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lavoro pubblicato giovedì 23 novembre 2017
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Hell Hole

di Drakuma. Letto 383 volte. Dallo scaffale Fantasia

Prefazione: La storia che state per leggere fù scritta circa una decina di anni fà per un concorso. Che aveva delle regole abbastanza particolari, tra cui il numero di caratteri, il formato di pubblicazione e il genere da presentare. Quin...

Prefazione: La storia che state per leggere fù scritta circa una decina di anni fà per un concorso. Che aveva delle regole abbastanza particolari, tra cui il numero di caratteri, il formato di pubblicazione e il genere da presentare. Quindi mi scuso in anticipo se il testo sembra abbastanza raffazzonato e spedito, ma come specificato, lo feci per esigenze imposte. Spero che possiate comunque gradirlo. Buona lettura

Hell Hole

"Welcome, Ladies and Gentlemen, benvenuti al più grande spettacolo mai proposto su questa terra, Hell Hole, sono il cronista che staserà, commenterà questo incredibile torneo, che si può assistere solamente una volta ogni 15 anni, solo pochi fortunati potranno ammirare il bagno di sangue che avrà luogo fra poco.
Ma permettetemi di far luce sulle regole di questo torneo.
In questo torneo, vi sono 8 partecipanti, che sono usciti indenni dalla selezione principale, nella quale si sono scontrati con i più sanguinari e spietati assassini dell'intero globo.
Questi 8 gladiatori, hanno la possibilità di ottenere il premio più ambito, qui a Hell Hole, la lacrima di Khan, una piccola pietra che conferisce al suo possessore, la possibilità di soddisfare qualsiasi di desiderio.
Fate attenzione! Il vincitore per portare a casa l'ambito premio, dovrà scontrarsi con gli altri partecipanti in un combattimento uno contro uno, in uno scontro all'ultimo sangue.
Il vincitore, avrà il diritto di salire sul podio, dove l'aspetta la statua del Dio della Guerra: Khan.
Ma senza ulteriori indugi, apriamo il palcoscenico e diamo inzio al nostro primo incontro".
Gli spalti di granito straripano di folle di persone, addornati e agghindati dai più soffisticati abiti e gioielli, che un uomo abbia mai potuto ammirare.
Vi sono i più ricchi e potenti uomini della terra, che hanno pagato cifre esorbitanti per assistere al più macabro torneo, mai ideato da mente umana, Hell Hole.
L'arena è formata da una struttura davvero originale, l'entrata del anfiteatro si trova a diversi metri sotto terra, l'unico modo per accedervi, è un ascensore che raggiunge una velocità pari a quella del suono, senza però, provocare disagi ai passeggeri dell'ambiguo mezzo. In pochi minuti, i passeggeri, vengono trasportati mediante un piccolo treno, che gli aspetta all'uscità dell'ascensore. Non appena i passeggeri hanno raggiunto i loro posti, nelle lussuossisime cabine, il treno li conduce all'anfiteatro.
La velocità del treno è pari a quella dell'ascensore ed in pochi minuti raggiungono l'entrata dell'anfiteatro.
All'entrata, si erge un immenso portone, oltre il quale vi è un lungo corridoio, che si divide successivamente in due uscite. Appena inboccato uno di questi corridoi, si nota che l'aspetto cavernoso, che ha accompagnato l'ambientazione fino a quel momento, è sostituito da pavimento e muri, fatti completamente di granito bianco.
Alla fine del corridoio, si giunge sugli spalti, costituiti su diversi piani, e su ogni piano sono istallate piccole cellette che si affacciavano, ad un grande burrone, a forma circolare.
La voce del cronista, interruppe il silenzio che si è creato e attira l'attenzione degli spettatori sull'orlo del burrone, la cui dal fondo appare una gigantesca piattaforma, dove viene annunciato il primo combattimento del torneo.
Successivamente, dall'alto, due gigantesce colonne di ferro calarono sulla piattaforma e non appena raggiunsero l'area dell'arena, si intravidero due figure uscire da esse.
"Bene, lor signori, sono pronto a prensentarvi i primi due partecipanti del torneo, alla vostra destra, l'assassino proviente dall'india, con i suoi 60 kg e 1.70 m di altezza, diamo il benvenuto, alla "mano destra del diavolo", Ashuka Zahabar, mentre alla vostra sinistra, c'è il figlio del vincitore, del precedente Hell Hole, conosciuto come "la zanna della tigre", ecco a voi Zande Jung.
Bene adesso che abbiamo fatto le dovute presentazioni, diamo inizio al primo stage e che vinca il migliore"

Stage One

Appena dato il via al combattimento, Ashuka Zabar, si lanca all'attacco ad una velocità inumana, che una persona normale, non sarebbe capace di seguire, infatti per l'evento sono stati istallati dei dispositivi video, che permettono di seguire l'incontro, in ogni minimo particolare, ad una velocità considerevolmente rallentata.
Una raffica di pugni parte contro Zande Jung, che, nonostante l'impressionante velocità, riesce facilmente a schivare, finchè Ashuka, non conclude quella raffica di colpi, con un gancio diretto verso il mento di Zande, che non avrebbe schivato tanto facilmente.
Agli occhi degli spettatori, sembra che il gancio abbia colpito in pieno, ma con la sopresa di tutti, Zande schiva il gancio con una capriola all'indietro, e contemporaneamente, esegue una terribile successione di calci a rotazione. Sullo schermo il calcio, sferrato da Zande, sembra essere uno solo, in realtà grazie alla sua velocità, Zante era riuscito a portare una raffica di calci in pochi istanti, scaraventando, cosi, l'avversario alla parte opposta della piattaforma.
"Sembra, che il combattimento sia entrato nel vivo. È spettacolare! Questi concorrenti, sono veramente incredibili. Zande Jung sembra, ora, in vantaggio, ma, un momento, cosa sta succendendo..?.."
Dalla mano destra di Ashuka, che continua a trovarsi disteso a terra, comincia ad essere emesso del fumo verdastro. Non appena quest'ultimo riprende conoscenza, si dà uno slancio con le gambe e ritorna in piedi, pronto a combattere. Stavolta il suo aspetto è diverso, infatti non solo la sua mano destra, continuava ad emanare quello strano fumo, ma il pavimento che aveva toccato con la mano si era corroso, come se fosse stato cosparso da un acido.
Ashuka, con la mano sinistra, sfila il guanto che ricopre la sua mano destra, dicendo:"Complimenti, ti avevo sottovalutato, mi dispiace, ma ti dovrò uccidere immediatamente, anche se non avrei voluto usare subito, il mio asso nella manica".
Sfilato il guanto, una nebbia verdastra ricopre completamente l'arena, rendendo impossibile agli spettatori, capire cosa stesse succedendo; Zande si ritrova coperto da quella densa nebbia, pensando in un primo momento che fosse una fortuna, dato che nemmeno il suo avversario, sarebbe stato capace di vedere in quella fitta nebbia, che egli stesso aveva creato, ma la sua supposizione, si rivela falsa, nel momento in cui delle lame simili a lunghi artigli, si scagliano contro di lui, prendendolo alla sprovvista.
Istintivamente riesce, per poco, ad evitare l'attacco che gli sarebbe stato fatale, ma nonostante la sua agilità considerevole, non riesce ad evitare completamente il colpo, ritrovandosi cosi con una profonda lacerazione al braccio destro, rendendoglielo inutilizzabile.
La nebbia, lentamente incomincia a diradarsi e si vede Zande che stringe con la mano sinistra, la ferità che gli è stata inferta, mentre dalla parte opposta, Ashuka mostra la mano destra portandosela verso il petto. Il suo aspetto, in quel momento, non aveva più nulla di umano e gli dice:"Questo è il vero aspetto della mia mano destra, ti piace?".
La mano è ricoperta da un sottilo strato di pelle scura, l'aspetto ricordava la pelle di un serpente, ma con delle squame più spesse e doppie che la ricoprono in maniera sparsa, ed sotto di esse, il fumo verdastro continuava a fuoriuscire, mentre sulle punte delle dita si vedono delle lunghe lame, simili ad artigli, di un colore molto scuro, sulle punte di esse, fuoriesce un liquido nerastro, che cadendo sul pavimento, lo corrode all'istante.
"Questo è il mio potere, le unghie di questa mano possono tagliere, come fosse burro, persino l'acciaio temprato, forse anche i diamanti, ma sarebbe davvero uno spreco, non credi? Ma questo non è l'unico potere della mia mano" ed indica il braccio sinistro di Zande, sul quale, nel frattempo, si è formata una patina violacea, che lentamente sta corrodendo i muscoli e le ossa del braccio, "Visto? Questo liquido ha la capacità di distruggere, a livello molecolare, qualunque materiale esso tocchi, corrodendolo, non ti sembra meraviglioso? Ma adesso il tempo dei giochi è finito, mettiamo fine alla tua vita".
Zande non accenna, nemmeno il minimo segno di sconfitta, anzi appena si accorge che il braccio, si sta lentamente corrodendo, inizia a mettersi in una strana posa. Poggia la sua mano sinistra sopra la ferità, si inginocchia ed comincia a pronunciare parole che sembrano prive di senso.
"Stai recitando le tue preghiere? povero stup....", non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase, che il braccio destro di Zande, gli aveva trappassato il petto, strappandogli il cuore.,Dopo aver sfilato il braccio, si allontana da Ashuka, continuando a fissare il suo avversario ormai sconfitto. Non appena il corpo di Ashuka cade a terra, Zande stritola il cuore del suo aversario, che aveva strappato in precedenza e beve avidamente il sangue che sgorga da esso.
"Signori, un incontro incredibile, mai visto nulla del genere, Ashuka Zabar è morto, quindi il vincitore di questo primo stage è Zande Jung, che passa automaticamente al secondo stage, il prossimo combattimento, inizierà fra pochi minuti, vi preghiamo nel frattempo di pazientare un pochino, grazie".
Zande, dopo aver spremuto fino all'ultima goccia, il cuore del suo avversario, si dirige verso l'ascensore, che lo aveva trasportato nell'arena, aspettando l'inizio del successivo incontro.

Stage Two

"Well, Ladies and Gentlemen, ed eccoci pronti a dare inzio al secondo stage.Siamo sicuri di mostrarvi uno spettacolo ancor più emozionante, dell'incontro precedente, ma bando alle ciance e che la piattaforma entri in scena"
Dalle profondità del baratro, lentamente sorge dall'oscurità la nuova arena, nella quale si sarebbe svolto il successivo incontro. Il terreno sabbioso e le numerose rovine di costruzioni antiche, ricoprivano l'intera area, ma non vi erano solo ghiaia e rovine, ma anche numerosi massi grandi quanto un elefante adulto, che erano sparpagliati su alcune zone del campo di battaglia.
Non appena la piattaforma arresta la sua salita, si intravedono, dall'alto, gli ascensori che avrebbero accompagnato i due sfidanti di questo incontro.
Dall'ascensore di destra, esce Zande Jung, che stranamente appare sereno, nonostante la profonda ferita, riportata nell'incontro precedente. Sul braccio destro, si nota una fasciatura, applicata egregiamente dal team medico del torneo.
Sulla sinistra, appare un ombra, più simile ad una montagna che ad un essere umano. La sua figura appare immensa, supera abbondantemente i 5 metri circa, la corporatura estremamente robusta e segnata da una muscolatura possente, che rende quel gigante più simile ad una statua, che ad essere umano, fatto di carne e ossa. Una lunga tunica, aperta su petto, mostra il vigoroso fisico dell'avversario, mentre una cintura gli stringeva sulla vita, coprendo leggermente le sue gambe possenti e muscolose., Il viso rigido e lo sguardo freddo, facevano comprendere immediatamente, la potenza del suo avversario, ma nonostante la figura mastodontica e lo sguardo di ghiaccio, diretto verso di lui, Zande, rimane del tutto indiffirente.
Dagli spalti, si ode la voce del cronista "Siete pronti! Che lo scontro, abbia inizio".
Il mostro dalla corporatura massiccia, non accenna nessun movimento, ne si mette in posizione di guardia, ma rimane del tutto immobile, aspettando che sia Zande a fare la prima mossa, cosa che avviene immediatamente. Zande con uno scatto velocissimo, si scaglia contro il fianco destro del gigante; un pugno devastante colpisce le sue costole, ma nonostante la potenza del pugno, sembrava che l'attacco non sortisse nessun effetto. La reazione del gigante è del tutto inaspettata. Dal palmo della mano destra, si apre una piccola fessura, dalla quale esce una piccola sfera, che in pochi istanti viene ricoperta da una luce abbagliante. Un fascio luminoso si scaglia contro il corpo di Zande, che riesce a schivare l'attacco grazie ai suoi riflessi felini.
Il fascio di luce, che Zande è riuscito a schivare, colpisce il perimetro dell'arena, che esplode provocando un enorme fragore, che genera una potente onda d'urto, che percorre tutta l'area, alzando un polverone, che riesce ad accecare lo spaventoso titano.
E propio in quel momento, Zande tenta un secondo attacco, approffitando della distrazione del suo avversario. Utilizzando come perno una roccia, situata nelle sue vicinanze, esegue un balzo che lo porta esattamente vicino alla testa del gigante, che viene colpito da un poderoso calcio, cosi violento da far roteare la testa del gigante di 180°.
Non vedendo una reazione da parte dell'avversario, si allontana ad una distanza di sicurezza, intuendo che il combattimento non era ancora concluso. Infatti in una manciata di minuti, la testa dell'energumeno ruota in modo anomalo, ritornando alla sua posizione originaria e propio in quel momento, le titaniche braccia del gigante, mutarono forma, divenendo due grandi cannoni dalla forma irregolare.
Zande, intuendo che l'attacco successivo sarebbe stato portato dalla distanza, decide di mettersi in posizione di guardia ed aspetta il momento propizio, in cui avrebbe attaccato, ma contro ogni aspettativa, il titano lacera la pelle sulla sua schiena e da essa, si aprono dei fori simili alle bocche di un cannone, con l'unica differenza che non erano armi, ma bensì propulsori. Infatti, grazie ad essi, nonostante la massiccia mole del gigante, riesce a scagliarsi contro Zande ad una velocità pari alla sua, cogliendolo completamente alla sprovvista. Arrivato a pochi metri da Zande, da due dei fori situati sulla schiena, fuoriescono due nuove braccia meccaniche, dai loro avambracci, si aprono tre sportelli da cui escono dei missili che sono immediatamente lanciati verso Zande.
Appena scagliati, i missili esplodono, rilasciando una grande pioggia di altri piccoli missili che circondano completamente Zande, ma, come se non bastasse, l'enome colosso, protrae le braccia-cannone verso di lui e nella frazione di un secondo, vengono sparati due grandi raggi di energia, diretti contro Zande.
L'esplosione massiccia, causata dal bombardamente del gigante, ha distrutto quasi completamente l'area nella quale si trovava, pochi istanti fà, Zande. Sopra di essa rimane solo una gigantesca nube di polvere e detriti, tutto fa pensare che il combattimento sia finito a favore del titano, che rimase impassibile difronte alla distruzione, che aveva causato. Dagli spalti si ode la voce del cronista che dice: "Signore e Signori, I-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e! Mai visto nulla del genere, di Zande Jung sicuramente non sarà rimasto nulla più che poche ceneri, possiamo quindi affermare che il vincitore del secondo Stage è Dumas Thorn, chiamato "Il Titano"..... Ma, aspettate un momento! che sia...."
In quel momento, esattamente alle spalle di Dumas, si erge Zande il quale, miracolosamente è sopravvissuto, anche se, dopo quell'attacco, ha riportato numerose ferite e svariate ustioni su tutto il corpo.
"Signore e Signori, stento a crederci, Zande è ancora vivo, ma non sembra nelle condizioni di poter continuare il combattimento, che sia la fine dell'incontro?"
Zande con voce seccata dice: "Speravo di non doverlo usare cosi presto, sopratutto contro un pezzo di ferraglia come te, ma ti ho sottovaluto troppo e non ripeterò due volte lo stesso errore".
Dolorante per le ferite, cade sulle ginocchia e china la testa verso il basso, sembra che si sia arreso, quando ad un tratto, un aura oscura, incomincia ad espandersi su tutto il corpo. In pochissimo tempo le ferite presenti sul corpo si rimarginano, il corpo muta rapidamente aspetto, i muscoli di tutto il corpo si gonfiano, dalle dita, affusolate e sottili, compaiono lunghi artigli nerastri, mentre le pupille si restringono, assumendo una forma simile a quelle di un felino ed tutto il corpo assume un colore simile a quello della pece.
Nel giro di pochi istanti, il corpo di Zande muta in manierà del tutto anomala. Quella spaventosa figura che si presenta davanti Dumas, ha un aspetto simile a quello di un demone venuto dall'inferno, mentre attorno al suo corpo aleggia un alone scuro dalle tinte violastre, simile a fiamme venute dagli inferi. Quella spaventosa immagine lascia il pubblico completamente attonito, a differenza di Dumas che invece rimase del tutto impassibile davanti a quella trasformazione inattesa.
In seguito a quella reazione, anche il Dumas muta il suo corpo, difatti da ogni parte di esso, compaiono numerose sfere che fuoriuscono da esso, che incominciano rapidamente a illuminarsi, mentre dalle sue quattro braccia, sono stati caricati altri nuovi missili, pronti per essere scagliati .
Lo staff, avendo intuito che quello sarebbe stato l'ultimo attacco da parte di entrambi, decide di innalzare una barriera maghetica attorno agli spalti. Subito dopo, dalla mano destra di Zande, sulla quale erano apparsi due piccoli fori, incomincia a fuoriuscire una smisurata quantita di sangue e mentre la sua aura continua ad aumentare di volume e potenza, il Titano Dumas, ha gia caricato al massimo della loro potenza tutti i suoi armamenti; entrambi sono pronti a lanciare l'attacco finale e nessuno in quella arena, sa chi sarebbe stato il vincitore dell'incontro.
Se uno di quei raggi, era riuscito a distruggere l'interà arena, chissa cosa avrebbero potuto fare centinaia di essi, scaraventati tutti insieme, la risposta non si fece attendere molto.Una incredibile pioggia di fasci luminosi, si scagliano contro Zande, mentre alle spalle di essi un altra pioggia di piccoli missili, è pronta a distruggere qualunque cosa sul loro cammino.
Nel momento esatto, in cui quella raffica viene scagliata, Zande fa la sua mossa. Una enorme cometa violastra, che si è formata dal suo corpo, si scaglia, senza indugio, contro quella pioggia di luce, quella mossa cosi assurda, da sembrare un suicidio, si rivela immediatamente un attacco che coglie per la prima volta Dumas di sopresa.
Al contatto dell'aura di Zande con i raggi, quest'ultimi vengono assorbiti e la pioggia di missili, che li seguono, è completamente disintegrata dalla gigantesca fiammata nero-violastra. La mano destra di Zande di protrae verso il petto del nemico, i lunghi artigli attraversano il petto del gigante, da esso fuoriesce una luce abbagliante, che fa spegnere tutti i circuiti video dell'arena, simultaneamente.
Dopo pochi secondi il bagliore scompare, mostrando il gigante parallizato sul bordo dell'arena, con metà del corpo completamente fusa, mentre Zande con capo chino, ritorna lentamente alla sua forma originaria.
"Informazione urgente a tutto il pubblico! Si dichiara vincitore del secondo stage Zande Jung e dato che le apparecchiature sono impazzite, vi preghiamo di avere un pò di pazienza, cosi da poterle ripristiare e dare il via al nuovo stage.,Grazie per la cortese attenzione".

Stage Three

"Signori e Signore, ben ritrovati! Ci scusiamo per i problemi tecnici, che sono stati causati dal precendente incontro. L'impatto, causato dal precedente scontro, ha provocato un black-out a tutti i nostri sistemi video, in questo momento i tecnici, sono all'opera per rimettere il sistema in sesto, altri pochi minuti e potremo dare il via ad un nuovo ed entusiasmante combattimento, che vedrà il vincitore fino ad ora non ancora battuto, Zande Jung, contro Szash Eichem, della tribù Eichem, famosa in tutto il mondo per la loro micidiale arte della spada.
Bene signori, i tecnici mi hanno dato l'ok, sembra tutto pronto per questo nuovo incontro Che lo scontro abbia inzio, ma, che succede!...."
L'arena non è stata ancora sostituita e Zande si trova ancora di spalle, ai resti di quello che era rimasto di Dumas, quando ad un tratto, gli occhi spenti dell'androide, si riattivano, illuminandosi di un color rosso acceso, seguito successivamente da un violento spasmo, dell'unico braccio che gli era rimasto ancora integro.
Il riattivamento del colosso meccanico, faceva intuire una possibile continuazione dell'incontro precedente. Zande ruota la testa verso quel ammasso di bulloni che gli si ergeva alle spalle e dice con tono deciso: "Mi dispiace per te, ma questo incontro è gia finito".
Non muove un dito, quando all'improvviso, la parte superiore del busto scivola lentamente dal resto del corpo emmettendo un fortissimo stridio e successivamente cade inesorabilmente nei meandri del burrore, sul bordo dell'arena. Del corpo di Dumas rimangono solo le gambe e una parte della vita, mentre la parte superiore del suo corpo è stata tranciata di netto, probabilmente da un oggetto simile ad una spada, ma prima che ci si possa domandare, quale fosse la causa; ecco che, al fianco delle gambe impiantate sull campo di battaglia, appare uan figura, dal volto segnato, da svariate cicatrici e da una particolarmente grossa, che gli segnava il viso dalla parte superiore della fronte fino al estremo destro delle labbra, occhi purpurei e capelli argentei, indossa una lunga giacca, di un colore candido che si apre sul petto, i pettorali scolpiti e le numerosi cicatrici che si diffondeno in tutto il corpo, fanno comprendere che è una persona, che ha avuto molta esperienza in battaglia. I lunghi pantaloni larghi e degli stivali rovinati, invece, fanno immaginare che si tratta di una persona che ha viaggiato a lungo, per raggiungere quel luogo, dal pregnante odore di morte.
Alla sua destra, nascosta nell'elsa, si cela una spada sottile, estremamente lunga, la linea del foderò fa intuire che si tratta di una semplice katana, ma sicuramente non era la sua arma a preoccupare Zande, bensì, l'abilità di quest'ultimo ad usarla, infatti era abbastanza chiaro che era stato lui, tramite quella spada, a tranciare in due, il corpo di Dumas, perciò era sicuramente un avversario da non sottovalutare, assolutamente.
Il guerriero dal candido viso, rivolgendosi a Zande dice:"Era un semplice e banale pezzo di ferraglia, mi chiedo come un componente clan Jung, abbia avuto difficolta a sconfingere un avversario di cosi infimo livello, si vede che quel che si racconta del vostro clan è una semplice favoletta".
La provocazione del guerriero, è subito respinta da Zande, che gli risponde immediatamente : "Tu devi essere Szash Eichem, del clan Eichem, vediamo se sei bravo con la spada, quanto lo sei con le parole".
Con un sorriso e uno sguardo assetato di sangue, il guerriero del clan Eichem, disse:"Queste saranno le tue ultime parole, Zande Jung" e con un rapido movimento della mano sinistra, estrae la lunga katana, lanciando, al contempo, un fendente contro Zande, credendo di averlo preso alla provvista, cosa che non accadde. Infatti nello stesso momento in cui la mano di Szash, ha sfoderato la katana, il corpo di Zande si muove istintivamente, spostandosi in modo da evitare il fendente.
"Complimenti, hai intuito il pericolo del mio imminente attacco". Nello stesso punto il cui il fendente aveva colpito, in linea d'aria vi si era creata una falciata, provocata dal taglio della spada di Szash, se in quel momento Zande non si fosse spostato, sarebbe stato tranciato in due, come era successo in precedenza con Dumas.
"So gia come funziona il tuo potere, cosi per darti un piccolo vantaggio, ti spieghero qual'è invece il mio" cosi ignorando completamente Zande, si rivorge verso gli spalti e dice: "Gentili spettatori, per rispetto a voi, spiegherò qual'è il mio vero potere, io sono uno degli esponenti del Clan Eichem, dove ho appreso a fondo l'arte della spada" alzando la lama della sua lunga katana verso il pubblico, "ma, come avrete gia notato il mio potere non si limita a questo, infatti sono l'unico esponente del Clan Eichem, ad non aver solo appreso le tecniche di assassinio con la spada, ma ho anche migliorato le suddette tecniche, cosi da poter creare una nuova arte, capace di controllare le correnti d'aria a proprio favore e adesso ve lo dimostrerò".
Rivolgendosi a Zande:Finiamola subito Zande Jung, non ho voglia di giocare con te, perciò questo sarà il mio colpo finale". Intorno al corpo di Szash, una fortissima folata di vento incomincia a circondarlo inalzando un polverone che rende impossibile avvicinarlo in qualchè modo, subito dopo, attorno alla lunga lama della Katana, appare una corrente fumosa, che si sparge rapidamente dalla punta delle lama, fino al codolo. Ed fù propio in quel momento che Zande decide di utilizzare il potere che caratterizza il Clan Jung, cosicchè riposizionandosi nella posizione di preghiera, rimuta forma, trasformandosi in quel umanoide dai lunghi artigli e dalla crescente aura, che lo sovrasta.
Appena il fumo attorno alla lama della spada aumenta di volume, incomicia rapidamente a roteare su di esso, assorbendo il fumo che fuoriusce da essa e tramuta quel fumo in un piccolo tornado, che circonda in pochi istanti, tutta la lunghezza della lama, Lo scudo di vento che lo aveva difeso fino a quel momento, era stato risucchiato da quel vortice, che si era formato sulla lama, Zande accortosi di questo, ne approfitta, scagliandosi con furia verso il suo avversario, che sembra essere inerme, finchè non porta, la spada stretta fra le mani, sopra la sua testa, con le braccia tese verso l'alto e il vortice che sempre più velocemente acquista volume e potenza, non appena Zande era in prossimità di Szash, quest'ultimo scaglia nuovamente il suo fendente, che stavoltà colpisce in pieno Zande, che viene risucchiato al suo interno.
All'interno del tornado, si riesce ad intravvedere l'aura nerastra di Zande, che tenta in tutti i modi di uscire da quel tornando che lo aveva imprigionato, ma Szash senza potergli dare il tempo di reagire, esegue dei rapidi movimenti con le mani sulla spada e non appena finisce, il tornado si tramuta in una sfera di vento, che contiene Zande al suo interno, successivamente conficca la spada nel terreno e prosegue, con una rapida successione di posizioni con le mani. Questa serie di mosse, continuano a mutare continuamente la sfera, finchè con sue le mani non simula la forma della sfera e lentamente, la avvicina sempre di più. Questo strano movimento, rallenta la velocità del vento intorno alla sfera, modificando però, la dimensione di quest'ultima, che continua a diminuire sempre più, mentre la sfera virtuale che aveva creato Szash con le mani, si stringe, tanto più quella reale, nella quale è rinchiuso Zande, si restringe allo stesso modo
Nello stesso momento in cui le mani di Szash si stringono, la sfera scompare rilasciando libero, Zande al suo interno, che mostra una infinità di ferite da taglio su tutto il corpo, cosi profonde da rendere impossibile qualsiasi movimento di quest'ultimo .
Szash in quel momento allarga le braccia, ed attorno a Zande appaiono una serie di cerchi concentrici, che non gli lasciano spazio per nessuna via di fuga, lasciandolo in balia, del suo avversario, pronto a finirlo.
Quello che succede dopo, dura all'incirca un secondo. Gli anelli, che ruotavano attorno a Zande, scompaiono e subito dopo riappaiono, stringendosi attorno al suo corpo, fino a tranciarlo completamente, in ogni sua parte, di Zande era ormai rimasto solo il ricordo e un cumulo di carne sanguinolenta.
Szash Eichem, dopo aver ucciso il suo avversario, facendolo a pezzi, sull'arena dice:"Il tuo potere si limitava all'assorbimento della energia, per poterla poi utilizzare e dirigere contro il suo possessore, tramite un colpo diretto, per questo sei riuscito a distruggere Dumas, ma contro di me, che non uso l'energia, il controllo spirituale, un potere del genere è assolutamente inutile. Sei stato sfortunato ad avermi incontrato Zande Ju......."
Un goccia di sangue scivola dalle labbra di Szash, mentre una fitta dolorosa sopraggiunge all'altezza dello stomaco, ed non appena comprende cosa sia, un brivido gelido attraversa la schiena di Szash. Una mano, dai lunghi artigli neri, sporgeva dal suo corpo, lasciandolo completamente inerme.
"La tua tecnica non è niente male, devo ammetterlo, mi sono trovato in difficolta all'interno di quella sfera, ma il tuo più grande errore è stato pensare, che il mio potere si limitasse all'assorbimento della energia, infatti io non sfutto l'energia degli altri, ma la mia stessa energia, perciò nel momento in cui mi hai liberato dalla sfera, ne ho approffitato, per proiettare una mia immagine, di energia residua al suo interno e quando hai inziato con le tue farneticazioni, io ne ho approfittato per coglierti alla sprovvista. Peccato! Se avessi scelto di usare la spada contro di me, sicuramente non sarei riuscito a vincere, questo è stato il tuò più grande errore, Szash Eichem".
Lo sguardo di quest'ultimo si tinge di odio e terrore, dopo di che si rivolge al mostro che lo aveva sconfitto e dice:"Maledetto, che tu sia male...."
Non ha nemmeno il tempo di finire la frase, che gli artigli di Zande lo tranciano dal ventre, fin sopra le spalle, lasciando a terra, un mucchio di membra senza identità. Subito dopo, Zande ritorna alla sua forma originaria, fissa le mani intrise di sangue e dice: "Mi dispiace Szash, ma io sono gia maledetto".

