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lavoro pubblicato mercoledì 13 settembre 2017
ultima lettura domenica 24 settembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Giorno 5 - Riccio

di Hasnotname. Letto 83 volte. Dallo scaffale Pensieri

Ancora una volta si torna tra i pensieri della protagonista, che parla in modo confusionario e sconnesso della sua ferita d'amore. Pensieri che potrebbero trasformarsi in racconto? Chi lo sa. Soltanto lei può deciderlo.....

Ogni pretesto era buono per discutere. In modo sempre più acceso riprendeva i miei comportamenti. Cominciai a pensare fosse dovuto alla stesura della tesi di laurea. Si sa, in questi momenti cruciali la pazienza viene facilmente esaurita, e basta un niente per sbottare. Me ne convinsi: troppi pensieri, troppe pressioni, è agitato, per questo motivo si comporta così. Poi finì la stesura della tesi, studiava per l'ultima materia. Ancora peggio, se non mi presentavo sorridente ed entusiasta quando ci incontravamo era rimprovero. Va bene - mi dissi - è sempre causa dell'agitazione dovuta allo studio. Io al suo posto sarei anche peggio.

Poi incontrai vecchi amici, parlando del passato, dei ricordi comuni, uscì una nuova storia. La mia. "Si, praticamente l'ha invitata a cena, ma non so dirti se già si sono visti o ancora no." Panico. Sorrisi, finsi di conoscere i dettagli, cambiarono discorso senza però far mancare qualche battutina velenosa.

Perchè mi stava facendo questo? Dove avevo sbagliato? Cosa gli avevo fatto mancare? Desiderava forse qualcosa di più che nonvero riuscita a decifrare? Mi sembrava andasse tutto bene. Era particolarmente irritabile, sì, ma lo studio causava tutto ciò.

Se invece non riusciva a giostrarsi tra me e lei? Se invece dipendeva dal fatto che aveva capito di amare piu lei che me? Cosa impediva un nuovo inizio tra loro? Io? No, non ero un impedimento abbastanza grande. Dicevo a me stessa "ricorda: tu sei l'amante, niente di più, bensì molto meno". Ma no, lui stesso mi aveva dichiarato amore. Lui stesso mi aveva presa per mano e aveva sussurrato al mio orecchio "da oggi sei impegnata, sei mia". E io ero rimasta di sasso, quasi convinta fosse un sogno.

Ma allora perchè era tornato da lei? Dovevo dirgli che sapevo. Arrabbiarmi. Oppure era più giusto far finta di niente e cercare di scoprire altro? O meglio ancora dimenticare? Cosa. Cosa dovevo fare.

Il dialogo non è mai stato il nostro forte. Solitamente non insistevo con le mie ragioni, perché, se pur valide, era capace di smontarle in poche battute. Perché mi conosceva troppo bene forse. O perché non lo conoscevo abbastanza bene io.

Ero assente. Mi chiusi nelle mie 101 domande. Pensavo. O forse deliravo.



Commenti

pubblicato il giovedì 14 settembre 2017
Rosnikant, ha scritto: Grazie a colei che, pur senza nome, scrive di passionalità e amore in modo così sincero... turbine è parola inconsueta e tanto tanto vorticosamente poetica! A nuove e più intense riletture!

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