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lavoro pubblicato domenica 10 settembre 2017
ultima lettura sabato 25 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Nell'isola di Boris

di Gia. Letto 327 volte. Dallo scaffale Generico

C'è chi dice che i pesci rossi ricordino solo per pochi secondi,ma boris era solo confuso da ciò che gli era accaduto,perchè lui dei ricordi manteneva solo il retrogusto,sentiva i residui emotivi degli avvenimenti, ma le motivazion...

C'è chi dice che i pesci rossi ricordino solo per pochi secondi,
ma boris era solo confuso da ciò che gli era accaduto,
perchè lui dei ricordi manteneva solo il retrogusto,
sentiva i residui emotivi degli avvenimenti,
ma le motivazioni lo confondevano,
percepiva ma non avrebbe saputo dare un nome a cosa o dove fosse.
Sapeva che aveva due pinne,
sapeva muovere la bocca
e sapeva che spesso c'aveva fame.
Testava ininterrottamente il perimetro di quella che con buone probabilità era casa sua,
a cui dava questo appellativo più per la mancanza di sinonimi che per la sensazione di casa.
Il nostro amico nuotava, ma non aveva cognizione dell'acqua,
e quante volte vetrine molto pulite ci hanno ingannato,
suppongo s'illudesse che avanti fosse avanti all'infinito,
e se non ovunque almeno fino al divano.
Ma le mura anche se di vetro so sempre mura,
e lui ci rimbalzava perennemente contro
e tornava dietro fino a incontrare un altro muro invisibile.
Ad un tratto tra la confusione intravide la possibilità di cambiare via,
ma povero il piccolo boris trovò scherzo ancora più subdolo,
da lontano intravide qualcuno che si avvicinava,
gli nuotò incontro fino ad arrivare a una bolla di distanza,
e rimase li a fissarlo,
a fissarsi,
inconsapevole di ciò per ore,
finchè decise di andare verso di lui,
ma incontrò di nuovo la barriera,
non so se capì mai che erano vetri a specchio.
Deluso, tradito da se stesso e da chi ce l'aveva messo li
resettò gli ultimi secondi e si allontanò,
andò dietro e vide qualcosa in lontananza,
non sapeva cos'era si avvicinò a meno di una bolla di distanza
e rimase li fermo, impossibilitato a muoversi dalla forte sensazione di tristezza che gli provocava la vista di quella cosa,
resto così a fissarsi per tanto tempo e poi iniziò a lasciarsi andare,
la coda c'aveva il principio della sirenetta e voleva andà in superficie,
la lasciò salire.
Assunse una strana posizione a diagonale, che gli permise di scoprire un'altro specchio
da quella prospettiva erano palesemente tre.
Boris non si avvicinò mai più al vetro ma rimase li a fissare la sue due copie contemporaneamente,
fino a che la sirenetta che era in lui prese il sopravvento e salì a galla,
ma lui per quanto rosso non aveva di certo capelli fluenti o fattezze umane,
e ingannato dai vetri, dagli specchi e da se stesso rimase li a galla,
sempre confuso ma con la certezza di essersi riconosciuto o almeno una sensazione simile.


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