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lavoro pubblicato venerdì 17 novembre 2017
ultima lettura lunedì 18 novembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Un viaggio in treno

di passerotto22. Letto 2009 volte. Dallo scaffale Eros

(N.B. – Qui si parla dei treni che hanno viaggiato sui binari italiani fino a pochi anni fa, prima dell’entrata in servizio dei vari tipi di “Freccia” e di Italo) II giovane Luciano riteneva di avere tutte le sue buone ragion.....

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(N.B. – Qui si parla dei treni che hanno viaggiato sui binari italiani fino a pochi anni fa, prima dell’entrata in servizio dei vari tipi di “Freccia” e di Italo)

II giovane Luciano riteneva di avere tutte le sue buone ragioni per essere contento di se stesso.

In effetti, si trattava proprio un ragazzo attraente. Era alto, bruno, fisico possente, spalle larghe ed anche con un carattere simpatico.

Quel giorno, poi, aveva da aggiungere un bel motivo di soddisfazione a tutto questo: stava rientrando da un lungo viaggio compiuto per beneficenza e che si era concluso con un successo.

Era arrivato con un certo anticipo alla stazione ferroviaria ed aveva così avuto la fortuna di trovare sul suo treno uno scompartimento declassato in cui era totalmente solo.

Entrò, fece una rapida ispezione del luogo e, soddisfatto, tirò poi fuori dalla valigetta 24ore il plaid di lana scozzese che previdentemente portava sempre con sé a causa della sua lunga esperienza di boy-scout.

Tra i sei posti a poltroncina disponibili, scelse i due dirimpetto più vicini al finestrino e li tirò fuori per allungarli e congiungerli. In questo modo, si era preparato il giaciglio notturno per il viaggio di ritorno a casa.

Appena si fu disteso e coperto, la stanchezza per la giornata passata tra incontri e spostamenti prevalse subito su di lui e si addormentò placidamente dopo aver regolato la sveglia dell’orologio.

La sua tranquillità, però, era destinata a durare poco.

Intanto, durante questi preparativi, la locomotiva aveva emesso il suo urlo e il treno si era lanciato nella notte incipiente.

Era trascorsa all’incirca un’ora quando il convoglio si fermò alla prima stazione.

C’era poca gente a salire ma, tra questa, si faceva notare un gruppetto di nove persone, formato da sette giovanette e due suore, che salirono proprio nel vagone che ospitava lo scompartimento di Luciano. Si trattava di collegiali di stanza in un lontano convento, che rientravano dopo aver fatto visita ad un’importante abbazia. Le ragazze erano tutte minorenni, tranne due di loro, le più carine, che dallo sviluppo fisico si capiva che dovevano essere sulla ventina.

Il gruppo entrò di volata sul treno, seguito dai richiami delle suore, e si fiondò a cercare i posti migliori per il viaggio. La carrozza, però, si era quasi tutta riempita alla partenza, così che dovettero adattarsi e separarsi per trovare da sedere .

Comunque, sei di loro, tra cui una suora, riuscirono a prendere posto in vari scompartimenti del vagone.

Le altre tre, tra cui la religiosa più anziana, trovarono ancora liberi i residui quattro posti dello scompartimento occupato da Luciano. La monaca, che dirigeva le operazioni, osservò che, stringendosi un po’, si sarebbero potute distendere tutte e tre, lei compresa, nei quattro posti residui. Infatti, allungando i posti dirimpetto, riuscirono a formare una sorta di letto a due piazze in cui si coricarono in tre, un po’ stringendosi e un po’ debordando verso il giovane.

Questi, per conto suo, aveva continuato ad impegnarsi placidamente nel suo sonno che era veramente coriaceo, sia per un fatto costituzionale che per effetto della stanchezza della giornata.

Fu perciò con viva sorpresa che, girandosi, si trovò improvvisamente a contatto con il caldo corpo femminile della bella ventenne che gli si era distesa accanto.

Veramente, in un primo tempo, pensò che quella fosse la prosecuzione del sogno erotico che stava facendo in quel momento e soltanto dopo si rese conto che si trattava della meravigliosa realtà.

Si sforzò di guardare un po’ meglio nell’ombra dello scompartimento, ma fu una lama di luce proveniente dall’esterno (forse quella di una stazione attraversata dal treno) che gli rivelò il ventre prominente e la pappagorgia della badessa che si profilavano all’interno della porta a vetri di separazione dal corridoio, oltre alle graziosissime fattezze della sua vicina.

Ci rifletté un momento e giunse alla giusta conclusione: si trattava di ragazze accompagnate dalla suora.

Capì che la sorte gli stava donando la possibilità di una notte da sogno, anche se avrebbe dovuto operare con la massima discrezione ed in totale silenzio. Anzi, arrivò a pensare che quella nottata gli era stata probabilmente elargita da Qualcuno che stava tanto in alto per ricompensarlo della sua buona azione di quel giorno ed allora era praticamente obbligatorio dimostrare di saper sfruttare quel bel regalo come segno del suo gradimento e come espressione del suo devoto ringraziamento. Prova di ciò era il fatto che quel dono gli era stato portato fino a destinazione proprio da una suora, era così evidente!

