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lavoro pubblicato mercoledì 13 settembre 2017
ultima lettura mercoledì 22 novembre 2017

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Viaggio verso il mare

di Akyra15. Letto 172 volte. Dallo scaffale Generico

La sveglia suonò alle cinque: le prime luci iniziavano a farsi largo tra le tenebre.  Lei si rigirò tra le lenzuola mentre un sorriso di piacere le si stampava sul viso: quel giorno la aspettava un lungo viaggio in macchina verso un .....

La sveglia suonò alle cinque: le prime luci iniziavano a farsi largo tra le tenebre.

Lei si rigirò tra le lenzuola mentre un sorriso di piacere le si stampava sul viso: quel giorno la aspettava un lungo viaggio in macchina verso un luogo fatato dove mare e montagna si incontravano.

Prese il telefono in mano per controllare che fosse carico e si alzò, poggiando i piedi sul pavimento freddo, così piacevole e rinfrescante. Aveva dormito con il costume già addosso perché non voleva perdere tempo a prepararsi. Si diresse in bagno per lavarsi la faccia; si legò i capelli in uno chignon come sempre e proseguì verso la cucina per bere un succo di mango e pesca o almeno così le sembrava.

Tornò in bagno per lavarsi i denti: le altre due ragazze erano anche loro già pronte, così presi gli zaini uscirono dalla casa e salirono in macchina. L’aria era fresca e si potevano sentire i primi uccellini che iniziavano a cantare; le sarebbe piaciuto che quel momento durasse in eterno.

Impostato il navigatore si diressero verso una caffetteria aperta 24 ore su 24, tutti i giorni, mentre la voce meccanica dell’apparecchio continuava a ripetere: “appena possibile fare una inversione a U”.

Prese una brioche alla crema e un tè al limone. Si fermarono di nuovo per fare il pieno di benzina; in lontananza si vedeva il sole che faceva capolino, in mezzo ai campi di pesche.

Durante il viaggio si fermarono due volte per il bagno e per le nove erano già arrivate. Si trovavano sulla sommità di una montagna: da una parte si stagliava la parete rocciosa e dall’altra si poteva vedere il mare che si estendeva a perdita d’occhio. C’è forse qualcosa di più bello di un panorama che appaghi la vista?

Percorsero la strada serpeggiante rimanente e non trovando parcheggio si fermarono vicino ad altre macchine al lato della strada. Le aspettava una mezz’ora di camminata per raggiungere la spiaggia, ma non era un problema perché la vista era fantastica. Si fermarono più volte a fotografare il paesaggio.

Scherzavano dicendo che si sarebbero arrampicate sulla rete che copriva la parete rocciosa per raccogliere i fichi d’india che spuntavano dai cactus dispersi lungo tutta la strada. Una volta raggiunto il paese attraversarono il centro per sbucare davanti al mare più bello che avessero visto. L’acqua era trasparente, blu e verde contemporaneamente.

Il mare e l’oceano sono luogo di morte in realtà. Non si può prevedere e contenere la forza delle onde che divorano e trascinano una moltitudine di persone. Forse è proprio il suo essere così vorace e spietato che lo rende un posto così affascinante.

A lei bastava sedersi su uno scoglio ed osservare l’acqua e il cielo che si univano all’orizzonte. Le piaceva quando era in tempesta e anche quando era così piatto che le nuvole ci si specchiavano come dame di corte; le piaceva di notte quando la luna incontrava la sua gemella e di giorno, quando il sole perdeva il suo fuoco nell’acqua più lontana.

È bello fantasticare, sognare di viaggiare perché ti permette di evadere anche quando non ne hai le possibilità fisiche. Con la fantasia si possono raggiungere i luoghi più lontani e vivere le avventure più emozionanti.

E a lei non restava che affidarsi alla sua immaginazione per poter vivere; ormai le gambe e parte del busto erano completamente atrofizzati, aveva perso il conto di quanto tempo era passato da quando l’avevano legata a quel lettino, come un pazzo che non risponde delle proprie azioni.

Eppure lei non si ricordava di aver fatto qualcosa di male, quindi non le restava che sognare.

Il suo amato mare che si perdeva all’orizzonte.



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