ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.183 ewriters e abbiamo pubblicato 72.649 lavori, che sono stati letti 45.981.312 volte e commentati 54.788 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato mercoledì 6 settembre 2017
ultima lettura mercoledì 15 novembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

RACCONTO - 1989

di MartaArtemida. Letto 152 volte. Dallo scaffale Pensieri

Emma e' una giornalilsta, scrittrice e viaggiatrice che dopo un lungo viaggio in Unione Sovietica, prima del crollo, si ritrova a fare i conti con un cambiamento profondo in se stessa.

A loro due piaceva sempre incontrarsi al bar che si trovava accanto alla libreria di Gabi, dopo un lungo viaggio o dopo un periodo di lontanza.

Emma, giornalista, astrologa e tarologa, era di ritorno dal viaggio che avrebbe cambiato la sua vita per sempre, un viaggio lungo che la porto' in un'Unione Sovietica ormai sull'orlo del collasso.

Stava osservando con fare assente il negozio di libri, o meglio la sua vetrina. La sua attenzione era stata catturata da un cartello appiccicato alla bell'e meglio con quattro pezzi di scotch ingialliti sul vetro un po' lurido della vetrina.

"VENDITA speciale", recitava. "50% di sconto sul secondo acquisto e 70% sul terzo". Sogghigno' tra se' e se'.

Gabi, amico da parecchi anni e proprietario della libreria, aveva creduto che facendo cosi' potesse attirare sempre piu' persone alla lettura. Secondo lui, troppe poche persone leggevano e, in modo un po' provocatorio, andava in giro a dire ai quattro venti che al mondo c'erano piu' autori che lettori.

Emma amava ascoltare quelle sue parole, soprattutto quando le pronunciava alle fiere o agli eventi letterari incurante che tra i presenti ci fosse proprio un autore di "moda" o un editore di grido.

"Tutti sono autori, tutti credono di avere una storia interessante da raccontare e soprattutto tutti credono di avere un pubblico di persone pronte a pendere dalle loro labbra. Tutte scemenze! Se voi editori faceste della qualita' la vostra missione, molte di queste idiozie non le pubblichereste nemmeno!"

Pronuncio' queste parole, o meglio queste sono quelle che il giornalista riporto' nella colonna di cronaca, prima che succedesse il finimondo alla fiera del libro. Era scappato giusto in tempo.

Emma in quell'occasione non si era mai sentita cosi' viva. La paura mista all'atto, che secondo lei, era di coraggio a cui si sommava una buona dose di incoscienza, le diedero la forza per portare avanti il suo progetto di scrittura. Lei che era una professionista da parecchi anni in tutt'altro campo, aveva un sogno nel cassetto. Voleva scrivere, voleva raccontare delle cose, voleva infondere speranza alle persone.

Ma certo...ovvio. Stava vivendo il momento critico dell'opposizione di Urano al suo Urano di nascita. E come non potrebbe essere che cosi? Cambiamenti, crisi di identita', nuove strade e nuove opportunita'.

Il flusso di pensieri era stato ancora una volta interrotto dal ricordo della voce di Gabi, quando accusava gli autori e la loro vuotezza, quando ognuno di loro si sentiva l'unico depositario della verita'.

Lei adorava leggere, ma sapeva benissimo che la verita' non era unica e che ognuno aveva la propria. Perche', si chiedeva, perdere tempo credendosi gli unici depositari di una verita' quando infatti la realta' stessa e' sfaccettata, come le facce di un diamante? Ogni sfaccettatura della pietra preziosa riflette la luce in modo unico, e pur nella diversita', fanno tutte parte del medesimo oggetto prezioso.

Durante il suo ultimo e lungo viaggio (5 mesi oltre la "cortina di ferro") in Unione Sovietica aveva visto una realta' diversa, ma non per questo era meno reale di quella da cui proveniva. Era stata testimone privilegiata del momento immediatamente prima del crollo dell'impero. Le avvisaglie c'erano e le persone erano come in attesa. Il lungo silenzio che precede la tempesta.

I segni astrologici erano presenti, e non mentivano, non mentivano mai. Il cambiamento era inevitabile e si stava avvicinando a passi da gigante. Cosa sarebbe capitato al mondo in genere e al suo? Sarebbe cambiato, di questo ne era certa. Ma come? Si arrovellava il cervello senza ottenere risposte. Ogni tanto la notte si svegliava agitata e in ansia, di soprassalto, come tormentata da immagini catastrofiche e dall'idea terrorizzante di non sapere cosa ne sarebbe stato di lei.

L'unica cosa reale e certa nel suo cuore e nel suo spirito era l'amore che provava per lui, il suo amato. Uno straniero, proprio come lei, proveniente da un paese diverso dal suo, da una nazione che lei aveva amato da sempre fin dalla piu' tenera eta'.

E cosi', mentre si trovava sull'orlo di un burrone esistenziale, lei viveva questa passione travolgente. Spesso paragonava questa loro relazione ad un fuoco sotto la cenere. Celato agli occhi inquisitori degli altri.

Alle volte Jazzy, la sua gatta, e sua eterna compagna, le preannunciava l'arrivo del suo amato. Rimaneva ferma davanti alla porta di ingresso ad attendere. Alle volte arrivava, alle volte la sua attesa era vana. Questo rituale avveniva quasi ogni giorno e quasi alla stessa ora. Jazzy sprizzava di pura gioia e felicita' quando lui l'accarezzava e le parlava con voce vellutata.

Immersa nei suoi pensieri, Emma non si accorse dell'uomo che si stava avvicinando e che con un lieve tocco sulla spalla la fece sussultare. La carezza leggera la riporto' alla realta' e dal riflesso nella vetrina vide il suo volto. Un sorriso appena abbozzato e quegli occhi azzurri profondi, tristi e sofferenti.

Il vento soffio' una breve brezza autunnale. E tutto d'un tratto si accorse, come per la prima volta, che l'estate era passata. I mesi passati laggiu' le avevano occupato i pensieri e il tempo.

"Un te'? Un caffe'? Che ne dici di una cioccolata calda, my love? Dimmi, raccontami di te. Che cosa hai fatto? Che cosa hai imparato? Che cosa hai visto, my love?", le sussurro'.

"Ho visto una realta' differente, ho visto un mondo diverso. Ne' meglio e ne' peggio, semplicemente ‘altro'. E ora mi chiedo come ho fatto a vivere in questo modo fino a oggi? My love, how can you pick up the threads of a past life?"

A quelle parole, e percependo il profondo turbamento di Emma, le si avvicino' e la strinse tra le sue braccia, la bacio' con passione e coinvolgimento come se fosse stata la prima e l'ultima volta. Un abbraccio che prima dei loro corpi, coinvolgeva le loro due anime antiche. E lei in quell'istante si senti' improvvisamente in pace con se' stessa e con tutti. Tutte le sue battaglie, le sue vittorie e le sue sconfitte, le difficolta', le sue paure e le lacrime versate, tutto questo in quell'istante svani'. Erano solo loro due, sospesi al crocevia del tempo e dello spazio dove entrambi diventavano infiniti ed eterni.

Rimasero cosi' sospesi nel momento, finche' non scoppiarono entrambi a ridere e con i volti umidi di lacrime di gioia, entrarono nel loro bar preferito per celebrare la vita, il cambiamento, la speranza e l'amore.

Tutto il resto non ha importanza, tutto il resto per ora puo' attendere.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: