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lavoro pubblicato domenica 19 novembre 2017
ultima lettura lunedì 11 novembre 2019

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CRISTOTERAPIA

di liax. Letto 316 volte. Dallo scaffale Generico

Che cosa è dunque l'anima? L'anima è una dimensione che si apre nel momento in cui iniziamo ad avere una vita spirituale. Purtroppo al giorno d'oggi è difficile avere una qualsiasi forma di vita spirituale tale è la frenesia della nostra vita. Un tempo la

Che cosa è dunque l'anima? L'anima è una dimensione che si apre nel momento in cui iniziamo ad avere una vita spirituale. Purtroppo al giorno d'oggi è difficile avere una qualsiasi forma di vita spirituale tale è la frenesia della nostra vita. Un tempo la religione spesso ci avviava alla vita spirituale, ma è stata criticata tanto aspramente che molti l'hanno abbandonata e possiamo dire con certezza che mai è esistita un'epoca tanto materialista come la nostra. È anche difficile riavvicinarsi ai vangeli e alla figura di Cristo, tanto siamo pieni di preconcetti. Se prendiamo dei bambini e gli insegniamo la religione vediamo che la accolgono apertamente. Per loro la vita spirituale è innata nella loro natura.
Ma per degli adulti la reticenza, la difficoltà a lasciarsi andare è enorme. Purtroppo la vita nella nostra società è difficile. Si impara presto che non si può ricevere senza dare nulla in cambio, che se si chiede, bisognerà prima o poi restituire. È insomma un " do ut des", do affinchè tu poi mi restituisca. Domina la considerazione che se qualcuno dona qualcosa si aspetta qualcosa in cambio. Ma questa è la legge degli uomini, ed è sconosciuta nel mondo spirituale. Non esiste nulla del genere nello Spirito. La base di tutto è l'amore. Dio da per il piacere di farti del bene, non chiede nulla in cambio. Prendiamo la parabola dei dieci lebbrosi. Questi lebbrosi erano rifiutati da tutto il mondo civile, infetti dalla malattia, vivevano in isolamento deturpati dal male che li divorava a poco a poco, ricevendo in elemosina quel poco che gli permettesse di rimanere in vita. Quando vengono a sapere della venuta di Gesù corrono da lui e lo implorano di dargli la guarigione. Lui li invita ad andare dai sacerdoti. Li invita al ritorno alla casa del Padre, a Gerusalemme. Alla vita religiosa. E mentre camminano, si accorgono che sono guariti. E così cominciano ad affrettarsi : vogliono che la loro guarigione sia resa ufficiale dai sacerdoti, per rientrare prima possibile nella società e nelle loro famiglie. E già pregustano il gusto del ritorno, del non essere più allontanati e rifiutati, del riabbracciare le persone care e gli amici. La vita insomma rientra in loro con tutta la sua forza ed i suoi desideri. Uno solo si ferma. Davanti a sé lo aspettano cose belle ma lui si ferma e ripensa a quel Gesù che li ha guariti. La mente lo richiama alla vita, a seguire gli altri, ma l'anima no. L'anima in questo uomo ha avuto modo di svilupparsi e di crescere, le sofferenze e i dolori gli hanno aperto un varco. Ora l'anima ferma il suo passo, e lo fa ritornare a ringraziare l'uomo che lo ha guarito, Gesù. È rimasto colpito da questa figura. Questo tornare significa percepire davvero la grandezza di Dio. Lui solo riesce a sentire questa forza spirituale che non si limita a guarire il corpo ma illumina l'anima stessa. Quando Gesù lo vede ritornare chiede "Dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia tornato a dar gloria a Dio se non questo straniero?" Quelli che non sono tornati non sono cattivi, o irriconoscenti. Non hanno semplicemente ancora conosciuto una vera vita spirituale, non hanno sviluppato l'anima, non hanno sentito la luce. La vita li ha di nuovo trascinati via con le sue gioie e le sue sofferenze, facendogli dimenticare il dono ricevuto, senza dargli modo di penetrare questa gioia. È come se fossero impermeabili a questa grazia, non riescono a percepirla. Per questo Gesù finisce con "Alzati e va' la tua fede ti ha salvato" rivolto al lebbroso guarito.


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