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lavoro pubblicato lunedì 11 dicembre 2017
ultima lettura venerdì 18 gennaio 2019

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L'ALBERO DI NATALE

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 355 volte. Dallo scaffale Fiabe

L’ALBERO DI  NATALE DI DINO FERRAROIn prossimità delle feste  natalizie come ogni anno il signor  Antonio Natale   incominciò a girare negozi  e mercatini , infaticabile si gettò tra vicoli ...

L’ALBERO DI NATALE
DI DINO FERRARO




In prossimità delle feste natalizie come ogni anno il signor Antonio Natale incominciò a girare negozi e mercatini , infaticabile si gettò tra vicoli e stradine addobbate a feste , colme di ninnoli in vendita ed altre meraviglie di natale da appendere sul proprio albero , la sua infaticabile ricerca per qualcosa di prezioso e bello , avrebbe fatto invidia a sol vederlo lo condusse a trovar i tanti oggetti caratteristici fin in Russia ed in Lapponia oggetti cosi rari per addobbare il suo albero natalizio che avrebbe dovuto far morire d’ invidia tutti il vicinato. Quell’anno si continuava a dire tra se avrebbe fatto un albero cosi grande come non sé ne era mai visto , un albero dai rami lunghissimi che sarebbero usciti fuori dalle finestre di casa sua , rami ricolmi di palline e stelline , ninnoli e campanellini con tanti piccoli gnomi ballerini che si muovevano per ogni dove su quell’albero fatato . Avrebbe fatto un grande albero ma non avrebbe fatto mai e poi mai il presepe.
Il presepe non lo voglio fare non m’interessa, voglio fare solo l’albero poiché rappresenta meglio il mio spirito la mia concezione del natale credo ci sia del giusto nel fare solo l’albero senza rappresentare nascita ,passione e morte di un uomo che assai patito lungo la sua breve esistenza. Sproloqui e ragionamenti che andava ripetendo a chiunque incontrasse o si trovasse a parlare nell’approssimarsi dei giorni dell’avvento .

Un albero enorme voglio addobbare tanto bello, con tante luci , un abete meraviglioso pieno di fili dorati e argenti , l’albero più bello di questo mondo, tutti dovranno vederlo rilucere da ogni luogo del globo dal polo nord al polo sud. Di presepi in vita mia ne ho fatti più di mille, per quest’anno basta, faccio solo l’albero , alto cosi alto che dovrà toccare il cielo così ognuno si potrà arrampicarsi, scendere ,salire portare doni a chi lo desidera . Il mio albero unirà il cielo alla terra simile ad un ponte paradisiaco congiungerà la morte alla vita così magari si potrà andare nell’ aldilà a vedere come sé la passano chi non può più festeggiare in questa vita il santo natale , aver la possibilità di salutare qualche pia anima , un amico defunto ,una persona cara. Lo farò pieno di luci intermittenti con tanti giochi di luci, dai svariati multipli colori .

I giorni che passarono Antonio di notte nei suoi sogni incominciò ad avere strane visioni , ora un pastore con una pecora sulle spalle veniva a bussare alla porta del suo dormiveglia a dirgli in ginocchio: la prego signor Antonio faccia il presepe come faranno le mie pecorelle a vivere non potranno più brucare la deliziosa erbetta di marzapane sopra i monti di pan di spagna , le carette non potranno più mangiare il dolce trifoglio di millefoglie , se non fa il presepe come potrò mungerle ,come farò a guarire la mia pecorella zoppa. Mi aiuti signor Antonio sii buono siamo a Natale.

Antonio a quei sogni si svegliava di colpo correva a farsi una camomilla e continuava a ripetersi : no non farò mai e poi mai il presepe, quest’anno farò solo l’albero ho deciso e ritornava a dormire, sotto tre coperte imbottite.
Durante una notte dopo che lui aveva passato tutto il giorno a decorare l’albero di miniluci nel bel mezzo della notte venne un fornaio orsù gli disse : fate il bravo Antonio fate anche questo presepe in molti han voglia di stare sul suo presepe come ha fatto per tanti anni addietro ora non si ricorda come era bello come in tanti erano felici d’andare e venire i pellegrini debbo mangiare, son stanchi del viaggio sé lei non fa la grotta del panettiere dove io cuocio il pane ,cosa mangeranno i pellegrini ed i viandanti, infreddoliti.
Di li a poco sbucò anche la vecchina delle caldarroste. Guardate quante belle castagne ho raccolto, chiuse in questo sacco con le mie mani trovate sopra un monte aspro per la gioia dei passanti che amano scaldarsi le mani in saccoccia con le mie belle e buone castagne cotte , in poco tempo si fecero avanti anche vari venditori ambulanti che iniziarono a lamentarsi ad innalzare cartelli di protesta ad invocare sindacati e cherubini per intercedere nella costruzione di quell’ameno presepe tutti a gridare e discutere nel sogno d’Antonio che intontito ,sudaticcio si faceva sempre più piccolo sotto le coperte.

Lei toglie il pane dalla bocca a nostri figli sé non fa il presepe come vivremo noi . Antonio a queste lamentele nel suo dormiveglia si svegliava di colpo , correva in cucina a bere un bicchiere d’acqua. Vogliono costringermi a fare il presepe , no , mai e poi mai quest’anno, faccio solo l’albero sono irremovibile . Fermo nella sua decisione durante un pomeriggio freddo si trovava vicino al caminetto mentre leggeva un libro nel suo salotto sentì bussare alla porta . S’alzo ed andò ad aprire con sua somma meraviglia vide davanti a sé i tre magi senza cammelli .

Buongiorno gli dissero i tre magi .
Buongiorno rispose Antonio ,cosa posso far per loro disse Antonio.
Vede caro disse il più vecchio dei tre .
Ho mi scusi mi presento mi chiamo Baldassarre , lei permette ,possiamo entrare , vorremmo parlare con lei d’una annosa questione.
Prego s’accomodino entrate desiderate una tazza di the .
Si grazie rispose Melchiorre, con tanto zucchero ed una fettina di limone .
A me piace molto dolce .
Prego accomodatevi come posso esservi utili.
Vede disse Baldassarre riprendendo la parole noi siamo ambasciatori di pace , veniamo da tanto lontano vorremmo dirle a nome dell’associazione amici del presepe di fare come ha sempre fatto ogni anno il presepe per il bene di tutti , lo sappiamo lei non ha più fiducia del prossimo ed odia un tantino il suo datore di lavoro il governo e qualche riccone pieno di soldi .
Sappiamo che lei vorrebbe fare solo l’albero ma ci pensa alle conseguenze del suo rifiuto ,del suo atto scellerato quante persone ne soffriranno , per non parlare di quella pia madre e di quel santo padre non vedere nascere anche in questa sua casa il loro divino bambino concepito con tanta fatica ,tra tante peripezie e sacrifici . Dopo essere sfuggiti al male che condanna gli innocenti mi creda è dura. Un bambino luce, speranza per ogni uomo di buona volontà salvezza nel periglioso cammino dell’esistenza, vita che scaccia l’ombre della morte, poverino nasce povero in quella notte fredda per essere così figlio di tutti . Ritorni ad essere bambino , come lui ,innocente senza alcun peccato non crede signor Antonio .

Non so che dirle mi prende di contropiede , non pensavo di far tanto male all’umanità intera non facendo il presepe.

Guardi quanta strada ancora a noi ci tocca fare abbiamo dovuto deviare allungare la marcia di tre giorni e tre notti per venire a casa sua dopo aver saputo la notizia del suo rinnego. Abbiamo con noi i regali a chi mai li daremo questo nostri umili doni , oro, incenso e mirra ma ci faccia lei quest’anno forse il più bel regalo a noi mai fatto, dimentichi il disprezzo e l’invidia e si mette all’opera. Vedrà cosi felici tre poveri vecchietti ,prepari anche lei il presepe c’ ascolti vedrà ne rimarrà contento e quando giungerà l’epifania ci potremo rivedere, salutare ,scambiarci qualche regalino non trova?

Non so vedremo , non sono molto convinto vedrò cosa posso fare adesso non prometto nulla dovrò pensarci su .

Gaspare si fece avanti ed abbracciò Antonio e disse :
Il presepe è lo specchio della vita, caro amico mio.
Sia buono gli sussurrò nell’orecchio prima d’andarsene .
Arrivederci caro e ci pensi su non faccia passare molto tempo che Natale e alle porte,disse Baldassarre.
Non passò molto tempo che senti bussare di nuovo alla sua porta s’alzò ed andò ad aprire. Cosi vide sull’uscio di casa sua era un signore dalla lunga barba bianca con un grosso rosso cappello in testa.
Buongiorno fece il venerabile vecchio .
Cercate qualcuno in proposito disse Antonio confuso.
Si disse il vecchio, cerco il signor Antonio .
Sono io come possa essere utile?
Ma prego s’accomodi non rimanga sull’uscio una tazza di the?
No, grazie preferisco un buon caffè, un espresso napoletano.
Dunque caro Antonio vengo subito al sodo sono qui per capire perchè quest’anno ti ostini a non voler fare il presepe ,qualcuno ti ha fatto un torto, ti ha mancato di rispetto ? dimmi provvederò a risolvere ogni cosa.

Mi sento imbarazzato ,da poco sono andati via i tre magi ho provato a spiegare le mie personali ragioni. Guardi non che io non voglio fare il presepe perché ho subito un torto mi creda e per voler cambiare, sentire queste feste in modo diverso l’albero è bello ,germoglia dà alla fine i suoi frutti ,origine della vita vederlo ornato di palline colorate di regalini appesi m’intenerisce assai,
io solo questo voglio fare, nient’altro.

Comprendo ma questo tuo stato d’animo purtroppo ha causato un sacco di problemi ed io ho dovuto scendere fin qua giù dalle cime dei monti innevati , mettermi il cappotto pesante e venir a parlar con te di questa storia a quattrocchi dopo che sono venuti a lamentarsi tutti i pastori del presepe , il vinaio, i soldati perfino erode che è un superbo di natura quando ha saputo che tu non volevi fare il presepe sé messo a piangere.
Per non parlare poi di Giuseppe che mi ha tanto commosso.
Ha detto che era colpa sua che non ispirava più quell’amor paterno , rappresentava poco l’esempio del buon padre di famiglia.
Antonio per favore non arrechiamo dispiacere a nessuno fai il presepe t’aiuto io se hai pochi soldi domani te li mando tramite Gabriele, d’accordo ?

Va beh come posso rifiutare , ma ditemi voi chi siete ?
Antonio mio non mi hai riconosciuto io sono Babbo Natale.

Perdonatemi sé non vi ho riconosciuto , vi ricordavo più grasso.

Ho dovuto fare un po’ di dieta, invecchio anch’io ,cosa vuoi fare me la consigliato il mio medico causa il soprappeso le preoccupazioni etiche e politiche, lo stress dei preparativi un po’ anche a dire il vero e che son vecchio e debbo riguardarmi la salute.
Mi deve scusare sé per caso vi ho mancato di rispetto .
No ci mancherebbe cosa dici ti perdono non aver paura in questi giorni dobbiamo essere tutti più buoni. Allora caro Antonio mi raccomando passiamo queste feste di fine d’anno in santa pace facciamo l’albero ed il presepe mettiamolo quest’ultimo sotto l’albero insieme ai nostri regali desideri e speranze per un domani migliore , per un bene che congiunge il cielo e la terra noi tutti attendiamo aldilà di ogni fede ,seguendo la natura del nostro essere diritti verso la fine di quest’anno in quella notte fredda piena di stelle il naturale evento che nasce in una misera grotta e continua a crescere nel nostro spirito il senso di ciò che noi tutti chiamiamo e definiamo amore.





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