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lavoro pubblicato domenica 29 ottobre 2017
ultima lettura martedì 24 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Passami Il Sale

di opinionidiuncane. Letto 457 volte. Dallo scaffale Generico

La chiave dentro la toppa fa girare il chiavistello con un rumore che ricorda quello di un ingranaggio ben oliato e privo di imperfezioni. Le scarpe dell'Uomo cigolano e sporcano il tappetino adibito all'asciugatura delle suole dai rimasugli di acqua m...

La chiave dentro la toppa fa girare il chiavistello con un rumore che ricorda quello di un ingranaggio ben oliato e privo di imperfezioni. Le scarpe dell'Uomo cigolano e sporcano il tappetino adibito all'asciugatura delle suole dai rimasugli di acqua mentre, con la mano sul pomello, l'Uomo richiude la porta d'ingresso e si toglie il soprabito gocciolante ed inumidito. L'Uomo è appena tornato dal lavoro; l'appartamento è stranamente silenzioso e buio dato che le persiane non sono state aperte la mattina quando è uscito di casa. L'Uomo non fa mai colazione. Mai, la reputa una perdita di tempo e non importante al fabbisogno nutritivo del proprio corpo. L'appartamento è in discreto ordine. L'Uomo accende la luce della cucina ed apre il frigorifero estraendone dei vegetali protetti da una busta di plastica a strappo trasparente tipica dei supermercati e un pezzo di carne dal freezer . Mentre il pezzo di carne indefinito resta a scongelare nel lavabo, l'Uomo passa le dita sulle copertine della sua collezione di dischi in vinile (tutti rigorosamente protetti da una busta di plastica, etichettati ed ordinati in base all'autore e all'anno di pubblicazione) situati nel soggiorno all'interno di una libreria nera formata da ventiquattro cassettoni grandi ed estrae Winter in America, Gil Scott-Heron & Brian Jackson (1974/Strata East), rimuove il disco dalla busta di carta e appoggia il vinile con cura sul giradischi Thorens per poi pulirne i solchi con una spazzolina anti-polvere apposita. Quando il braccio del giradischi scende fino a far aderire la puntina al primo solco e il disco comincia a girare, l'organo di Brian Jackson si diffonde nell'appartamento. L’uomo regola il volume ad un livello che reputa accettabile al punto da sentire tutto dalla cucina dove si accinge a preparare la cena. Mentre le pentole con i vegetali e ed il pezzo di carne non definiti sono sui fuochi l’uomo prepara la tavola: due piatti, due calici da vino, due tovaglioli, due forchette, due coltelli. La musica soul è il genere preferito dell'Uomo anche se Winter In America non è un disco soul. Lo spoken-word di Gil-Scott Heron (che verrà utilizzato negli anni a venire come banco di prova con cui i rapper del Bronx dovranno confrontarsi) e le musiche di Brian Jackson sono etichettate sotto la voce Jazz da qualsiasi libro che tratti di musicofilia. [Fine della digressione musicofila e ininfluente ai fini del racconto.]
Completata la preparazione della cena con ingredienti non ben definiti l’Uomo si siede a tavola e prima di assaporarne il gusto nella sua bocca privata dai vizi del fumo da diversi mesi (per compensare l'Uomo mastica una quantità di chewin-gum marca Vigorsol alla menta spaventosamente alta), versa del vino rosso nel bicchiere di fronte a lui; prepara una porzione che ripone sempre di fronte, e infine travasa nel proprio piatto quello che resta della cena dalla padella ancora fumante.
Con in sottofondo “Song for Bobby Smith”, l’Uomo si porta la forchetta alla bocca, poi la pulisce con il tovagliolo di stoffa bianca con delle fantasie a quadri discutibili e guardando fisso il vuoto davanti a sé chiede dolcemente: “Cara, passami il sale”
E’ quasi un anno che l’uomo vive da solo dopo che la moglie l’ha lasciato. E da quasi un anno questa scena si ripete giorno dopo giorno.

Un'idea di René Ferretti

Dedicato a Billie Jean King


Commenti

pubblicato il martedì 31 ottobre 2017
Ellebi, ha scritto: La composizione è ottima e lo è pure l'idea narrativa, si tratta di un buon racconto breve, complimenti e saluti.

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