Ovviamente, le operazioni con la ragazza, che sarebbe stata silenziosamente interpellata, avrebbero dovuto svolgersi sotto la protezione della coperta e, necessariamente, senza grossi scossoni.

Ebbe così inizio la manovra di stesura del plaid a copertura anche della sua bella vicina, con movimenti la cui lentezza avrebbe ottenuto di gran lunga il primo posto in una gara al rallenty con bradipi e tartarughe.

Era arrivato quasi a conclusione della laboriosa operazione quando all’improvviso sentì la porta dello scompartimento accanto che si apriva e una voce maschile che chiedeva: “Signori, biglietti!”.

Accidenti, non era giusto! Di scatto, come fosse stato morso da una tarantola, il povero Luciano tirò a sé la coperta che aveva così laboriosamente stesa sulla sua vicina e si diede a russare rumorosamente. Chissà, se non fosse stato così giovane e forte, uno spavento del genere avrebbe potuto essergli anche fatale!

La sua finzione non durò a lungo. Senza tanti complimenti, il controllore aprì la porta sul corridoio e accese la luce anche nel loro scompartimento trasformato in vagone-letto. Con un certo talento teatrale, il giovane finse di svegliarsi infastidito e cercò il biglietto di viaggio in tasca. Nel fare questo movimento, squadrava di nascosto, senza darlo a vedere, le fattezze della sua bella vicina, quelle della sua amica accanto ed anche la anziana e grossa suora. Anche la sua vicina di letto studiava di sottecchi il bel ragazzo e, con l’espressione del viso e dello sguardo, gli fece chiaramente capire che anche lei avrebbe avuto molto piacere di approfondire al buio la reciproca conoscenza.

Intanto, il passaggio del controllore aveva avuto l’effetto di dare la sveglia a tutta la carrozza ed era iniziata la processione, approfittando del momento, per recarsi a fare una visita notturna alla toilette del vagone.

Anche Luciano, ringalluzzito dalla visione e dalla muta promessa della ragazza, nella prospettiva della notte ardente che gli si preparava ritenne di doversi recare nel sito per gli opportuni preparativi. Si diede una sciacquata di faccia, fece qualche prova di funzionalità dell’oggetto che tra poco sarebbe dovuto entrare in azione e tolse dal portafogli uno dei preservativi che portava sempre con sé, in previsione di qualunque evenienza, spostandolo nel taschino della giacca. Era già uscito per rientrare in cabina quando gli venne in mente che forse un solo oggettino del genere era insufficiente e tornò nel W.C. per prenderne un secondo, non si sapeva mai. Che nottata, ragazzi, che nottata si preparava!

Cercando di dissimulare la sua ansia, rientrò nello scompartimento dove anche le altre occupanti aspettavano il loro turno di recarsi nel locale di servizio igienico e si stese nel letto che si era approntato alla partenza. Per non dare spettacolo della sua attesa impaziente, fece finta di addormentarsi e cominciò a russare leggermente, per evitare il sorgere di sospetti della anziana monaca.

Intanto, la “sua” ragazza si era allontanata già da un bel po’ dallo scompartimento e non dava cenno di rientrare, nonostante la muta promessa. Luciano cominciò a indispettirsi, perché quella avrebbe dovuto ben rendersi conto di quanto egli fremesse nell’attesa, no?

In proposito si può osservare che il giovane però non considerava, proprio a causa del suo stato ansioso, che tutte le collegiali con annesse suore insieme a una parte degli occupanti del vagone, avendo ricevuto la brusca sveglia del controllore, avevano deciso di approfittare dell’uso della toilette. Si era formata la fila ed i tempi dell’attesa si erano allungati.

Aspetta che ti aspetta, avvenne che il sonno riprese il sopravvento e la finzione della dormita divenne realtà.

Tuttavia, come la prima volta, l’urto di un corpo vicino al suo servì a dargli il risveglio.

Finalmente! Stavolta il giovane non si fece fregare: si accertò che si sentisse soltanto il respiro di dormienti e, cautamente ma decisamente, nel buio allungò il braccio per prendere la mano della sua vicina e portarla in un certo sito corporale…

Un urlo improvviso fece svegliare tutti e li fece sobbalzare.

Cosa era successo?

Niente: solo che la suora anziana, avendo constatato che nella posizione vicino al corridoio avvertiva un certo spiffero fastidioso, aveva pregato la ragazza vicina di Luciano di scambiarsi di posto.

L’altra ragazza (quella rimasta estranea ai movimenti clandestini) giura ancora oggi che, dopo il risveglio, si erano viste nello scompartimento tre facce notevolmente scosse: quella di Luciano, tipica di un soggetto che ha appena evitato un tremendo pericolo, quella della ragazza sua ex-vicina, con il viso imbronciato, e quella della suora, con l’espressione caratteristica delle persone che hanno appena ricevuto una grossa delusione. Anzi, quella della suora mostrava i segni di chi ha subito una perdita di notevole valore e difficilmente recuperabile.



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