ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 26 novembre 2017
ultima lettura giovedì 29 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Tutto tranquillo nel nido del cuculo

di MrKurtz. Letto 377 volte. Dallo scaffale Pensieri

a vincenzo piace stare a parlare con sandro.sandro ha quarantaquattro anni, di cui diciotto passati fra penitenziari e case di cura permalattie mentali, per poi finire nella comunità psichiatrica dove vincenzo fa l’operatore.sandro è...


a vincenzo piace stare a parlare con sandro.
sandro ha quarantaquattro anni, di cui diciotto passati fra penitenziari e case di cura per
malattie mentali, per poi finire nella comunità psichiatrica dove vincenzo fa l’operatore.
sandro è una gran brava persona, ma aveva le mani un po’ lunghe.
grattava di tutto: auto, stereo, portafogli, orologi.
il primo soggiorno in prigione ha fatto il resto.
si fumano una canna di caramello, passeggiando nel giardino.
alfredo, uno di quelli più fulminati, si avvicina ai due, indica vincenzo, con gli occhi sbarrati,
boccheggia.
alla fine spara: - io sono lui e so che ci ha imbrogliati - annuncia spaventato.
- ciao alfredo, tutto occhei ? – gli fa vincenzo, dandogli una pacca sulla spalla.
- sì vincenzo. tu sei un bravo ragazzo. vedrai che con te saranno comprensivi –
- grazie alfredo, lo penso anch’io, non ne dubito – vincenzo la reputa una risposta adatta,
abbastanza vaga, agli incomprensibili deliri di alfredo.
alfredo è una personalità schizoide, con una spiccata tendenza alla paranoia.
vincenzo non vede come potrebbe non avercela. i suoi fratelli gli fottevano ogni centesimo
che guadagnava.
era uno facilmente manipolabile, disponibile.
se ne approfittavano tutti.
gli accollavano la madre, anziana e paralizzata, da accudire, ogni maledetto minuto, da
quando usciva dal lavoro nella fabbrica di pneumatici.
così, il suo cervello ha fatto crack.
ha iniziato a leggere libri di ogni argomento.
li divorava.
da lì la sua mania dei messaggi subliminali contenuti in certi fumetti e giornali, che servono
per ottenebrare il cervello.
mentre suo nipote era a scuola, è entrato nella sua stanza e ha incendiato tutti i numeri
dell’uomo ragno, in una latta vuota di vernice, per salvarlo.
suo fratello, sentendo puzza di bruciato, è arrivato e l’ha riempito di mazzate.
s’è licenziato dal lavoro.
i fratelli si sono rivolti all’asl.
ovviamente l’hanno fatto interdire. i soldi li ha in consegna la vecchia mamma, facilmente
manipolabile dai fratelli.
e lui a leggere di continuo, per scoprire l’imbroglio, come direbbe lui.
i tre si siedono su una panchina.
si finiscono la canna.
passa mariaelena, con la vodka, nella bottiglietta dell’acqua, per non farsi beccare.
se l’è fatta portare da uno che ha il permesso di uscire, in cambio di un lavoro di bocca.
fa un cenno di saluto, al rallentatore, con la mano.
arriva leonardo, con gli occhi sbarrati e le cuffiette sulle orecchie.
- ...ha ha ha haaaaaa steiiiing elaaaaaaiiiiiiv...._
si avvicina alla ragazza, parlottano un po, poi spariscono entrambi.
sandro rompe il silenzio: - appena è ora d’uscire vado a prendere un mezzo pollo allo
spiedo, ho una fame allucinante –
- pagalo stavolta – gli consiglia vincenzo.
- sicuro, ce li ho i soldi. ho sgraffignato un portafogli sull’autobus, ieri –
- io non sto sentendo – comunica vincenzo.
- tanto credi che non lo sappiano ? – se ne esce alfredo.
- se riattacchi con la storia delle telecamere giuro che ti strappo il cuore dal petto – lo
ammonisce sandro.
- eh, vediamo chi riderà poi –
vincenzo guarda l’ora.
ancora cinque ore di lavoro.
dopodichè a sentire deliri su auto, rate, spese condominiali, la diarrea del setter e offerte
alimentari nei supermercati.
spesso, quand’è a cena a casa, con moglie, suocera e cognato, rimpiange i discorsi di
alfredo.
i tre decidono di andare a cercare il quarto per una partita a calcio balilla. devono
attendere l’ora d’uscita, dopodichè quella di cena, dopo ancora quella del giorno, che forse
non verrà mai, di essere conformi alla media di malattia mentale, di quelli che non stanno scomparendo qua
Alessandria 2002


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: