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lavoro pubblicato domenica 29 ottobre 2017
ultima lettura lunedì 6 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'amore malato

di Poetto. Letto 560 volte. Dallo scaffale Amore

Chiara mai avrebbe potuto immaginare che quello che sembrava un banale incontro si sarebbe trasformato in un incubo.Era un giorno come tanti.Guarda l'ora, le 8, decide di uscire per recarsi in facoltà, sale in auto e via.Al parcheggio, Giulia, u............

Chiara mai avrebbe potuto immaginare che quello che sembrava un banale incontro si sarebbe trasformato in un incubo.

Era un giorno come tanti.

Guarda l'ora, le 8, decide di uscire per recarsi in facoltà, sale in auto e via.

Al parcheggio, Giulia, una sua collega, nonché un'amica da svariati anni, la vede da lontano.

Non è sola, un giovane, dai capelli neri, altezza media, occhiali, è accanto a lei.

Vede entrambi “armeggiare” con i cellulari.

Il giovane misterioso chiama Mario, questi non è uno studente universitario, ha conosciuto Giulia nel Bar dove lavora, non lontano dalla facoltà.

I due vengono presentati.

  • - Piacere Chiara – fa Chiara, tendendo la mano in modo poco convinto verso il giovane.

  • - Piacere Mario – fa il giovane con stretta chiara, forte.

  • - Sai che Mario abita nella casa che fu del generale Graziani – Fa Giulia per cercare di rompere il ghiaccio.

  • - Ma davvero?! Senti Giulia mi devo incontrare con Chiatti. Gli devo chiedere di spostarmi un orale perché quel giorno devo andare a fare un esame medico. Ciao Mario, piacere di averti conosciuto.

Convinta che l'incontro con Mario avesse lì il suo termine, va a cercare il docente.

Passano i giorni.

Chiara sente il cellulare squillare, guarda l'ora, sono le 21 e 14, si domanda chi possa essere.

Guarda il numero ma non è nella rubrica.

Non risponde, continua a scrivere su Tweeter.

Passano cinque minuti e il telefono riprende a squillare.

E' sempre lo stesso numero.

Forse è qualcuno che conosco di cui non ho il numero, si dice fra se e se Chiara.

Prova a rispondere ma, all'altro capo, non risponde nessuno.

Magari come ha sentito la mia voce ha capito di aver sbagliato e non ha risposto e poi ha chiuso, si fa Chiara.

Dopo altri cinque minuti, nuovo squillo. Chiara infastidita mette il numero sconosciuto nella black list del telefono.

Per nulla allarmata continua la sua attività nel social.

Ad un certo punto si rende conto che una foto è stata commentata da un nuovo utente, un certo Mr4.

La mattina seguente, come parcheggia l'auto nel parcheggio della facoltà, nota il ragazzo presentatogli da Giulia, finge di non notarlo, va dritta verso l'ingresso dell'edificio ma lui la segue.

  • - Ciao, ti ricordi di me?- gli fa Mario.

  • - Certo, sei Mario, giusto? - gli fa Chiara continuando a camminare a passo svelto.

  • - Posso invitarti un caffè?

  • - Come?

  • - Un caffè … posso invitartelo?

  • - Guarda, non prenderla male ma è già tardi. Facciamo per un'altra volta.

  • - Ti prendo in parola – gli fa Mario.

Chiara inizia a chiedersi come levarsi di torno quello che si è dimostrato come un potenziale spasimante.

Lei non è assolutamente interessata a lui.

A metà mattinata incontra Giulia e gli racconta la vicenda.

Giulia le consiglia di dirgli chiaramente che non è interessata, le da il numero di telefono di Mario, le consiglia, però, di andare di persona nel bar dove lavora per dirglielo e per dirgli di non venire più a cercarla.

Pensando di poter risolvere la faccenda con un sincero faccia a faccia, accompagnata da Giulia, si reca al bar.

Qui trovano il giovane dietro il bancone.

Chiara gli dice che lei è già fidanza con Bruno e che quando una certa situazione si metterà apposto si sposeranno.

Prega a Mario di non venire più a cercarla e di non importunarla.

Mario ascolta in silenzio, con un sorrisino beffardo, dice solo un occhei a denti stretti.

  • - Non l'ha presa bene – dice Giulia a Chiara mentre si avviano verso l'auto.

  • - Ho visto. L'importante è che non mi venga più a cercare. Ma dove l'hai trovato?

  • - Ma nulla! Qualche volta sono andata in quel bar. L'altro giorno era qui al parcheggio, l'ho riconosciuto ci siamo messi a parlare poi sei arrivata, mi ha chiesto chi eri, te l'ho presentato. È stato un caso.

  • - Speriamo che abbia capito.

  • - Ma si! Mi sembra un bravo ragazzo.

Passano i giorni, Chiara si convince che il discorso fatto al bar abbia dato il suoi frutti, invece mentre sta uscendo dalla facoltà si ritrova Mario con un mazzo di rose.

Lei non crede ai suoi occhi.

  • - Queste sono per te. Dal primo momento che ti ho visto... - Mario non riesce a completare la frase.

  • - Pensavo di essere stata Chiara. Tieniti quelle rose e lasciami in pace. Hai capito? Non mi interessi.

  • - Aspetta! - Mario prende per un braccio Chiara.

  • - Lasciami subito il braccio. Senti, se non vuoi una denuncia ti consiglio di sparire.

Agitatissima Chiara si dirige in macchina a casa sua.

Abita sola in una casa presa in affitto dal padre per poterla far studiare in modo sereno, senza dover dividere l'abitazione con sconosciute.

I suoi sono lontani, anche il ragazzo è lontano.

Chiama i suoi per raccontargli l'accaduto, loro le consigliano di aspettare prima di presentare denuncia.

La madre si offre di andare da lei qualche giorno per farle compagnia.

Restano d'accordo così: la madre andrà a casa di Chiara qualche giorno e se il tipo dovesse ritornare alla carica andranno a denunciarlo.

Passano altri giorni, di Mario nessuna traccia.

Chiara, contenta che la madre passi qualche giorno con lei, si sente più tranquilla.

Sono le 21, Chiara posta una foto fatta in facoltà la mattina precedente, tra i commenti anche quello di un certo Mr4, ha già visto questo nome ma non ci fa molto caso.

Risponde al commento.

Tra le cose che lo sconosciuto Mr4 chiede è se una foto presente nella pagina Tweeter è della zona dove abita, lei ingenuamente risponde di si.

Lo sconosciuto non chiede altro.

La mattina dopo, come sta andando al parcheggio per prendere l'auto vede un giovane di spalle vicino alla sua auto, ha un sussulto, è Mario, questi non dice nulla la guarda sorride e si allontana.

Chiara è spaventata.

Capisce che l'utente Mr4 è con buona probabilità Mario e, forse, le chiamate ricevute giorni addietro erano sempre le sue.

Arriva in facoltà ma il suo animo è turbato.

Passano altri giorni.

Chiara rimane indecisa se denunciare o meno questo tizio.

Ha letto in giro storie, non sa se sono attendibili o meno, di donne che dopo la denuncia sono state aggredite e uccise.

Si chiede addirittura se non stia esagerando con la minaccia.

Ha appena parcheggiato, sta uscendo dall'auto che Mario gli si presenta davanti.

  • - Voglio parlarti – gli dice Mario.

  • - Ma che cavolo vuoi da me? - gli urla Chiara in faccia.

  • - Perché non mi vuoi?

  • - Cosa?! Cosa?! ma... ma tu sei malato!

  • - Ti ho mandato regalini e tu nulla.

  • - Regalini?... cosa?! Ma di che parli?

  • - Tu... tu nel sogno mi hai detto che mi amavi... lo so che mi ami.

  • - Ma... che cavolo dici? Vattene... vattene via o chiamo le forze dell'ordine.

  • - No! ora tu vieni con me. È giunta l'ora, ho preparato tutto per il nostro matrimonio.

Chiara, a quel punto, inizia a gridare con tutto il fiato che ha in gola ma nessuno sembra sentire le sue grida.

Mario le mette una mano in bocca per zittirla e con l'altra la spinge verso la sua auto.

Le impone di salire.

Lei si divincola e riesce a scappare, lui la segue, la raggiunge e con un pugno la atterra.

Chiara sviene.

Quando rinviene si ritrova nei sedili posteriori dell'auto di Mario, imbavagliata e legata.

La madre di Chiara vedendo che la figlia non era ancora arrivata, si preoccupa.

Chiama il cellulare di Chiara ma questo è spento, o è in una zona d'ombra; prova a chiamare i numeri che le ha lasciato la figlia, sono i numeri di telefono di alcuni colleghi, questi le dicono che lei era andata via da ore, prova a chiamare Bruno ma questi non la vede da oltre una settimana e non avevano in programma di vedersi oggi, esclude che Chiara si sia potuta incamminare per andare a trovarlo.

Sempre più preoccupata, prova a chiamare il marito, anche questi allarmato dalla situazione decide di raggiungere la moglie e di andare insieme, se Chiara non si fosse ancora presentata, dalle forze dell'ordine.

La madre di Chiara decide di non aspettare il marito per fare la denuncia.

Vista la minaccia dello sconosciuto e tenendo conto che non era da lei fare così tardi senza avvertire, decide di uscire di casa.

Come va verso il parcheggio, nota in lontananza l'auto di Chiara.

Se l'auto è lì dov'è Chiara? si domanda.

Davanti a questa novità, il cuore di Anna, la madre di Chiara, batte all'impazzata.

Capisce che qualcosa di serio è accaduto.

Si avvicina all'auto. Sembra tutto in ordine.

Chiama il marito per dirgli la novità.

Non riesce a trattenersi e piange mentre gli racconta gli ultimi momenti passati con Chiara.

Sconvolta, entra in auto per andare a denunciarne la scomparsa.








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