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lavoro pubblicato mercoledì 6 dicembre 2017
ultima lettura domenica 12 agosto 2018

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Vodka al Limone

di nottesenzaluce. Letto 263 volte. Dallo scaffale Generico

Vodka al limone           1Fu durante una notte d'estate del 1994 che conobbi Boris. In verità era quasi mattina, l'alba orlava le montagne in lontananza. Quello spettacolo che si chiama Alpi Apu...

Vodka al limone





1




Fu durante una notte d'estate del 1994 che conobbi Boris. In verità era quasi mattina, l'alba orlava le montagne in lontananza. Quello spettacolo che si chiama Alpi Apuane. Quello spettacolo che per noi indigeni pareva solo roccia. Lui se ne stava seduto su di una sedia bianca di plastica vicino al furgone dei panini, mangiava patatine fritte e maionese, le buttava giù con l'aiuto di una birra da 66cl.. Io come al solito avevo finito di lavorare dietro al bancone del bar e parcheggiata l'auto, a passo dinoccolato avanzavo fra i discotecari più o meno sobri. Il proprietario mi conosceva e solamente alzando il braccio ordinavo focaccia primavera e birra, una gran focaccia ripiena di mozzarella pomodoro insalata e prosciutto crudo. Senza dire una parola. La colazione perfetta. Lo conobbi perché l'unica sedia libera era quella vicina a lui. E anche perché sedendomi colpii accidentalmente il tavolo rotondo di plastica, e la sua birra cadde sulla sabbia schiumando come le onde sulla spiaggia. Chiesi scusa e ne ordinai un'altra, sempre da 66cl, nonostante la sua fosse quasi finita.
“ Mi chiamo Boris “ disse sorridendo.
“ Francesco “.
“ Lavori anche tu di notte ? “.
“ Si dietro ad un bancone di un discobar e tu ? “.
“ In mezzo ai tavoli di un ristorante “.
“ Non sei Italiano, anche se lo parli bene.. “.
“ Vengo dall'Ucraina, piccolo paese povero, in campagna “ e tirò fuori un nome incomprensibile, per me.
“ Alla nostra ! “ dissi alzando le birra.
Alle cinque e mezzo di mattina il lungomare della Versilia diventava il palcoscenico per ogni specie umana. Questa era la periferia di Forte dei Marmi. Puttane di colore ubriachi cronici, drogati di coca o di eroina, impasticcati e gente in trip. Buttafuori dalle spalle enormi e dalle giacche strette, milanesi fiorentini e quanti altri gli sbronzi drogati del fine settimana. Un palese rincoglionimento estivo, uno strappo alle regole, una fuga col fiato corto dalla routine. In quel punto nevralgico di anime confuse potevi passare le ultime ore della notte.
“ Ci sono anche persone che non bevono o almeno non esagerano “ osservava Boris.
“ Ci saranno anche quelli che non si drogano.. “ gli ribattevo io “ i bravi ragazzi e le ragazze ammodo “.
“ Tu quale preferisci ? “.
Mi indicava una mora in maglietta e jeans a piedi nudi completamente andata, mentre vomitava nascosta in malo modo dietro ad un'auto. L'altra era con delle amiche davanti al bancone, indossava un vestitino leggero nero ai piedi ballerine ed in bocca una cannuccia conficcata nell'estaté, aspettava il suo panino. Le osservavo entrambe, due stili diversi, due modi d'interpretare le vacanze.
Boris intanto tornava al tavolo con due birre. Le amiche della ragazza sbronza se la spassavano ridendo e scherzando con due tipi dai capelli lunghi. Lei dopo aver vomitato si era tuffata nell'auto, sul sedile posteriore lasciando lo sportello aperto e le gambe fuori. Mentre le guardavo le caviglie le ciabatte di pelle che indossava, precipitarono dai piedi finendo sul marciapiede. Aveva i piedi sporchi. Boris si volse verso di me.
“ Ha i piedi neri “ disse contrariato.
“ Se te la volesse dare, mica ci guardi i piedi “.
“ Il mio letto è pulito prima dovrei immergerla nella vasca e strofinarla come 'no straccio “.
“ Sei sicuro di venire dall'Ucraina.. parli versiliese. “.
“ Dieci anni che sto qua mica seghe “.
Continuammo a parlare del più e del meno, storielle più o meno vere.. fino a arrivare a pescare in certe confidenze.. più o meno vere. Intanto la clientela della notte sfumava via lentamente, la luce stava arrivando. Restavamo a respirare quell'aria gradevole.. fino all'ultimo respiro. Il caldo non avrebbe tardato ad arrivare. Eravamo gli unici clienti. Le ultime auto non avevano nemmeno acceso i fari. Scomparivano nel deserto viale d'asfalto scuro che costeggiava la sabbia, la spiaggia, il mare. Era un'altra nuova giornata. Ci alzammo dal tavolo e mentre salutavo Alfredo il boss del furgone. Mi accorsi delle reali dimensioni di Boris. Diciamo un metro e novantacinque per novanta cento chili. Adesso aveva in mano una bottiglia di vodka al limone.
“ Vieni con me a bere sulla spiaggia “ disse mettendomi il braccio intorno alle spalle.
Stringeva per scherzo.. per incoraggiarmi.. l'unico timore pensai.. era per il mio culo.. si..
“ Andiamo a bere dai... l'ultima bevuta “ e sorrideva e mi dondolava.
“ E' tardi e abbiamo bevuto abbastanza.. almeno io “.
“ Mica son frocio ! Dai ultimo giro.. “.
Mollò la presa, e sorridendo mi propose la canna della buonanotte. L'ultima che aveva. Compresa nella bevuta sulla spiaggia.
Il mare era calmo. La spiaggia ancora deserta lasciava palcoscenico allo sciabordio del mare. Il respiro di un gigante assopito. Con quelle onde quiete sembrava tollerare la nostra presenza. Due ubriachi che si fanno uno spinello. C'è di peggio nel mondo.. noo..? A tratti invece con certe onde più schiumose sembrava farci sberleffi con quella schiumina ridente. Seduti con gli occhi fissi verso l'orizzonte ciucciavamo vodka al limone direttamente dalla bottiglia. Il nostro latte caldo prima di coricarci. Boris finito lo spinello si cimenta immediatamente nel costruirne un altro. Erba buona. Diedi due sorsate consapevole di un futuro prossimo degno di postumi da sbronza pesante. Ne diedi anche un terzo più vigoroso sia perché non c'è 2 senza 3 e per rafforzare la mia veggenza.
“ Ma non avevi detto di averne solo una di canne “ dissi dopo aver preso lo spinello.
“ Va be' uno due tre, era per dire stasera dopo questo finito “.
E mi agguantò di nuovo con quel suo braccio degno dell'apertura alare di un'aquila..
Bevo fumo ascolto Boris che mi parla di Ebra Evra o qualcosa del genere. Inizia a mescolare russo e italiano lui. L'amore lei lui la voglia di riscatto. Lei l'altro hanno preso il largo. Saluti al tuo amore.. il mio sguazza nel lusso. Finché dura.. lui attenderà, ora la pensa così ha trentadue anni lui. Ventidue lei. Ebra o Evra..
Ora questo mio latte caldo mi sembra propinato a forza.. buono quanto volete Boris.. ma pesantuccio.. mi abbandono al suo volere.. finire vodka finire erba finire parole.
Ma per ora le parole non finiscono. Piange mentre mi racconta certe cose personali personali, io rimango colpito un po' da tutto in questo momento. Gli racconto la solita solfa che la vita è così e bla bla e bla bla. Lui.. si è vero però non è giusto.. però forse...
Fa caldo rimaniamo in mutande. La bottiglia di vodka rotola sul bagnasciuga. Puro impeto russo.
Siamo talmente fatti che non ci accorgiamo di non essere più soli.
Alle nostre spalle due anziani con borsone ombrellone e due seggioline pieghevoli prendono posto a pochi metri da noi. Boris russa, si è coperto il viso con la camicia. Poco distante una mamma cerca con tutta la sua forza di piantare nella sabbia il bastone che sostiene l'ombrellone da mare. Sbuffa e ci dà dentro, i due bambini sono già con i piedi nell'acqua, ed ecco che parte dalla madre il richiamo … tornate qui..di corsa ho detto..fuori dall'acqua subito.. chiudo gli occhi e mi addormento anche io..




