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lavoro pubblicato sabato 2 dicembre 2017
ultima lettura mercoledì 23 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Me lo ha detto la segreteria telefonica

di passerotto22. Letto 1123 volte. Dallo scaffale Eros

ME LO HA DETTO LA SEGRETERIA TELEFONICA   Erano trascorse almeno due settimane da quando Tonino aveva rotto con Manuela, ma la coscienza gli rimordeva. Perciò, quel messaggio registrato personalissimo (anche se, ovviamente, non c&rsquo...

ME LO HA DETTO LA SEGRETERIA TELEFONICA

Erano trascorse almeno due settimane da quando Tonino aveva rotto con Manuela, ma la coscienza gli rimordeva.

Perciò, quel messaggio registrato personalissimo (anche se, ovviamente, non c’era nessun riferimento personale) che lei gli aveva lasciato sulla segreteria telefonica un po’ lo colse alla sprovvista ed un po’ era atteso. Diceva: “Mi sono ricoverata alle ore sette antimeridiane all’ospedale cittadino perché sto per partorire. Spero che vada tutto bene e che sia una bellissima bimba. Mi troverai là”.

Un messaggio che, in poche parole, gli annunziava la più grande gioia del mondo: stava per diventare padre!

In un attimo, erano spariti tutti i contrasti e le asperità con la sua Manuela sorti in quell’ultimo mese, adesso stava avvenendo, o forse era già avvenuta, qualcosa che, per la sua grandezza, superava in tromba ogni piccineria e ogni dissapore: stava spuntando una nuova vita che aveva avuto origine da loro due, cosa poteva esserci di più meraviglioso?

Telefonò immediatamente al nosocomio ed ebbe la fantastica notizia: alle ore dieci e quindici antimeridiane era nata una bella bambina dalla sua donna. Madre e figlia godevano ottima salute.

Si recò immediatamente dal fioraio all’angolo e ordinò il più bel bouquet di fiori che gli riuscì di trovare nel negozio, accompagnandolo con un bigliettino riempito con poche parole dalla mano fremente di emozione. Diceva: “Sei il mio amore immenso. Grazie di questa gioia infinita”. Ovviamente, senza firma.

Si avviò poi verso l’ospedale con il suo vecchio macinino senza fermarsi allo “stop” e rubando la precedenza nell’immissione intorno a due aiuole spartitraffico, perché l’ansia di raggiungere la sua donna, anzi le sue due donne adesso, lo faceva quasi star male per il senso di urgenza che gli aveva fatto nascere dentro.

Arrivò in meno di un quarto d’ora a destinazione e si precipitò al banco a chiedere informazioni. L’impiegata, impassibile e inflessibile di fronte alle sue richieste di poter entrare immediatamente, si degnò soltanto di informarlo che la stanza era la n.12, ma che comunque avrebbe dovuto accomodarsi nell’attesa che, forse, non sarebbe stata eccessivamente lunga.

Mordendo il freno, Tonino andò a prendere posto nel mini-salottino del reparto, dove incontrò altri due signori anch’essi in fremente attesa.

“Anche loro in attesa della cicogna o è già arrivata?” fece, così per cortesia e anche per tentare di ingannare la lancetta dell’orologio che pareva essersi fermata, a dispetto della sua frenesia di neo-papà.

“No, no, già tutto fatto” rispose il primo, un aitante giovanotto bruno. “E, fortunatamente, senza alcuna complicazione, come può accadere talora per il primo parto”.

“Ah, benissimo, mi compiaccio. E’ arrivato il maschietto? Immagino la felicità del figlio maschio al primo tentativo”.

“No, è una femminuccia, ma mi hanno detto che è bellissima”.

“Anche la mia è femmina.” intervenne a questo punto il terzo signore, un tipo biondiccio che, a giudicare dalla muscolatura, doveva praticare il culturismo fisico. “Pure per me tutto è andato bene, anche se non mi son trovato in tempo per trasportare la mia compagna in ospedale. Pensino che ho appreso la cosa dalla sua segreteria telefonica!”.

A questa affermazione, Tonino restò per un momento perplesso. Poi, rivolto al tipo bruno, fece, con l’aria più naturale del mondo: “Lei, invece, immagino che sarà stato un accompagnatore assiduo della signora che, in certe condizioni, avrà avuto necessità di essere trasportata dal suo uomo, no?”

“Macché, guardino un po’ il caso. Io ero appena arrivato da un viaggio di lavoro in aereo e, considerando la possibile urgenza, appena atterrato mi son subito messo in contatto con l’abitazione della mia compagna. Ebbene, sapete la stranezza della cosa? Anche a me è capitato di apprendere la notizia dalla sua segreteria telefonica…”

A questo punto l’uomo, come colto da un improvviso pensiero, si interruppe e rivolse uno sguardo incerto verso gli altri due, che ricambiarono allo stesso modo.

“In quali stanze si trovano le loro signore?” riprese Tonino, dopo aver aspirato una lunga boccata d’aria “Lo chiedo perché, avendo fatto conoscenza tra di noi, se sono vicine potremmo approfittare della circostanza per indurle a trascorrere un po’ di tempo assieme anche loro. Immagino che in questi luoghi il tempo non passi mai! “

“A me l’impiegata lo ha detto, ma mi è sfuggito di mente. Sapete, gli scherzi dell’emozione…” riprese prontamente il biondo.

“La mia, invece, sta alla numero 10” intervenne il bruno.

“Ah, bene” fece Tonino, con un sospirone di sollievo. “La mia sta invece alla 12”.

“Ah, no, mi ero sbagliato.” riprese il bruno “Anche la mia sta alla 12, come è strano il caso!”

“Adesso che mi ci fate pensare, 12 è anche il numero della stanza della mia” aggiunse il biondo.

“Ma che curiosa combinazione!” fece a questo punto Tonino, sentendo qualcosa che cominciava a prudergli sulla fronte. “Adesso sì che potranno farsi davvero compagnia! Adesso vediamo se ci fanno entrare, così ognuno potrà finalmente far la conoscenza della sua bambina”.

Così, si rivolse all’impiegata chiedendole di conceder loro l’ingresso per far visita alle rispettive compagne.

“Sì, ma soltanto uno alla volta” rispose questa.

“Ma perché mai? Tanto, nella camerata ognuno si reca dalla sua compagna…”

“Camerata? Ma non lo sa che si tratta di stanza singola?!?”



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