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lavoro pubblicato mercoledì 11 ottobre 2017
ultima lettura domenica 13 ottobre 2019

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La Valle del Rimpianto

di Drakuma. Letto 381 volte. Dallo scaffale Storia

La Valle del Rimpianto"Dove sono? Cosa ci faccio qui? Dove mi trovo? Cosè questo dolore che si spande in tutto il corpo, maledizione perchè mi fa cosi male il petto, non riesco a ricordare cosa è successo, ricordo solo che sta...

La Valle del Rimpianto

"Dove sono? Cosa ci faccio qui? Dove mi trovo? Cosè questo dolore che si spande in tutto il corpo, maledizione perchè mi fa cosi male il petto, non riesco a ricordare cosa è successo, ricordo solo che stavo combattendo,adesso si, ora ricordo".
"Io sono un guerriero, stavo combattendo, in quella immensa voragine, creata nelle radici della terra, come un letto per la guerra, la nostra guerra, io ero li, gli urli della disperazione, il scintillio delle lame, il sangue che correva fra le lande, io eri li".
"Continuavo a fissare, quell'inferno di corpi, che si giudicavano fra di loro, che calavano il sipario, uno dopo l'altro, ma perchè? Che stavo facendo io, mentre li guardavo, cosa facevo....stringevo delle spade, perchè? Cosa volevo farci, ricordo di essermi buttato fra la mischia, incrociando le lame e dettando il mio credo, immerso in quei pensieri, gettandomi alle spalle solo cadaveri, pezzi di carne, senza nome, che si mischiavano fra di loro, senza identità".
"Avanzo ancora, di più, senza esitazione, senza che il fiato mi manchi, mi sento un tutt'uno con quell'inferno, ormai non distinguo più, chi è amico o nemico, oltre il mio sguardo, l'unica cosa che udisco, sono quelle brillanti lame, intrise di sangue, che continuo a gettare alle mie spalle, sotto i miei piedi".
"Adesso, lo vedo, cos'è? Una collina, cosa sono quelli? Cadaveri? Una collina di cadaveri, perchè mi ergo sopra di loro, perchè le mie spade, sono dirette verso il cielo, cosa voglio veramente? Dio? Il mondo? Perchè lo desidero, perchè sto facendo tutto questo, l'aria intrisa di putrefazione e morte, aleggia in tutta la valle, ed io la respiro a pieni polmoni, cos'è quello che si forma sul mio volto, un sorriso? Cosa sono diventato, una bestia che si sfama con le vite altrui, perchè sto provando gioia, non riesco a capire".
"Un momento, cosè quel manto nero, sta avanzando verso di me, verso il mio regno di morte, non lo permetto, io sono il re, io devo vincere, non deve esistere nessuno oltre me, riprendo le mie spade, strigendole e incrociandole, come una falce che detta il giudizio inesorabile, il mio, solo io posso vivere, solo io esisto, il resto esiste solo per me, per nessun altro".
"Ma che succede, questa ombra, mi sta soggiogando, mi inghiotte, non può essere, non è possibile io sono il re, l'imperatore, il dio di questo mondo, non posso perdere non posso cadere, non posso essere sconfitto, non posso, non....".
"Adesso mi ricordo, adesso capisco dove mi trovo, mi trovo ai confini di quella valle, di quel luogo, che avevo conquistato, ma sarà stato un sogno? Una illusione? Ma allora perchè, il petto mi duole cosi forte, perchè mi sembra che il cuore stia per scoppiare, cosè questa sensazione, devo capire, devo vedere, cosa c'è la giù".
"La terra bianca, dalla quale l'occhio della mia mente, aveva tratto memoria, era diventato un fiume, diretto verso il regno dei morti, una distesa di scarlatto nettare, che si estendeva oltre ogni limite, ma dove sono i corpi? Cosa è successo? Cosa sta accandendo? Sono stato io a fare tutto questo? Cosa c'è li, delle persone, sono vive o son morte, corro senza pensare, ma nonostante questo, il cuore urla, le lacrime cadono e non capisco il motivo".
"Davanti a me l'oblio, una donna, quella che amavo, a cui avevo giurato la vita, con un bambino stretto al grembo, mio figlio, i pezzi del mio cuore di fronte a me, senza vita, senza respiro, solo le mie spade, come vessillo sopra di loro".
"Non volevo capire, non riuscivo a capire, avevo ucciso, coloro che amavo più di ogni altra cosa, più della mia vita, la testa era pensante, il pianto incessante, gettai un urlo, che si sparse per la valle, correndo con tutta la sua furia, in tutti gli angoli di quel mondo creato da me, cosa avevano fatto le mie mani, alzai il capo e vidi altri corpi, i nemici uccisi, no, non erano nemici, ma amici, uomini e donne con cui avevo stretto legami, che mi avevano assistito nel momento del dolore, che mi avevano sorretto quando le ferite diventano troppo pesanti per le mie gambe, era li sparsi ovunque, con i loro occhi scolpiti dalla paura, che continuavano a fissarmi, chi ero io? Un mostro, cosa avevo fatto? Avevo seguito il potere, qual'era il prezzo che avevo pagato? Le loro vite".
"Il petto era dolorante, gridava, strillava, straripava, la sua voce non riusciva a trattenersi, quell'urlo, quel disumano rimpianto, che straripò dalla mia gola, che vagò come un fantasma, oltre quella terra, raggiunse anche le sponde, oltre il mondo a me sconosciuto, continuò a viaggiare, senza fermarsi, senza poter trovare pace, quel rimorso, quella tristezza, quel pentimento continuarono a vagare, ancora e ancora per diversi eoni, mentre il mio corpo cadde li, accanto al mio cuore, che giaceva davanti ai miei occhi, gli strinsi la manina con la mia destra, mentre il mio sguardo continuò a fissare lei, i miei due pezzi di cuori erano caduti e io con loro".



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