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lavoro pubblicato giovedì 5 ottobre 2017
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

In Nome Di Francesco

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 357 volte. Dallo scaffale Teatro

  IN NOME DI FRANCESCO Il bisogno di crescere, viaggia verso nuove terre nell'ossesso delle perdute cose,  lasciate andare tetre estreme , gettate spesso via ,con rammarico dentro il  secchio dell'immondizia. Vano delirio,   ...

IN NOME DI FRANCESCO

Il bisogno di crescere, viaggia verso nuove terre nell'ossesso delle perdute cose, lasciate andare tetre estreme , gettate spesso via ,con rammarico dentro il secchio dell'immondizia. Vano delirio, fine intento che muove il suo comprenderebbe per orfici lidi , encefalici studi , dormire per rime che viaggiano lontano per l'aeree puro ove tutto si dissolve in una vaga ricerca di cosa siamo ,di cosa siamo giunti ad essere dopo il giudizio che ci ha trasformato in ombre raminghe che lasse vanno per strade sconosciute per terre senza nome .

Per mesi e mesi ho rincorso il vascello dei fantasmi che ha solcato il mare delle meraviglie, sono andato verso isole solitarie verso terre remote et inimmaginabili tra arretrati tardivi villici guerrieri di carta che corrono incapaci di essere umani, incapaci di parlare . Ed il mare ti porta lontano, oltre ogni immagine , oltre ogni ricordo ingoiati da un odio sordo nell'ode che compongo a prua contro il vento, verso mete sconosciute.

In nome di Francesco

Nato dal nulla ho creato il tutto, le gaie stagioni i tempi memorabili i ricordi di un mondo lontano ho profuso in seno ad ogni essere il mio spirito ho creato attraverso il mio dormire placido in ore libere quelle strade tetre senza fine che s'intrecciano e ti conducono lontano oltre il mio nome, oltre il tuo piccolo sogno dipinto con tanti colori, con tante gioie sboccianti nel tuo piccolo cuore .

Giovanni er Gobbo

Non sarò mai come te ,anche se tu continui a chiamarmi figlio, divenire nel tempo che passa in mezzo agli altri incurante di ciò che sono ,sulagno, scanginato con lo mucco al naso.

Il nome di Francesco

Credi nelle mie promesse, estreme domande, ritornano in seno al senso che mi sfugge di mano e mi trasporta ignaro di ciò che sogno , creo di tanta brama biblica , comprendere di sparuta esperide et ingrata prole che io fecondai e lasciai crescere nel mio grembo . Io padre eterno, immortale ad un passo dalla fine.

Giovanni er Gobbo

Vieni sopra a questa terra e guarda come prolificano veleni che porta malanni ed inganni, brucia la terra invasa da un male antico che solo tu puoi fermare

Angelo

Lasciatemi accarezzare le vostre ferite , scendere dentro il male che v'opprime nel suono di mille corni , nelle voci giulive che s'alzano in coro contro il male che siede li davanti a tutti, davanti a noi tra il bene che abbiamo sperato tra giorni fragili, con ali spezzate ,tutto si crea tutto rinasce in seno ad una speranza. Venite a vedere come ogni male scema nella morte ragione, nel fallace intelletto che costruisce immagini fallaci e voi morti d'un tempo addietro ,risorgete in nome di un dio ,anch'egli morto da tempo nel cuore degli uomini.

Il nome di Francesco

Vorrei cambiare essere diverso migrare per dimensioni silenti, cambiare Il mio dire, la mia natura egocentrica in ciò che ho creato , ma mi mancano le passioni e sentimenti l'amore dei miei figli che mi rendevano grande ed eterno!

La pulce cattiva

Mi dicevano cattiva succhi il sangue delle tue vittime. Io che a lungo militato dentro una compagnia di comici erranti, sempre seduta sulla spalla di un capocomico ho compreso il senso di ciò che sono, ho compreso il sogno di quel Dio che muore e risorge ogni giorno con le nostre fatiche.

