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lavoro pubblicato domenica 10 dicembre 2017
ultima lettura martedì 18 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Fiamme E Magia

di Sher. Letto 397 volte. Dallo scaffale Fantasia

Spaesato e solo, un bambino di nome Juren si ritrova ad affrontare un mondo di morte e magia, dove le fiamme sono l'unica soluzione ai praticanti di magia nera.......

PROLOGO:

"Tanto tempo fa... in un pianeta denominato terra, vivevano in comunità pacifiche gli umani, creature amate dal loro Dio.. un giorno, una di esse, entrò in contatto con una strana essenza liquida rossa come il sangue, essendo animali molto curiosi, provarono a bagnarvici le mani, dopo di che a berla, essi svilupparono strani poteri che li rendevano quasi degli esseri divini... Questi poteri vennero usati per curare malattie prima mortali, tuttavia, essendo un'animale, l'uomo non seppe resistere ai suoi istinti, ben presto gli uomini utilizzarono questo potere divino per i loro interessi trasformando sporcando il loro pianeta di sangue, milioni di persone decedute stupidamente... più un uomo utilizzava quel potere per uccidere, più la sua mente si ammalava diventando folle, sadica...

I pochi uomini che avevano notato a cosa la loro specie si stava riducendo, decisero di creare una setta religiosa chiamata "Fuochi d'argento" e di porre fine a quella minaccia bruciando ogni persona praticante di "magia nera" era così che avevano chiamato quel potere oscuro..."

"basta cosi per sta sera...è ora di dormire!", la fioca luce della candela illuminava il volto dall'aspetto esausto del piccolo Juren, che combatteva con tutte le sue forze per tenere gli occhi aperti, "ma.. io voglio sapere come hanno fatto i fuochi d'argento a bruciare ogni praticante di magia nera" protestò il piccolo stropicciandosi i grandi occhi celesti,

"è già tanto che ti leggo questi racconti.. non sono molto adatti per dei bambini" rispose sua madre posando il libro sul suo grembo coperto dalla sua lunga gonna color oliva,

"si.. ma ancora per poco, da grande sarò un cacciatore di streghe... è brucerò tutte quelle...cattive", la madre a quelle parole gli sorrise lievemente per poi accarezzare i capelli corvini del bimbo, "sarai un grande cacciatore.." disse titubante per poi alzarsi con il libro fra le mani, "adesso dormi o domani arriverai in ritardo alle lezioni del sacerdote Kiris" prosegui la donna per poi allontanarsi dal figlio e avvicinarsi alla porta in legno per uscire dalla stanza, "mamma...", la donna al richiamo si girò verso il figlio che con il suo sguardo, la guardava dritto negli occhi di smeraldo, "mi manca papà.." disse con voce spenta il piccolo, "manca anche a me.."gli rispose la donna, "ti voglio bene.." continuò il figlio con voce tremante e occhi velati dalle lacrime, "anche io...adesso riposa" detto questo la madre uscì dalla stanza socchiudendo la porta alle sue spalle.

"diventerò un cacciatore d-di streghe..." pensò nella sua mente Juren, mentre i suoi occhi pian piano si chiudevano, fin quando non cadde in un sonno profondo...

"Juren...svegliati!"

Uno strano botto proveniente dalla stanza fece svegliare di colpo il piccolo Juren che respirando affannosamente si guardava intorno, la candela che prima illuminava lievemente la stanza si era spenta, la finestra si era stranamente spalancata lasciando entrare il vento, quella sera aggressivo, che raffreddò l'intera stanza...

