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lavoro pubblicato mercoledì 13 dicembre 2017
ultima lettura sabato 14 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il mondo dei sogni e desideri CAP 1

di koichi. Letto 413 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il nostro protagonista dopo essersi trovato difronte un portale vi entra dentro e si ritrova in un'altro mondo. Però lui da sempre ha avuto dei sogni che rappresentavano delle vite passate, che queste vite si riconducano direttamente in questo mondo?....

Un mondo dove sono me stesso

[ATTENZIONE HO CARICATO LA VERSIONE CORRETTA DI QUESTA PARTE, QUINDI SE VOLETE LEGGERE QUESTO RACCONTO ANDATE SUL MIO PROFILO :D]

Un'altra giornata di stage in albergo era finita, stavo tornando dalla stazione in bicicletta quando, a un tratto, al lato opposto della strada vidi apparire una strana cosa, tipo uno di quei portali che si vedono nei videogiochi, color blu scuro, scintillante e che a prima vista mi ricordò un cielo stellato. So che sembra strampalato, in un mondo noioso come il mio un portale è un'assurdità, l'oggetto più "magico" che esiste è il visore della realtà aumentata, ma nonostante ciò era lì, so che probabilmente era colpa del sonno, della vista o chissà che, però non mi costava nulla andare a controllare.
Decisi di avvicinarmi e la mia testa si stava riempiendo di pensieri su tutte le possibilità e, quando finalmente mi trovai davanti, realizzai che o era un sogno oppure era tutto vero e dato che mi ricordavo ogni particolare di quella giornata, non c'erano dubbi, era la realtà. Però non potevo entrare a capo fitto come se nulla fosse, c'erano persone che dovevo informare di quel fatto, a cui dovevo dire che stavo bene e di non preoccuparsi.
Quindi, dopo aver acceso il cellulare, mandai un audio vocale a Iacopo un mio grandissimo amico

"E con questo ho anche detto i miei addii, spero che facendo la foto si veda..."
[Click]
"Wow, incredibile! Si vede anche sul cellulare! Meno male, almeno così non sembrerò del tutto pazzo!"
"Perfetto, ho inviato la foto e mi sono preparato psicologicamente, spero solo non sia un buco nero, in quel caso sarei fregato"
Iniziai infilandoci un piede, così nel caso non avrei perso qualcosa d'importante. La sensazione che provai era strana, il piede c'era ancora, però il passaggio è stato strano, ovvio ho attraversato una specie di portale che non sapevo nemmeno dove conduceva e non potevo nemmeno guardare attraverso per colpa del colore blu scuro che possedeva.
A quel punto mi feci coraggio ed entrai nel portale con il resto del corpo portandomi dietro la mia bicicletta e i due zaini dove avevo, in uno lo smoking e nell'altro un carica batterie, un battery pack, il portafogli e varie scartoffie dello stage.
Dall'altra parte i miei occhi si riempirono di luce, mi trovai al centro di una struttura enorme simile al Colosseo, con l'unica differenza che sopra la testa vi era una specie di cupola formata di luce che non mi permetteva di guardare al di fuori e, davanti alle platee, un'altra cupola anch'essa di luce, ma meno densa, copriva, o meglio, proteggeva le persone al suo esterno. Naturalmente dal luogo in cui mi trovavo non mi era possibile vedere le persone che c'erano dietro, però erano a dir poco strane, o almeno è quello che pensai lì per lì, anche perché c'era una persona che al contrario di quelli sulle platee riuscivo a vedere, una ragazza, la quale, nel momento in cui abbiamo incrociato gli sguardi, ha iniziato ad avvicinarsi. Quello che mi domandai fu cosa ci facesse una così bella ragazza, vestita di tutto punto, con un'aura magnificamente angelica, sotto i riflettori in un simil Colosseo insieme a me.
Nel mentre si stava avvicinando a me, iniziò a blaterare qualcosa in una strana lingua, solitamente, anche senza capire il significato, riesco a interpretare quale lingua sia, però in quel momento non sono riuscito a ricollegare nessuna parola pronunciata a nessuna lingua esistente.
Cercai di farle capire a gesti che non riuscivo a capire una singola parola, ma lei continuò ad avvicinarsi e quando si trovò a un metro di distanza da me smise di parlare, chiuse gli occhi e mise le mani a mo' di preghiera





"Oh, ha riaperto gli occhi, adesso sembra stia dicendo qualcosa di strano, una preghiera o forse qualche altro incantesimo? Dalle sue mani sembra stia uscendo qualcosa, sembra una chiave di luce e sembra che la stia indirizzando verso di me..."
La chiave mi perforò il petto, senza sangue, senza dolore, ma solo con un grande senso di vuoto...
"Che cosa sono questi? Ricordi? Sogni? Nella mia testa stanno scorrendo immagini dei ricordi di una vita passata, di quando ho sacrificato persino la mia umanità per salvare il mondo, quando ero conosciuto come "Koichi il Dio della Distruzione""
Stavo piangendo sangue, le immagini che stavo vedendo erano troppo cruente per un normale ragazzo di diciotto anni. Ricordi di persone che ho incontrato e vite che ho distrutto...
In seguito iniziai a provare un senso di vomito, anch'esso insanguinato. In fine il nulla, svenni, nonostante nel corpo sentissi scorrere una forza enorme, il mio cervello cedette, lasciandomi inerme, l'ultima cosa che ricordo è il viso di quella ragazza sorpresa che mi osservava.
Al mio risveglio mi ritrovai a letto, mi misi le mani sul viso e ripensai a quello strano sogno nel quale attraversavo un portale, la cosa che mi preoccupava di più non era il sogno in sé per sé, ma i ricordi delle mie vite passate, che questa volta si sono presentati più veri che mai.
Mentre ero assorto nei miei pensieri sentì le voci di due ragazze, il che mi fece realizzare dove mi trovavo, non era il mio letto, guardando sopra di me vidi un soffitto sconosciuto e mettendomi a sedere vidi la ragazza del sogno parlare ad una cameriera



"Cosa succede? Non era un sogno? Vuol dire veramente che..."
Il sorriso che stava per fiorendo sul mio viso fu oscurato dai ricordi impregnati di sangue apparsi prima dello svenimento.



<...>
Dopo quella frase colei che sembrava una cameriera uscì, però ci fu una cosa che attirò la mia attenzione
"Cosa?! Orecchie e coda da gatto?! Perfetto! Confermata la presenza di animali umanoidi. Quanto vorrei accarezzarla! Però è stata mandata via da questa qui che sembra essere una principessa... che motivo ha una principessa per rimanere in una camera da sola con un eroe appena evocato da un altro mondo, in più quel che ha detto prima sul fatto di usare il suo corpo... forse vuole offrire il suo corpo per poter ottenere le mie grazie?! Non sarebbe una cattiva idea, se non fosse che il mio libido è al minimo... perché devo ricordare certe cose in un momento come questo..."

Il suo viso non emanava nessun'aura malvagia, aveva un viso rilassato e responsabile. Non aveva paura di me, tantomeno aveva l'intenzione di farmi del male.

"Quindi ho dormito per più due giorni... avrei preferito che mi svegliasse la ragazza gatto, però non importa, anche questa bella e gentile maghetta va bene..."


<...>



In quel momento la Principessa, dopo essersi seduta vicino a me, si stava avvicinando pericolosamente al mio viso, con la solita espressione diligente di prima.
"Ohi ohi ohi, allora è quel tipo di principessa, altro che gentile, lei è una predatrice! Però non posso permetterle di prendere la mia tanto preziosa castità così facilmente, voglio che la prima volta sia magica, se avessi voluto che fosse una cosa superficiale lo avrei fatto da un sacco di tempo... e poi..."
La afferrai per le spalle e guardandola dritta negli occhi le dissi





A quella risposta fece un lieve sorriso e mi ringraziò















"Alla faccia del nome strano, il suo sì che è unico"





Mentre stavo pensando quale indizio darle, guardai il mio corpo, non sembrava esser diventato più forte o cosa, oltre al fatto che io fossi completamente nudo, tranne la parte inferiore del corpo che era coperta dalle lenzuola, mi sorpresi vedendo che sul torace era apparso "L'Eptagramma Spirituale" una stella composta da sette punte in cui in ogni punta vi è uno dei poteri spirituali, ma quella che avevo io era diverso dalle solite che vengono usate dagli utilizzatori di poteri spiritici che vedevo nei miei sogni, infatti la mia era...
<...un sigillo potentissimo che serve a sigillare i miei poteri>










La guardai dritta negli occhi con un sorriso pieno di speranza e degli occhi ormai esenti da tutta la malvagità di un tempo. Lei mi guardò e dopo aver ricambiato il sorriso si alzò.




