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lavoro pubblicato domenica 5 novembre 2017
ultima lettura sabato 2 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Ci abbiamo creduto fino alla fine

di Edmea. Letto 284 volte. Dallo scaffale Pensieri

Il Cagliari deve vincere. Nessun preambolo, niente discorsi inutili, ma fatti. Il richiamo di Diego Lopez è forte e chiaro, dopo l'esordio quasi deludente contro la Lazio e il Torino. Beh, adesso niente scuse. Un barlume di gioco si è vis...

Il Cagliari deve vincere. Nessun preambolo, niente discorsi inutili, ma fatti. Il richiamo di Diego Lopez è forte e chiaro, dopo l'esordio quasi deludente contro la Lazio e il Torino. Beh, adesso niente scuse. Un barlume di gioco si è visto anche in quelle partite, che non hanno portato nessun punto, ma vogliamo risultati, non solo piccoli barlumi. Questo pomeriggio al Sardegna Arena c'è il Verona, altro fanalino di coda della classifica, quella che si chiama una squadra alla portata, o forse pericolosissima, proprio perchè fanalino di coda, ma quante volte abbiamo detto che non ci sono squadre passeggiata? Tutte le partite devono essere giocate, diamine e quella di oggi più di tutte, perchè ha il sapore della salvezza, a dimostrazione della stoffa di cui sono rivestiti i rossoblu.

Ma come. Tutto questo dire e poi pochi minuti dopo il Verona passa in vantaggio, complice un Cagliari imbambolato che non ha capito il gioco dell'avversario. Cominciamo bene. Mi scappa da dire, ma non disperiamo. Se il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Allora, dimostriamolo di essere duri e non rammolliti, come spesso abbiamo rischiato di essere.

Calcio di rigore a favore del Cagliari. Ma dai. Manco a dirlo però che Cigarini sbaglia traiettoria e la palla finisce dritta nelle mani del portiere. Sembra la maledizione dei calci di rigore, se pensiamo che anche Marco Sau ha sbagliato settimane fa. Si Proprio lui che ha esordito al Sardegna Arena con un bel gol. Il cambio dell'allenatore sarà servito a qualcosa? Per adesso si sono visti solo piccoli spiragli in un cielo nuvoloso. La rosa del Cagliari ha spine che pungono se stessa, mannaggia, ma cosa non funziona esattamente? Perchè il vero gioco non decolla?

Pavoletti manca per un pelo il gol del pareggio. Sigh, ma Ceppitelli riesce a segnare. Goool. Facciamo eco a Vittorio Sanna. Continuiamo a crederci, perchè il colpaccio si può fare, che significa vincere questa diabolica partita, ma non siamo ad Halloween e non ci sono zombies e streghe che ci perseguitano, o almeno così speriamo.
Quante volte ci ha provato il Cagliari a segnare? Ha persino sbagliato un rigore, ma non siamo superstiziosi, suvvia. Il Cagliari c'è. Deve esserci almeno e deve crederci in questa partita. Vinciamo insieme. Lopez ha invitato i tifosi a stare con la squadra, ma i veri tifosi non ci hanno mai pensato a voltarle le spalle, checchè si sia detto contro certe prestazioni, ma i tifosi ci sono, purchè la squadra giochi accanto al dodicesimo uomo.

Un attimino. Cosa succede? È stato ammonito Rafael. Il bravo e silenzioso Rafael, ma come mai? Non lo sappiamo. Non si capisce proprio. Ci sono tante cose che non si capiscono, ma l'importante è chiudere al più presto la partita.

Nel secondo tempo non ci sono novità e il risultato rimane intonso. Purchè non ci siano le brutte sorprese dell'ultimo minuto, perchè quelle belle sono sempre benvenute. Ma dai. Ci hanno sentito? E Paolo Faragò, a cinque minuti dalla fine mette a segno il 2 a 1. Ci crediamo. Ci bbiamo sempre creduto. Crediamoci fino alla fine.

Lopez manda in campo Dessena. Giochiamoci il tutto per tutto e soprattutto prendiamo tempo. Fioccano i cartellini dell'arbitro, ma adesso si tratta di tenere duro, per addentare questi tre punti, che sono un'oasi nel deserto. Ce l'abbiamo fatta. si. Ce l'abbiamo fatta e soprattutto, ci abbiamo creduto fino alla fine.




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