"Mamma!!"chiamò spaventato il bimbo, "mamma!!" provò ancora, infilandosi le pantofole, e dirigendosi verso l'uscita, provò ancora una volta a chiamare la madre che non rispose al suo appello, così stringendosi nelle spalle, il piccolo uscì dalla stanza arrivando nel corridoio di casa, guardandosi intorno, notò che la porta d'ingresso era stranamente spalancata, gli si avvicinò ingenuamente guardandosi intorno, sul pavimento, il piccolo non poté far a meno di notare la fine scia di sangue proseguire verso l'esterno, poco prima che potesse metter piede fuori, cominciò ad avvertire degli strani giramenti di testa e un lieve senso di nausea, guardava verso l'esterno la strada lievemente illuminata dalle candele dei lampioni, posti in fila a distanza uguale l'una dall'altra.

D'un tratto nell'oscurità gli sembrò di vedere qualcosa muoversi velocemente, la luce non era abbastanza intensa da poterla illuminare, il piccolo abbassò lo sguardo fissando nuovamente la scia di sangue, "mamma.." disse con voce tremante, "dove sei?"...

Improvvisamente..."Juren!" qualcuno lo chiamò dall'esterno, il piccolo alzò lo sguardo asciugandosi le lacrime che traboccavano dai suoi occhi, si ritrovò davanti a un altro bambino dai capelli ricci color castani e gli occhi rossi, sorrideva in modo innocente e sembrava molto allegro, "Telin.." alla vista dell'amico Juren si tranquillizzò abbastanza da smettere di piangere, "Vieni con me!" disse ansioso il ragazzo prendendo dai polsi Juren che strattonato dall'amico venne portato all'esterno, "D-dove stiamo andando?" disse stranito Juren, "sono tutti in piazza per il richiamo dei fuochi d'argento!", "forse anche mia madre è li..." pensò il piccolo ritirando la mano e seguendo l'amico per le buie strade del villaggio.

Le porte delle case erano tutte spalancate, la luce dall'interno illuminava una piccola porzione delle strade in marmo di quel piccolo villaggio, "siamo quasi arrivati" disse Telin indicando il vecchio campanile che si ergeva fra i tetti delle case, man mano che si avvicinavano ad esso, si sentiva sempre più vicino le voci della gente, in particolare una si distingueva nel mezzo, era quella di un uomo adulto, non si capiva ancora bene cosa dicesse ma i due bambini ipotizzarono fossero preghiere visto le continue ripetizioni della parola Dio e Misericordia...

"eccoci!" affermò entusiasta il piccolo amico, mentre Juren guardava con occhi lucenti le fiamme avvolgere due persone legate a una croce. Il prete continuava a pregare e così le persone del villaggio, "quelle sono...", "streghe Esatto!" rispose Telin sorridendo, Juren si avvicinò alla folla che imprecava contro le persone crocifisse, "Merda... ne hanno già bruciate due..." disse battendo i piedi Telin, "c'e n'è ancora una.." continuò Juren, " beh allora godiamoci lo spettacolo..."il bambino aprì le braccia verso Juren,

"c-cosa...",

"siamo troppo piccoli di statura, non riusciremo a vedere niente in mezzo a questi giganti, solleviamoci a vicenda a turni, come sai sono molto forte!", Juren annuì alla proposta e si fece sollevare dall'amico, grazie all'altezza acquisita il bambino riuscì a scorgere l'enorme piattaforma in pietra che ospitava le streghe, "c-cosa v-vedi?!" disse con voce affaticata Telin, "vedo... una donna, i-i suoi capelli gli coprono la faccia non riesco a vederla!"descrisse il piccolo cercando di scrutare il viso della strega, "cos'altro?!" chiese il ragazzo mentre con respiro affannato tentava di mantenere in alto il suo amico, "ha... una gonna verde, e indossa una camicia bianca, è sporca di sangue...e..." Juren interruppe la sua descrizione cominciando a fissare il volto nascosto della donna, "e?!" chiese impaziente il ragazzo, lo sguardo del bambino cominciò a tramutare, i suoi occhi cominciarono a traboccare lacrime e il suo respiro diventava sempre più pesante... il cuore cominciò a pulsare sempre più velocemente... cominciava a sentire una forte angoscia pressargli il petto, "JUREN!" gridò l'amico, "Che cazzo stai facendo!? Non reggerò ancora molto!".. il piccolo rimase in silenzio per qualche secondo," quella è..." la donna alzò lo sguardo...i suoi occhi di smeraldo incrociarono quelli celesti di Juren,"M-mamma..?", "c-che?!" disse Telin stranito, "fammi scendere!"disse abbassando lo sguardo Juren, "C-che?! Che hai visto?!", "FAMMI SCENDERE TELIN!!" gridò il piccolo angosciato cominciando a muoversi fin quando lui e il suo amico non caddero per terra, "Ehi ma che ti è preso?!", Juren si alzò di colpo e cominciò a correre verso la piattaforma in pietra entrando in mezzo alla folla, "mamma!!" gridò il bambino facendosi strada tra i villici, nel mentre correva, tutto quello che riusciva udire, erano le imprecazioni dei cittadini e le continue preghiere del sacerdote in piedi di fronte a sua madre, con una torcia accesa fra le mani.

" Signore... prendi questa anima peccatrice.."

"FERMATEVI!!" Gridava Juren senza alcun successo mentre si faceva strada fra la folla, "lei non è una strega FERMATEVI!!" ribatté con le lacrime sul viso,

"Perdonala delle sue infamie e purifica il suo corpo immondo"

"VI PREGO FERMATEVI!!" urlò con tutto il fiato che possedeva in corpo, ma senza alcun successo, ancora poco, e l'avrebbe raggiunta...

"Signore... brucia la sua malattia e mantieni la sua anima..."

"LEI NON E' UNA STREGA!" urlò ancora una volta Juren, che finalmente arrivò di fronte alla piattaforma in pietra, di fronte alla croce su cui era legata sua madre, "Fermate-" non fece in tempo a finire la frase che il sacerdote diede fuoco alla paia ai piedi della donna che urlò dal dolore, le sue grida agonizzanti invaserò l'intera piazza, il piccolo Juren in piedi ad osservare quella scena cadde sulle ginocchia, abbassando lo sguardo colmo di lacrime e tappandosi le orecchie con le mani, "basta..smettetela" singhiozzava il piccolo, le grida morenti della madre penetrarono i timpani del bambino, che continuava a piangere e urlare di smetterla, dopo qualche secondo la madre smise di urlare lasciando cadere la sua testa in avanti, Juren alzò lo sguardo verso il corpo divorato dalle fiamme di sua madre, esso si alzò in piedi mentre si asciugava le lacrime e tentò di arrampicarsi sulla piattaforma in pietra per avvicinarsi alla madre, "dovevi.. ancora finire di leggermi il racconto... ricordi?... come puoi morire lasciandomi da solo.." una volta arrampicato sulla piattaforma avanzò verso le fiamme, "prima papà e adesso tu...che cosa hai fatto di male per morire così?"Juren allungò la mano verso il fuoco, sapeva si sarebbe bruciato eppure lo fece, ma subito dopo, una mano adulta gli afferrò il braccio, "il processo non è ancora finito.. ragazzino..." girando lo sguardo Juren si trovò di fronte al vecchio e decrepito volto del sacerdote, i suoi occhi, in quel momento, Juren vide le fiamme nei suoi occhi, ma non fiamme purificatrici, fiamme infernali...

"perfavore Sacerdote Kiris... è mia madre... fermate prima le fiamme! Dategli almeno una tomba!"chiese Juren chinandosi di fronte al vecchio e afferrandogli la bianca tunica.

"Tu sei Juren?", il bambino alzò lo sguardo e annuì, subito dopo, il vecchio lo afferrò dai capelli mostrando il suo volto alla folla,

"Guardatelo, il figlio di questo animale, ha provato a salvare la sua povera madre, una peccatrice!Dio è giusto! Ed è per questo che lascia a voi il giudizio finale"

Il vecchio spinge il bambino giù dalla piattaforma in mezzo alla folla, i cittadini si allontanarono nel vedere Juren precipitare ai loro piedi, "Contadino Ashield, aiutami..." chiese Juren allungando la mano verso l'uomo di fronte a lui che guardava il piccolo strisciare verso di lui,
"p-peccatore.." disse l'uomo per poi afferrare il forcone nella sua mano e trafiggere la gamba del bambino che non appena abbassò lo sguardo verso di essa, cominciò urlare a squarcia gola dal dolore, stringeva nelle sue mani più forte che poteva la terra su cui era caduto tentando di resistere al dolore, "Allevatrice Karas! Aiutami ve ne prego!" chiese con voce tremante, colma di dolore Juren, "peccatore..." rispose la donna e con il piede tirò un calcio sulla faccia del bambino, che dopo aver uggiolato come un cane per il dolore, cominciò a perdere sangue dalla bocca, fra la gente si cominciò a sentire un brusio, tutti dicevano la stessa cosa, "peccatore", si avvicinavano minacciosi verso Juren che agonizzante per terra tentava di alzare lo sguardo insanguinato, una volta giunti di fronte al ragazzo, ogni cittadino cominciò a tirargli calci,

Juren mise le braccia sul volto tentando di coprirlo dai continui attacchi, "aiuto...perché..." pensava fra se e se il bambino, "perché... pastore Uliver, perché maestro Ivan... perché mi fanno questo..." non aveva mai subito un simile trattamento, non aveva mai capito, quanto poteva soffrire qualcuno definito una strega, fino a quel momento... " hanno paura di me?è per questo che fanno questo vero?",Juren piangeva, non poteva fare altro che esprimere il dolore attraverso il pianto e le urla, sentiva come la sua vita scivolare via dal suo corpo, si sentì male all'aver pensato di voler essere un cacciatore di Streghe...

"mi dispiace...come potevo sapere tutto questo...non conoscevo il loro dolore... non lo avevo vissuto per comprenderlo...mi dispiace tanto..."

"Mamma...Papà....mi dispiace...."...

D'un tratto... tutto si fermò...i cittadini si tirarono indietro e cominciarono ad emettere versi soffocati,dalle loro bocche il sangue colava in quantità elevata, Juren aprì gli occhi celesti guardandosi intorno, davanti a lui, i cittadini che prima lo picchiavano con tanta furia, stavano soffocando nel loro stesso sangue, poco dopo, cominciarono a comportarsi come se sentissero caldo, si grattavano con violenza la pelle e si allargavano il colletto, fin quando d'un tratto, dalla loro bocca, occhi non uscì un fuoco argenteo che cominciò a divorare i loro corpi, prima dall'interno poi dall'esterno... molti cittadini alla vista di quella scena caddero impauriti per terra, il sacerdote Kiris si voltò verso il corpo carbonizzato della madre di Juren, che aveva stranamente alzato lo sguardo, Juren con le poche forze rimaste in corpo, con l'ausilio della piattaforma in pietra si issò con la testa per vederla ancora una volta, "quindi... eri veramente una strega...", pensò fra se e se Juren, il sacerdote con un pugnale d'argento nella mano si avvicinò al corpo in fiamme della donna che subito voltò lo sguardo verso il vecchio, che d'un tratto si immobilizzò come impaurito, subito dopo cominciò a perdere sangue dalla bocca, e poi divenne fuoco bianco, il vecchio cominciò a urlare dal dolore, fin quando il suo corpo non si carbonizzò del tutto, Juren, si issò sulla piattaforma trascinando il suo corpo verso la madre,

"M-Ma..mamm-a!" pronunciò con tutte le sue forze Juren mentre si avvicinava, il corpo carbonizzato mosse debolmente la bocca emettendo un leggero suono simile a quello di un soffio, "Mamma..." disse tremante Juren immobilizzato dalle fiamme del corpo,

"scappa...." disse debolmente il cadavere, Juren spalancò gli occhi, si alzò con tutta la sua forza su due piedi, avvicinò la sua mano verso il cadavere carbonizzato, ma poco prima che potesse toccarlo, venne costretto a ritrarre la mano per non ustionarsi "scappa...." ripeté la donna con le sue ultime forze, " t-ti... prome-tto..." Juren chiuse gli occhi e scosse la testa, "che t-i... rac-conter...o la fine... de-lla... sto..ria..."dopo quelle parole il volto del cadavere cadde nuovamente in avanti, la gente tentava di avvicinarsi ai due per ucciderli e porre fine al massacro, ma ogni volta che provavano ad avvicinarsi i loro corpi diventavano fuoco, Juren.. alle parole della madre, corse via, tentando di scendere dalla piattaforma cadde per terra per la ferita alla gamba, si erse a fatica in piedi e cominciò a zoppicare lontano da lei, lontano dal villaggio, la luce delle fiamme argentee raggiungeva il cielo scuro, e mentre Juren correva poteva sentire le urla dei cittadini in lontananza, sapeva benissimo che sua madre non avrebbe potuto rispettare la promessa, eppure ci credeva fermamente, voleva credere che sua madre sarebbe tornata per finir la storia, poter rivedere il suo sorriso, poterla riabbracciare ancora una volta, Juren sapeva non avrebbe mai più potuto rivederla... così gli disse addio, con le lacrime che bagnavano le strade di marmo, Juren si voltò un ultima volta indietro, in lontananza i cittadini che trafiggevano con i forconi il corpo inerme di sua madre, e a quella scena ne ebbe la conferma, era solo...

Così scappò dal villaggio verso la foresta che la circondava, non poteva fare altro.. se sarebbe rimasto sarebbe morto li dov'era, così zoppicante si inoltrò nelle profondità della foresta, cascando più e più volte per terra, inciampando in qualche radice o pietra, l'odore del fumo si dissipò lasciando spazio al vento freddo e tagliente di quella notte, le verdi foglie seguivano l'onda della corrente d'aria, e così i rami, Juren si allontanò parecchio dal villaggio finendo in una strana chierica circondata da alberi, spaesato e impaurito il bambino si coprì gli occhi e si mise a piangere, non sapeva cosa fare, era solo e spaventato, i rumori della foresta, invadevano l'area, il fruscio continuo dei cespugli, il verso dei gufi, l'ululato dei lupi...

D'un tratto il piccolo avvertì nuovamente degli strani giramenti di testa e una forte nausea, abbastanza da farlo rimettere li dov'era, sporcando il prato al di sotto di lui, tentò di rimanere in piedi nonostante i giramenti di testa, così sollevò lo sguardo, una strana sagoma dalle sembianze umane era intento a fissarla, era incappucciata e coperta dall'ombra della foresta notturna, essa si avvicinava lentamente lasciando dietro di se pezzi in decomposizione del suo corpo putrido, Juren si allontanò indietreggiando velocemente, improvvisamente sentì qualcosa dietro di lui, e non appena si voltò si ritrovò di fronte a un altra di quelle creature umanoidi, non appena Juren notò la creatura, il suo sguardo si tramutò, i suoi occhi sembrarono quasi perdere ogni tipo di emozione, la sua bocca semi aperta cominciò a traboccare sangue, e non appena il bambino abbassò lo sguardo esso si ritrovò la mano decrepita dell'essere all'interno del suo petto, Juren si vide il cuore estrapolato dalla creatura, tentò di scrutare con le sue ultime forze il suo sguardo, riuscendo a vedere solo i suoi occhi dorati come la lava incandescente, e un sorriso macabro stampato sul suo volto, subito dopo aver estratto il cuore, l'essere si voltò allontanandosi da Juren, bisbigliando parole a lui incomprensibili, il bambino allungò la mano verso la creatura per poi cadere all'indietro sul freddo terreno in terra che man mano si sporcava di sangue, nello sguardo di Juren si poteva notare la vita scivolare via dal suo corpo,"mamma..." questo..fu l'ultima cosa che disse, subito dopo... il niente...



