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lavoro pubblicato domenica 19 novembre 2017
ultima lettura domenica 17 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Le donne e il diavolo

di passerotto22. Letto 1073 volte. Dallo scaffale Eros

LE DONNE E IL DIAVOLO   E’ notorio che le donne ne sanno una più del diavolo. Come sia nata questa affermazione non si sa con certezza, ma potrebbe essere venuta fuori da una vicenda come questa, che vi racconto come l’ho s...

LE DONNE E IL DIAVOLO

E’ notorio che le donne ne sanno una più del diavolo.

Come sia nata questa affermazione non si sa con certezza, ma potrebbe essere venuta fuori da una vicenda come questa, che vi racconto come l’ho sentita, senza assumermi responsabilità, perché si sa che, specialmente qui da noi in Italia, si potrà sorvolare anche sulle più grosse e documentate ruberie, si potranno trovare attenuanti per tutti i crimini più gravi, ma, quando si tratta di corna, la situazione diventa invece complicatissima.

Partirò con l’informare i gentili lettori che in un grazioso paesino della nostra bella penisola viveva una ancora più graziosa, anzi diciamo proprio bella, signora.

Costei era la signora Adalgisa, sposata al ricco signor Ermanno.

Qualcuno, a questo punto, potrebbe dire: “Mi fa tanto piacere per il signor Ermanno, però, visto che è roba sua, a me interessa poco e tanto vale chiudere il libro e non parlarne più”.

Questo, però, potrà affermarlo lo sprovveduto lettore, che non ha conosciuto Adalgisa, ma il pittore Duilio, che era amico personale del signor Ermanno, non la pensava certamente così e, fin da quando aveva conosciuto la sua signora, trascorreva le giornate ad almanaccare su come avrebbe potuto stringere i rapporti o, meglio, stringere direttamente tra le braccia quello splendido esemplare della razza femminile italica.

Si era prossimi alla fine del periodo di carnevale e, in una ricca villa di benestanti del posto, era stata preparata una festa mascherata cui, come ogni anno, venivano invitati non solo i maggiorenti del paese, ma anche la società bene delle zone viciniori.

Tra gli invitati non potevano certamente mancare il dottor Ermanno C., industriale, e la sua bella signora Adalgisa.

Come ogni anno, l’illustre ospite era stato colto dai dubbi e dai ripensamenti per la scelta del travestimento dell’anno, anche perché c’era una gara tra gli invitati a chi riuscisse a rimanere in incognito più a lungo. L’ultima volta ce l’aveva quasi fatta, fino a quando il disaccorto farmacista del paese non aveva distrattamente calpestato la coda del topo che egli impersonava strappandogli il costume e facendo così scoprire lui e quella topolona (qualcuno diceva zoccola) della sua signora Adalgisa.

Quell’anno, dopo lunghe titubanze, la decisione era stata per il costume da diavolo, ma con una coda cortissima, ad evitare il ripetersi di incresciosi incidenti, mentre le corna avrebbero potuto anche essere voluminose, tanto nessuno avrebbe potuto camminarci sopra.

Nell’apprendere la scelta dell’amico, Duilio immediatamente si congratulò con lui e con la bella diavolessa moglie: certamente, avrebbero proprio essere la coppia vincente, quell’anno. Però, ecco, sarebbe stato ancora meglio se il signor Ermanno si fosse avviato da solo, in modo da rendere più difficile l’identificazione, sapendo che egli si era sempre presentato in compagnia della sua signora.

All’industriale non dispiacque quella trovata dell’amico, anzi si può dire che la trovò addirittura geniale, felicitandosi con lui per l’idea.

Nell’udire le sue parole, anche Duilio prese a congratularsi con se stesso, dicendosi che il suo piano aveva avuto successo.

Quale piano? Sentite, sentite cosa aveva escogitato quel furfante matricolato.

La sera della festa, andò ad appostarsi di nascosto nei pressi della casa dell’amico aspettando che il diavolo Ermanno uscisse.

Come si fu accertato che l’amico si era definitivamente allontanato, il diavolo Duilio, perché anche in tal modo lui si era travestito, giustamente si può dire con pensata diabolica, risalì in casa e fece alla signora Adalgisa, imitando la voce e le movenze di Ermanno che aveva studiato da tempo: “Senti, cara, visto che, così come stiamo, formiamo una diversa coppia, sia pure una coppia infernale, che ne diresti di far l’amore vestiti così, ancora mascherati? Sarebbe senza dubbio un’esperienza stimolante e diversa, non ti pare? E’ un’idea che mi è venuta all’improvviso, mentre stavo andando via, ma mi ha stuzzicato, che ne dici?”.

La bella Adalgisa stette solo qualche momento a pensare, ma poi, presa d’entusiasmo, fece: “Ma sì, caro, è una bellissima idea, andiamo, andiamo!”.

Senza por tempo in mezzo i due s’infilarono a letto ancora mascherati e fecero tutti i fattacci loro dei quali, per discrezione e per decenza, è meglio non parlare.

Solo che dopo, forse perché, anche senza interrompere l’azione, aveva probabilmente notato qualche diversità nella faccenda, la bella Adalgisa fece: “Sai che hai avuto proprio un’idea meravigliosa, caro? Adesso ho capito perché al diavolo si addicono quelle belle corna lunghe lunghe!”.

Certo, il dubbio è lecito, non è possibile che la signora si fosse accorta della sostituzione anche prima?



Commenti

pubblicato il lunedì 20 novembre 2017
sempretibet, ha scritto: Bello. Piacevole. Bravo.
pubblicato il venerdì 24 novembre 2017
passerotto22, ha scritto: Anche tu scrivi belle cose che penso di venire presto a commentare. Credo che tu sia uno dei bravi che rendono accettabile questo sito. Peccato che sia rovinato da gente che passa le giornate ad autovotarsi, rendendo così impossibile conoscere una reale graduatoria da cui si potrebbe partire per fare una serie di letture interessanti. Grazie e a presto.

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