Il cane poliziotto

Corro tra i vicoli , cerco tra i rifiuti , sento l'odore della morte che avanza, cresce ogni giorno nel vento che si porta via ogni sentimento ed ogni canzone che si perde come pagine di un libro aperto. Cammino al passo, vicino al mio padrone , odo il suo cuore, le sue paure e non vorrei andare oltre quello che sento e vedo.

Case , palazzi l'une vicine all'altre un interminabile ammasso di colori e corpi tutti uniti in una voce in un pensiero che si rinnova , cresce come un dio senza nome che si fa vedere a tratti tra la folla, dentro una trattoria ,seduto in una macchina che passa veloce, verso chi sa dove. Macchina che ingrana la marcia e corre in una nube di pensieri tra angeli ribelli, alcuni belli, altri brutti come demoni antichi. Tutto passa la città balla al ritmo di un motivo , sotto la luna dentro il cuore degli innamorati, nelle parole racchiuse dentro un fragile verso colorato che strizza l'occhio al bene e a quel male che rende cosi cattiva la vita d'ognuno.

In nome di Francesco

Mi chiamate , m'invocate sento le vostre voci ma non posso rispondere, sono cosi vicino, cosi lontano che non riesco ad essere il padre che voi vorreste io fossi. Mi rammarico, provo a parlare, provo ad essere con voi in voi ma inutilmente tutto diviene come io avevo pensato che fosse.

Angelo

Pazzesco ,uno scherzo della natura ,morire per nulla , per una idea che diviene tetra al termine di un linguaggio ambiguo quasi incomprensibile , qualcosa che non riesco a fermare e credo, lotto tra la morte di questa era , io volo appaio e provo a sollevare il velo della morte dal viso di questo dio senza nome.

Giovanni er Gobbo

Siento ò viento, siente queste parole e cammino, bevo chisto bicchiere di vino , mi consolo, ricordando a mamma ricordando a quando ero giuvinotto contro o tiempo contro a tutte queste stroppole contro a chisto male che si magna ò core, si magna a vita mia e tutto chello so stato. Faccio appresse ad essere qualcosa altro, prima che dio me guardo negli occhi e penso ,penso, sogno sotto e stelle credo , chiagno e forse nun me do pace . Passo , vado, vorrei ritornare indietro, bere un altro bicchiere vino , ubriacarmi sotto le stelle senza penza che ci fosse un angelo o un dio che dice d'essere ammore.

Angelo

Ti hanno lasciato solo, contro tante domande , contro a ciò che sei e forse incompreso, hai mostrato il tuo volto ad un tempo che ha mutato il nostro essere in qualcosa altro , vai ,corri forse hai ucciso tu questo dio senza nome, forse hai ucciso te stesso in nome di un amore , in cui non conosci invero il suo vero volto, non conosci il fine ed il sogno che hanno immaginato i tanti come te .

Piazze allegre ,alberi dai rami tesi verso un cielo grigio , scarpe che volano nell'aria gioiose , bambini con le ali che giocano a pallone contro lo smog che s'alza lentamente mentre file interminabili di auto ,attraversano gallerie attraversano storie d'altri tempi. Ed in un piccolo basso due vecchi si stringono e sorridono alla morte che l'attende là tra cento anni, tra un sogno chiuso tra le mani di un angelo , cosi vicino al cuore di una fanciulla, tra le rondini che suonano un blues sopra un ramo fulminato. Gente che và, gente che ritorna , gente che spera , gente che crede che ha tanto da dire. Ed un passante fuma davanti ad un bar , mentre i capelli gli vanno in fumo mentre il naso brucia mentre un pensiero travalico l'inconoscibile mentre un dio senza alcun nome s'aggira per case portando un pacco di pasta.

In nome di Francesco

Vorrei essere tutti voi ,essere un nuovo miracolo, ma poi ho paura di cacciare il naso fuori questa mia dimora . Demoni antichi m'aspettano ,mi cercano, la mia origine il mio principio poi tutto cosi è vano ed io non ho colpa non sono ciò che vorrei fossi e neppure il male che tu dici che io sia.

