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lavoro pubblicato sabato 7 ottobre 2017
ultima lettura giovedì 19 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Raccontami una storia 11

di Thenight. Letto 167 volte. Dallo scaffale Fantasia

Il confronto fra i due potenziali alleati non avvenne subito. Il drago infatti non aveva tenuto conto degli effetti della ferita sul suo fisico: anche se la freccia era stata tolta, conati di sangue improvvisi e la sensazione di avere le budella attorc...

Il confronto fra i due potenziali alleati non avvenne subito. Il drago infatti non aveva tenuto conto degli effetti della ferita sul suo fisico: anche se la freccia era stata tolta, conati di sangue improvvisi e la sensazione di avere le budella attorcigliate lo misero a dura prova per un giorno intero. Alsea in verità non poteva dire esattamente quanto stesse male, ma i tremori dell'essere non lasciavano molto altro da supporre. Si ritrovò a tamponare il sangue che premeva per uscire dalla ferita, che si era gonfiata in modo preoccupante ma non si era annerita. Benissimo. Alsea continuava a darsi da fare, ignorando il sangue che andava ad imbrattarle le braccia e il petto: l'educazione da regina le aveva dato la pazienza di un monaco e la freddezza di un medico. Sentiva, forse con un po' di tracotanza, che il drago non sarebbe morto perché lei voleva che restasse vivo. Nonostante tutto, dopo una notte particolarmente dura per entrambi, i conati dell'essere persero forza e lentamente la situazione si ristabilì. Il drago dimostrò di aver ripreso le forze sbottando sommessamente: "Dovevi proprio toglierla? Freccia indiavolata!". Alsea, che non si era scordata del giorno prima, ignorò la provocazione e gli fece notare ciò che per lei in quel momento contava di più: "Ieri non hai risposto alla mia domanda" e, vedendo la strana espressione dell'essere, scandì impietosa "Sai bene quale". Il drago sbuffò, rassegnato e allo stesso tempo divertito, e replicò in tono sarcastico: "Immagino tu mi abbia tenuto in vita esclusivamente per quello. In ogni caso, la risposta è sì. Come, grazie alla tua intelligenza regale, avrai dedotto, io conoscevo tuo padre. Anche bene, oserei dire. Tu stessa mi conoscevi, anche se mi detestavi a morte. Eri convinta che ti rubassi tuo padre". Alsea sussultò, ritrovandosi a sudare freddo: quello che aveva appena sentito andava oltre ogni immaginazione. Sbottò con aria di sfida: "Tu dunque saresti Ossian, il famoso consigliere di mio padre? Com'é possibile?". Lo squadrò con uno sguardo duro, ma in realtà lo faceva semplicemente perché non sapeva cosa fare. Il drago sostenne il suo sguardo tranquillamente, rispondendole con tono all'apparenza amabile eppure grondante di sarcasmo: "Noto che non hai negato che da piccola mi odiavi. Eccellente inizio per una collaborazione. Ebbene, sono stato trasformato". "Da chi?" lo incalzò Alsea "Dal consiglio?". Il drago sbuffò: "Sono desolato nel rivelarti che per una volta il consiglio reale è innocente, soltanto nei miei riguardi, sia chiaro. Fu nel mezzo della mia trasformazione che assassinarono tuo padre. Un vile momento davvero per pugnalarlo alle spalle. Ma da loro cos'altro ci si può aspettare? Stavamo cacciando nei pressi di queste montagne, quando incontrammo una Drills, una delle tante che girano per i boschi". Alsea non nascose una smorfia disgustata: le Drills erano le discendenti delle potenti e rispettate druide, ma a differenza delle loro antenate non seguivano ideali e operavano le loro magie per puro interesse personale, quando non erano ciarlatane. Il drago continuò in tono aggressivo: "Senza alcun rispetto per le insegne regali, la Drills offrì a tuo padre di leggergli il futuro, insistento al suo rifiuto. Giunse a dire cose vergognose, da lesa maestà, così io, oltraggiato, mi slanciai in avanti e la strattonai per il braccio. Dopo ho solo ricordi confusi dell'accaduto: non riuscì più a tenere la spada in mano e la lasciai cadere, ferendomi, e divenni grande, all'improvviso. Tuo padre mi urlava di calmarmi, ma mentre lo faceva il Lord delle Falci gli ha piantato la lancia nella schiena, poi tutte le armi si sono rivolte contro di me e allora sono riuscito a fuggire. Poi sono svenuto e sono rinvenuto con la Drills di prima che mi guariva le ferite. Mi disse freddamente che mi aveva trasformato in un serpente perché era quello che ero e che mi aveva reso un drago solamente in onore al mio lignaggio. Mi ricordò che tuo padre era morto, forse perché credeva non lo sapessi, forse perché voleva rigirare il coltello nella piaga, e mi indicò il luogo dove abitava, sostenendo che prima o poi avrei saputo cosa fare e allora sarei tornato da lei". Alsea si morse il labbro, riflettendo, poi chiese in tono freddo: "Perché sei venuto dopo tutto questo tempo? Manuel avrebbe potuto uccidermi in qualsiasi momento". Ossian sbottò: "Ero diventato un drago! Riesci minimamente a immaginare quanto fossi sconvolto? Ho impiegato tre anni a volare, due dei quali ho rischiato di morire di fame perché con il mio nuovo corpo non sapevo cacciare, e ben quattro ad accettare il mio nuovo stato. Quando mi sono presentato al castello ero pazzo". Alsea lo calmò: "Basta parlarne, ormai è inutile". "Già" annuì stancamente il drago "Ora dobbiamo progettare la rivolta". Alsea annuì e disse: "Per cominciare dovremmo trovare qualche alleato" alzò la testa mentre un'idea prendeva forma nella sua mente "Ricordi ancora dove viveva la Drills?". Il drago sbottò: "Certo, ma non penserai di andare da lei? E' pericolosa, quella donna! Non ha avuto rispetto per me e non penso lo avrà per te". Nella testa di Alsea però un piano ben preciso aveva preso forma e davanti all'opinione di Ossian sorrise: "Ma io a differenza tua le farò un'offerta".


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