ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato domenica 19 novembre 2017
ultima lettura mercoledì 12 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dove?

di SilviaCiceri. Letto 362 volte. Dallo scaffale Pensieri

Nessuno glielo aveva mai spiegato, e allora Charlie aveva deciso di spiegarselo da solo. Sentiva la mamma parlare con il papà del bene che si volevano, dell'amore che c'era tra di loro. Dei bambini gli avevano raccontato un sogno, la maestra inv...

Nessuno glielo aveva mai spiegato, e allora Charlie aveva deciso di spiegarselo da solo. Sentiva la mamma parlare con il papà del bene che si volevano, dell'amore che c'era tra di loro. Dei bambini gli avevano raccontato un sogno, la maestra invece gli aveva fatto ricopiare cinque volte la parola "sentimento", perché era tanto lunga, e Charlie mentre la scriveva si annoiava, e ogni volta si sbagliava su qualche curva o convessità. Una notte delle tante Charlie aveva deciso di cercarle tutte quelle cose che sentiva nominare durante la giornata. Socchiudeva la finestra e cercava un sogno. Non sapeva bene che cosa avrebbe dovuto cercare, quel bambino infondo non era stato così limpido nella spiegazione. Si immaginava un grande signore, di quelli che spostano sempre gli scatoloni nei negozi, che attraversava le nuvole, e saltellandoci sopra le colorava di macchie di ogni tonalità. Stanco però di attendere che scendesse fino alla sua casa, cercò nei gioielli della mamma l'amore, perche sapeva che papà quando gliene regalava uno ribadiva quanto l'amasse. Rovesciò la scatola degli anelli per terra, e poi quella delle collane, e dei bracciali. Da quel tintinnare che svegliò la sorella Charlie non ottenne neanche un sorriso dal Signor Amore. "Charlie finiscila, ho sonno, lasciami dormire". Chissà chi era questo Sonno, che tutti chiamavano la sera quando andavano a letto, o la mattina quando non volevano andare a scuola. Charlie si infilò sotto le coperte e la mattina dopo si accorse che il signor Sonno era arrivato, forse a braccetto con Sogno, e lui non era neanche stato capace di aspettarlo. Che delusione Charlie! E che sarà mai questa Delusione? Era una signora con i tacchi a spillo, che a ogni passo faceva rattristire le persone e deformava le loro espressioni, ma non si capiva come e come mai. Charlie voleva l'estratto nel concreto, voleva prendere a pugni la realtà e vivere di ogni cosa di cui la gente parla, senza lasciare niente all'onirico. Ma l'illusione della serenità porta a credere in un mondo magico che mai esisterà o costeggia la vita reale in un'espressione parallela che la rinforza quando il suo sentiero tende a cedere?


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: