ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 30 settembre 2017
ultima lettura mercoledì 23 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

AoD - 1 - I Gendarmi dei Re [cap 8]

di GhostWriterTNCS. Letto 380 volte. Dallo scaffale Fantasia

Raémia è un mondo ricco di magia, e i numerosi Reami, popolati da altrettante specie diverse, sono posti sotto il controllo di sei Re: persone illuminate che garantiscono pace e prosperità al mondo intero. O almeno così era un tempo...........

8. Incontri inaspettati

Dopo aver avvolto il cadavere di Bengal nel mantello di Giako, il mezzelfo e l'umana si erano concessi appena qualche ora di riposo prima di rimettersi in cammino. Dovevano portare il corpo ad Alisha il prima possibile: un'altra missione ancora più importante li attendeva.

Erano passati appena due giorni dallo scontro con l'aberrazione quando, con loro grande sorpresa, incrociarono due persone a cavallo. E non due persone qualsiasi: Giako riconobbe subito i capelli blu scuro e la pelle chiara di Alisha, così scese dal suo ippolafo e si avvicinò a piedi. La strega scese a sua volta e gli corse incontro. Il mezzelfo si accorse subito dei suoi occhi lucidi, e tutti i discorsi che aveva preparato gli parvero di colpo fuori luogo. Non c'era niente da dire in un momento simile.

La myketis in un primo momento rimase in silenzio, limitandosi ad abbracciarlo delicatamente. «Grazie, Giako.»

Due parole, tanto semplici quanto dolorose. Il Gendarme la strinse a sé, sempre in silenzio. Avrebbe voluto restare così per sempre, farla sentire amata e protetta, ma non poteva. «Perché sei qui?»

«Per darti una mano» rispose l'altra cavaliera.

Il mezzelfo sollevò lo sguardo e solo allora fece caso donna che era con Alisha, probabilmente un'umana. Aveva la carnagione olivastra e dei fluenti capelli mori e mossi. Il suo viso era molto affascinante, così come il fisico dalle curve morbide e molto femminili; a una prima occhiata dimostrava una trentina d'anni, eppure i suoi occhi affilati rivelavano una saggezza notevole, sembravano quasi incutere timore. Al contrario di Alisha, portava due voluminosi orecchini dorati che richiamavano le raffinate finiture dei suoi abiti pesanti.

«Giako, lei è Shamiram[13], la mia maestra» la presentò la strega.

Il Gendarme ci mise qualche istante per elaborare quelle parole. Ora che sapeva chi era, si ricordò di averla già vista un paio di volte attraverso gli specchi magici. Incontrarla di persona però era diverso, era come se la sua aura fosse molto più intensa. Lo faceva sentire un bambino impacciato.

«Emh, posso intromettermi?» intervenne Jehanne, fino a quel momento esclusa dalla conversazione.

Giako, che non era abituato a fare presentazioni, si trovò un attimo in difficoltà. «Eeh, sì...»

«Jehanne Romée» si presentò l'umana, risolvendo da sé il problema.

Alisha e Shamiram si presentarono a loro a volta.

«Un momento, per caso conosci gli Astrali?» fece la giovane rivolta alla maestra.

«Può darsi» rispose Shamiram. «Devo dedurre che lavori per loro?»

«È così.»

«Non mi aspettavo mandassero qualcuno» ammise la strega. «Evidentemente la situazione è più grave di quanto pensassimo.»

«Maestra, chi sono questi Astrali?» le chiese la myketis.

«I superstiti di un antico popolo molto avanzato. Hanno trasceso la vita come la conosciamo noi e sono diventati praticamente immortali, ciononostante ne sono rimasti pochissimi. Hanno portato la vita su innumerevoli mondi e pare siano stati loro a creare la magia.»

La myketis, ma anche Giako, parvero molto colpiti.

«Non fate quelle facce, tra un milione di anni i nostri discendenti faranno anche di meglio. L'importante è non estinguersi prima, quindi propongo di tornare all'argomento principale, ossia: Bengal è riuscito a dirvi qualcosa?»

«Sì, ha detto che a nord di Horville c'è un alchimista che sta facendo qualcosa con i demoni» rispose Jehanne. «Purtroppo non è riuscito a dirci altro in proposito, in compenso gli Astrali sanno che a sud-est di Grandeforêt c'è un alchimista che sta uccidendo decine, forse centinaia di demoni per trasformarli in armi magiche: sicuramente è la stessa persona. Ha anche accennato a un Governatore, ma non sappiamo in che modo è coinvolto.»

I Governatori erano la massima autorità politica dopo i Re: ogni Reame era affidato ad un Governatore, che aveva il compito di amministrarlo in nome del proprio sovrano.

«Per quanto riguarda le armi magiche, temo di sapere di cosa parli» ammise Shamiram. «Nei Reami Gialli ultimamente i ribelli hanno acquisito delle armi terrificanti, spade in grado di annullare la magia e squarciare le armature: hanno già ucciso un gran numero di Gendarmi e non solo. Avevo il presentimento che ci fosse un mago dietro, ma non avevo idea di dove cercare. Evidentemente Bengal l'ha trovato.»

«A questo proposito, abbiamo affrontato un elfo che aveva una di queste armi magiche» spiegò la giovane. Tornò al suo ippolafo e prese la spada per mostrarla alle due streghe.

Shamiram la prese e subito il suo sguardo si incupì. Anche Alisha non riuscì a nascondere il proprio turbamento. Le rune impresse sulla lama formavano un incantesimo che non aveva mai visto, ma quasi sicuramente si trattava di un sigillo per vincolare l'anima di una persona all'oggetto.

«Allora?» chiese Jehanne.

«C'è... c'era l'anima di un demone qui dentro» esalò Alisha, «una donna.»

«Cos'è successo?» volle sapere Shamiram. «Il sigillo sembra spezzato.»

«Non lo sappiamo» ammise la giovane in armatura. «Stavamo per sconfiggerlo, ma poi è come impazzito ed è morto. Sul suo corpo erano comparsi dei simboli neri, come dei tatuaggi.»

La maestra rifletté un attimo in silenzio. «Probabilmente non sono ancora riusciti a stabilizzare il sigillo. Tutto sommato forse è un bene: se siamo fortunati, non cominceranno a produrre in massa queste armi fino a quando non saranno riusciti a risolvere il problema. Ma dobbiamo sbrigarci.»

«Infatti» annuì Jehanne. «Noi dobbiamo andare dalla Regina Blu per chiederle alcuni uomini di supporto, qual è il modo più veloce?»

«Di questo posso occuparmene io» affermò Shamiram. «Conosco la Regina, e con la magia posso contattarla anche da qui. Prima però sarebbe meglio resuscitare il nostro amico.»

«Come? Volete resuscitarlo?!» esclamò la giovane, sconcertata.

«Tranquilla, Paladina, non intendo metterci nei guai. E poi le informazioni che ha raccolto ci servono se vogliamo fermare quell'alchimista.»

Jehanne la scrutò con aria indagatrice, poco convinta. «Mmh...»

«Potete farlo?» fece il mezzelfo, un po' stupito. «Credevo che dopo... quello...»

«Con la giuste conoscenze, i giusti ingredienti e la giusta preparazione si può fare praticamente ogni cosa» affermò la maestra, e l'occhiataccia che lanciò ad Alisha fu piuttosto eloquente.

«Bene, allora cosa aspettate?» intervenne Jehanne. «Fate la resurrezione, che già mi prudono le mani.»

«Temo non sia così semplice» ribatté Shamiram. «Qui la magia è... complicata. Non possiamo svolgere un incantesimo così complesso in questo punto, dobbiamo andare da un'altra parte. Voi intanto andate pure avanti, dal Governatore o al nascondiglio dell'alchimista. Quando avremo informato la Regina, potrete unirvi alle sue amazzoni.»

«Voglio essere presente quando contatterete la Regina» obiettò la giovane in un tono che non ammetteva repliche.

«Non ti fidi di me, Paladina?»

«Non intendo affidare le sorti del mondo a qualcuno che ho appena incontrato.»

Giako trovò sorprendente come Jehanne riuscisse a rispondere a tono a una persona carismatica come la maestra di Alisha; lui riusciva a malapena a reggere il suo sguardo.

«Scusatemi...» intervenne Alisha, «non potremmo andare tutti insieme a resuscitare Bengal?»

«È esattamente quello che avevo in mente» dichiarò Jehanne.

«Bene, non perdiamo altro tempo allora» affermò Shamiram.

«Ehi, un momento!» obiettò ancora la giovane. «D'accordo che non possiamo fare subito la resurrezione, non possiamo almeno provare a contattare la Regina Blu?»

«A quest'ora non è nelle sue stanze, dobbiamo aspettare questa sera» le spiegò la maestra.

Jehanne capì che insistere sarebbe stato inutile, così tornò dal suo ippolafo e salì in sella, un po' seccata ma pronta a rimettersi in marcia.

Anche Shamiram tornò dalla sua cavalcatura, così Alisha ebbe finalmente un momento di intimità col mezzelfo. «Giako, mi dispiace di averti chiesto... tutto questo» esalò, il capo chino per la vergogna.

«No, ti capisco» ribatté il Gendarme per cercare di consolarla. «Posso immaginare quello che provavi, quindi non preoccuparti: come vedi, sto bene.»

Lei lo guardò negli occhi e, constatando che era davvero tutto intero, gli sorrise con riconoscenza. «So che non è molto, però ho preparato altre zollette per il tuo ippolafo e un po' di pozioni per te, adesso te le prendo.» Raggiunse la sua cavalcatura - una femmina dal ventre chiaro -, rovistò un attimo tra le sue cose e poi tornò indietro con un paio di sacche in mano. Dopo pochi istanti, il muso da cervo dell'ippolafo di Giako spuntò curioso oltre la spalla del Gendarme.

«Sì, anche tu sei stato bravo» affermò la strega dando una zolletta all'animale, il quale la mangiò subito con gusto.

«Avanti, rimettiamoci in marcia» affermò Shamiram. «Prendo io il cadavere, il tuo animale è già abbastanza carico.»

Senza nemmeno preoccuparsi di ascoltare i pareri altrui, la strega fece fluttuare il corpo avvolto nel mantello e lo adagiò sulla schiena del suo ippolafo. Era un esemplare piuttosto massiccio, adatto più al traino che al trotto: sicuramente non avrebbe avuto problemi a lavorare con un grosso aratro, ma dato il suo portamento fiero, sarebbe stato più consono fargli trainare una lussuosa carrozza.

Tutti e quattro risalirono sui rispettivi animali e Shamiram si mise in testa al gruppo per indicare la strada. Alisha la affiancò, Giako e Jehanne invece chiusero la fila. Solo in quel momento il mezzelfo si accorse che mancava lo zombie della myketis. In realtà la cosa non lo stupì: probabilmente la strega gli aveva affidato il compito di badare alla casa in sua assenza.

Anche senza il cadavere animato, quello che si era appena formato era un gruppo piuttosto strano: un Gendarme solitario, una ragazza in armatura e due streghe. Se gliel'avessero raccontato, non ci avrebbe mai creduto: proprio uno come lui che si trovava a viaggiare con tre donne! Sarebbe stato quasi piacevole, se non fosse che una lo aveva preso a pugni per aiutarlo a non impazzire, una era la donna che l'aveva cresciuto e di cui era stato innamorato, e una lo faceva sentire come un bambino impacciato.

«Ehi, Giako» lo chiamò Jehanne a bassa voce, «tu ti fidi di Shamiram?»

Lui si strinse nelle spalle. «Alisha si fida di lei, e io mi fido di Alisha.» Dopo un attimo aggiunse: «Perché le hai chiesto degli Astrali?»

«Perché anche lei ha lavorato per loro.»

Giako rifletté qualche istante. «Ma allora perché non ti hanno mandato da lei invece che da me? Avrebbe potuto aiutarti meglio.»

«Sinceramente non ne ho idea. So che ha smesso di lavorare per gli Astrali molti anni fa, e la gente cambia col tempo. Forse non pensavano che avrebbe accettato di aiutarmi»

Il Gendarme rimase in silenzio. «Potrebbe essere in combutta coi ribelli?»

Jehanne sospirò. «Personalmente non credo, però... non mi ispira nemmeno molta fiducia.»

Il mezzelfo le rivolse uno sguardo interrogativo.

«Shamiram... beh, non credo di esagerare se dico che è una delle persone più potenti di questo mondo. È più vecchia di me, te e la tua amica messi insieme, conosce un mucchio di persone influenti e potrebbe ucciderci tutti con uno schiocco di dita. Puoi biasimarmi se ho qualche riserbo nei suoi confronti?»

Di nuovo, Giako si concesse qualche secondo per rispondere. Sapeva che la maestra di Alisha era una persona importante, ma non immaginava fino a tal punto. «Beh, ma se è potente come dici, se fosse stata in combutta coi ribelli ci avrebbe già uccisi tutti.» Dopo un attimo aggiunse: «Com'è che dici? Bisogna avere fede.»

Lei gli sorrise. «Esatto. L'importante è non usare la fede come scusa per non agire.»

Giako annuì e tornò a guardare avanti, verso le due streghe e oltre, per la cupa distesa della foresta. Se davvero Alisha e Shamiram fossero riuscite a resuscitare Bengal, allora grazie alle informazioni del felidiano avrebbero avuto molte più chance di fermare l'alchimista e, di conseguenza, i ribelli.

Avrebbero messo fine alla guerra prima ancora che iniziasse.


Note dell'autore

Ben ritrovati :)

Finalmente è comparsa "per intero" Shamiram, quindi colgo subito l'occasione per mostrarvi la sua versione chibi:

Shamiram (AoD-1)

Per il resto, Giako ha dimostrato ancora una volta le sue scarse attitudini comunicative, Jehanne invece ha fatto capire a tutti che è una senza peli sulla lingua XD In questo anche Shamiram non scherza, ma il suo modo di fare è decisamente più... regale/altezzoso (a seconda dei punti di vista :P).

Passando alle cose importanti, sono saltati fuori nuovi dettagli sulla spada magica, ma soprattutto il duo di protagonisti è diventato un quartetto. E, se tutto va bene, presto potrebbe diventare un quintetto (anche se non sarà così facile riportare indietro Bengal).

Il problema è che Jehanne non si fida molto di Shamiram. Con Giako alla fine è riuscita a collaborare (nonostante tutto), adesso però lo "scontro" sarà tra due persone con forti personalità. Guai in vista? Ovviamente lo scoprirete tra due settimane ^.^

Tra l'altro nel prossimo capitolo compariranno diversi nuovi personaggi, alcuni dei quali avranno link importanti con altre storie già pubblicate :D

A presto!

PS: per chi ha già letto la saga di Delta, Shamiram è la madre di Trickster, uno dei protagonisti :)

Segui TNCS: facebook, twitter, feed RSS e newsletter!


[13] Shamiram (Semiramide) è una leggendaria regina assiro-babilonese, moglie del re Nino.




Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: