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lavoro pubblicato giovedì 5 ottobre 2017
ultima lettura giovedì 19 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Cittàdimezzo Parte Prima 1/1

di Franz52. Letto 198 volte. Dallo scaffale Viaggi

Cittàdimezzo Durante il mio girovagare in lungo e in largo sulla terra e l'immenso spazio cosmico: ho raccolto narrazioni di luoghi emblematici, dove il reale sfugge alla ragione del vero. Ossia, la verità stessa appare assurda......

Cittàdimezzo



Durante il mio girovagare in lungo e in largo sulla terra e l'immenso spazio cosmico: ho raccolto narrazioni di luoghi emblematici, dove il reale sfugge alla ragione del vero. Ossia, la verità stessa appare assurda, di fronte alle fantastiche ragioni di certe realtà operanti e vive...



Sorprende l’armonico profilo della città di Zena. Essa si staglia con orgoglio regale sull’acceso rosso oro del tramonto, ma, si priva di ostentare emergenze artificiose che possano competere o turbare la rimanente coronata bellezza della natura circostante.

Il viaggiatore proveniente da Levante, in prossimità della costa di punta Aliseo, sottovento, avvertirà a bordo della nave gli intensi odori di spezie, che si mescolano con l’aria salmastra e il volo dei cormorani. Osserverà la giusta linea che delimita, segna il volume netto delle torri, i palazzi, le cupole e i colorati stupa. Si chiederà stupito da dove possa provenire tanta saggezza costruttiva; di sicuro penserà che i suoi abitanti attingeranno l’insegnamento da precise regole maestre radicate nel tempo.

Nel trovarli intenti a sollevare i muri, intraguardando la bolla della livella e il filo a piombo, si sentirà rispondere che nessuno di loro segue una teoria, un ordine costruttivo precostituito. Ognuno crea, realizza il proprio manufatto, libero, tranne quello di rispettare nel loro operato un intento comune. La propria idea, anche se diversa, unica, rispetta e dialoga con quella degli altri; senza forzare né prevaricare. La leggendaria Zena, la saggia, ti spiazza per le sue originali lezioni di condotta morale, che rifugge dalle categorie logiche occidentali, ma, di sicuro nel visitarla non perderai l’orientamento.

Il corso principale denominato il Viale della Strada di Mezzo, attraversa l’intero abitato generando ai fianchi la viabilità perpendicolare. Venne tracciato in asse a seguire la costellazione dell’Orsa Maggiore, la dimora dei grandi immortali: vi condurrà tra le piazze brulicanti di vita gioiosa e locali gaudenti. Le numerose friggitorie, l’esotico cibo di strada tra le bancarelle fumanti, offrirà con poca spesa assaggi e spuntini sfiziosi. Vera delizia del palato. Tutti sono concordi nel dichiarare che Zena offrirà anche l’apprendimento vantaggioso di scoprire alcune pratiche dalle innumerevoli virtù, come il raggiungimento della longevità: tramite le varie tecniche dell’uso del corpo. L’assunzione di elisir a base di erbe miracolose, di raffinati esercizi erotici che conseguono alla buona salute e la felicità dei sensi.

L’altra prerogativa dei suoi abitanti è l’uso di frequentare con assiduità le sale da tè. Si suole intrattenersi, socializzare attorno a delle buone tazze calde, ascoltando le lunghe conversazioni ricche di aneddoti, aforismi, immagini e ragionamenti paradossali; raccontati dai pensatori e poeti erranti. L’aria si pregna del vapore delle bevande, il fumo delle pipe, gioca la densa esalazione fluttuante. Come d’incanto prenderà ora la forma di drago, ora di eroici guerrieri in lotta contro mostruose creature fantastiche: le lontane e misteriose isole dove ci si sperde senza ritorno.

Altre mille storie, si apprendono girovagando per la città, alcune apparentemente ordinarie, ma che si concludono in modo contraddittorio, originale. L’ultima mi venne raccontata da uno sconosciuto alla fermata del tram. Sorridendo asseriva che appena mezzora fa nel percorre il quartiere delle scuole di meditazione, vide il maestro bastonare il discepolo scandalizzato, colto nell’atto di pulire lo specchio. Perché sulla superficie veniva riflessa la finestra spalancata del bagno dell’edificio di fronte la scuola e, vi si scorgeva la nudità di donna intenta a pettinarsi.

Il maestro lo rimproverò severamente,

spiegandogli che il pericolo non veniva

costituito dalla reale natura

dell'immagine specchiata, bensì dalla

contaminazione del suo occhio,

certamente pregiudicato dalla

mente malvagia.




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