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lavoro pubblicato domenica 26 novembre 2017
ultima lettura mercoledì 10 giugno 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

I poeti di South Bank

di Fogliegiallenelvento. Letto 429 volte. Dallo scaffale Pensieri

Cammino a South Bank il sabato mattina, avvolta soltanto da un lenzuolo di nebbia leggera, fiancheggiando le fredde sponde del Tamigi. Nonostante sia ...

Cammino a South Bank il sabato mattina, avvolta soltanto da un lenzuolo di nebbia leggera, fiancheggiando le fredde sponde del Tamigi. Nonostante sia mezzogiorno il vento è gelido, e mille aghi appuntiti sembrano infilzarmi le guance senza pietà alcuna. Mi sporgo un po' dalla palizzata che circonda il Pier, giusto per prendere qualche raggio timido di questo sole invernale. Un po' mi scalda, un po' mi acceca, così immensamente lucente e abbagliante.

Penso ad Icaro e alla storia delle sue ali bruciate dalla calda veemenza di quei raggi...

Penso a tutti quei popoli che il sole l'hanno venerato per anni e che continuano, tuttora, a farlo. Egiziani, tribù africane, buddhisti, giapponesi e popoli della Mesopotamia.

Penso al sole come al fuoco di un camino, che lento brucia i ciocchi di legno, uno dopo l'altro.

Penso al sole come nascita e vita, come linfa eterna che scalda prima i muscoli, poi le ossa...lenta infusione di un tiepido brodo d'amore, una minestra bollente a riscaldare cuori offesi.

Ritorno in me, scossa da una folata di vento e foglie secche, reggo in mano un libro usato, uno di quelli che vendono alle bancarelle, lì sulle sponde del fiume. E' ingiallito e profuma di cantina vecchia, stagionata, con quella giusta punta di muffa, a condire il tutto. Si intitola "Poems for everyone", come se davvero i poemi fossero adatti ad un pubblico così vasto ed eterogeneo, mi dico.

Continuo la mia passeggiata sognante, accompagnata dal solo gorgogliare dei mulinelli d'acqua. Li seguo con lo sguardo, scomparire dopo un attimo, sempre più giù, fino a confondersi con il resto delle acque grigiastre del fiume.

Infiniti punti di luce sono appesi ovunque: ponti, alberi, lampioni...leggermente sfuocati dalla nebbia umida, quasi a rassomigliare ad una di quelle vecchie lampade ad olio.

E subito si fa Londra del '600, quando John Donne e colleghi poeti camminavano al chiaro di luna sulle sponde di questo fiume, anche loro sfuocati, in lontananza, dalla rugiada invernale. I lunghi cappotti di pregiato cashmere inglese, i guanti di pelle elegantemente tesi sulle mani affusolate, il cilindro ben piantato sulle tempie e l'irrinunciabile bastone di radica marrone. Discutono amabilmente delle loro opere, sospingendo il fumo caldo fuori dalle pipe che tengono tra le labbra.

Il profumo di tabacco stagionato sotto al sole m'arriva fino alle narici, avvolgendomi gola e polmoni. Mi culla mentre li ascolto discutere di grammatica e punteggiatura, di rime e figure retoriche e mi perdo, seduta su quella panchina di scuro legno massiccio, fino a che i loro corpi non diventano altro che sagome nella nebbia.

Le loro voci solo sussurri leggeri alle mie orecchie.

E la loro poesia, solo un ricordo lontano, stretto tra le mie mani.



Commenti

pubblicato il domenica 26 novembre 2017
Hiroshi84, ha scritto: Ad essere poesia oltre che prosa è questo tuo racconto evocativo al 1000 %, un altro scritto molto bello che si collega ai tuoi racconti londinesi, tanto che pezzo per pezzo insisto a dire che ne potresti trarne una raccolta e tramutarla un libro o un libricino. Molto gradita la definizione del sole e della venerazione da parte di popoli antichi e moderni, il sole che hai inteso come VITA e dedicato tra le tante cose a tutti coloro che trascorrono notti buie e tormentate per poi infine arrivare quel brillante e dorato raggio che illumina, squarciando e diluendo il buio. Ed è proprio questo il momento in cui, seppur provati, si va incontro al nuovo giorno. Riguardo i libri usati a casa ne tengo una cinquantina, tutti acquistati rigorosamente nelle bancarelle e ho sempre riscontrato l'odore che reputo inebriante di definizione indescrivibile. Anche stavolta hai azionato la macchina del tempo e ti sei ritrovata nel 600. Insomma una immedesimazione totale e non solo per te ma anche per colui e colei che ti legge...a me è successo. Che altro dire? Oltre che sognatrice, sensibile sei molto espressiva, per citare e leggere "Poems for everyone" hai senz'altro anche un animo raffinato. Io, in verità in ambito letteratura inglese prediligo dall'ottocento in poi ma in passato ho fatto qualche incursione con la prosa ad esempio con l'intramontabile Robison Crusoe di Daniel Defoe. Brava sempre fogliegiallenelvento, ti ho risposto al tuo commento su "il coniglietto" ti rinnovo i ringraziamenti anche da qui e alla prossima!!!
pubblicato il domenica 26 novembre 2017
Hiroshi84, ha scritto: Rileggendo il commento prima volevo scrivere esattamente: ...in verità in ambito letteratura inglese prediligo dall'ottocento in poi ma in passato ho fatto qualche incursione nel 700 con la prosa ad esempio con l'intramontabile Robison Crusoe di Daniel Defoe. mi ero dimenticato di scrivere il secolo in cui è stato scritto "Robinson Crusoe." :-)
pubblicato il domenica 26 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Ciao Hiroshi84, grazie per i complimenti, come sempre. Sempre infinitamente graditi. Riguardo alla poesia si, mi piace molto. Non sono capace di scrivere in versi, non so se per pigrizia o per ribellione nei confronti della metrica, ma amo leggerla. Adoro i poeti inglesi, da John Donne a Keats. Mi piacciono anche Emily Dickinson e Walt Whitman per passare un pò sull'americano. In ogni caso trovo la poesia complicata e per questo molto stimolante! =)

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