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lavoro pubblicato domenica 19 novembre 2017
ultima lettura venerdì 18 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

nuvola di sogni

di nina23232323. Letto 326 volte. Dallo scaffale Sogni

Mentre leggo un libro o guardo un film, la mia mente inizia a vagare; prima segue la storia, dando vita alle parole con l’immaginazione, ma dopo tutto cambia. Inizio a sognare la mia vita, ad immaginarmi con mille persone diverse ogni volta, in m...

Mentre leggo un libro o guardo un film, la mia mente inizia a vagare; prima segue la storia, dando vita alle parole con l’immaginazione, ma dopo tutto cambia. Inizio a sognare la mia vita, ad immaginarmi con mille persone diverse ogni volta, in mille luoghi diversi e in mille situazioni diverse. Non sogno mai una vita perfetta, perché so che, persino nei sogni non è possibile; mi vedo spesso con un ragazzo, a volte si tratta di Marco, lui è un ragazzo affascinante, razionale, sicuro di sé che non lascia molto spazio alle fantasie. Apparentemente. Io credo di aver visto qualcosa in più in lui, forse un lato romantico, che non accetterebbe mai a viso aperto. Legge libri, ascolta un certo tipo di musica, suona la chitarra, si ferma a guardare le stelle, insomma credo di aver intravisto un suo lato quasi sentimentale, che forse tende a nascondere con la sua spavalderia e il suo ego. Io sono, invece, una semplice ragazza ancorata al mondo dei sogni, a volte un po’ ingenua e fiduciosa, molto molto timida che si lascia spaventare anche dalla più piccola difficoltà per rifugiarsi nel suo universo. I miei occhi sono sempre pronti a spalancarsi, increduli, di fronte ad ogni meraviglia, di fronte al più piccolo dettaglio. A volte sembro proprio una bambina che deve ancora faro il suo primo passo nel mondo. Marco è il mio opposto, completamente. Altre volte si tratta di un altro ragazzo a cui sono stata legata anche per un breve periodo. Comunque sono in una casa, sola, perché mi ha lasciata, stufo del mio modo di fare o di pensare, per un’altra ragazza fisicamente fantastica e più affine al suo modo di essere, quindi bellissima, affascinante, sicura di sé, intraprendente: ancorata al mondo reale. Loro due stanno parlando di qualcosa e ad un certo punto lui le fa una domanda “quale città ti piacerebbe visitare?” sorridendo, speranzoso; al che lei risponde “forse Venezia, sarebbe molto pratico dato che si trova a due passi da qui” ma lui insiste, preso da una strana frenesia “no, intendo quale città lontana ti piacerebbe visitare?” vedendo che lei non capiva, continua “ sì, San Pietroburgo, o Praga…” lei lo interrompe ridendo “ ma dai, smettila Marco, mi fai proprio ridere. Guadagniamo mille euro al mese, non potremmo mai fare viaggi del genere, perché mai dovrei immaginarmeli. Piuttosto passami quella bolletta.” Marco si scusa, e in effetti si sente proprio uno stupido ad aver fatto un’osservazione del genere, lui non è quel genere di persona; perciò torna alla sua giornata, fa tutto come di suo solito senza farsi sfuggire più nulla di inopportuno con la sua ragazza. Ma la sera c’è qualcosa che gli torna in mente, è nascosto da un velo di nebbia, un episodio che gli sfugge; non può addormentarsi prima di aver scoperto di cosa si tratta e senza accorgersene inizia a pensare alla conversazione avuta con la sua ragazza il giorno stesso. Ora ricorda, si tratta di un momento che aveva passato con me, molti anni fa, e che per chissà quale motivo aveva deciso di rivivere con la sua attuale ragazza. Il suo passato che si scontra col suo presente come un treno che deraglia dal suo percorso, dalla sue rotaie. Ricorda che eravamo stesi sul divano, col vocio della tv come sottofondo, e io mi giravo verso di lui ammirando ogni più piccolo dettaglio del suo viso, lui non capiva mai perché lo facevo. “sai Marco, una volta nella vita dovrò andare ad Hollywood” gli dicevo, proiettata già verso quella prospettiva. “non potremmo mai andare ad Hollywood, costa troppo” mi rispondeva lui, “ sì lo so, ma questo non significa che io non possa immaginarmi lì, e sperare che un giorno io possa visitarla, con te magari…” gli dicevo guardandolo speranzosa e timorosa negli occhi “ provaci tu, dimmi quale città impossibile ti piacerebbe visitare?”. Lui un po’ scocciato provò comunque a rispondermi “vediamo, forse San Pietroburgo? O Praga…”. Parlava con una nuova luce negli occhi, si accorse che ci stava prendendo gusto, iniziò ad immaginarsi in mille posti meravigliosi comunicandomeli tutti. Il ricordo svanisce a poco a poco e lui si ritrova di nuovo nel suo letto, con l’immagine di noi due che ci guardavamo negli occhi, sorridenti e speranzosi, ma soprattutto ricolmi di amore. Cambia posizione, guarda la sua camera, da quando gli piaceva il bianco? Perché le pareti della sua camera sono così anonime? Guarda la sua attuale ragazza. Stanno insieme da due anni e lui sa che le deve chiedere di sposarlo, non perché lui sia profondamente innamorato di lei, di questo ne è consapevole, ma perché lei lo capisce, lo anticipa e gli trasmette una sensazione di stabilità, di normalità. Adesso la guarda e tutto questo non gli basta più. Da quando ha iniziato a considerarmi noiosa? In quale preciso momento ha iniziato ad infastidirlo il mio modo di pensare? Ciò che lo teneva ben legato alla realtà si spezza, e si ritrova a vagare nei suoi pensieri, incapace di uscirne. Non ha mai voluto essere come me, non mi stimava; mi amava ma non ha mai saputo il perché. Un giorno si è semplicemente accorto della mia esistenza, ha notato che ero diversa, ma non sapeva bene in cosa: adesso capisce cosa lo aveva portato a posare la sua attenzione su di me, io mostravo tranquillamente ciò che lui tendeva a nascondere. Quando era con me si lasciava andare, mostrava il suo lato romantico, sentimentale.



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