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lavoro pubblicato sabato 4 novembre 2017
ultima lettura lunedì 14 ottobre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La coperta di Linus

di passerotto22. Letto 864 volte. Dallo scaffale Eros

Come ben sanno i lettori dei fumetti (i classici “Peanuts”) di Schulz, il suo protagonista Linus era inseparabile dalla propria copert...

Come ben sanno i lettori dei fumetti (i classici “Peanuts”) di Schulz, il suo protagonista Linus era inseparabile dalla propria coperta che portava ovunque e comunque con sé. Era la sua forma di protezione contro tutte le difficoltà e le avversità della vita e gli dava sicurezza mentale contro ogni tipo di problema.

Niente di strano, quindi, nella scelta della signora Clara.

Volete sapere meglio di cosa sto parlando? Allora seguitemi.

La signora Clara era la moglie del dottor Aurelio, un noto giornalista sportivo in continuo spostamento di sede per seguire gli avvenimenti calcistici che lo portavano ora di qua ed ora di là sia lungo la penisola che in tutto il mondo. Per non essere costretto a vivere praticamente separato dalla moglie, i due avevano deciso di stare assieme anche nelle trasferte professionali alle quali era costretto Aurelio, per cui la loro vita si svolgeva quasi senza posa tra un albergo e l’altro.

A questo punto, occorre chiarire che, per quanto l’attività giornalistica fornisse sussistenza e agi alla coppia, Clara non amava affatto lo sport, o meglio era molto interessata ad un unico tipo di sport che prevedeva l’intervento soltanto di due partecipanti, possibilmente di sesso diverso, da svolgersi preferibilmente al chiuso in posizione orizzontale ed in compagnia di persone diverse dal coniuge legale.

Naturalmente, queste evasioni dalla monotonia della vita coniugale presupponevano l’assenza del marito (con cui doveva invece recarsi durante gli avvenimenti sportivi) oppure la necessità che egli dormisse profondamente durante gli spostamenti, forzatamente notturni, della signora.

Fortunatamente costei, che generosamente si ingegnava continuamente di non far trapelare nulla delle sue attività evasive per non arrecare dispiacere al marito, si era trovata a leggere un interessante articolo scientifico di cui aveva immediatamente intuito l’importanza per il suo caso.

Questo articolo spiegava che i soliti ricercatori americani stavolta avevano trovato che quando si cambia ambiente e soprattutto si cambia letto, c’è uno dei due nostri emisferi cerebrali che si attiva mentre l’altro dorme, restando in uno stato di difesa a far da sentinella in quella situazione diversa. Una cosa del genere, ovviamente, può dar luogo ad un sonno agitato e a facili risvegli, inconvenienti questi che erano molto pericolosi per gli spostamenti notturni della signora Clara.

Fortunatamente, però, l’articolo scientifico indicava anche la possibilità del rimedio all’inconveniente: bastava portare qualche oggetto che risultasse familiare per quell’ accidenti di emisfero che non voleva saperne di dormire e questo si sarebbe acquietato, lasciando riposare in pace il padrone.

A questo può diventare chiara la citazione della coperta “alla Linus”: bastava mettere nella valigia la familiare coperta di casa e stenderla sul marito dormiente: questa avrebbe avuto l’effetto magico di lasciar russare placidamente Aurelio mentre la moglie si allontanava per i suoi affarucci notturni.

“Mi-ra-co-lo-sa! Semplicemente miracolosa!”. In questo modo si trovò a definire la cosa la gentile signora Clara dopo che ne ebbe constatato l’effetto la prima volta sul sonno del marito in un noto albergo milanese. Addirittura, la donna, che aveva preso mentalmente nota della posizione del marito nell’allontanarsi per recarsi in un’altra stanza dove la attendeva un aitante giovanotto che faceva da “lift” durante il giorno, al ritorno trovò il coniuge steso nell’identica disposizione, senza che gli si fosse spostato nemmeno il ciuffo dei capelli.

Che bella cosa, ma ci pensate che bella cosa un’idea del genere? La cara vecchia coperta di casa e, voilà, tutti contenti.

Però, ahimè, bisogna però stare sempre sul chi vive per prevenire quell’ accidenti di diavoletto che si diverte a infilarci la coda nelle faccende umane proprio quando non dovrebbe, ecco!

Quella volta lì l’indesiderato intervento di Belzebù avvenne sotto le forme di una graziosa cameriera dell’albergo che si era recata a rassettare la stanza di Aurelio e Clara mentre i coniugi erano usciti per andare a pranzo fuori.

La ragazza, nell’esaminare la coperta usata dalla accorta signora, la considerò come proprietà dell’albergo e la sostituì con una simile, ritenendo che si trattasse di un’aggiunta richiesta da un cliente freddoloso.

Le due coperte, quella di proprietà della coppia ospite e quella di proprietà dell’albergo, erano perfettamente uguali tra loro, probabilmente perché originariamente erano appartenute ad una stessa partita di importazione (si trattava di “plaid” di lana scozzese di buona fattura).

Al ritorno in camera la signora Clara notò con soddisfazione la “sua” coperta ripiegata con cura e depositata in un angolo della stanza, per cui si sentì tranquillizzata ed anzi quasi autorizzata dalla sua accortezza verso una nuova scappatella notturna, stavolta nella camera quasi dirimpetto occupata da un distinto e bel signore con cui aveva avuto un muto colloquio di sguardi ammiccanti quella mattina a colazione. D’altra parte, bisogna pur convenire che la poveretta aveva necessità di qualche evasione da quella soffocante vita di tuttosport, no?

Quella sera, l’ignara signora attese, come al solito, che il marito prendesse sonno e poi si occupò di ricoprirlo con quella che riteneva fosse la provvidenziale coperta di cui aveva già collaudato le magiche virtù.

Subito dopo, si allontanò alla chetichella per andare a prendere servizio nella camera del bel signore.

Stavolta, però, il sistema non poté funzionare a causa dell’avvenuta sostituzione della coperta. Infatti, proprio nel cuore della notte quel benedetto emisfero di allarme fece sobbalzare il signor Aurelio che ebbe la brutta sorpresa di non trovare la moglie accanto a sé. L’uomo decise di far finta di niente e riprese la posizione orizzontale in attesa del rientro della moglie.

Passata una mezz’oretta, sentì che l’uscio si apriva e capì che la sua signora stava rientrando in punta di piedi. Silenziosamente lei si affacciò sopra al marito, finto dormiente, e gli sistemò meglio la coperta addosso, accarezzandola e dicendo sottovoce: “Cara, cara, menomale che ci sei tu!”.

Il marito capì, che, per qualche strano motivo, quella sortita notturna della moglie doveva avere a che fare con quel plaid che lo ricopriva e decise di provarne le particolari proprietà ricambiando la gentilezza di coprirne la signora la notte successiva.

Così, decise che quella notte stessa avrebbe provato a raggiungere la sua amante che si trovava nello stesso albergo che aveva appositamente scelto.

Intanto, la cameriera il giorno dopo provvide a recuperare la coperta che era in camera rimettendo al suo posto la originaria coperta “di Linus”.

Fu così che, quatto quatto, quella notte fu lui a coprire con il plaid la moglie e ad allontanarsi silenziosamente.

Il mattino dopo, la signora Clara si accorse di avere dormito saporitamente tutta la notte e, curiosamente, di trovarsi addosso il plaid scozzese di famiglia…




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