ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 21 settembre 2017
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Riascoltati per voi GENESIS NURSERY CRIME

di jankadjstrummer. Letto 489 volte. Dallo scaffale Musica

Un brivido mi attraversa la schiena  quando parte questo capolavoro dei Genesis  che compie esattamente 40 anni, quindi, recensirlo non è mi viene molto facile, mi sovvengono ricordi di giovinezza, i miei primi ascolti di musica rock c...

Un brivido mi attraversa la schiena quando parte questo capolavoro dei Genesis che compie esattamente 40 anni, quindi, recensirlo non è mi viene molto facile, mi sovvengono ricordi di giovinezza, i miei primi ascolti di musica rock che mi hanno rapito e mi hanno tenuto segregato per sempre a questi suoni, la mia è stata comunque una prigionia dorata , stuzzicante, coinvolgente da cui non mi piace liberarmi. Ma veniamo a questo capolavoro che per la prima volta vede la formazione del gruppo al completo, (Gabriel/Collins/Banks/Hackett/Rutheford), compreso il diciannovenne Phil Collins alla batteria ed anche alla voce nel brano “For Absent Friend”. Questo terzo album in studio del gruppo era molto atteso sia dalla critica che dai fans che aspettavano la conferma di essere in presenza di uno dei gruppi più importanti del progressive rock. Il titolo dell’album è riferito alle filastrocche per i bambini inglesi (nursery rhymes - la parola rhymes è stata sostituita per assonanza con crimes).


Guardando il disegno di copertina del disco, il testo del brano d’apertura The Musical Box si comprende il bozzetto dell’artista

Paul Whitehead che firmerà molte copertine dei Genesis, viene raffigurata una bambina Guardando il disegno di copertina del disco, il testo del brano d’apertura The Musical Box si comprende il bozzetto dell’artista Paul Whitehead che firmerà molte copertine dei Genesis, viene raffigurata una bambina che gioca a croquet con teste umane; c’è una nota nel disco che spiega la trama di questo concept-album:
“ Quando Henry Hamilton-Smythe di otto anni andò a giocare a croquet con Cynthia Jane De Blaise-William di nove anni, questa graziosamente gli staccò la testa. Due settimane più tardi, la piccola Cynthia entrà nella camera di Henry e vide la sua musical box (carillon). Quando l'aperse ed incominciò a suonare Old King Cole (una filastrocca popolare), apparve lo spirito di Henry, che rapidamente incominciò ad invecchiare. La canzone riporta le parole che Henry disse a Cynthia, Poi entrò la nurse, e la bambina gettò la musical box contro Henry, che subito scomparve.
I testi di Nursery Crime sono straordinariamente sofisticati, atmosfere da favola che diventano misteriose e con suggestive citazioni letterarie,storiche cariche di tanta ironia, mi viene in mente un passo di Harold The Barrel in cui il protagonista si taglia le dita dei piedi per servirli col tè agli ospiti. Il disco si compone di sette brani, si parte con il leggendario The Musical Box, uno dei cavalli di battaglia della band, una sorta di mini suite di oltre dieci minuti articolata in 3 fasi distinte ma concatenate l'una all'altra; la tranquilla partenza dalle atmosfere un po’ medievale poi la dolce voce di Gabriel si amalgama alla perfezione con il suono perfetto e magico della chitarra di Steve Hackett e delle tastiera di Tony Banks una grande suggestione nel crescendo dei cori e dei fiati che culminano in un finale da brivido, gridato fino all’inverosimile da Peter Gabriel in quel “ Why don't you touch me, touch me, Why don't you touch me, touch me”. Un brano indimenticabile che lascia sbalorditi e che rappresenta in pieno il suono Genesis. Con “For Absent Friends” si stempera l’atmosfera, si tratta di un breve pezzo acustico e delicato cantato da Phil Collins prima di passare alla scoppiettante.
The Return Of The Giant Hogweed”
che parte con formidabili tastiere e diventa, poi, un duetto con la chitarra di Hackett, un autentico capolavoro di suoni rock progressive in cui le atmosfere drammatiche, tipiche del suono Genesis, esplodono nel finale, in tutta la loro energia.
In Seven Stones, continuano la "liturgia della drammaticità", arrichita dai vari mellotron e moog di Banks, che sono sempre omnipresenti nel brano, ma mai "barocchi", senza cioè appesantirlo mai. Tutto il disco è un gioco di equilibri: in fondo le "keyboards" si affacciavano come strumento nuovo, e fornivano infinite possibilità creative.

Harold The Barrel è una specie di ragtime che vuole spezzare un pò i ritmi tetri proposti fino a quel momento, Banks si mette alle tastiere e Hackett lo scimmiotta un pò con la chitarra.

Harlequin è un piccolo brano di calma, che preannuncia la tempesta di The Fountain of Salmacis: una piccola opera rock-lirica, un crescendo di atmosfere trionfanti, con la voce di Gabriel e il basso di Rutheford a fondersi in un "unicum" di suoni, spazialità di rara bellezza. Ho avuto la fortuna di averne visto un rarissimo filmato in cui i Genesis la suonavano davanti alle telecamere della televisione belga. Un brano da ascoltare da soli, in macchina, al buio e con la luna piena.
Seven Stones, dall’andamento ancora fiabesco ma nello stesso tempo arcano, è ben cesellato dalla voce di Peter Gabriel.


La già citata Harold the Barrel e una song divertente ed ironica che esalterà la teatralità dei Genesis nei concerti dal vivo dell’epoca.
Harlequin è un brano lento ed incantevole in cui la parte vocale è affidata ad un coro di Gabriel-Collins.
L'album si chiude con la struggente melodica The Fountain Of Salmacis, ispirata al mito di Ermafrodito e della ninfa Salmace, nella quale si parla di un amore impossibile; memorabile l’apertura affidata al Mellotron e l’ assolo di Steve Hackett!
Sotto il profilo prettamente musicale i

Genesis dimostrano una grandissima maturazione rispetto alle due releases precedenti sviluppando sonorità sperimentali, più complesse e ricercate, che avviluppano l’ascoltatore; atmosfere melodiche/acustiche molto profonde sono alternate a ritmiche più sostenute di grande effetto comple

The Musical box = CARILLION

Suonami Old King Cole
perché io possa unirmi a te
il tuo cuore è così lontano da me ora
ma non importa.
E la nurse ti dirà bugie
di un reame oltre il cielo
ma io mi sono perduto in questo mondo a metà
ma non importa.
Suonami la mia canzone
ecco che viene di nuovo
suonami la mia canzone
ecco che viene di nuovo.
Solo un pochino
solo ancora un poco di tempo
tempo rimasto da vivere fuori dalla vita.
Suonami la mia canzone
ecco che viene di nuovo
suonami la mia canzone
ecco che viene di nuovo.
Lei è una signora, lei ha tempo
spazzolati indietro i capelli e fammi conoscere il tuo volto
lei è una signora, lei ha tempo
spazzolati indietro i capelli e fammi conoscere la tua carne.
Ho atteso qui per così tanto
e tutto questo tempo mi è trascorso accanto
ma non importa adesso
te ne stai là con lo sguardo fisso
senza credere a quello che ho da dire
perchè non mi tocchi, toccami
perchè non mi tocchi, toccami, toccami
toccami ora, ora, ora, ora, ora.


Tracklist:
01. The Musical Box
02. For Absent Friends
03. The Return Of The Giant Hogweed
04. Seven Stones
05. Harold The Barrel
06. Harlequin
07. The Fountain Of Salmacis

Buon ascolto o riascolto da JANKADJSTRUMMER

ssivo.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: