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lavoro pubblicato giovedì 12 ottobre 2017
ultima lettura giovedì 19 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Dolcezza

di lojol. Letto 95 volte. Dallo scaffale Amore

Che dolcezza la mattina. La mattina quando mi sveglio in mezzo al profumo dei fili dorati della mia bimba.Sento la fragranza del giorno prima che si intreccia in questi dolci sottili fili di rame e mi racconta di storie a me poco accessibili.Un balzo s...

Che dolcezza la mattina. La mattina quando mi sveglio in mezzo al profumo dei fili dorati della mia bimba.
Sento la fragranza del giorno prima che si intreccia in questi dolci sottili fili di rame e mi racconta di storie a me poco accessibili.
Un balzo su di un tombino, un tocco melodico che carezza una cavalletta che proprio non ci sta a farsi prendere, il cielo guardingo a disegnar pareti infinite in cui lei si muove irresponsabile.
Davanti a scuola ci salutiamo con un bacio rubato tra la concitazione della folla di piccoletti che si sfilano veloci per entrare in questo misterioso reame. Gli occhietti mi fissano come a chiedere se oggi, almeno oggi possiamo saltare uniti in volo questa strana routine cui noi ci sottoponiamo come pazienti inermi.
Oggi si piccola, oggi ti porterò con me in uno strano groviglio di sentieri dal sapore di more e castagne acerbe.
Tieni piccola vesti le tue piccole ali di cera che improvvisiamo il dafarsi.
Ci scolliamo gentilmente dalla banchina, il peso del suo corpicino perde di importanza e fluttuiamo in direzione di quelle nuvole che spesso ci fermiamo a contemplare seduti immaginando forme camaleontiche e granitici giganti che sovrastano il cielo.
Gli piacciono i delfini!.
Le altre persone neanche si accorgono di noi, guarda guarda il papà di Giorgio come brilla la sua pelata da quassù!, e quella e la mamma di Camilla che fuma la sua terza sigaretta senza mai perdere di vista la sua bimba.
Papà ma il fumo della sigaretta poi si trasforma in nuvola?
Dipende!, alcune rimangono incastrate tra i vestiti, altre le vedi in giro senza nessuna meta, le più scaltre si travestono da pesci volanti e raggiungono le loro madri sul nel cielo.
comunque fumare è brutto e fà invecchiare.
Papà guarda Andrea ha perso la sua sciarpa! diciamoglielo Aaaandreeaaaa la tua sciarpina...
Ma ormai siamo troppo in alto e da qui Andrea non può sentirci.
Le persone si fanno piccoline, sotto di noi diventa un arabesco di colori mischiati, forse quella è la provinciale per andare alla tua piscina, no, no! è un serpente grigio che si muove bisbetico!
Arriviamo al mare sfiorando un drago volante,
assaggiamo il sale che si forma nella più recondite cavità degli scogli, e ci fermiamo ad accompagnare dei granchietti piccoletti alla loro alga.
Continuiamo verso vette innevate dove gli abeti ci salutano seri tutti in formazione uno di fianco all'altro.
Una stella che ha dimenticato che è giorno ci luccichicchia indicandoci un luogo silenzioso dove far merenda con storie mitologiche.
Sai che quì una volta era tutto acqua?
Allora io e te eravamo dei pesci!
Si esatto dei pesci colorati del colore del mare!
No papà se siamo del colore del mare poi la mamma non ci trova bisogna che eravamo del colore del sole...
O del colore del tuo nome?
E veeroo forse ho questo nome perchè quando ero pesciolino ero proprio così
un bacio sul nasino, una carezza a consolidare il bacio e ci rivestiamo delle nostre ali.
Voliamo ancora furtivi verso il mare anzi no il mare è troppo piccolo puntiamo all'oceano!
Cerchiamo i delfini?
A gruppi compatti, guizzano, saltano e giocano con le onde oceaniche, li fissiamo un pò invidiosi poi lei si getta a capofitto in questo ondoso gioco di gruppo.
Li cavalca, si fa trainare veloce, scivola sulla loro pelle lucente, e poi per ringraziarli una dolce carezza sotto la pinna.
Mi fermo a guardarla, mi piace guardarla, quasi non me ne accorgo ma io ho sempre un sorriso lieve quando la guardo e tutto il resto si riempie di concetti inutili.
I delfini sembrano apprezzare la nostra compagnia e ci seguono fino al sole, che riscalderà i nostri vestiti bagnati e inevitabilmente scioglierà le nostre stanche ali di cera.
Planiamo dolcemente nello stesso identico luogo che ci ha visto volar via, Giorgio è ancora lì con la sua crapa pelata, e la sciarpetta è rimasta per terra esattamente dove Andrea l'aveva persa.
Vai amore prendi anche la sciarpa di Andrea che gliela ridai,
Ma io vorrei stare ancora un po' qui con te...
Ma io sono sempre qui, vedi proprio qui nel tuo sorriso, nel luccichio dei tuoi occhi e nelle parole che minuziosamente scegli!
Sei anche dentro la mia voce
apre la bocca e si indica la lingua
sorrido e le dò un altro bacino sulla crapetta.
La seguo mentre entra, e come per sbaglio mi si allunga sul viso il mio primo sorriso lieve della giornata.



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