Igneae chiuse la porta, lasciandomi solo, a ripensare a tutto quello che ho visto, sentito e detto.
Ripensando al cellulare decisi di fare qualche test, controllare se c'era connessione, calcolare quanta batteria mi era rimasta e vedere se riuscivo a chiamare qualcuno. Inutile dire che né il segnale né tantomeno la connessione erano presenti, però non mi preoccupò, lo avevo già preso in considerazione, l'unica cosa che mi infastidiva era il fatto di non poter ricaricare il cellulare, dato che mi sarebbe potuto tornare utile nel caso avessi voluto fare una foto, farmi luce con la torcia o anche impostarmi una sveglia. Mentre stavo controllando tutte queste cose, mi accorsi di un fatto molto particolare e cioè che non avevo più bisogno di indossare gli occhiali, infatti prima di arrivare in questo mondo ed aver riacquisito i miei ricordi, portavo gli occhiali senza i quali non riuscivo a vedere molto bene. Però non ci feci molto caso, di tutto le cose che mi era appena accadute quella era la meno strana.
Le mie conoscenze di quel mondo erano ancora molto poche, ma basandomi sugli indizi ho potuto intuire che lo sviluppo tecnologico non è progredito come in quello vecchio, dopo tutto non hanno bisogno di macchinari per scavare se possono modellare il terreno a piacimento, non hanno bisogno di luci elettriche se possono creare sfere di luce dal nulla e infine non hanno nemmeno bisogno di armi se possono lanciare incantesimi abbastanza forti da poter distruggere intere città. Inoltre possedevo informazioni provenienti dalle mie vite passate le quali mi aiutavano molto con il comprendimento dei poteri spirituali, ma nonostante ciò ci sono cose di cui non sono ancora sicuro ed altre le quali mi sono totalmente ignote, come ad esempio quella ragazza gatto.
Finito di prepararmi decisi di andare a fare un giro di perlustrazione. Quando aprì la porta vidi Felisia ad aspettarmi in piedi davanti alla porta.


Il suo sguardo non era amichevole, ma mostrava nemmeno ostilità, aveva piuttosto l'aria di un professore che deve sorvegliare una classe di ragazzi problematici.


A quella risposta Felisia sgranò gli occhi e mi disse






Iniziai a percorrere il corridoio mentre Felisia, in silenzio e tutta rossa per l'imbarazzo, mi seguiva. Mentre stavo percorrendo uno dei tanti corridoi con le finestre che affacciavano all'esterno, sentì dei versi provenire da fuori del palazzo, decisi quindi di affacciarmi per vedere cosa stesse succedendo. Con mia sorpresa vidi due gruppi, di sette persone ciascuno, esercitarsi nel combattimento con le spade, mentre un'altra persona molto più avanti con gli anni, probabilmente il generale, impartiva gli ordini che dovevano seguire.
Chiesi a Felisia chi fossero e mi rispose dicendo che sono le Guardie Reali, coloro i quali, nei momenti di crisi e nei momenti di bisogno, come nello spostamento dal palazzo a qualsiasi altro posto, stanno al fianco della famiglia Reale. Mi disse anche che hanno un campo di addestramento così vicino al palazzo perché così, nei momenti di bisogno, sono sempre disponibili, al contrario delle truppe normali i quali si addestrano in un luogo apposito.
Subito dopo mi guidò nel campo nel quale si stavano allenando. Mentre cercavo di avvicinarmi un paio di guardie mi fermarono




Con voce trionfante tirai fuori lo Stemma che mi era stato dato da Igneae e lo mostrai ai due soldati. I due con un'espressione sorpresa mi liberarono subito il passaggio e annunciarono il mio arrivo alle Guardie Reali che si misero immediatamente sull'attenti.

"Quanto mi sento potente in questo momento! Anche se, potrebbero farmi la festa se tutti quanti mi saltassero addosso in questo momento, ma non importa, finché sono considerato l'Eroe non possono farmi niente... spero solo che non vada a finire che mi considerino un demone, o peggio"
Il generale acconsentì e disse ai due plotoni di mettersi in formazione e chiamò i relativi due colonnelli. Il primo si chiamava Immane, un omone grosso e muscoloso, impugnava una Claymore, grande spada a due mani a doppio filo. Il secondo colonnello invece era una ragazza di nome Sicuta, non era nulla di speciale, a parte per la muscolatura decisamente sopra la media, però messa a confronto all'omone al suo fianco faceva abbastanza impressione, impugnava uno stocco che è più corto, con lama triangolare, spesso vicino alla guardia e molto appuntita, robusta, rigida e senza taglio nata appositamente per menare colpi d'affondo e di punta. Dopo di che gli venne detto di mettersi in guardia e di ingaggiare un combattimento.
I due iniziarono a scambiarsi i colpi, si poteva ben vedere perché erano colonnelli, l'uomo aveva una forza decisamente superiore alla ragazza però non riusciva mai a mettere a segno un colpo, probabilmente se ci fosse riuscito lo scontro sarebbe finito subito, non è che fosse lento o meno abile nel combattimento però la ragazza era velocissima, non riuscivo quasi a vederla. Dopo qualche minuto Sicuta riuscì a segnare una serie di colpi che decretarono il vincitore. Inutile dire che Immane era ancora vivo e vegeto, semplicemente non era più in grado di combattere.
Il Generale fermò il combattimento e disse a me e a Sicuta di prepararci, ma prima mi chiese che tipo di spada volessi, dato che avevano diversi tipi mi consigliò una spada lunga, che si impugna ad una mano e con doppio filo, dato che avendo l'aspetto di un inesperto era meglio qualcosa semplice da impugnare e da utilizzare. Però rifiutai, grazie ai ricordi delle mie vite passate pensavo fossi capace di usare una katana Spada monofilare, meno robusta rispetto ad una spada lunga, ma l'impugnatura la rende in grado di essere impugnata con entrambe le mani qualora lo si desiderasse.
Il generale abbastanza sorpreso acconsentì alla mia richiesta abbastanza inusuale, dato che la katana è un'arma molto difficile da usare ne vengono prodotti pochi esemplari, ma dato che si trattava dell'Eroe, non potette fare altro che cedere la sua.

Il generale mi guardò negli occhi con uno sguardo penetrante, probabilmente tutto questo discorso è stato fatto per valutare se ero abbastanza uomo da non tirarmi indietro, però la mia mente non vacillava, quindi annuì con la testa, ero deciso a scoprire i miei poteri, naturalmente non potevo farlo in mezzo ad un campo di battaglia.

Dopo esserci messi in guardia Sicuta mi guardo e mi disse

Il generale Bellator diede il via e Sicuta partì all'attacco così velocemente che non potetti nemmeno vederla, l'unica cosa che sentì fu un dolore lancinante nello stomaco e subito dopo del sangue uscì dalla mia bocca. Mi guardai intorno per vedere chi era stato, ma l'unica cosa che vidi era Sicuta ad almeno cinque metri di distanza e i visi dei vari soldati delusi.
"Che cosa è successo? Non sono riuscito nemmeno a vedere il suo colpo, forse ha usato qualche incantesimo? Non so, però ora devo rialzarmi e cercare di contrattaccare in qualche modo..."
Dopo essermi rialzato Sicuta mi caricò un'altra volta, ma questa volta non ci andò piano come prima, una serie di spadate mi colpì, a quanto pare non stava usando la punta come invece dovrebbe essere, però anche la lama poco affilata dello stocco mi stava provocando diverso danno, la mia maglietta era quasi distrutta e si stavano accumulando diversi tagli sul mio corpo.
Dopo poco Sicuta si fermò dicendomi che dovevo arrendermi e che dovevo smettere di fare il pagliaccio
"Come è possibile, tutti questi ricordi, questi sigilli sul corpo, tutto fa pensare che il mio passato sia veramente esistito, eppure perché non riesco nemmeno a vedere i suoi movimenti? Forse ho finito il mio potere spirituale? No, non è possibile, sento chiaramente una forza enorme dentro di me... perché non riesco ad utilizzarla, forse è colpa dei sigilli, però quello della luce e quello della forza sono stati sciolti, dovrei avere almeno un minimo di potere. Che non sia abbastanza... forse, ma non credo... probabilmente manca qualcosa... qualcosa di così banale a cui non ho ancora pensato..."
Nell'esasperazione cercai un indizio ovunque e alla fine guardando le mie mani sporche di sangue capì




In quel momento afferrai la katana solo con la mano destra e la sinistra la sfregai contro la lama facendomi uscire il sangue e dopo averlo bevuto recitai un antico incantesimo

Nel mio corpo iniziò a fluire un potere enorme, a tutti coloro che stavano osservando lo scontro comparve uno sguardo ricolmo di paura, ma nonostante ciò, Sicuta, tenne uno sguardo concentrato su di me

Sicuta, con voce decisa, esclamò

Sicuta si lanciò in un attacco decisamente più veloce di prima e soprattutto con l'intento di farmi fuori, ma questa volta ero in grado di vedere ogni suo movimento e quando cercò di affondare il colpo la fermai con facilità. La cosa lasciò di stucco tutti i presenti