2




Il caldo si mescola al brusio delle centinaia di conversazioni che volano mescolate a sabbia nell'ormai affollata spiaggia. Mi guardo intorno, gente ovunque, Boris si è svegliato. Borbotta qualcosa in russo e poi anche lui si guarda intorno. Bianchi come latte ci guardiamo e scopriamo di essere in mutande. Intorno a noi qualche metro di spazio, nessuno ha avuto il coraggio di sistemarsi vicino a noi. Gli sballati della notte. Forse avevano chiamato anche i carabinieri pensai, o meglio la guardia costiera. La bottiglia di vodka al limone che qualche ora prima Boris aveva gettato in mare adesso giaceva vicino ai miei piedi. Qualcuno gentilmente ce l'aveva restituita. Iniziammo a vestirci in tutta fretta, recuperammo tutte le nostre sporcizie e con la coda fra le gambe tornammo sulla strada. Al furgone dei panini Boris ordinò birra e croissant per tutti e due.
Rimanemmo seduti a bere birra fin dopo mezzogiorno. Boris aveva il giorno libero. Io no.
Esausto lo salutai con la promessa di ripetere un'altra bella serata, al più presto. Certo.. molto volentieri. Lo dicevo ma mica ne ero proprio convinto. Ci stringemmo la mano e mi avviai alla mia auto.




3




Solo due giorni dopo, mentre mi facevo una birra al bar sotto casa. Leggendo un quotidiano venni a conoscenza dell'arresto di Boris. Intorno alle cinque del pomeriggio, dello stesso giorno in cui c'eravamo salutati. Dopo aver passato quasi l'intero pomeriggio a bere, era tornato sulla spiaggia. Rivolto verso il mare tuonava col suo vocione incomprensibili frasi in russo, la gente intorno spaventata assisteva inerme alla scena. Teneva le braccia aperte ad abbracciare l'orizzonte e tuonava in russo con la bava alla bocca. Scolata un'altra bottiglia di vodka al limone, l'aveva gettata in mare colpendo un ignaro bagnante. Lo aveva preso bene, cranio rotto. Non era finita con il linciaggio forse per un mero miracolo. Adesso si trovava in collegio a Lucca. Si usava per non dire galera, suonava meno triste. La sua Ebra o Evra gli aveva fatto perdere la ragione. Lo aveva mollato per un altro più ricco, o meglio non povero come Boris. Era la vita e bla bla e bla bla... .
Sono trascorsi diversi anni da allora.. non ho più bevuto vodka al limone.. non ho mai più incontrato Boris, il russo di un metro e novantacinque per cento chili. Il russo che amava senza essere ricambiato. Non ho mai incontrato Ebra o Evra o …




Commenti

pubblicato il giovedì 7 dicembre 2017
CarolWonderland, ha scritto: D'impatto. Mi piace molto.

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