Commenti

pubblicato il domenica 10 dicembre 2017
CanoviAlfredo, ha scritto: La prefazione suona come un'elegia alla Grande Inquisizione di Torquemada; poi, leggendo, si scopre un fantasy ben delineato e scritto abbastanza bene, a parte alcuni piccoli refusi del tutto trascurabili. Devo però, in fede mia, ammettere di non aver ancora finito di leggere tutto...cosa che farò a breve...anche perchè è molto lungo. Brava/o Al
pubblicato il domenica 10 dicembre 2017
Sher, ha scritto: Grazie mille Alfredo è la prima volta che mi cimento nella categoria fantasy e mi fa piacere leggere un commento positivo sul lavoro! Ps: sono un maschio, anche se probabilmente dal nickname non sembra!
pubblicato il lunedì 11 dicembre 2017
CanoviAlfredo, ha scritto: Accidenti alla promiscuità di questi nick...:) Ho terminato la lettura e confermo il mio giudizio positivo. Bravo Al
pubblicato il martedì 2 gennaio 2018
GABRIELEIACONO, ha scritto: Ho appena finito di leggere la prima parte del tuo racconto e ora esprimo il mio parere a riguardo. La trama è originale e ben architettata; nonostante ciò mi vedo obbligato a dirti che a volte la lettura risulta poco scorrevole e organica, poiché manca dei segni di punteggiatura corretti. Facendo una revisione dettagliata del testo posso dirti che c'è un uso eccessivo delle virgole. Esempio: "Mamma!!"chiamò spaventato il bimbo, "mamma!!" provò ancora, infilandosi le pantofole, e dirigendosi verso l'uscita, provò ancora una volta a chiamare la madre che non rispose al suo appello, così stringendosi nelle spalle, il piccolo uscì dalla stanza arrivando nel corridoio di casa, guardandosi intorno, notò che la porta d'ingresso era stranamente spalancata, gli si avvicinò ingenuamente guardandosi intorno, sul pavimento, il piccolo non poté far a meno di notare la fine scia di sangue proseguire verso l'esterno, poco prima che potesse metter piede fuori, cominciò ad avvertire degli strani giramenti di testa e un lieve senso di nausea, guardava verso l'esterno la strada lievemente illuminata dalle candele dei lampioni, posti in fila a distanza uguale l'una dall'altra. Io avrei scritto il testo in questo modo. "Mamma!!"chiamò spaventato il bimbo, "mamma!!" provò ancora, infilandosi le pantofole e, dirigendosi verso l'uscita, provò ancora una volta a chiamare la madre, che non rispose al suo appello. Così stringendosi nelle spalle, il piccolo uscì dalla stanza arrivando nel corridoio di casa: guardandosi intorno notò che la porta d'ingresso era stranamente spalancata, gli si avvicinò ingenuamente e guardandosi intorno il piccolo non poté far a meno di notare la fine scia di sangue, sul pavimento, proseguire verso l'esterno. Poco prima che potesse metter piede fuori, cominciò ad avvertire degli strani giramenti di testa e un lieve senso di nausea, guardava verso l'esterno la strada lievemente illuminata dalle candele dei lampioni, posti in fila a distanza uguale l'una dall'altra. Ti avverto inoltre della ripetizione di alcune parole, in questo caso: guardandosi intorno.
pubblicato il martedì 2 gennaio 2018
Sher, ha scritto: Gabriele ti ringrazio del commento terrò a mente i tuoi consigli e cercherò di applicarli al meglio nei prossimi capitoli del racconto! Effettivamente non è molto scorrevole come hai detto tu per colpa dell'inadeguata punteggiatura, me ne sarei dovuto accorgere... Ti ringrazio nuovamente per il tempo che hai dedicato nel leggere il mio papiro!

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