ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 9 novembre 2017
ultima lettura martedì 12 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La nobile ora del tè

di Fogliegiallenelvento. Letto 456 volte. Dallo scaffale Generico

Direttamente dal cuore della tradizione inglese, una rivisitazione eccentrica e stravagante del tè delle cinque.

Margaret era solita bere il tè delle cinque in compagnia di Geraldine ed Anita, le sue inseparabili amiche d'infanzia. Erano avvezze alla leggiadria dei pettegolezzi, all'arte della chiacchiera frivola, al genio del commento pungente. Il tè delle cinque era per loro come l'ora di ricreazione per i bambini, alle scuole elementari. Lo bramavano con ansia, guardando impazienti le lancette dell'orologio e calcolandone persino il lasso di tempo che le avrebbe separate da quell'attimo di libertà. Erano tutte e tre donne sulla quarantina, gravemente frustrate ed insoddisfatte delle loro vite, maltrattate e/o poco venerate dai mariti e, fondamentalmente, pervase da una irrefrenabile voglia di evadere che era rimasta chiusa, per anni, in un recondito cassetto dell'armadio in soffitta. Avevano così deciso, dopo lunghe ed attente osservazioni, condite da scambi d'opinione e suggerimenti reciproci, di destinare il mercoledì pomeriggio a se stesse. Nulla le avrebbe disturbate o intimidite, non ci sarebbero state ridicole etichette sociali da rispettare, ma soprattutto, non avrebbero dovuto compiacere i loro avari, pomposi e pretenziosi mariti.

Il loro tè delle cinque era qualcosa di stravagante, insolitamente bizzarro, spolverato di un pizzico di colorata eccentricità, un momento altamente anticonformista per l'epoca in cui esse vivevano. La forma era quella tipica dell'appuntamento pomeridiano inglese, tanta abbondanza ed apparenza, ma altrettanto poca sostanza. Sul tavolino rotondo del soggiorno, infagottato in una moltitudine di pizzi e rasi sui toni caldi, non mancavano mai tè, latte, scones, crumpets e buns, sfornati dalle sapienti mani di Belinda, la domestica. La teiera era quella che Margaret aveva ereditato dalla bisnonna, tramandata per secoli, di nonna in nipote, dal 1500 sino a lei. Era di porcellana francese, pregiatissima, finemente dipinta a mano, di un rosa tenue misto a verde, ed i bordi erano stati magistralmente profilati con smalto d'oro. Una vera bomboniera.
Belinda aveva preparato anche il tè quel pomeriggio, ma all'insaputa della sua signora, l'aveva preparato come a lei piaceva fare e, come in realtà tradizione voleva. Nonostante non fosse natia del paese, ma arrivasse invece dal lontano continente africano, Belinda aveva vissuto una vita intera prestando servizio nelle case di abbienti e smorfiose signore inglesi. Di conseguenza, aveva imparato la vera arte del tè delle cinque, cosa che Margaret, non avrebbe mai dovuto sapere.

La ricetta perfetta prevedeva di aggiungere un piccolo goccio di latte freddo sul fondo della tazza di porcellana ed aggiungere, solo in un secondo momento, il tè scuro, bollente e fumante. In questo modo, non solo il latte avrebbe potuto riscaldarsi a dovere, sprigionando il profumo dei suoi vapori verso l'alto, ma avrebbe anche garantito una certa protezione, in termini di colore e temperatura, alla tazza stessa. Belinda era solita aggiungere due zollette di zucchero alla cannella per ciascuna tazza, uno zucchero che preparava con molta cura la domenica mattina, ascoltando il suono soave della radio. Era uno dei primi prototipi di quel tempo, acquistato dalla signora Margaret durante un eccesso della sua compulsiva voglia di possedere novità, uno sciocco stratagemma per colmare il vuoto che nascondeva, nemmeno troppo bene, dentro.

Ma questo, ahimè, era solo l'incartamento elegante e scintillante del loro momento pomeridiano, perchè tutto il resto, proprio d'elegante non aveva nulla. Durante questi pomeriggi le signore si dilettavano a dare sfogo alle frustrazioni personali più recondite, al malumore represso delle loro giornate, alla cattiveria indirizzata ai loro mariti. Sedevano scomposte sui divani del soggiorno vittoriano di Margaret, scalze e trasandate, e persino i loro capelli si rifiutavano di rimanere, ordinati e laccati, all'interno delle crocchie alte sulle nuce. Mangiavano con le mani, nascondendo appena il bisogno carnale di dolci che avevano coltivato tutta la settimana. Afferravano uno scoones ripieno di crème fraîche e marmellata di fragole, poi un crumpet con sciroppo d'acero ed infine, buns ripieni a tutti i gusti. Condivano il tutto con sonori sorseggi di tè, e non è escluso, secondo i racconti di Belinda, che parte di questi eleganti banchetti sia caduto sui loro vestiti, macchiandoli eternamente dell'onta della malaeducazione.

Ma d'altro canto Belinda era l'unica a poter godere di quell'impietoso spettacolo, e dico godere perchè in fondo, lei ne era molto divertita. Dopo anni spesi a subire soprusi, maltrattamenti ed insulti a causa delle proprie origini, Belinda poteva avere ora la sua rivincita. Nessuno l'avrebbe mai saputo e per nulla al mondo avrebbe fatto la spia, ma per lei era sufficiente sapere che il mercoledì pomeriggio di ogni settimana, avrebbe assistito al suo spettacolo preferito, in prima fila, senza pagare il biglietto.

L'aveva soprannominato "L'indecenza d'essere nobili" e ne era lei stessa, l'indiscussa regista ed unica spettatrice.



Commenti

pubblicato il venerdì 10 novembre 2017
Ellebi, ha scritto: Composta magistralmente questa scenetta "inglese" e, un po' malinconica infine. Un saluto
pubblicato il venerdì 10 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Grazie mille, felice che ti sia piaciuta!
pubblicato il domenica 12 novembre 2017
Hiroshi84, ha scritto: Fogliegiallenelvento rieccomi all'appello, i tuoi racconti sono come le arachidi glassate, una tira l'altra e si percepisce in questo testo dai toni a mio avviso black humour (rigorosamente all'inglese) il tuo amore per l'Inghilterra. La nobile ora del tè...Ah! Dio salvi la regina! Nobile...che di nobile queste frustate signorotte inglesi a mio avviso hanno ben poco. La nobiltà d'animo è la vera ricchezza, tutto il resto è solo sfoggio in base a quello che posseggono. Lo sparlare dei propri mariti per poi sparlare tra di loro dopo la fine del tè una volta uscite dalla casa di Margaret. Ben inserito la classica tradizione del tè alla cinque, da orologio svizzero bisogna fare quella sorta di merenda a quell'ora. Immagino come uno spettatore esterno ad udire i discorsi frivoli delle donne... "Mia cara, mio marito è un porco..." "Mio marito è impotente..." bla bla bla e il tutto accompagnato da risolini frivoli oppure da "oh!" o da "ah! con stupore non sempre vero. Belinda, mi piace questo personaggio, di opposta provenienza ma molto più intelligente delle squallide donne superficiali. Assieme a Belinda ho assistito gratis anch'io allo spettacolo "L'indecenza d'essere nobili". E devo dire che mi è (dis)piaciuto!!! Bravissima Fogliegiallenelvento!!! PS. Dai tuoi commenti si evince che ti piace moltissimo il tè, una bevanda che sicuramente hai ereditato nel corso delle tue favolose visite in Gran Bretagna. :-) Anche a me piace, però ti confesso che lo bevevo soprattutto all'estero. Quando ero fidanzato con la mia ex polacca, a Varsavia ne bevevo diverse tazze al giorno, faceva parecchio freddo in quel paese, e l'ho bevevo con gusto accompagnato da una scorzetta di limone. Qui invece, raramente lo faccio, prediligo comunque il Lipton (non sto facendo pubblicità occulta). Anche perchè qui in Sicilia (sono della provincia di Messina) non fa cosi tanto freddo, e molti che bevono il tè dalle mie parti sono perlopiù gli anziani. Scusa la mia curiosità: da dove provieni tu? Posso tirare un pò a indovinare? Nord Italia?
pubblicato il domenica 12 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Sisi nord Italia, esatto! Ma al momento sono in Inghilterra per un periodo...comunque si, il concetto del tè è un po' quello, lo bevo per riscaldarmi, non è che faccia caldissimo nemmeno qui di questi tempi! Poi è una bevanda che francamente trovo assolutamente associabile, in modo perfetto, alla lettura e scrittura =) Per il resto che dire...grazie dei commenti sempre personalissimi!
pubblicato il lunedì 13 novembre 2017
dariop, ha scritto: Sarò sincero:ti invidio!Invidio la tua capacità di rendere vive e pulsanti situazioni apparentemente banali.Un'invidia sana,naturalmente. La tua forza,a mio parere,risiede nel "dipingere" con le parole.Avrei giurato di esserci anch'io in quel soggiorno. Complimenti ancora!
pubblicato il lunedì 13 novembre 2017
Fogliegiallenelvento, ha scritto: Caro dariop ti ringrazio per le bellissime parole. Amo arricchire le mie descrizioni di aggettivi e questo, suppongo, rispecchi come sono fatta...sempre piena di cose da dire, sempre voglia di fare e di vedere il mondo attraverso occhi nuovi. I tuoi complimenti mi riempiono il cuore e sono contenta di averti portato, attraverso le parole, in questo "indecente" spaccato di vita londinese. A presto, spero!!

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: