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lavoro pubblicato domenica 10 settembre 2017
ultima lettura sabato 4 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Pianti del cielo (Parte 2 su 10)

di parisi71g. Letto 374 volte. Dallo scaffale Amore

Diego non sapeva come trascorrere la serata, quel che era certo è che aveva bisogno di distrarsi e non pensare alla sua musa tra le braccia di ...

Diego non sapeva come trascorrere la serata, quel che era certo è che aveva bisogno di distrarsi e non pensare alla sua musa tra le braccia di un altro.
I videogiochi violenti sono terapeutici in questi casi e Diego si fece ingolosire dall'idea di sfogare la propria rabbia uccidendo mostri e persone virtuali. Magari trovando nel gioco qualcuno somigliante alla fonte del suo tormento, colui che quella sera avrebbe baciato ripetutamente Diletta.
Per evitare di trovare sui social qualche loro foto in ricordo della serata, decise di spegnere il cellulare e riaccenderlo solo il giorno dopo.

Come supponeva Diego l'uscita tra Diletta e il neo fidanzato proseguiva tra baci e dolcezza. Lui si mostrava come un ragazzo duro, ma si incantava e scioglieva il suo gelo dinanzi gli occhi della bella dai capelli rossi.
Di foto, per volontà femminile, ne vennero scattate parecchie e la migliore postata su Instagram.

Sembrava una scelta azzeccata quella di Diego di evitare il telefono per non darsi ulteriore dolore, ma il senso di colpa lo colpì al risveglio.

“Ho bisogno di te! Ho avuto un incidente, VIENI!” Indicando in seguito l'ospedale dove si trovava.

Subito nella mente le peggiori ipotesi su cosa le fosse successo. Diego era sveglio nell'orario riportato sul messaggio, stava ancora davanti la tv a dilettarsi ad essere un assassino.

La chiamò, con un nodo nella gola, sperando che lei rispondesse subito. Il telefono continuò a squillare, ma la voce di Diletta non interrompeva mai la sua inquietudine.
Si vestì e corse all'ospedale, con l'auto non era troppo distante.
Arrivò nel luogo, gli confermarono che Diletta si trovava ancora lì, ma doveva attendere mezzogiorno prima di entrare, ovvero l'orario destinato alle visite di parenti e amici ai pazienti.
Nel frattempo continuò il silenzio della sua musa.

Giunse l'orario, i passi di Diego tremavano alla ricerca della stanza. Trovò la porta chiusa. Bussò. Aprì la madre di Diletta e trovò ella sveglia. Notò subito la sua gamba sinistra gessata e graffi sparsi, ma non troppi, sul corpo.
«Cosa è successo?»
«Sono inciampata su una buccia di banana!» Rispose adirata, mostrando la sua rabbia verso Diego.
«Scusami, stavo male e avevo spento il cellulare!» Continuò a sentirsi in colpa.
«Avevo bisogno solamente di averti vicino, come ho voluto accanto mia madre. Non ho risposto alle tue chiamate per questo, esigevo un amico come te per rasserenarmi e sfogarmi! Devo parlarti di ciò che è successo!» Invitò la madre ad uscire e lasciarli soli, la signora ne approfittò per fare due passi e accendere la sigaretta che da ore desiderava fumare.
«Dimmi tutto! Lui dov'è?»
«Lo stronzo è a casa sua, non si è fatto nulla!» Mostrò rancore per il suo ormai ex fidanzato. «La serata era stata bellissima, ma poi si è rovinata: fatta a pezzi come le merendine nello zaino. Mi stava riportando a casa e per comodità mi aveva dato il suo cellulare in mano. Gli è arrivato un messaggio e data la mia gelosia investigativa ho voluto vedere chi fosse e cosa contenesse il testo. Nonostante le conseguenze, beh, ho fatto benissimo a curiosare! La sua ex si è rifatta viva, proprio ieri sera, chiedendogli di tornare insieme e lui ha risposto che avrebbe accompagnato il problema a casa, ovvero io, e che non vedeva l'ora di baciarla. Voleva lasciarmi senza nemmeno dirmelo, sparire così come se io fossi un giocattolo per un bambino stufo. Mi sono incazzata troppo e ho cominciato a picchiarlo all'instante. Ha sbandato e siamo caduti mentre la moto andava veloce ed eccole qui le conseguenze!» Indicò il gesso. «Lo so, sono stata stupida! Ma tu sai quanto sono istintiva! Non ho voluto dire nulla a mamma, ho dato la colpa ai fossi.»

Diego l'abbracciò, come sempre senza osare troppo nel stringerla. Disse le solite frasi di circostanza.
Nonostante il nemico non ci fosse più non era un vantaggio: una donna ferita ha problemi a lasciarsi andare ai sentimenti, per timore di altro dolore.

Il cielo piangeva su Diletta, anche su Diego ma con minore intensità. Urgeva una schiarita.



LA TERZA PARTE SARA' PUBBLICATA DOMENICA 17 SETTEMBRE. STORIA PRESENTE SULLA PIATTAFORMA theincipit.com DOVE E' POSSIBILE VOTARE, TRA LE 3 OPZIONI PRESENTI, COSA VORRESTE NELLA PARTE SUCCESSIVA.
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