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lavoro pubblicato martedì 28 novembre 2017
ultima lettura mercoledì 23 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Un libro a prima vista

di Fogliegiallenelvento. Letto 462 volte. Dallo scaffale Generico

Non amo scrivere in versi e, francamente, non ne sono mai stata capace. Non so dire se per eccesso di pigrizia o per incapacità di rispettare l...

Non amo scrivere in versi e, francamente, non ne sono mai stata capace. Non so dire se per eccesso di pigrizia o per incapacità di rispettare le costrizioni di metrica e rima, ma non ci sono mai riuscita. Tuttavia la poesia amo leggerla, in ogni sua forma, da quella classica sino alle sue forme più innovative e contemporanee.

Ma più di tutti amo, e li ho amati sin dai tempi del liceo, i poeti inglesi. Tutti, nessuno escluso, partendo dall'irrequieto Lord Byron, passando per il romantico John Keats e finendo con il criptico John Donne, ultimo della lista ma non per questo meno importante. Devo ringraziare la mia professoressa di letteratura inglese per questo: per la passione che mi ha trasmesso nei confronti di questi autori così sfaccettati, per l'interesse e la curiosità che ha fatto maturare, giorno dopo giorno, nel mio animo e per la tenacia profusa, negli anni, nell'insegnamento di questa materia forse non sempre di facile ricezione.

Ecco perché ancora oggi, dopo più di dieci anni dal mio primo incontro con la poesia inglese, sono solita rifugiarmi nelle librerie, meglio se piccole, isolate e poco famose, a respirare un po' di questo balsamo curativo, misto all'odore di pagine impolverate. Sono inciampata in una di queste sabato, verso ora di pranzo. E devo dire che è successo proprio nell'esatto momento in cui ne avevo bisogno. Ero dannatamente alla ricerca di pagine da divorare, un po' per placare il mio animo irrequieto, un po' per curare il mio cuore ferito.

Così, complice anche il vento freddo, mi sono diretta verso l'entrata, osservandone la grande insegna beige, impolverata, scolorita e fascinosamente arrugginita. Mi sono sentita immediatamente coccolata da un'atmosfera calda e rilassante, userei il termine "cozy", per dirla all'inglese, soltanto perché non ne trovo uno similmente tiepido ed avvolgente, in italiano (suggerimenti sono bene accetti). Gli scaffali di legno massiccio scuro coprivano, a tutta altezza, le pareti del locale e, nonostante non sia un'estimatrice della moquette sul pavimento, devo dire che in questo particolare caso è stata una scelta azzeccata. Sì, perché ha aiutato a conferire quel tocco vintage ed un po' rétro, così tipico delle librerie delle capitali europee d'altri tempi. Londra, Parigi, Amsterdam, Berlino...sicuramente ognuna di queste ha avuto, e magari ancora oggi ha, una piccola libreria con la moquette sul pavimento.

Ho iniziato quindi a rovistare tra le copertine dei tomi esposti, rigorosamente partendo dalla mia destra, come sono solita fare quando entro in un luogo nuovo. Come spesso succede in queste situazioni, mi trovavo ad essere preda inerme di un misto di curiosità e sfrenata bramosia. Riuscivo solo a pensare:

"Chissà di cosa parlerà questo libro..."

"Sarà interessante?"

"Aspetta, leggo solo le prime pagine e poi decido..."

Non vi stupirà sapere che quelle prime pagine sono diventate dieci, poi venti, poi mezzo libro. E questa volta il fortunato è stato una raccolta di poemi di John Donne, scelti da Paul Moldoon, anch'esso poeta e premio Pulitzer per la poesia nel 2003. Una copertina piuttosto anonima, quasi interamente nera, eccetto per la fotografia del viso dell'autore stampata in basso a sinistra. Era del tipo paperback, le cosiddette versioni leggere, da viaggio, quelle che puoi infilare anche nella tasca di un cappotto invernale, o in un piccolo spazio ricavato in una borsa troppo piena...insomma, quelle che fanno a posta per me. Di quelle che possono seguirmi ovunque, asciugandomi le lacrime nei momenti difficili ed accompagnando il mio sorriso nei giorni di sole. Ammetto che sono una discreta fan di questo genere di edizioni, per quanto le copertine non siano mai sfarzose e ricche come gli hardcover, ma che importa...non è l'abito che fa il monaco, giusto?

Alla fine quel libro l'ho comperato, dopo averne scrutati attentamente almeno altri cinquanta, di autori differenti e dei più svariati generi. E come ho capito che era quello giusto, vi chiederete? Semplice, infilando il naso freddo tra le pagine tiepide, lasciando che il suo profumo scorresse lento su per le narici, sino ad arrivare alle porte della corteccia cerebrale. E' lì che avviene la magia, credo, lo svilupparsi di quella veloce, istantanea scossa che arriva, dritta come un impulso elettrico, sino al mio cuore. Lo scuote, lo fa battere all'impazzata, pompando il sangue caldo nelle vene con portata sempre maggiore, fino quasi a farlo esplodere. Penso che tecnicamente possa essere definito "Amore", magari non nella sua forma più primordiale, ma ne è pur sempre un tipo.

E' stato uno di quegli amori lampo, a prima vista, il classico colpo di fulmine, oserei dire. Ci siamo guardati intensamente, forse per due secondi o poco più, le nostre mani si sono incontrate timidamente, l'una a trasferire il tiepido calore all'altra, ed abbiamo cominciato a parlare. Ma non il solito parlare, bensì una lingua nuova, priva di parole troppo spesso sopravvalutate, priva di punteggiatura e rigore alcuno, ed ancora priva di voce, di suono, di sostanza. Il nostro dialogo viaggiava attraverso un altro canale, quello dello sguardo, della passione, del calore. Mentre io ne reggevo la copertina, con mani fredde e screpolate, lui ricambiava con infusioni di brodo caldo, dirette sino al centro pulsante del mio cuore. Ne scorrevo le righe, una dopo l'altra, con passione e ardore d'altri tempi. Attenta, precisa, cercavo di cogliere ogni sfumatura legata alla punteggiatura, ogni venatura del testo, come dovessi contare gli anni della Grande Quercia di Hyde Park, numerandone gli anelli sul tronco.

Abbiamo fatto l'amore, pagina dopo pagina, coperti solo da lenzuola d'inchiostro e carta, in una notte tanto fredda da tenerci abbastanza vicini per poter respirare il nostro sapore a vicenda.

Siamo stati due corpi ed una sola anima.

Per un tempo interminabile.

Il tempo di leggerti.



Commenti

pubblicato il mercoledì 29 novembre 2017
Ellebi, ha scritto: Un grande amore insomma... quello per i libri, che ho anch'io purtroppo, tanto da riempirmi la casa..a migliaia, in ogni angolo, in ogni stanza, che la vita intera non mi basterà a leggerli tutti, ma non li ho comprati solo per leggerli naturalmente, per possederli e toccarli , e tenerli in mano, e annusarli, e sentire il fruscio delle pagine, per questo li ho comprati, per poterli leggere in un futuro che non sarà così lungo e infine perchè è evidente che sono malato ed è probabile che anche tu abbia questa malattia. Un saluto
pubblicato il mercoledì 29 novembre 2017
Hiroshi84, ha scritto: Ciao Fogliegiallenelvento, leggendo già solo le prime righe è stato amore a prima vista per questo tuo incisivo e concreto amore per la letteratura, un elogio tra l'altro condiviso anche da me. Su tanti aspetti siamo simili io, lo dico perchè mi piace leggere, analizzare e commentare i componimenti poetici però a scriverne non ne sono capace, ci ho provato ma resto insoddisfatto perchè anche se magari il contenuto potrebbe essere quello giusto si pone quello che ritengo delle problematiche non di poco conto ossia la metrica e la composizione dei versi. Credo inoltre che se un giorno dovessi cimentarmi a provare a scrivere testi per delle canzoni (amo la musica e per ovvi motivi anche tu), lascerei perdere, infatti cosi come la poesia amo leggerla e imprimerla nel mio cuore, le canzoni o la musica in generale preferisco ascoltarla ed imprimerla sempre nel mio cuore. Le biblioteche, specie quelle piccole esercitano un fascino anche al sottoscritto, si crea difatti quell'intimità e simbiosi particolare, quel silenzio cosi piacevole, quell'immergersi nella lettura e viaggiare con la fantasia e a emozionare il lettore. Tu perchè leggi? Perchè ami i libri di narrativa e la poesia? Deduco da questo testo e da quanto ho letto in precedenza perchè desideri vivere mille vite diverse e visitare mille luoghi, pur rimanendo te stessa SOGNATRICE e accoccolata dove ritieni tu possa sentirsi più comoda e a tuo agio, inoltre perché hai fame e sete di scoprire, di sapere, di capire, di pensare, di paragonare e, alla fine di confrontarti con lo scrittore che leggi. Come lo so? Beh, credo sia una cosa che ci accomuna tutti noi che amiamo i libri, quindi non solo io, tu e Ellebi. Tra l'altro sono anche appassionato di cinema, insomma alla fine tendiamo a ricercare ciò che ci appaga e ci arricchisce, certo non mancano quelli che criticano la nostra "categoria" che ci ritengono solo pane e libri, intellettuali noiosi ma questa etichettatura è sbagliata. ( a parte che ho sempre ritenuto l'etichettare una cosa che si associa perlopiù ai vini) Una giornata al mare, in montagna, in pizzeria etc. i divertimenti non ce li neghiamo di certo, a volte mi sembra che in questa società chi legge e chi scrive viene paragonato a degli alieni. Lo dico perchè quando lavoravo nel mio precedente impiego più di una volta il mio ex titolare mi diceva un pò infastidito "sempre sti libri, sti film...!!!" Ok, sono d'accordo che i libri non hanno le soluzioni giuste che ti risolvono problemi, questioni esistenziali o di altra natura ma perlomeno ti portano a rendere questa vita ancora più piacevole. In conclusione questo tuo racconto non posso che ritenerlo un pezzo forte del tuo repertorio, non è facile esporre in breve cosi tanti concetti, Galileo Galilei sosteneva che "Il sapere è infinito." ma anche nel rispondere a certi quesito ci sarebbero da dire un infinità di cose, appunto del perchè amiamo la letteratura. Bravissima Fogliegiallenelvento!!!
pubblicato il mercoledì 29 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Ciao Ellebi.....che sia una malattia va assolutamente bene, è bello essere malati di questo! ahahaha. Continuiamo a riempirci di libri, a far straboccare le nostre librerie e a sognare!
pubblicato il mercoledì 29 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Ciao Hiroshi84. Perchè leggo...leggo perchè il mio personale modo di sognare. Leggo perchè mi piace sapere come la pensavano altri autori, la loro visione sull'amore o su varie altre tematiche. Leggo perchè sprigiona la fantasia e perchè è cultura, perchè viaggiare e scoprire posti nuovi. Leggo per tutti questi motivi, poesie, racconti e quanto altro. Felice che anche tu abbia tutte queste passioni e grazie per i complimenti!

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