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lavoro pubblicato giovedì 5 ottobre 2017
ultima lettura giovedì 16 luglio 2020

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Sentimenti

di laraccontastorie. Letto 456 volte. Dallo scaffale Generico

In un giorno piovoso, una ragazza si mise a pensare a cosa aveva fatto di male per finire in pigiama, con i capelli scompigliati, in una domenica pomeriggio a rimpinzarsi di schifezze e bevendo the. Di solito la passava con i suoi amici, in tutto erano...

In un giorno piovoso, una ragazza si mise a pensare a cosa aveva fatto di male per finire in pigiama, con i capelli scompigliati, in una domenica pomeriggio a rimpinzarsi di schifezze e bevendo the. Di solito la passava con i suoi amici, in tutto erano tre… ma ormai è storia passata pioché quegli amici di cui tanto andava fiera, avevano deciso di abbandonarla, ma non un abbandono come lasciare i cani in strada abbandonati a se stessi… avevano deciso di lasciarla uno alla volta, come un distacco non voluto, cosi che lei non se ne accorgesse. La cosa esilarante è che all’inizio fu proprio cosi. Ma uno di loro aveva deciso di restare e iniziarono ad uscire sempre di più, fino che non riuscirono a stare neanche un giorno senza vedersi. Era più forte di loro, all’inizio non lo capirono nemmeno. E come potevano, si erano sempre visti come amici, non avrebbero mai potuto andare oltre anche per il semplice fatto che non volevano rovinare un’amicizia ormai profonda…. Ma decisero di rischiare, di buttare all’aria tutto, di gettarsi in quell’avventura che per loro sarebbe stata come un sogno. Da quel momento i giorni, le ore, i minuti non contavano più, esistevano solo loro due. Quando si guardavano negli occhi il tempo si fermava, come per dare loro l’opportunità di conoscersi a fondo, di esplorare quelle vastità che ancora non conoscevano l’una dell’altro. Le settimane che susseguirono furono meravigliose, ogni tanto si chiedevano se non era tutto un sogno… ma no. Era reale. Unico. Lei pensava che sarebbe durato per sempre ma come ogni cosa bella prima o poi si consuma, si rovina e non rimane nient’altro che puro dolore. Ma poi pensi che anche lui soffrirà e se non è oggi comunque sarà domani, e cosi via finché non ti accorgi di essere solo un involucro che non contiene altro che tristezza, rabbia, solitudine… e ogni giorno devi sempre fingere per far credere agli altri che stai bene perché semplicemente non hai voglia di parlare, all’ora ti chiudi in te stessa aspettando che lui ritorni, anche se sai già che è tutto tempo sprecato ma non ne puoi fare a meno perché è l’unica cosa che ti tiene legata a lui e speri solo che si presenti davanti alla tua porta, ti abbracci forte, e che ti dica che senza di te non può vivere, che si sente vuoto, o meglio, che gli manca una parte e che solo con te riesce a colmarla… ma ormai non è più possibile. Allora cerchi di andare avanti, ricordandoti dei bei momenti, aggrappandoti ad essi. Poi arriva il fatidico giorno in cui riesci a scorgere una luce e ti dici e te stessa che forse è giunto il momento di ritornare a quei momenti in cui eravate solo amici, e ti illudi al solo pensiero che anche lui voglia la stessa cosa, ma per lui sei indifferente… lei se ne doveva accorgere, doveva leggere i segnali, ma non ci riuscì perché in fondo sperava ancora in qualcosa che probabilmente non esisteva più.


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