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lavoro pubblicato giovedì 21 settembre 2017
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Holding back the years

di Abarbaricyawp. Letto 426 volte. Dallo scaffale Filosofia

- La gente crede che stringendo a sè i ricordi non viva più il presente, o peggio ancora il futuro. Ti rendi conto? - ...

- La gente crede che stringendo a sè i ricordi non viva più il presente, o peggio ancora il futuro. Ti rendi conto?

- Tu sei parte di quella gente, non trovi?

- Lo ero. Ne sono uscito. L’ho capito mentre organizzavo il tuo addio al celibato. È stato così immediato, semplice. Mi sorprende che non sia arrivato prima a questa conclusione.

- Quale, scusa?

- Io ora so che i ricordi delineano le nostre azioni future.

- E cosa c’entra con la mia festa?

- C’entra. Ti ricordi quando da piccoli ci sedemmo proprio qui dove siamo ora? Ok, non c’erano quelle piante di aloe, i bambini non erano così chiassosi, ma il luogo è questo.

- Ricordo molte cose che ci legano a questo luogo, ma non sono sicuro di quale sia il tuo ricordo.

- Vedi, perché hai smesso di ricordare.

- Non ho smesso di ricordare soltanto perché non ricordo un fatto legato a questo luogo.

- Eppure qui, vent’anni fa, ci facemmo una promessa: ci saremmo stati l’uno per l’altro negli anni a venire.

- Ce lo siamo detti tante volte negli anni...

- Sì, ma era luglio come adesso, tu eri in collera con il mondo perché avevi litigato con tuo padre: non eri felice quel giorno, io però ero lì con te e ti calmai. Alla fine di quella giornata ci siamo promessi che, se il futuro ce lo avesse concesso, ognuno ci sarebbe stato per l’altro. Qualsiasi fosse stato il problema.

- Sì, ora ricordo. Mi facesti ridere con quella canzoncina degli Stadio che andava per la maggiore in quell’estate, mi pare “Le venti”.

- Sono le venti... Sono le venti e twenty-six (in falsetto)...

- Ahahah, sei un idiota come allora. Perché te ne sei ricordato? È la birra che ti sei scolato a far emergere questi aneddoti?

- Me ne sono ricordato perché, mentre organizzavo il tuo addio alla tua libertà civile, ho anche pensato al discorso da dire in onore degli sposi. E mi è venuto alla mente questo.

- Pure il discorso farai: mi aspetto un monologo di due ore, almeno.

- Non mi tentare...

- Tu hai una dote: riesci ad esprimere in parole quello che tanti si limitano a pensare e non hanno il coraggio di dire. Quanto ti invidio! Continua ora: mi piacerebbe capire come tutto ciò si leghi ai ricordi.

- Tu hai smesso di ricordare perché sei proiettato verso il futuro.

- Ed è un male?

- No, ci mancherebbe. Tuttavia ti sei accorto anche tu che hai ricordi sbiaditi del tuo passato.

- Credo sia naturale, sai.

- Lo è, ma semplicemente perché lo accettiamo, eppure quei ricordi sono sedimentati in noi, basta lasciarli affiorare.

- Affiorare?

- Certo. Il nostro cervello archivia i ricordi, poi siamo noi a farli riaffiorare attraverso i nostri stati d’animo.

- Non ti seguo.

- Ascolta: ora siamo in sintonia e tu hai subito ricordato l’episodio legato alla nostra infanzia.

- Me l’hai ricordato tu, io avevo idee vaghe.

- Appunto, gli amici servono a ciò: ricordarci ciò che potremmo erroneamente archiviare con troppa fretta.

- Non può essere solo questa l’amicizia. È molto di più.

- Certo, ci mancherebbe. Ma chi possiede più poteri sul nostro passato di chi ci conosce meglio di tanti altri? Ho pensato molto al discorso da farvi il giorno delle nozze e mi sono chiesto quale fosse la chiave di lettura più efficace per far intendere a tutti cosa fosse per me la nostra amicizia. Ci sono giunto quasi naturalmente: è la presenza, anche fugace, di uno per l’altro.

- Quello è ovvio.

- Per i più lo è, a parole. Io parlo di fatti. Ho pensato all’esempio adatto, anche questo preso dall’universo dei ricordi che ci legano: la notte in cui mio padre morì.

- Me lo ricordo come fosse ieri.

- Era l’una di notte. Papà era già un po’ freddo su quel letto d’ospedale. Io uscii dalla stanza, il cuore a pezzi, e feci il tuo numero, quello di altri pochi intimi amici. Tu non rispondesti, fosti l’unico. Arrivasti all’ospedale venti minuti dopo. Non ci dicemmo nulla. Semplicemente mi abbracciasti e iniziammo a piangere.

Vedi, gli altri ci furono per me, però quel tuo gesto mi ha dato tutte le risposte che un amico potrebbe desiderare.

- Mi pareva il minimo: tuo padre era anche mio padre per quello che fece per me.

- Sta di fatto che tu ci fosti e io me lo ricordo ancora. Capisci ora che cosa intendevo dire poco fa sul ricordo?

- Inizio a capire.

- Non saremmo ciò che siamo oggi se non ci avessero forgiato i ricordi. Siamo quello che abbiamo vissuto: grazie al nostro passato siamo cresciuti, evoluti, peggiorati; tuttavia siamo.

E credi che ora siamo qui in questa località di mare per pura casualità? Perché non avevamo altri luoghi in cui andare?

- No, ormai non lo credo più.

- Esatto, siamo qui perché proprio qui eravamo per i molti eventi importanti della nostra vita: vacanze da adolescenti, prime cotte, prime delusioni. Ricordo quando venimmo qui dopo che era morto mio padre: io e tu da soli. Fu come un rehab per me, ne sono certo.

Vedi, siamo ciò che abbiamo vissuto, ti dicevo poco fa, e solo così riusciamo a proseguire in questa esistenza. Solo così ci possiamo voltare poi avanti e pensare al presente e al futuro con più serenità. Abbiamo una base solida da cui partire, sia essa buona o negativa. Sappiamo cosa fare.

- Non fa una piega, come sempre.

- Ora sei pronto a sposarti?

- Perché me lo chiedi?

- Ora sai di avere una base solidissima da cui partire, inoltre hai un amico come me.

- Se è come dici tu, sono prontissimo allora.

-



Commenti

pubblicato il giovedì 21 settembre 2017
tartaruga82, ha scritto: Leggendolo è scesa qualche lacrima, i ricordi sono quelli che al momento mi stanno tenendo a galla, non riguardano l'amicizia come nel tuo racconto, sono legati ad altro, ma posso benissimo proiettare ciò che tu scrivi nella mia vita. Grazie!
pubblicato il venerdì 22 settembre 2017
Abarbaricyawp, ha scritto: Cara Tartaruga82, mi onora il tuo commento, grazie! :)
pubblicato il sabato 23 settembre 2017
Hasnotname, ha scritto: Complimenti. Ritengo che il mondo dei ricordi sia parecchio ingarbugliato e alle volte è difficile percepire com essi influenzino il presente. Davvero grazie!

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