aveva l'intenzione di farmi del male.
-Aspetta... perché adesso riesco a capirti?-
-? grazie al fatto che il rituale è andato a buon fine, sono riuscita a liberarti dalle catene del destino che ti tenevano imprigionato, liberando i tuoi poteri sopiti, anche se devo ammettere che è stato abbastanza difficile, non pensavo che le tue catene fossero così resistenti, infatti ho usato così tanto potere spirituale che ho dormito per ben 20 ore-
"Quindi ho dormito per due giorni... avrei preferito che mi svegliasse la ragazza gatto, però non importa anche questa bella e gentile maghetta va bene..."
-Un momento! Te non potevi leggere nella mente?!-
-Perché questa reazione esagerata? Per caso hai immaginato qualcosa di sconveniente?-
-...-
-Tranquillo, non posso usare quel potere così liberamente, è una magia di altissimo livello, l'ho usata in precedenza per evitare che ci fossero problemi con il tuo rituale-
-Comunque io non ho pensato a nulla di scomodo, dopo tutto mi sono appena svegliato-
-Ah sì? Io ho letto che, spesso, la prima cosa che gli uomini pensano la mattina sia proprio quello...-
In quel momento la Principessa, dopo essersi seduta vicino a me, si stava avvicinando pericolosamente al mio viso, con la solita espressione diligente di prima.
"Ohi ohi ohi, allora è quel tipo di principessa, altro che gentile, lei è una predatrice! Però non posso permetterle di prendere la mia tanto preziosa castità così facilmente, voglio che la prima volta sia magica, se avessi voluto che fosse una cosa superficiale lo avrei fatto da un sacco di tempo... e poi..."
La afferrai per le spalle e guardandola dritta negli occhi le dissi
-Non ho intenzione di avere una prima volta così superficiale e non voglio nemmeno che la tua lo sia-
-Cosa stai dicendo? Non vedi che è proprio quello che desidero?-
-In realtà l'unica cosa che riesco a vedere sono due occhi pieni di tristezza e dovere-
-I miei occhi?-
-Esatto, il tuo è lo stesso sguardo di un cervo che sta per essere investito-
A quella risposta fece un lieve sorriso e mi ringraziò
-Grazie...-
-Di nulla, immagino che essendo la più giovane delle figlie il Re ti abbia scelto come "sacrificio", conoscendo le voci che girano su di me mi sembra logico-
-Sul fatto delle figlie hai quasi ragione, io essendo l'unica con la giusta età per sposarmi, ma dato che non sono stata ancora promessa a nessuno, sono stata scelta come "sacrificio", come hai detto te...-
-Banale, nonostante mi trovi in un altro mondo, le persone non cambiano!-
-Però c'è una cosa su cui ti sbagli, è vero che il Re ha scelto una delle figlie per prendersi cura dell'Eroe, però nessuno sapeva chi sarebbe stato evocato-
-Come? Quindi vuol dire che sono stato scelto a caso?!-
-Non proprio, se non sbaglio hai visto apparire un portale vicino a te giusto?-
-Si, più o meno...-
-Il fatto è che il portale può apparire solo vicino a persone con un grosso potere spirituale che deve essere ancora liberato, e tu sembra ne possieda un'infinità-
-Meglio così, io odio la fortuna, non mi sarebbe piaciuto se avessi avuto una seconda possibilità a caso-
-Scusa Eroe...-
-Non chiamarmi così, mi fa strano, chiamami Leonardo oppure Leo-
-Che nome strano...-
-Provengo da un altro mondo, giusto?-
-Hai ragione, farò come mi hai chiesto, ti chiamerò Leonardo, tu chiamami Igneae-
-Ok Igneae, cosa volevi chiedermi?-
-Giusto, prima hai affermato che dato che sei "tu" avremmo dovuto prendere delle precauzioni, però non mi sembra proprio che tu sia una cattiva persona-
-Uff, non mi va di nasconderti qualcosa, però non sono nemmeno abbastanza sicuro del mio passato da poterlo gridare ai quattro venti. Quindi ti darò qualche indizio, basta che mi prometti che non lo rivelerai a nessuno-
-Va bene. Io Igneae Luxis, terza figlia dell'attuale Re Umano di Luxis, prometto solennemente che non rivelerò a nessuno, nemmeno sotto tortura, i segreti che mi rivelerà l'Eroe Leonardo-
-Magari preferirei che non ti facessi catturare, però credo che così vada bene-
Mentre stavo pensando il consiglio da darle, guardai il mio corpo, non sembrava esser diventato più forte o cosa, oltre al fatto che io fossi completamente nudo, a parte per la parte inferiore del corpo che era coperta dalle lenzuola, mi sorpresi vedendo che sul torace era apparso "L'Eptagramma Spirituale" una stella composta da sette punte in cui in ogni punta vi è uno dei poteri spirituali, ma quella che avevo io era diverso dalle solite che vengono usate dagli utilizzatori di poteri spiritici, infatti la mia era...
-...un sigillo potentissimo che serve a sigillare i miei poteri-
-Cosa?! Quello sarebbe un sigillo? E poi perché ti hanno sigillato i poteri?-
-Questo lo devi scoprire da sola, sappi solo che è grazie a te se sono stato liberato dal "Sigillo della Forza" e il "Sigillo della Luce"-
-Come ho fatto?-
-L'unico modo è quello di usare il potere del "Vassallo del sigillo" che desidera scioglierlo, in questo caso tu sei colei che possiede la benedizione del "Dio della Luce Zeus", in totale sono quattro i sigilli originali più i sette sigilli degli Dei-
-E cosa succederebbe se tutti i sigilli venissero sciolti?-
-Semplice, riacquisirei i miei poteri-
-Non capisco. Chi ti ha fatto questo e perché-
-Beh, per quanto riguarda i motivi ce ne sono molti, ma coloro che mi hanno i sette sigilli sono... i sette Dei "Zeus Dio della luce, Erebo Dio dell'oscurità, Ermes Dio della terra, Poseidone Dio del mare, Demetra Dea della natura, Efesto Dio del fuoco ed Etere Dea dell'aria" e colei che mi ha messo i quattro sigilli originali è una soltanto, Celeste la dea del tempo!-
-Cosa?! Impossibile! Com'è possibile che tutti gli Dei si siano messi d'accordo, in più per sigillare una singola persona...-
-Non preoccuparti, è una storia di tempo fa, non so nemmeno quanti millenni, è passato così tanto tempo che me ne ero anche dimenticato, sono riuscito a ricordarlo solo grazie al rituale, però stai tranquilla, non ho tempo di ripercorrere la stessa strada, questa volta non voglio essere odiato da tutti-
La guardai dritta negli occhi con un sorriso pieno di speranza e degli occhi ormai esenti da tutta la malvagità di un tempo. Lei mi guardò e dopo aver ricambiato il sorriso si alzò.
-Credo che la nostra chiacchierata si possa concludere, è stato un piacere parlare con te, credo che andrò subito a fare qualche ricerca, la tua storia mi ha incuriosita moltissimo. Se ti serve qualsiasi cosa non esitare a chiedere alla cameriera che hai visto prima, Felisia, d'ora in poi sarà la tua personale domestica, se vuoi andare in giro per il palazzo avrai sempre bisogno di usare lo Stemma Reale che ti ho lasciato sul comodino, mi raccomando, non perderlo-
-Cercherò di tenerlo sempre appiccicato a me, grazie-
-Di nulla, ora ti saluto-
-Allora ci risentiamo-
Igneae chiuse la porta, lasciandomi solo, a ripensare a tutto quello che ho visto, sentito e detto.
Ripensando al cellulare decisi di fare qualche test, controllare se c'era connessione, calcolare quanta batteria mi era rimasta e vedere se riuscivo a chiamare qualcuno. Inutile dire che né il segnale né tantomeno la connessione erano presenti, però non mi preoccupò, lo avevo già preso in considerazione, l'unica cosa che mi infastidiva era il fatto di non poter ricaricare il cellulare, dato che mi sarebbe potuto tornare utile nel caso volessi fare una foto, farmi luce con la torcia o anche impostarmi una sveglia, a proposito, una cosa mi parse molto strana, la data del cellulare segnava che erano passati quattro giorni, il che era strano dato che a quanto detto da Igneae ho dormito per due giorni consecutivi subito dopo l'arrivo in questo mondo. Però ci passai su molto facilmente, caspita, ho viaggiato attraverso due dimensioni, se il telefono si è confuso non è poi così strano.
Le mie conoscenze di quel mondo erano ancora molto poche, ma basandomi sugli indizi ho potuto intuire che lo sviluppo tecnologico non è progredito come in quello vecchio, dopo tutto non hanno bisogno di macchinari per scavare se possono modellare il terreno a piacimento, non hanno bisogno di luci elettriche se possono creare sfere di luce dal nulla e infine non hanno nemmeno bisogno di armi se possono lanciare incantesimi abbastanza forti da poter distruggere intere città. Inoltre possedevo informazioni provenienti dalle mie vite passate le quali mi aiutavano molto con il comprendimento dei poteri spirituali, ma nonostante ciò ci sono cose di cui non sono ancora sicuro ed altre le quali mi sono totalmente ignote, come ad esempio quella ragazza gatto.
Finito di prepararmi decisi di andare a fare un giro di perlustrazione. Quando aprì la porta vidi Felisia ad aspettarmi in piedi davanti alla porta.
-Ehi Felisia, hai per caso aspettato tutto questo tempo qui in piedi da sola?-
-Si, certamente, il mio lavoro da domestica personale consiste proprio in questo, mio Eroe-
Il suo sguardo non era amichevole, ma mostrava nemmeno ostilità, aveva piuttosto l'aria di un professore che deve sorvegliare una classe di ragazzi problematici.
-Mio Eroe, dove ha deciso di andare? Vuole che le mostri le varie aree del palazzo Reale?-
-No, grazie, credo proprio che andrò dove mi porta il vento, nel caso ti faccio sapere-
A quella risposta Felisia sgranò gli occhi e mi disse
-Sei proprio stano, non ho mai ricevuto una risposta del genere, o forse hai intenzione di andare in qualche zona proibita?-
-Quindi c'è anche qualche zona in cui non posso andare, beh, ha senso. Comunque teoricamente sarei l'Eroe, dovresti avere più fiducia in me, non voglio essere odiato subito dopo esser stato evocato in un mondo in cui ci sono le ragazze-gatto-
-Non sono una ragazza-gatto sono una fiera discendente del clan dei "Summo Cattus"!-
-Scusami, non conosco ancora bene questo mondo, però anche se non sei una ragazza-gatto sei molto carina, un giorno di questi ti devi far coccolare-
-Cosa?! Io... io...-
-Bene! Che ne dici se andiamo in questa direzione? Dovrebbe andare bene-
Iniziai a percorrere il corridoio mentre Felisia, in silenzio e tutta rossa per l'imbarazzo, mi seguiva. Mentre stavo percorrendo uno dei tanti corridoi con le finestre che affacciavano all'esterno, sentì dei versi provenire da fuori del palazzo, decisi quindi di affacciarmi per vedere cosa stesse succedendo. Con mia sorpresa vidi due gruppi, di sette persone ciascuno, esercitarsi nel combattimento con le spade, mentre un'altra persona molto più avanti con gli anni, probabilmente il generale, impartiva gli ordini che dovevano seguire.
Chiesi a Felisia chi fossero e mi rispose dicendo che sono le Guardie Reali, coloro i quali, nei momenti di crisi e nei momenti di bisogno, come nello spostamento dal palazzo a qualsiasi altro posto, stanno al fianco della famiglia Reale. Mi disse anche che hanno un campo di addestramento così vicino al palazzo perché così, nei momenti di bisogno, sono sempre disponibili, al contrario delle truppe normali i quali si addestrano in un luogo apposito.
Subito dopo mi guidò nel campo nel quale si stavano allenando. Mentre cercavo di avvicinarmi un paio di guardie mi fermarono
-Fermo! In questo luogo possono entrare solo le guardie imperiali e i membri della famiglia Reale. Dato che non sei parte di nessuna delle due non possiamo farti entrare-
-Quindi solo coloro provvisti di un titolo molto elevato possono entrare... allora se ci fosse l'Eroe evocato da un altro mondo lo fareste entrare, giusto?-
-Certamente, però non credo proprio che un mingherlino come te possa essere l'Eroe, da quel che si dice ha un potere inimmaginabile-
-Che peccato allora, mi sa che non rispetto le vostre aspettative, perché sono io l'Eroe!-
Con voce trionfante tirai fuori lo Stemma che mi era stato dato da Igneae e lo mostrai ai due soldati. I due con un'espressione sorpresa mi liberarono subito il passaggio e annunciarono il mio arrivo alle Guardie Reali che si misero immediatamente sull'attenti.
-Wow, funziona davvero bene questo affare... signori, mi scuso per l'intrusione, sono qui solo di passaggio e mi piacerebbe assistere ad un vostro allenamento, anzi dato che voglio testare il mio potenziale, che ne dite di una sfida nel quale il vincitore si scontrerà contro di me?-
"Quanto mi sento potente in questo momento! Anche se, potrebbero farmi la festa se tutti quanti mi saltassero addosso in questo momento, ma non importa, finché sono considerato l'Eroe non possono farmi niente... spero solo che non vada a finire che mi considerino un demone, o peggio"
Il generale acconsentì e disse ai due plotoni di mettersi in formazione e chiamò i relativi due colonnelli. Il primo si chiamava Immane, un omone grosso e muscoloso, impugnava una Claymore, grande spada a due mani a doppio filo. Il secondo colonnello invece era una ragazza di nome Sicuta, non era nulla di speciale, a parte per la muscolatura decisamente sopra la media, però messa a confronto all'omone al suo fianco faceva abbastanza impressione, impugnava uno stocco che è più corto, con lama triangolare, spesso vicino alla guardia e molto appuntita, robusta, rigida e senza taglio nata appositamente per menare colpi d'affondo e di punta. Dopo di che gli venne detto di mettersi in guardia e di ingaggiare un combattimento.
I due iniziarono a scambiarsi i colpi, si poteva ben vedere perché erano colonnelli, l'uomo aveva una forza decisamente superiore alla ragazza però non riusciva mai a mettere a segno un colpo, probabilmente se ci fosse riuscito lo scontro sarebbe finito subito, non è che fosse lento o meno abile nel combattimento però la ragazza era velocissima, non riuscivo quasi a vederla. Dopo qualche minuto Sicuta riuscì a segnare una serie di colpi che decretarono il vincitore. Inutile dire che Immane era ancora vivo e vegeto, semplicemente non era più in grado di combattere.
Il Generale fermò il combattimento e disse a me e a Sicuta di prepararci, ma prima mi chiese che tipo di spada volessi, dato che avevano diversi tipi mi consigliò una spada lunga, che si impugna ad una mano e con doppio filo, dato che avendo l'aspetto di un inesperto era meglio qualcosa semplice da impugnare e da utilizzare. Però rifiutai, grazie ai ricordi delle mie vite passate pensavo fossi capace di usare una katana Spada monofilare, meno robusta rispetto ad una spada lunga, ma l'impugnatura la rende in grado di essere impugnata con entrambe le mani qualora lo si desiderasse.
Il generale abbastanza sorpreso acconsentì alla mia richiesta abbastanza inusuale, dato che la katana è un'arma molto difficile da usare ne vengono prodotti pochi esemplari, ma dato che si trattava dell'Eroe, non potette fare altro che cedere la sua.
-Sono molto sorpreso che una persona come te, appena evocata da un altro mondo, senza esperienze in combattimento e poco dopo essersi ripreso, decida di intraprendere uno scontro uno a uno contro la persona più forte del palazzo, anzi possiamo dire tranquillamente che è una delle persone più forti dell'impero, soprattutto con un'arma difficile da usare come la katana. Purtroppo non abbiamo molti esemplari degni di nota, quindi dovrà accontentarsi di questo vecchio modello, usurato dalle continue battaglie... però ti avverto, non importa se tu sei l'Eroe o no, la spada è l'anima del guerriero, se ti azzardi a romperla, ti ucciderò con le mie mani, lo giuro sul nome della famiglia dei Bellator-
Il generale mi guardò negli occhi con uno sguardo penetrante, probabilmente tutto questo discorso è stato fatto per valutare se ero abbastanza uomo da non tirarmi indietro, però la mia mente non vacillava, quindi annuì con la testa, ero deciso a scoprire i miei poteri, naturalmente non potevo farlo in mezzo ad un campo di battaglia.
-Naturalmente, se riuscirai a sconfiggere o quanto meno resistere abbastanza, provvederò personalmente alla fabbricazione della tua personale spada-
Dopo esserci messi in guardia Sicuta mi guardo e mi disse
-Non ti montare tanto la testa solo perché sei l'Eroe, ancora non conosci nulla di questo mondo e non puoi capire quanto sia importante vincere, quindi non ho intenzione di perdere!-
Il generale Bellator diede il via e Sicuta partì all'attacco così velocemente che non potetti nemmeno vederla, l'unica cosa che sentì fu un dolore lancinante nello stomaco e subito dopo del sangue uscì dalla mia bocca. Mi guardai intorno per vedere chi era stato, ma l'unica cosa che vidi era Sicuta ad almeno cinque metri di distanza e i visi dei vari soldati delusi.
"Che cosa è successo? Non sono riuscito nemmeno a vedere il suo colpo, forse ha usato qualche incantesimo? Non so, però ora devo rialzarmi e cercare di contrattaccare in qualche modo..."
Dopo essermi rialzato Sicuta mi caricò un'altra volta, ma questa volta non ci andò piano come prima, una serie di spadate mi colpì, a quanto pare non stava usando la punta come invece dovrebbe essere, però anche la lama poco affilata dello stocco mi stava provocando diverso danno, la mia maglietta era quasi distrutta e si stavano accumulando diversi tagli sul mio corpo.
Dopo poco Sicuta si fermò dicendomi che dovevo arrendermi e che dovevo smettere di fare il pagliaccio
"Come è possibile, tutti questi ricordi, questi sigilli sul corpo, tutto fa pensare che il mio passato sia veramente esistito, eppure perché non riesco nemmeno a vedere i suoi movimenti? Forse ho finito il mio potere spirituale? No, non è possibile, sento chiaramente una forza enorme dentro di me... perché non riesco ad utilizzarla, forse è colpa dei sigilli, però quello della luce e quello della forza sono stati sciolti, dovrei avere almeno un minimo di potere. Che non sia abbastanza... forse, ma non credo... probabilmente manca qualcosa... qualcosa di così banale a cui non ho ancora pensato..."
Nell'esasperazione cercai un indizio ovunque e alla fine guardando le mie mani sporche di sangue capì
-Scusami, a quanto pare non avevo ancora ben capito come funzionavano questi miei poteri-
-Quindi hai deciso di arrenderti, comprendo la tua decisione, denota da parte tua un grande senso critico-
-No, ti sbagli, io non ho intenzione di arrendermi, ma di dare il tutto per tutto, in fondo, "Una spada che non è stata estratta dal suo fodero, non può attaccare"-
-Quindi non ti vuoi ancora arrendere, credo proprio che non ci andrò più leggera con te, non venire a piangere da me quando sarai morto, odio le persone troppo piene di sé stessi-
In quel momento afferrai la katana solo con la mano destra e la sinistra la sfregai contro la lama facendomi uscire il sangue e dopo averlo bevuto recitai un antico incantesimo
-Io Koichi, offro come sacrificio questo mio sangue e questo dolore in cambio del tuo perdono mia sola ed unica dea, Celeste, ti prego di liberarmi da questo tuo sigillo e di concedermi la forza di combattere!-
Nel mio corpo iniziò a fluire un potere enorme, a tutti coloro che stavano osservando lo scontro comparve uno sguardo ricolmo di paura, ma nonostante ciò, Sicuta, tenne uno sguardo concentrato su di me
-Ahia, forse ho tagliato un po' troppo a fondo, però adesso non sarà più uno scontro a senso unico, e dato che hai affermato che non ti tratterrai più, che ne dici se facciamo una piccola scommessa, se vinci tu, tutti i beni che ricevo grazie al titolo di Eroe, li cederò a te e ci potrai fare quel che vorrai, se invece vinco io, cederai la tua vita a me e mi giurerai lealtà assoluta-
Sicuta, con voce decisa, esclamò
-Se mai un uomo riuscirà a battermi in un duello leale, ho promesso a me stessa che mi sarei concessa a lui, quindi non ho bisogno della tua insignificante scommessa... ma dato che è impossibile che tu mi batta, accetto la sfida!-
Sicuta si lanciò in un attacco decisamente più veloce di prima e soprattutto con l'intento di farmi fuori, ma questa volta ero in grado di vedere ogni suo movimento e quando cercò di affondare il colpo la fermai con facilità. La cosa lasciò di stucco tutti i presenti
-A quanto pare nessuno si aspettava che parassi il tuo colpo-
Affermai guardando Sicuta dritta negli occhi
-Non ti dare troppe arie, il combattimento è appena iniziato-
Dopo quello passarono cinque minuti intensi in cui io e Sicuta ci scambiammo diverse spadate, il suo sguardo, al contrario dalle mie aspettative, non era né arrabbiato né tanto meno infastidito, ma era uno sguardo ricolmo di adrenalina e gioia. Infine, dopo l'ennesimo colpo non andato a segno, Sicuta si allontanò di circa sette metri cercando di prendere fiato
-Non credi di dover attaccare anche tu qualche volta? Sono due minuti che attacco solo io, di questo passo...-
Non le diedi il tempo di recuperare, anzi non potevo, se si fosse ripresa per me sarebbe finita, quindi dovetti dare fondo ad un paio di tecniche che non usavo da tempo. La prima consisté nel lanciargli la spada addosso, a mo' di arpione, Sicuta deviò la spada immediatamente, creando un'infinità di aperture
-Che cosa credi di fare lanciando così la tua...-
Invece la seconda era una vera e propria tecnica, tipo quelle ninja, solo che questa è stata creata da me
-3° Tecnica segreta dello stile Koichi, "Spostamento Istantaneo"-
Una tecnica speciale che usa una quantità minima di potere spirituale e che permette l'utilizzatore di compiere una serie di passi che raggiungono quasi la velocità della luce, il che rendono lo spostamento letteralmente istantaneo per chi lo guarda. Un tempo riuscivo a percorrere chilometri con quella tecnica, ma in quel momento, con i miei poteri sigillati e tutto, riuscì soltanto ad azzerare le distanze fra me e Sicuta, permettendomi di assestare un pugno nel suo addome che la scaravento a dieci metri di distanza.
Sicuta, dopo essersi contorta dal dolore per qualche istante, si rialzo con uno sguardo infuriato, ma prima che potesse ripartire al contrattacco il generale Bellator concluse lo scontro
-Fermi! Lo scontro si è concluso, il vincitore di questo duello è... Sicuta-
-Come?! Com'è possibile, sia io che lui siamo in grado di combattere!-
-Si, ma da regolamento se uno dei due contendenti perde la propria arma è squalificato-
Lo sguardo di lei era stravolto, conosceva perfettamente questa regola, però non si aspettava una conclusione del genere. Io al contrario avevo pensato all'eventualità di un finale del genere, nonostante sperassi di vincere con quel colpo sono riuscito a dimostrare, almeno un po', che fossi degno di esser chiamato Eroe.
-Quindi lo scontro si conclude così... che peccato, speravo continuasse per un altro paio di minuti. Allora, Sicuta, che ne dici se chiamiamo questo un pareggio? Dopo tutto sono riuscito ad assestarti un bel colpo nonostante fossi disarmato, anche perché in un mondo in cui esiste la magia, non puoi pretendere che tutti usino soltanto le spade-
-Non c'è bisogno che questo sia un pareggio. Questa è la prima volta che qualcuno riesce a tenermi testa, nemmeno fra i maghi più prestigiosi ci sono stati molti che sono riusciti a sconfiggermi, ma tu ci sei riuscito senza l'uso di nessun incantesimo, ma solo grazie alla forza bruta. Accetterò la tua penitenza fai di me ciò che vuoi-
-Ohi, questo è come dire che ti sei innamorata di me, lo sai?-
-Non è affatto per questo! Io sono una donna di parola, anche perché non sarei mai riuscita a continuare il combattimento dopo il colpo che mi hai inflitto alla fine!-
-Quindi il mio colpo è riuscito veramente a fare qualcosa... comunque non c'è bisogno che ti preoccupi, dopo tutto ho detto quelle parole solo per farti combattere al massimo delle tue forze. Però gradirei che tu mi facessi un piccolo piacere in questo momento-
-E cioè?-
Mi avvicinai a lei, le afferrai le spalle e le sussurrai
-Chiudi gli occhi un attimo-
Un po' titubante Sicuta, ancora seduta a terra, chiuse gli occhi, il suo volto diceva tutto, avrà pensato che volevo rubargli un bacio, però così non fu. Le mie ferite erano molte più di quel che sembrava e avevo iniziato a perdere diverso sangue, quindi decisi di provare un altro dei miei poteri, la guarigione istantanea. Purtroppo, per poter essere azionato, questo potere serve un altro sacrificio, ma questa volta non il mio e inoltre non serve nessun incantesimo, ma basta bere del sangue umano e le ferite guariscono da sole a una velocità assurda. Quindi, senza esitare, azzannai il collo di Sicuta e bevvi diversi sorsi del suo sangue
-Cosa stai facendo?! Lasciami stare subito!-
Feci come mi disse lei e lasciai la presa, ormai le ferite erano tutte curate, ma adesso gli occhi di coloro che osservavano lo scontro erano ricolmi di paura, non più di sorpresa e si iniziarono a sentire delle voci di sottofondo bisbigliare
-Avete visto? Solitamente non sono i vampiri a bere il sangue?-
-Si è vero! Una volta mi sono scontrato con uno di loro!-
-Però quella tecnica non è la stessa che usa il clan degli "Uomini Ombra"?-
-Com'è possibile che possieda questi poteri? Non dovrebbe essere l'Eroe?!-
-Però non ha invocato il loro Dio, ha nominato un'altra Dea di cui non ho mai sentito parlare...-
"Capisco, quindi coloro che venerano il dio Oscuro Erebo adesso usano le mie tecniche. Non sembra che venerino me, dato che al nome di "Koichi" non hanno avuto nessuna reazione. Si sono proprio dati da fare per riuscire a rimuovere il mio nome dalla storia e dalla memoria di tutti"
Date le circostanze resi la spada al Generale Bellator e andai via. Felisia continuò a seguirmi, ma stavolta tenne lo sguardo abbassato e la bocca chiusa, la aprì soltanto quando le chiesi dove si trovasse il bagno, così da potermi pulire dal sangue che ricopriva il mio corpo.

[Buon giorno, sono lo "scrittore" di questo racconto, come piace chiamarlo a me, è la prima volta che mi capita di pubblicare una mia storia e non ho idea di come andrà, ma ho fiducia che questo primo capitolo possa piacere a qualcun altro oltre a me. Ho intenzione di continuare a scrivere, sia questo racconto che altri, infatti ne ho altri due su cui sto lavorando. Ho intenzione di aspettare e vedere se andrà bene e se così sarà pubblicherò anche gli altri capitoli di questo racconto (per ora ce ne sono 4 rimanenti), mi scuso se ci sono errori di battitura, di ripetizione, di grammatica ecc. però non c'è nessuno che mi corregge i lavori. Non ho idea di che altro scrivere, semplicemente voglio ringraziare TUTTI coloro che sono riusciti ad arrivare fino a questo punto, davvero]

[P.S Ho dovuto ricaricare questo capitole perché mi sono accorto che non ha inserito i dialoghi e quindi tutto il racconto si è rilevato molto surreale, mi spiace per l'inconveniente, vedrò di non farlo accadere più]

Pontillo Koichi Leonardo



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