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lavoro pubblicato mercoledì 1 novembre 2017
ultima lettura martedì 4 agosto 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Mimi - CAPITOLO 1 (PRIMA PARTE)

di luke676. Letto 391 volte. Dallo scaffale Amore

I gomiti appoggiati alla scrivania, lo sguardo assente incollato al monitor. Sbuffando corse ad aprire la finestra, l’odore della pioggia Magentina era decisamente meglio. “Alex, non puoi chiudere che fa freddo?”. Intervenne Valeria ...

I gomiti appoggiati alla scrivania, lo sguardo assente incollato al monitor. Sbuffando corse ad aprire la finestra, l’odore della pioggia Magentina era decisamente meglio.

“Alex, non puoi chiudere che fa freddo?”. Intervenne Valeria puntuale.

“Solo un attimo… è per cambiare l’aria”.

Osservando il cielo, volle piangere come le nuovole che lo ricoprivano. A casa lo attendevano Chimera e Meghy. Convinta che una famiglia completa dovesse possedere almeno un cane, Mirella insistette tanto per averle. Con le sue lagne lo convinse ad acquistare anche una telecamera. Grazie ad una applicazione installata sul cellulare, la donna poteva controllare le cucciole di Jack Russel anche fuori casa.

“Dove vai?”. Chiese Mirella terminata la cena.

“Oggi fa gli anni Luca. Offre l’aperitivo al Babylon, scusa mi sono dimenticato di dirtelo”.

Senza commentare, la moglie ritornò in cucina a svolgere i compiti assegnati alla piccola Silvianne.

La Opel Corsa nera condusse Alex in direzione Magenta. Le luci della sera illuminarono il negozio. La saracinesca venne abbassata da poco, nella vetrina padroneggiavano alcune recenti opere. Esse furono costruite dalle stesse mani che desiderò asciugare le sue lacrime.

Per evitare scendessero nuovamente, fece pochi passi e raggiunse l’All In Cafè.

Prima consumazione: litro di Tennet’s Super. La birra, mai amata in passato, finì rapidamente. Al secondo litro si avvicinò al bancone un uomo basso e stempiato. Cliente abituale e gran chiacchierone, Zatta era già ubriaco dal mattino.

L’individuo attaccò un discorso politico in compagnia di ciupiti e Campari. Al sesto ciupito, Alex chiese gentilmente alla cameriera dove fosse il bagno. Nello squallido cesso vomitò tutto. L’immagine riflessa nello specchio rotto lo spaventò a morte.

Ritornando al bancone si accorse che il “compagno di bevute” era scomparso. Davanti alla cassa si vergognò di aver speso una simile cifra in alcool. Ma soprattutto, maledì in eterno Zatta per avergli scaricato tutte le consumazioni.

“Appena mezzanotte”. Disse consultando il telefono fuori dal locale. Con le poche energie rimaste, raggiunse la macchina parcheggiata vicino al negozio “Mimi”. Arrestando il passo incerto, vide una figura avvicinarsi. La sagoma si fermò poco più avanti mettendo le mani nelle tasche, gli occhi invisibili puntarono verso di lui. Grazie al faro installato sopra la vetrina del negozio vide il cappotto beige.

“Non… non può… essere”. Balbettò.

Sul viso delizioso le labbra non si mossero. Sotto gli occhiali, gli occhi persero la collera. Il manto dorato dei capelli legati a cipolla risplendette nella notte.

“Sei… sei tu Mimi?”. Avvicinandosi Alex avvertì il suo profumo, essenza di ricordi lontani.

“Dimmi…”. La donna si lasciò stringere le braccia. “Dimmi che… sei qui per lo stesso motivo…”.

“Sì…”.

Le labbra trasmisero lo stesso sapore di un tempo. Il malessere nel corpo di Alex scomparve tutto d’un tratto, le tracce di lacrime sulle guance di Mirta non espressero alcun dolore.

“Mirta… mia dolce Mirta… io sto sognando…”. Disse l’uomo baciandole tutto il viso.

“Nessun sogno Alex… è tutto vero…”. Sopra le sue labbra Mimi disegnò un cuore con le dita.

Immobile e silenziosa, la vetrina riflesse un amore sincero ed eterno.



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