Stage Four

"Finalmente, gentile pubblico, siamo arrivati alla fine di questo entusiasmante e sanguinoso torneo, il nostro vincitore di tutte le precendenti sfide, si scontrerà in un match, che avrà non poche soprese, la prima di tutte sarà che il torneo, subirà un piccolo cambiamento dell'arena...."
Non ha nemmeno il tempo di spiegare i dettagli, che la piattaforma, deformata e distrutta, dagli incontri precedenti, si immerge nell'oscurita del burrore, mentre dalle sue profondità, una serie di rumori meccanici, fanno da preambolo, alla venuta della nuova arena. Dall'oscurità appare una immensa sfera, circodandata completamente da un gigantesco reticolo di lamiere, che formano una scacchiera sferica, che lascia il pubblico del tutto esterefatto.
"Ecco, signori, il prossimo incontro, a differenza dei precedenti, si svolgerà all'interno di questa enorme sfera, ma non temete, come potrete notare, i nostri dispositivi video, consentiranno a tutti voi di poter godere del combattimento, senza nessun problema"; E fù propio in quell momento che dall'esterno di ogni lamiera, apparvero una sequenza di ologrammi video che circondarono completamente il perimetro della sfera, mostrando all'esterno, quello che stava succedendo al suo interno.
"La seconda sopresa di questo incontro, sarà l'avversario, che come capirete in seguito, non ha necessità di essere presentato. Ma bando alle ciance e diamo inzio all'ultimo incontro di questo torneo".
All'interno della sfera, era stata installata una pavimentazione, che permetteva cosi, di poter stare in posizione retta sul campo di combattimento, mentre l'interno delle pareti erano ricoperte da uno spesso strato di metallo temprato. Dal fondo pavimento, alla base della sfera, appaiono due piccoli ascensori circolari, che hanno il compito di portare i due sfidanti sul nuovo campo di battaglia, dall'ascensore di destra, appare il guerriero, che fino a quel momento, ha dimostrato la sua forza incontrastata, Zande Jung, mentre dall'ascensore di sinistra, appare una figura, conosciuta da tutti presenti a quel torneo, Huang Jung, il padre di Zande e il capo del Clan Jung, ma non solo era anche fino a quel momento il precedente vincitore del Hell Hole di quindici anni fà.
Nonostante appartengano entrambi allo stesso clan e addirittura, alla stessa famiglia, non vi erano segni di esitazione, anzi, Zande riesce a stento nel trattenere il suo intento omicida, mentre il padre, sembra completamente assente, davanti alla presenza del figlio.
Quando i due sfidanti, fanno il primo passo, sul terreno dell'arena, si ode immediatamente il suono del gong, che ha dato inzio al combattimento finale, dove padre e figlio si scontrano in un combattimento all'ultimo sangue.
Il combattimento entra subito nel vivo dell'azione, entrambi i guerrieri si scambiano una serie di attacchi portati ad altissima velocità, ad ogni colpo messo a segno, si ode il rumore delle ossa che si incrinano, mentre la potenza di ogni colpo provoca delle onde d'urto che scuotono l'intera struttura sferica.
Dopo uno scambio ininterrotto e una successione continua di tecniche di lotta, entrambi i lottatori si separano per riprendere fiato, la tensione che si percepisce nell'aria, ha paralizzato tutto il pubblico presente ed è proprio allora che Zande dice: "Finalmente, potrò vendicarmi su di te maledetto". Immediatamente il corpo di Zande ricomincia a mutare nella sua figura, nell'umanoide dai lunghi artigli, davanti a quella trasformazione, il padre accenna un sorriso e, mostrando, il segno dei due buchi, sulla mano destra, tipico del clan Jung, dice: "E sia! Fammi vedere di cosa sei capace", il corpo di quest'ultimo incomincia a mutare, anch'esso, assumendo un aspetto simile a quello dell'umanoide di Zande, con la differenza che quest'ultimo possiede un fisico 2 volte più grande, gli artigli hanno il doppio dello spessore e dietro la schiena, vi è una lunga coda, simile a quella di una lucertola, e tutto il corpo è completamente ricoperto da un'aura anche di color nero, ma molto più scura , cosi tanto da nascondere allo sguardo, l'intero suo corpo.
Entrambi, iniziano a scambiarsi una serie di mosse, ad una velocità del tutto ultraterrena, ogni movimento che viene eseguito è impossibile, da visualizzare per le apparecchiature video del torneo, l'unica cosa che si riesce a distinguere è l'agghiacciante rumore causato dai devastanti colpi, che fanno tremare l'interno della sfera.
I due dopo diverso tempo, sembrano essere alla pari, nessuno dei due cede e non sembra nemmeno che qualcuno possasa essere capace di modificare quella situazione di stallo, che si è venuta a creare. Dalle ferite presenti sulla mano destra continua a sgorgare una quantità sempre più massiccia di sangue e più il combattimento prosegue, più la quantita di sangue che entrambi perdono da quelle ferite, aumenta.
Finchè, uno dei due per la stanchezza e per la continua perdita di sangue, si distrae dando la possibilità all'avversario di finirlo. Quest'ultimo è propio Zande, che non riesce ad evitare il devastante calcio portato al suo stomaco, da parte del padre, Huang Jung, che lo scaraventa come un siluro, contro le pareti dell'arena, Il colpo si rileva fatale per Zande, l'urto provocato dalla collisione con la sfera e l'abbondante perdita di sangue, gli hanno fatto perdere per un istante coscenza, ed in quel momento il padre, senza esitare si scaglia con gli artigli protresi verso il petto del figlio, pronto per dargli il colpo di grazia, Il balzo che si è dato, utilizzando il soffitto come perno, gli dà la possibilità di attaccarlo ad una velocità, impossibile da essere schivata nelle condizioni, in cui si trova Zande. Ormai sembra che la sua fine sia prossima. Propio in quel momento, gli artigli che stanno per trapassargli il cuore si arrestano, pochi millimetri prima di colpire l'obbiettivo prefissato, quella esitazione, che apparentemente non ha ragione, dà la possibilità a Zande di riprendere coscenza e reagire tempestivamente, colpendolo a sua volta al petto, ma stavolta riuscendo nel suo intento.
Il respiro affannoso e lo sguardo pieno di collera, mostrano i segni di una vittoria ottenuta da un colpo fortunato, ma riesce a comprendere la natura di quella fortuna, solo quando Huang Juang stringendo il polso conficcato nel suo petto disse:"Sei davvero diventato forte figliolo, sono davvero fiero di te, so che riuscirai a fare quello che io non sono stato in grado di fare".
Sono le sue ultime parole, del Capo del Clan Jung, che cade in un ultimo abbraccio, sul petto di Zande, quest'ultimo, nonostante abbia ucciso il suo stesso padre non versa nemmeno una lacrima, stende il corpo sul campo di battaglia e incrocia le sue braccia, come era usanza nel clan Jung, per i guerrieri valorosi, che vengono sconfitti in battaglia.
Dopo essersi allontanato dal corpo del padre, nota che di fronte a lui è apparsa, l'effige di un maestoso gigante dalla corporatura possente, che reca nel palmo della mano, la famosa lacrima di Khan, l'ambito trofeo, che concede la possibilità di poter esprimere un desiderio.

