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lavoro pubblicato lunedì 13 novembre 2017
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

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Gli alieni a Napoli

di ReedsJack. Letto 400 volte. Dallo scaffale Fantasia

  Gli alieni a Napoli Tutti gli scienziati concordavano sul fatto che le onde elettromagnetiche dei segnali televisivi della Terra si sarebbero propagati per tutto l’ universo e qualche popolazione extraterrestre li avrebbe prima o poi c...


Gli alieni a Napoli


Tutti gli scienziati concordavano sul fatto che le onde elettromagnetiche dei segnali televisivi della Terra si sarebbero propagati per tutto l’ universo e qualche popolazione extraterrestre li avrebbe prima o poi captati.


Infatti sul pianeta Mong-el avevano visto quasi tutti i nostri film e si erano divertiti soprattutto con Totò e Vittorio de Sica, nei loro film ambientati a Napoli. Anche senza capire tutte le parole, la mimica era davvero molto comprensibile.


Decisero quindi che Napoli sarebbe stata la loro prima meta sulla Terra, troppo bella la città e troppo simpatici i napoletani.


L’ astronave era ancora alta sopra il Vesuvio che già tutti si erano assembrati per le strade e le piazze, i vicoli erano stracolmi di una quantità di nasi rivolti in su.


Quando il vascello alieno ammarò sulle acque del golfo provocò uno tsunami che distrusse via Caracciolo e provocò quattordici morti, ma l’ entusiasmo della folla era alle stelle, in senso stretto, e nessuno se ne preoccupò molto.


Per anni i Napoletani avevano ammirato le illuminazioni notturne delle portaerei americane alla rada, ma vuoi mettere una astronave?


Per secoli Napoli era stata invasa e dominata dagli stranieri di tutta Europa, ma ora finalmente sentivano che erano arrivati degli amici con doni incredibili.


Quando il piccolo battello approdò con la delegazione di rappresentanza ci fu un attimo di delusione, tutti se li erano immaginati alti alti, vestiti con una tuta bianca, tutti uguali, con grosse teste e grandi occhi e invece c’ arano quelli alti e quelli bassi, quelli belli e quelli brutti, l’ unica cosa in comune erano il colore della pelle e il taglio degli occhi, sembravano mongoli.


Ad attenderli sul palco semi distrutto dallo tsunami c’ erano il sindaco con la fascia tricolore, il presidente della squadra di calcio con la fascia azzurra e il capo della camorra con una fascia nera e oro.


Avendo imparato a memoria alcuni brani dei film, il capo degli alieni esordì:


“Signor sindaco, signora giunta … ca’ nisciuno è fesso … siamo uomini o caporali …”


Un applauso scrosciante, la folla era in delirio. Fu subito approntata una piccola carovana di auto cabriolet e iniziò il giro turistico per la città … il Maschio Angioino, Castel dell’ Ovo, San Martino, la Chiesa del Gesù …


Gli alieni sembravano apprezzare tutto e uno di loro prendeva continuamente appunti.


Arrivati proprio alla Chiesa del Gesù proseguirono a piedi per il vicolo San Biagio dei Librai e nella ressa che si era formata qualcuno pensò bene di rapire l’ospite più piccoletto, che faticava a tenere il passo: l’ idea era quella di venderlo al mercato di Forcella per un milione di euro.


E poi pizzerie, cozze al limone, vino del Vesuvio, strufoli … ogni ben di Dio. Visibilmente provati gli ospiti fecero capire che desideravano riposare. Fu loro concesso di dormire alla Reggia di Caserta, il che era anche una buona scusa per cacciare via tutte le famiglie che vi abitavano abusivamente.


La sera, affollate riunioni in Municipio, presso i clan della malavita e per tutte le strade: cosa si poteva chiedere a questi simpatici alieni?


I camorristi pensavano ad armi ultrapotenti, la giunta comunale sperava che almeno portasse via tutta la spazzatura, la gente contava che avrebbero potuto stampare un sacco di biglietti da cento euro.


Come sempre in questi casi ci furono anche i pessimisti: non era immaginabile che quelli avessero fatto tutto quel viaggio solo per turismo e beneficienza!


Come spesso accade, costoro avevano ragione.


Dopo un’ intera notte di balli e ubriacature per le strade, i napoletani ebbero un orribile risveglio. Tutti i più bei palazzi e monumenti, le più belle chiese … tutto scomparso.


Quando un napoletano ti offre accoglienza e simpatia e poi si sente tradito diventa terribilmente vendicativo.


Sperando che non fosse già stato venduto decisero di torturare il piccoletto rapito per carpirgli informazioni. Nessuno aveva il milione di euro richiesti e lui stava ancora li, circondato da brutti ceffi. Lo sottoposero ad una tortura ben collaudata in certi ambienti, cofane di pasta al nero di seppia e litri di vino di Gragnano, roba da uccider un toro.


Lui era il capo della sala macchine e conosceva tutti i dettagli tecnici. Fece accurati disegni delle parti più importanti e poi cadde in un sonno profondo, con dei rutti incredibili.


Nei confronti degli alieni le autorità fecero finta di niente e di nuovo li invitarono ad un giro per la città, il museo di Capodimonte, poi Pompei, Ercolano … e loro prendevano appunti.


Mentre ciò avveniva, due barconi si avvicinarono all’ astronave, volevano che anche il personale rimasto a bordo gustasse le specialità locali … pesce alla griglia, pasta al forno con le polpettine, coniglio all’ ischitana ed ettolitri di vino.


Quando la sera i delegati alieni tornarono a bordo rimasero di sasso: non c’ erano più i computer, il motore al plasma, l’ apparato per i raggi disintegratori e per quelli gravitazionali … e il personale dormiva di grosso.


I mongoloidi capirono l’ antifona, già … ca’ nisciuno è fesso!


Le contrattazioni avvennero in un clima teso, camorristi armati fino ai denti controllavano che tutto avvenisse secondo giuste regole e alla fine, dopo che ogni parte ebbe restituito il maltolto, gli alieni se ne scapparono portando via la spazzatura e lasciando il piccoletto, troppo affascinato dalla cucina locale.






Commenti

pubblicato il domenica 7 gennaio 2018
SergioEbasta, ha scritto: ahahaha ! Meglio classificarla nella sez. Fiabe e Favole

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