Giovanni er Gobbo

Ma quando sarai morto , mi sembrerà tutto accussi banale un lampo e tutto simme oggi, ieri, mo simme chelle che pensato , siamo te e forse non siamo chi nisciuno, come un nome come lo viento che passa come e canzone sentite miezzo a via, mentre si corre a lavoro, mentre tutto passa e non ha più senso nel nome tuo.

Ballano tutti in mezzo alla grande piazza, ballano i vecchi i giovani, ballano i scugnizzi mentre scherzano con le gonne delle signorine , tutti credono di essere qualcosa dì importante, forse il senso di una canzone, forse il tempo che passa e da un nome ad ogni cosa , ad ogni amore che brucia dentro un corpo, dentro un cuore . Ballano inconsapevoli di cosa succederà andando avanti , sotto la pioggia che scende , sotto i fulmini nella fame atavica dentro un sorriso, tutti ballano anche i carabinieri ed il comandante dei pompieri insieme al sindaco innamorato di questa città .

Giovanni er Gobbo

Sono uscito, sono andato contro la mia follia, contro le male parole, contro il male che cresce che popola questo rione, che alberga dentro una casa, dentro il tempo passato mi trascino verso altre mete , come ieri , come oggi angelo io volo , ubriaco di parole, di cose che ho vissuto per un attimo e tutto passa come un lampo , sotto questa pioggia , dentro questo amore che vivo con rabbia.

Angelo

Vivi nel tuo tempo come ieri , come le morte stagioni che si susseguono contro il volere di un dio che non ha più la forza per deviare ai torti fatti. Un giorno è una musica che allevia il dolore, non credere che io sia indenne , volo forse mi trasformo in te, m'ubriaco delle tue malefatte di colpe cosi taglienti, sotto questa pioggia ,anch'io mi bagno e piango.

La pulce cattiva

Ihihihih che ridere, faccio tanto ridere, me ne compiaccio, faccio capriole e non m'importa cosa succederà se sarò uccisa .

Fermi ad un semaforo la pulce cattiva insieme al cane poliziotto aspetta per essere condotta al camposanto la pulce crede di essere furba, mentre il cane poliziotto la sa lunga , tanto lunga che non abbaia e non scodinzola la coda sà che domani la pulce cattiva morirà, sarà finalmente rinchiusa dentro una bara, gettata in un fosso solitario . Il cane poliziotto ha passato tanti di quei guai che non ha fiducia più di nessuno , tanto meno di una pulce cattiva che continua a raccontare barzellette sconce. E dice di essere intelligente di poter cambiare il mondo , la pulce che figlia di una zecca sdentata, amante di una pulce imperiale che aveva un capoccione cosi grande che la gente la chiamava pulce capocchia di cane . Triste storia ,povera pulce tradita dall'amore ,tradita da ciò che era da ciò che desiderava , perduta in mille fiabe, in mille storie, sedotta dentro un vicolo dove abitavano tutte le pulci cattive e criminali . E c'era una pulce che vedeva il suo corpo per pochi spiccioli e tutti la chiamano la chiattaiola . Strano tanto strano la sua storia che fu per anni insaputa poi descritta con cura da un giornalista occhialuto figlio di un politico corrotto, povera pulce che male aveva fatto, aveva amato per credere, per non morire , vivere per amare quel suo essere a volte cattiva, a volte buona.

In nome di Francesco

Mi lascio morire nel vano ricordo di ciò che sono e mi scindo, mi moltiplico immemore di ciò che sono , ingrato ,lasciva sorte mi ha reso simile a ciò che ho creato . Non ho più tempo , non ho mai avuto tempo ne nome e in ogni cosa vivo, ritorno indietro a ciò che ero uno e molteplice. Son pulce e son cane, son Giovanni che si dispera sotto il cielo , sono questo angelo che vola quasi impazzito, fuori se nella sera solenne che non aspetta nessuno tetra ed oscura, mesta racchiude ogni vita nel suo dolce grembo.



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