La vera natura del Hell Hole

La mano di Zande, lentamente si distende verso il cimelio, che dopo tanto spargimento di sangue, è riuscito finalmente a raggiungere, ma qualcosa di totalmente inaspettato accadde. Il palmo della statua si rinchiude in un pugno, mentre un aura, incomincia ad alleggiare attorno alla statua, che tremolante, incomincia a muoversi.
La gigantesca figura, si erge maestosa davanti a Zande, che per la prima volta, sembra essere spaesato e incapace di reagire.
Lo sguardo imperativo della statua, che scruta nel profondo il cuore di Zande, fa scaturire da quest'ultimo un impavido quesito: "Cos'è quella statua?"
Anche se la domanda, non viene pronunciata dalla bocca di Zande, è comunque, ascoltata dalla maestosa figura, che in quel momento si gli para di fronte, rispondendogli con tono profondo e austero:"Io sono Khan, il dio della guerra e del caos, il protettore di questo torneo". Appena Zande comprende che quella statua animata è, in realtà, il Dio Khan, l'animo del guerriero si scuote e dichiara al Dio:"Sono Zande Jung, ultimo rappresentate del Clan Jung, vincitore del torneo e destinato a riceve la lacrima di Khan".
Quella impavida affermazione, scatena la furia del Dio che dice:"Misero umano, chi credi di essere per poter, parlare in questo modo a me....miserabile cretura" e rivolgendosi al corpo di Huang Jung: "Avevi avuto il grande onore di servirmi, come corpo di un Dio ed hai preferito, morire per mano di questo misero verme, tuo figlio". In quel momento la mano del Dio si posa sopra il corpo estinto di Huang Jung e in pochi istanti, tutto il corpo si tramuta in cenere.
Zande in questo momento, non riesce a capire cosa realmente stia accadendo, mentre lo sguardo indaga quel quadro terrificante che si venne a creare; "Sciocco umano, non hai ancora compreso, tu eri destinato a morire, come tutti coloro che hanno partecipato a questo torneo. Voi siete solo il nutrimento, che mi sostiene, nulla di più".
Sconvolto da questa rivelazione, dice:"Ma allora..." ed subito è interrotto dal Dio:"Misero umano, solo adesso hai compreso la verità? Questa lacrima, che voi umani tanto agognate di possedere, non è altro che un oggetto che consente di fondere il mio spirito nel vostro corpo, come avevo utilizzato per tuo padre. Lui, avendo vinto il precedente torneo e essendo dotato di una forza superiore a quella di molti vermi, che vivono in questo mondo, ha avuto l'onore di essere il mio corpo e diventare cacciatore di anime, che servono per il mio sostentamento".
In quel momento, tornano in mente le immagini, di un passato lontano, dove il padre, Huang Jung aveva sterminato tutto il suo clan, senza alcuna esitazione e comprense che la strada della vendetta che aveva percorso, in realtà era una menzogna.
Zande, in preda al tormento, cadde sulle ginocchia, quel torneo era servito solo per poter sfamare, quella ingorda bestia, che si definiva dio, inducendolo tramite l'inganno a tingersi le mani di sangue.
"Accetta questo sigillo" porgendo la lacrima di Khan a Zande "diventa il mio nuovo corpo, otterrai qualunque cosa tu desideri, tramite i miei poteri e l'unica cosa che dovrai fare e continuare la tua vita, come hai fatto fino ad ora, uccidendo chiunque si pari davanti al tuo cammino".
Quella proposta fù immediatamente rifiutata da Zande che disse: "Khan, l'unico mio desiderio adesso, è quello di proseguire la mia strada della vendetta e la prossima vittima sai tu, insieme a questo torneo"
La mano, che porgeva la lacrima si ritrasse subito e quest'ultimo, alzando le mani e disse: "E sia!".
Tutto scompare in pochi attimi: la sfera, gli spalti, l'intero sotteraneo che ospitava il torneo ed al suo posto, vi è solo una immensa distesa oscura, un manto che si estendeva a perdita d'occhio sotto i piedi di Zande e persino sopra il suo capo, le tenebre regnano incontastate in quel luogo.
Di fronte a lui, appare la vera natura del dio, un immensa ombra priva di forma alcuna, che aleggia in quel mondo privo di luce, l'aura che aveva impietrito Zande, nel loro primo incontro, diventa ancora più immensa, cosi tanto che sembra che tutto il luogo che lo circonda, faccia parte di lui.
Lo spirito di Zande, arde di vendetta, furiosiamente, contro il Dio, mutando rapidamente la sua forma, in quella del demone che dimorava in lui.
Ma per quanto sia grande il suo odio, furioso e bruciante, non è abbastanza per riuscire a sconfiggere il Dio, ogni movimento, per quanto sia rapido, viene facilmente evitato da quel manto d'ombra.
Quella danza continua ininterrottamente. Il tempo, in quei luoghi, sembra essersi fermato, come la furia, che ha scatenato il corpo, ormai stanco di Zande, per la ferità che continua a sanguinare interrottamente.
Il Dio notato, il rallentamento dei sui movimento e la continua perdita di sangue dalla sua mano, dice: "Che potere inutile! Donare una potenza incredibile, corrodendo il propio corpo".
Zande sapeva benissimo, che non avrebbe potuto continuare il combattimento ancora a lungo, cosi decide di sferrare l'ultimo colpo .
Con un rapido scatto, si allontana a diversi metri dal dio, con la mano sinistra stringe il polso della mano destra e incomincia a concentrare tutto il suo potere nella mano. L'aura, che aveva ricoperto completamente il corpo, si sposta nell'intero braccio destro, creando una immensa fiamma nera, gli artigli diventano più sottili e lunghi e tutto il braccio destro si gonfia nuovamente.,Ormai tutto era pronto, con un balzo rapidissimo, si scaglia in aria, lanciandosi contro gli occhi del manto, che continuano a fissarlo, senza reagire.
Gli artigli trapassano il manto, che prende fuoco all'istante, tutte quelle fiamme violacee, circondano completamente il dio, mentre Zande cade a terra privo di forze.
Le fiamme voraci, che stanno lentamente bruciando il dio, continuano a divampare, nonostante quest'ultimo tenti di spegnerle contorcendosi come un forsennato, ed quando comprese che quelle fiamme, non erano normali, mutò il suo comportamento. Rimane fermo ed poco a poco, tutte quelle immense fiamme, cominciano a diradarsi, fino a scomparire completamente.
"Non mi sarei mai aspettato, una evocazione delle fiamme dell'inferno, meriti davvero di diventare il mio nuovo corpo, ed ora che non hai più forze per combattere, sei in mio potere".
I maestoso dio, fa apparire, dagli abissi del suo corpo, la lacrima di Khan, che scintillante si avvicina alla fronte di Zande, "Non appena quell'ornamento, tocchera la tua fronte, il mio spiriti sarà sigillato nel tuo corpo".
Ma non appena il sigillo, sta per toccare la fronte di Zande, esplode in mille frammenti, il corpo di Zande avvolto da una strana forza, ritorna in piedi, anche se privo di coscienza.
Dal suo corpo, una forza antica e potente, sta sorgendo, qualcosa che anche il terribile Dio Khan, riesce ad avvertire e temere, qualcosa proveniente da un passato maledetto, un'ombra appare dal corpo di Zande, l'immagine è di una immensa tigre, dalle striature tinte di rosso e dalla pelliccia nera come il carbone, le lunghe zanne e i lunghi artigli, scintillano come diamanti, con dentro un anima di rosso rubino, lo sguardo assetato dei più neri piaceri, fa indietreggiare persino il Dio.
"Chi o cosa sei tu?" esclama il dio, colpito da un incontestabile terrore, che dilaga sotto il suo manto, "Io sono il peccato, il peccato che questo uomo e il suo clan, commisero milleni fà, anticamente fui evocato dall'odio di coloro che perirono per mano loro e per loro desiderio, gli ho donato un potere immenso, a discapito della distruzione del loro corpo, costringendoli ad uccidere e facendoli soffrire con indicibili dolori, il potere che piano piano in loro cresce, ad ogni generazione ha donato il tormento a questi peccatori e adesso non posso permettere che il loro peccato finisca adesso, dovranno passare ancora molti secoli, prima che il loro debito venga estinto".
Il Dio Khan, colto in quel momento da una furia iraconda, dice:"Chi credi di essere tu, o vile fantasma del passato, per impedire a me, un dio, cosa sia giusto fare? Ti farò scomparire, in modo che di te non rimanga nemmeno traccia, di quel passato, che tanto rammenti".
Il manto del dio, improvvisamente si illumina, emanando un bagliore accecante e da esso, appare un uomo nudo, calvo, dalla scura carnagione, che fa apparire dal nulla una sciabola, dalla lama simile alla scaglia di un drago.
"Muori, bestia priva di futuro" cosi dicendo, si lancia all'attacco contro la bestia feroce, che galleggia sopra il corpo di Zande, che rimase immobile.
La bestia, vista la reazione del dio, prende possesso del suo corpo, e con un movimento rotatorio delle braccia, crea una gigantesco buco nero, che rapidamente inghiotte lo spazio circostante.Il dio, in quel momento, arresta il suo attacco, tramuta la lama in una immenso fascio di luce, contenente tutto il suo potere e scaglia, un potente fendente, contro il buco nero creato dalla creatura.
L'impatto fra i due è titanico, l'esplosione provoca una frattura all'interno della dimensione creata dal dio e immerso da un gigantesco bagliore, tutto svanisce.
Zande riprende coscienza, una serie di dolori fortissimi, percorrono completamente tutto il suo corpo, che a stento riesce a stare in piedi. Attorno c'era la sfera dell'arena di combattimento, nella quale aveva combattuto contro il padre, l'arena ora, è completamente vuota, l'unica cosa che si riesce a notare è un mucchio di pietre brillanti, ma nulla di più.
Non vi è più nessuna traccia del Dio, nè della statua, che aveva visto, dopo l'uccisione del padre, entrambi erano scomparsi e mentre Zande cerca di capire, cosa sia successo, dagli spalti si ode, la voce del cronista che dice:"Un combattimento, che verrà, sicuramente ricordato negli annali del Hell Hole, la nuova generazione ha superato la vecchia, Zande è il nostro nuovo campione".
Gli spalti esplodono dagli applausi. Zande aveva vinto l'incontro con il padre, ne il dio, ne la sua scomparsa e nemmeno il combattimento contro di esso, nessuno sembra essersi accorto di ciò che era accaduto subito dopo la sua vittoria contro il padre.
Negli anni a seguire, il clan Jung, fù ricostruito, grazie alla fama che aveva conquistato nel sanguinario torneo, diventando uno dei clan più potenti del mondo e la verità che si celava dietro il torneo, si perse nel tempo.



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