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lavoro pubblicato domenica 29 ottobre 2017
ultima lettura venerdì 27 marzo 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

introspezioni spicciole

di amelie82. Letto 407 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ma dov'è quel quarto di mondo? E soprattutto io ne faccio parte? In questa disperata autoanalisi che sto facendo da mesi ormai mi sto perdedo: ...

Ma dov'è quel quarto di mondo? E soprattutto io ne faccio parte? In questa disperata autoanalisi che sto facendo da mesi ormai mi sto perdedo: credo a momenti di essere una superuomo incompreso che si staglia tra la massa di ebeti che incrocio al mio passaggio; in altri quell'ammasso di idioti invece mi rassicura poiché sento di farne parte anche io e che questa mia ricerca di quarto del mondo sarà vana e che alla fine mi rifugerò, come ho sempre fatto, negli altri tre quarti, in modo da poter pensare di emergere, ma con dentro sempre la solita frustrazione che mi ha portato oggi ad essere un eterno tormento. Le storie, le conoscenze vanno e vengono, talvolta stufano e talvolta loro si stufano di noi; accettare questo da ogni angolazione non è facile. Per rendere possibile questo io sono convinta che bisogna bastarsi da soli, e far si che questo sia possibile si deve essere in pace soli con se stessi: quella pace e tranquillità che si vede nelle vecchie coppie di anziani che borbottano tra di loro senza litigare, che si accettano l'un l'atro così come sono, ormai nella consapevolezza che tutto resterà uguale fino alla fine dei loro giorni. Sì rassegnadosi forse anche un po' a quella convivenza che a volte negli anni è stata forzata ma che ora gli da la tranquillità. Quella pace mi attrae ma allo stesso tempo mi fa paura. Sento comunque dentro la voglia di quel tormento di quella gloria che non so trovare mai perché non so neanche io cosa sia. Quei trentaquattro anni che ho alle spalle non mi aiutano, mi confondono solo.
Quella battaglia tra ragione e sentimento mi accompagnerà litigando per il resto della mia vita, confondendomi e consumandomi senza riuscire mai a trovare un equilibrio. Il bisogno di trovare un complice con cui condividere tutto ciò a volte si fa sentire, ma non è una prerogativa come può essere per molti. Paradossalmente è la ragione che mi dice che dovrei farlo per cercare di colmare gli immensi vuoti che nel corso della mia vita ho trovato e troverò. Ma è il sentimento che mi rende a volte avvezza alla solitudine, forse anche per paura di non trovare quello che fa per me.
L'imbarazzo, il cinismo, l'ironia tagliente emergono così, spinte da questo sentimento di paura che provo e che non voglio ammettere di avere: perchè questo mi porterebbe ad essere di nuovo indifesa e in balia delle onde, portandomi a cattive scelte affrettate prese istintivamente e senza pensare realmente a chi sono e a chi vorrei essere. Solo per essere quella che gli altri vogliono che io sia.


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