Affermai guardando Sicuta dritta negli occhi

Dopo quello passarono cinque minuti intensi in cui io e Sicuta ci scambiammo diverse spadate, il suo sguardo, al contrario dalle mie aspettative, non era né arrabbiato né tanto meno infastidito, ma era uno sguardo ricolmo di adrenalina e gioia. Infine, dopo l'ennesimo colpo non andato a segno, Sicuta si allontanò di circa sette metri cercando di prendere fiato

Non le diedi il tempo di recuperare, anzi non potevo, se si fosse ripresa per me sarebbe finita, quindi dovetti dare fondo ad un paio di tecniche che non usavo da tempo. La prima consisté nel lanciargli la spada addosso, a mo' di arpione, Sicuta deviò la spada immediatamente, creando un'infinità di aperture

Invece la seconda era una vera e propria tecnica, tipo quelle ninja, solo che questa è stata creata da me
<3° Tecnica segreta dello stile Koichi, "Spostamento Istantaneo">
Una tecnica speciale che usa una quantità minima di potere spirituale e che permette l'utilizzatore di compiere una serie di passi che raggiungono quasi la velocità della luce, il che rendono lo spostamento letteralmente istantaneo per chi lo guarda. Un tempo riuscivo a percorrere chilometri con quella tecnica, ma in quel momento, con i miei poteri sigillati e tutto, riuscì soltanto ad azzerare le distanze fra me e Sicuta, permettendomi di assestare un pugno nel suo addome che la scaravento a dieci metri di distanza.
Sicuta, dopo essersi contorta dal dolore per qualche istante, si rialzo con uno sguardo infuriato, ma prima che potesse ripartire al contrattacco il generale Bellator concluse lo scontro



Lo sguardo di lei era stravolto, conosceva perfettamente questa regola, però non si aspettava una conclusione del genere. Io al contrario avevo pensato all'eventualità di un finale del genere, nonostante sperassi di vincere con quel colpo sono riuscito a dimostrare, almeno un po', che fossi degno di esser chiamato Eroe.






Mi avvicinai a lei, le afferrai le spalle e le sussurrai

Un po' titubante Sicuta, ancora seduta a terra, chiuse gli occhi, il suo volto diceva tutto, avrà pensato che volevo rubargli un bacio, però così non fu. Le mie ferite erano molte più di quel che sembrava e avevo iniziato a perdere diverso sangue, quindi decisi di provare un altro dei miei poteri, la guarigione istantanea. Purtroppo, per poter essere azionato, questo potere serve un altro sacrificio, ma questa volta non il mio e inoltre non serve nessun incantesimo, ma basta bere del sangue umano e le ferite guariscono da sole a una velocità assurda. Quindi, senza esitare, azzannai il collo di Sicuta e bevvi diversi sorsi del suo sangue

Feci come mi disse lei e lasciai la presa, ormai le ferite erano tutte curate, ma adesso gli occhi di coloro che osservavano lo scontro erano ricolmi di paura, non più di sorpresa e si iniziarono a sentire delle voci di sottofondo bisbigliare





"Capisco, quindi coloro che venerano il dio Oscuro Erebo adesso usano le mie tecniche. Non sembra che venerino me, dato che al nome di "Koichi" non hanno avuto nessuna reazione. Si sono proprio dati da fare per riuscire a rimuovere il mio nome dalla storia e dalla memoria di tutti"
Date le circostanze resi la spada al Generale Bellator e andai via. Felisia continuò a seguirmi, ma stavolta tenne lo sguardo abbassato e la bocca chiusa, la aprì soltanto quando le chiesi dove si trovasse il bagno, così da potermi pulire dal sangue che ricopriva il mio corpo.

[Buon giorno, sono lo "scrittore" di questo racconto, come piace chiamarlo a me, è la prima volta che mi capita di pubblicare una mia storia e non ho idea di come andrà, ma ho fiducia che questo primo capitolo possa piacere a qualcun altro oltre a me. Ho intenzione di continuare a scrivere, sia questo racconto che altri, infatti ne ho altri due su cui sto lavorando. Ho intenzione di aspettare e vedere se andrà bene e se così sarà pubblicherò anche gli altri capitoli di questo racconto (per ora ce ne sono 4 rimanenti), mi scuso se ci sono errori di battitura, di ripetizione, di grammatica ecc. però non c'è nessuno che mi corregge i lavori. Non ho idea di che altro scrivere, semplicemente voglio ringraziare TUTTI coloro che sono riusciti ad arrivare fino a questo punto, davvero]

Pontillo ?? Leonardo



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