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lavoro pubblicato venerdì 8 settembre 2017
ultima lettura domenica 17 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Guenda

di IvanoBruzzo. Letto 300 volte. Dallo scaffale Fantascienza

I genitori se ne accorsero quando Guenda aveva appena quattro anni. La bambina solitamente era il ritratto della felicità, sempre allegra, solare, pronta a mostrare il sorriso in qualunque situazione, un giorno però la sua migliore amica ...

I genitori se ne accorsero quando Guenda aveva appena quattro anni. La bambina solitamente era il ritratto della felicità, sempre allegra, solare, pronta a mostrare il sorriso in qualunque situazione, un giorno però la sua migliore amica dovette partire per qualche giorno assieme ai genitori; nel giro di alcuni minuti, subito dopo che le due giovani amiche si erano salutate, il cielo cambiò: si coprì all'improvviso di nuvole che offuscarono il sole fino a quando l'amica non tornò.
Crescendo, negli anni della scuola, il tempo peggiorava ogni volta che Guenda aveva qualche esame. Durante lo svolgimento delle verifiche, quando era agitata, qualche goccia scendeva dai nuvoloni neri che sempre si formavano.
La vicenda che volevo raccontarvi accadde quando Guenda aveva venticinque anni. Quel mattino, come ogni giorno, andò a lavorare in auto. Parcheggiato sotto la sede dove lavorava raggiunse rapidamente gli uffici. Con sorpresa notò che un appunto lasciato alla sua scrivania l'avvertiva che quel mattino si sarebbe tenuta una riunione con tutti i capi delle sedi nazionali. Nonostante avesse chiesto il permesso di uscire in anticipo quel giorno, quella riunione le avrebbe mandato in fumo tutti i progetti del pomeriggio.
Aspettò il capo per chiedergli spiegazioni. Se solo l'avesse saputo il giorno prima, avrebbe potuto spostare gli impegni presi.
Quando apparve sulla porta, notò il completo impeccabile bagnato dalla pioggia.
"Poteva prendere un ombrello!" le disse senza distogliere lo sguardo dal monitor del computer.
"Quando sono partito da casa c'era il sole. Questo tempo cambia in continuo, nemmeno le stazioni meteo ci capiscono più!"
"La dea della pioggia sarà arrabbiata per qualcosa." nascose un sorriso e le mostrò il foglietto. "Si ricorda che oggi avevo preso il pomeriggio libero?"
"Ah no Guenda, me ne sono completamente scordato. Non credo che sia un problema comunque per te rinviare il parrucchiere o la manicure." Quando il capo sparì nell'ufficio accanto, si udì un tuono in lontananza.
La ragazza piombò come una furia davanti al titolare. "Secondo lei, una ragazza prende delle ore solo per farsi bella?" - Maschilista schifoso. - avrebbe voluto continuare, ma il posto di lavoro le serviva. Un lampo rischiarò il suo viso seguito dal rimbombo assordante di un tuono.
Il principale saltò sulla sedia e finse di scusarsi dicendole che stava solo scherzando.
Nella riunione che si sarebbe tenuta di lì a poco, Guenda era incaricata di fare il verbale di tutti gli argomenti trattati. Era un compito che odiava, ma faceva parte del suo lavoro. A mano a mano che l'ora si avvicinava, il tempo peggiorava. Quando l'ultimo capo sede arrivò in ufficio, pioveva a dirotto. Ogni volta che qualcuno passava dal suo ufficio senza salutarla un lampo cadeva vicino al magazzino accompagnato da un tuono che faceva tremare le pareti.
Durante la riunione Guenda finì per annoiarsi a morte. Uno degli ultimi argomenti fu il licenziamento di alcuni dipendenti scomodi all'azienda. Un paio erano suoi amici. In quell'occasione la segretaria scoprì una peculiarità del suo ‘potere' che non conosceva. Quando i capi passarono dai nomi dei licenziati alle loro imminenti vacanze, un forte vento spalancò le finestre facendo bagnare completamente una parte degli intervenuti. Quando alcuni di essi provarono a chiuderle, con un gesto della mano, la ragazza li scaraventò a terra. Oltre alla pioggia poteva comandare anche il vento. Buono a sapersi.
Guenda guadagnò il centro della stanza e alzando le braccia urlò per superare il frastuono della tempesta. "Signori, mi fate ribrezzo! Licenziate delle persone non curandovi si sapere se queste possono campare senza il loro stipendio. Aldo, un mio collega, ha tre figli. È il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via. Si spacca la schiena per questa vostra azienda facendovi guadagnare i soldi per le vostre vacanze." L'acqua oramai aveva raggiunto i dieci centimetri nella stanza e raggiunte le prese produsse un effetto spettacolare per effetto del cortocircuito dell'impianto elettrico che nemmeno Guenda si aspettava.
I capi erano impauriti e stretti gli uni agli altri come bambini in lacrime.
Guenda raggiunse la porta, uscì e la tempesta svanì.

Il giorno dopo rimase a lungo a letto fino a quando lo squillo del telefono non risuonò nella stanza.
"Pronto!"
"Ciao, sono Aldo. Non vieni oggi in ufficio? Ti aspetto per il caffè?"
"Non so se ho ancora un posto di lavoro."
"Perché? Il capo ti sta aspettando con alcuni nuovi clienti arrivati dopo la riunione di ieri. Dice che in molti capi sede si sono licenziati e noi siamo diventati la sede principale dell'azienda. Assumeranno nuovo personale!"
Una volta riagganciato si preparò con calma un caffè, si fece una doccia e uscì di casa.



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