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lavoro pubblicato mercoledì 4 ottobre 2017
ultima lettura mercoledì 13 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Didy

di Eddy. Letto 401 volte. Dallo scaffale Fantasia

Era una tranquilla giornata in aula quando all'improvviso entrò tra il casino generale un piccolo gattino, un nuovo compagno di giochi. Il sile...

Era una tranquilla giornata in aula quando all'improvviso entrò tra il casino generale un piccolo gattino, un nuovo compagno di giochi. Il silenzio calò rapido e veloce non appena entrò dietro di lui il preside, un gatto di mezza età, con un paio di occhiali neri e i baffi mezzi piegati per via della sua fissa di mettere un pugno sotto al muso mentre legge, appena visto il preside tutti gli alunni si sedettero composti, il gattino venne accompagnato al centro della classe, schiaritosi la voce il preside iniziò a parlare "Questo è il vostro nuovo compagno di corso, cercate di farlo integrare rapidamente ragazzi" a quelle parole l'intera classe esclamo a gran voce un "si", c'erano numerosi sorrisi, ma non tutti erano sinceri, prima di tornare al suo lavoro però il preside si ricordò di un piccolo elemento "Lui si chiama Didy, trattatelo bene mi raccomando." terminata la presentazione del nuovo arrivato il preside lasciò l'aula e Didy prese posto a sedere, senza accorgersi di chi aveva al suo fianco... Un energumeno grosso come un armadio grigio come il cemento delle strare e con due occhi che sprigionano cattiveria si girò verso Didy "Io sono Lisca, piccoletto! Stai attento o finisci male con me!" disse ridacchiando Lisca, ma la paura aveva bloccato il piccolo Didy che non si voltò "Mi hai capito sorcio?" sapendo che se non avesse risposto gli sarebbe successo qualcosa di brutto Didy si sforzò di fare un cenno di approvazione con la testa "Vedo che ci capiamo di già sorcio!" esclamò contento Lisca lanciando una grossa pacca sulla spalla del micetto.

Passano le ore e arriva il momento più atteso della mattinata, la ricreazione, un momento di svago e relax dovepoter farsi nuovi amici o a seconda delle scelte anche dei nemici, ma Didy non aveva la benchè minima intenzione di farsi dei nemici, la sua piccola statura e i suoi dolcio occhioni verde acqua insieme al suo carattere gli impedivano di cercare guai.

Nel rumore generale il piccolino se ne stava tranquillo nell'aula a mangiare il suo panino al tonno quando improvvisamente vicino a lui si mette Lisca accompagnato da altri due tipi vestiti come lui, e come lui dalle facce cattive, i loro occhi non si staccavano dal panino di Didy"Molla il panino sorcio!" ordinò Lisca con uno sguardo severo e duro, ma Didy non aveva voglia di rinunciare al suo pasto "Il panino è mio, voi non avete i vostri?" chiese con aria spaventata "NOI vogliamo il TUO di panino!" rispose uno dei due che accompagnavano Lisca, un tipetto dal manto maculato e dall'aria di chi non vuole far del male, ma è costretto con la forza, improvvisamente Didy notò che tutti e tre avevano una strana cintura verde come a segnare che fanno parte di uno stesso gruppo "Andate a comprarvelo!" disse infastidito Didy.

"Non hai capito sorcio, IO voglio il TUO panino e se non me lo darai con le buone sarò costretto ad usare le maniere forti!" disse Lisca facendosi scrocchiare le zampe e prima che Didy possa accorgersene i due amici di Lisca lo afferrarono tenendolo fermo per riempirlo di botte.

"Ora sorcio capirai in che mare di guai ti sei messo!" un pugno saetta velocemente nell'aria e colpì Didy allo stomaco, facendogli un male atroce, e facendolo urlare di dolore "Sei una nullità sorcio!" disse Lisca prima di colpire ulteriormente il malcapitatoche perde i sensi "Bene ragazzi, ora prendiamo il paino e andiamocene, prima che arrivi qualche ficcanaso!" disse Lisca ridacchiando compiaciuto dell'opera appena eseguita, ma prima che lui e la sua cricca di idioti potesse uscire dall'aula la voce di Didy si fa snetire minacciosa e tremolante. "Dove... credete di andare... con il mio panino?" tenendosi la pancia dal dolore "Non ti è bastato sorcio?" chiese ancora più divertito Lisca, assaporando la possibilità di picchiare ulteriormente il piccolo gattin, ma i suoi due pari notarono che qualcosa era cambiato in quel gattino, gli occhi rivolti al pavimento e la voce seria fecero presagire che qualcosa era avvenuto nella mente di Didy, qualcosa che non era sicuramente affar loro, dato che presero e scapparono con le code tra le gambe. "Ridammi ciò che mi appartiene Lisca!" ordinò Didy con un'espressione impassibile che però non incuteva alcun timore nell'avversario, il bullo avanzava e arrivato ad una certa distanza da Didy tirò un potente pugno verso il gattino che però riuscì a schivarlo e grafiò Lisca al volto, e afferrata la prima cosa che trova su un banco si prepara a combattere.

"Pensi di spaventarmi con quella riga sorcio?!?" gridò pieno di rabbia Lisca prima di gettarsi contro Didy che però pronto reagì evitando il pugno e passò sotto al cicicone, colpendo con una steccata dove avrebbe sentito meglio mandando al tappeto l'energumeno, ripreso l suo panino Didy decise di sedersi sul corpo del'ormai tappeto felino di Lisca, mangiando contento il suo amato panino al tonno, ma dopo pochi istanti in aula accorse un professore richiamato dalle grida e vedendo scappare gli amici di Lisca dalla classe, appena vista la scena al professore scappò un sorriso vedendo il piccolo Didy mangiare seduto sulla pancia di Lisca, ma ripresosi ordinò a Didy di raggiungerlo fuori...



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