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lavoro pubblicato lunedì 11 dicembre 2017
ultima lettura martedì 19 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il telecomando

di passerotto22. Letto 759 volte. Dallo scaffale Eros

IL TELECOMANDO   Tra qualche settimana si sarebbero compiuti esattamente cinque anni dal giorno in cui si era svolto quell’emozionantissimo incontro del terzo tipo con quegli strani esseri che erano arrivati sulla Terra provenendo dalla ...

IL TELECOMANDO

Tra qualche settimana si sarebbero compiuti esattamente cinque anni dal giorno in cui si era svolto quell’emozionantissimo incontro del terzo tipo con quegli strani esseri che erano arrivati sulla Terra provenendo dalla loro lontanissima galassia.

Eppure, sembrava che fossero passati addirittura secoli!

Tutte le strabilianti novità che erano state portate dalla loro avanzatissima tecnologia avevano trasformato in maniera decisiva il modo di vivere degli esseri umani, tanto che la gente parlava dei telefonini e della TV digitale come di un fatto ormai preistorico.

Ci si spostava attraverso dei mini-elicotteri personali costituiti da piccole eliche che, in posizione di riposo, stavano appoggiate sulla schiena delle persone, ma non gravavano sul loro fisico perché un idoneo cuscino d’aria teneva sollevato quest’apparecchio di volo a mezz’altezza; all’interno dei fabbricati la temperatura veniva automaticamente regolata al livello di benessere senza bisogno di alcun intervento manuale; soavi fragranze si spandevano spontaneamente all’aria aperta e facevano nascere nella popolazione come un’euforia continua che annullava ogni stato di ansia e di preoccupazione: insomma le cose andavano alquanto bene.

Si faccia attenzione, però, nell’osservare che si è detto però “alquanto bene” e non “benissimo” in assoluto perché una situazione come quella che si era creata stava infiacchendo mano a mano la forza di volontà degli esseri umani, che, a furia di avere tutto e senza impegno, cominciavano a rilassarsi pericolosamente in maniera eccessiva; insomma, se il caffè che sorbite così spesso, senza averne mai preparato uno, non ci fosse più nessuno a prepararvelo, ad un certo punto dovreste prepararvelo da solo come facevate tanti anni fa.

“Come? Come si fa?”: oh, poverino, avete dimenticato per il disuso! Ebbene, proprio la stessa cosa stava succedendo agli esseri umani che, a furia di essere serviti dalle macchine in tutto e per tutto, avevano dimenticato addirittura come si facessero certe operazioni fondamentali.

In primis, l’amore.

Si badi bene, però, che la gente non aveva dimenticato come si facesse l’amore, ma c’era il fatto che, abituata ad essere servita e riverita “come il prete sull’altare” (come afferma un vecchio detto) ormai rifuggiva da ogni azione che comportasse uno sforzo fisico, particolarmente poi se si trattava di una questione che richiedeva un notevole impegno, come quella di fare l’amore. C’era il grosso rischio che,così, l’umanità si avviasse verso l’estinzione per mancanza del numero legale (come si dice per tante attività).

Fortunatamente, però, i visitatori extraterresti avevano portato, oltre al problema, anche il suo rimedio, che sarebbe dovuto servire a salvare l’armonia coniugale.

Infatti, essi avevano fornito all’umanità un aggeggio, che, pur se come forma era molto familiare perché era praticamente simile ad uno qualunque dei nostri telecomandi, tuttavia aveva una possibilità di utilizzo del tutto particolare. Il suo funzionamento era perfettamente analogo: così come noi puntiamo l’apparecchio verso il televisore per accenderlo o per spegnerlo, anche questo funzionava puntandolo verso l’oggetto che avrebbe dovuto attivare o disattivare. La faccenda che rendeva però questo nuovissimo telecomando del tutto particolare era che il bersaglio verso il quale doveva essere puntato era di natura alquanto delicata: si trattava, infatti, dell’organo sessuale maschile (e qui è inutile fare tanto gli spiritosi, dicendo che si sarebbero potuti usare tanti altri termini: era quello lì e basta).

Il funzionamento della cosa era abbastanza semplice: come per l’apparecchio TV, bastava premere un tasto e quello si poneva in posizione di… partenza, premendo poi lo stesso tasto si comandava il riposo.

Come si vede, si trattava del rimedio ideale anche per coppie che erano in crisi proprio per quella faccenda là e che diventò subito universalmente bene accetto.

A dire il vero, ci fu qualche governo assolutamente contrario alla cosa per questioni demografiche, ma, dopo che ci fu una retata con sequestro di milioni di questi affari, sembrava che la situazione evolvesse verso il meglio.

Bisogna qui anche chiarire che, come per le impronte digitali ognuno di noi non ha uguali sulla faccia della Terra, anche in quel caso lì l’oggetto serviva soltanto a suscitare ed a far riposare un unico organo tra tutti quelli della specie. Questi oggetti non potevano essere né copiati né clonati, per cui ogni moglie poteva sentirsi completamente immune dal pericolo di corna quando fosse riuscita a conservare in sue mani quel benedetto apparecchietto.

In quel periodo, in verità, ci furono tantissimi episodi di cronaca nera.

Ad esempio, ci fu quel fatto della moglie che era andata a rubare di nascosto l’oggetto dalla tasca del marito e che, di fronte alle rimostranze ed al tentativo di reazione violenta del coniuge, cominciò ad accendere ed a spegnere continuamente l’aggeggio, provocando una specie di tempesta di “attenti!, riposo!” in quella certa zona del corpo del marito che gli provocò un particolarissimo ballo di san Vito.

Oppure, l’altro episodio della signora che, ad accensione avvenuta, riuscì a rubare l’apparecchietto approfittando della distrazione del marito, per cui lo costrinse a stare… in attività per tutta la notte!

L’episodio più singolare, però, avvenne ad una coppia in cui il marito era riuscito a procurarsi una imitazione in tutto e per tutto simile all’apparecchio originale. Dopo qualche (finta) resistenza, l’uomo acconsentì a che la moglie tenesse lei il telecomando per dirigere le… operazioni, mentre lui teneva gelosamente nascosto l’oggetto originale.

Cosicché, negli incontri domestici l’uomo, sostituendo l’aggeggio prima dell’inizio, lasciava che fosse la moglie a… dirigere, ma, alla fine, operava un nuovo scambio per poter andare a trovare la sua amichetta il giorno dopo.

Le cose gli andarono benissimo per circa un mese e gli pareva proprio di aver trovato l’elisir della felicità, quando però si verificò un brutto inconveniente.

Un poco malridotto da questa bella vita, un giorno l’uomo dimenticò di recuperare il telecomando originale prima di recarsi dalla sua amichetta. Naturalmente, andò a finire che quella lo mise fuori di casa perché, ormai, gli disse, poteva considerarsi inutile come un medicinale scaduto.

Dopo questo bel trattamento, il poveretto rientrò a casa tentando di recuperare almeno con la moglie, per cui immediatamente operò lo scambio dei telecomandi.

Ovviamente, anche stavolta il telecomando fasullo non diede nessuna risposta alle sue sollecitazioni, per cui anche la moglie lo mise fuori casa almeno fin quando non avesse normalizzato la sua situazione, perché la donna pensò subito che si trattasse di un fatto di debolezza perché era stato con qualche altra…

Si dice che quella sera, alla luce dei fanali che illuminavano il grande fiume che scivolava pigramente sulle sponde, sia stato visto un uomo con due telecomandi in mano che faceva tra sé e sé: “Questo vince, questo perde, questo vince…”



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